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Solo 300 euro per avere il sesto senso, lo dicono quelli del MIT

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calcolatrice-in-mano-MIT

Il Massachusetts Institute of Technology (MIT) è uno dei più importanti centri di ricerca del mondo. Ha sede a Cambridge, nel Massachusetts. E’ un centro di eccellenza in cui le menti più geniali approfondiscono e studiano tutti gli ambiti della scienza trovando soluzioni che aiutano l’umanità a vivere meglio.

Al Media Lab del MIT, il laboratorio che si occupa di nuove tecnologie, media e dispositivi tecnologici per la la comunicazione, stanno mettendo appunto la possibilità di creare una sorta di “sesto senso” grazie a una stretta interazione uomo-tecnologia.

Ci si aspetterebbe, quindi, uno strumento tecnologico molto complesso e costoso, ma invece i ricercatori del MIT hanno speso solo 300 euro (350 dollari) per fare in modo che i soggetti possano relazionarsi alla realtà che li circonda con un qualcosa in più rispetto ai cinque sensi che la natura gli offre.

Servono, infatti, soltanto un telefonino di nuova generazione, una connessione a Internet, una webcam e un mini proiettore. Lo scopo di questa “semplice ” combinazione Hi-Tech è quella di fornire agli utenti un supporto informativo supplementare sfruttando l’immenso bacino di informazioni e conoscenze offerto dal Web.

Ecco come funziona: la fotocamera legge le informazioni di partenza dalla superficie inquadrata; il telefonino le elabora con l’ausilio del Web; il mini proiettore proietta sempre sulla stessa superficie il risultato delle proprie ricerche. Poi, grazie a quattro tappi colorati sulle dita di una mano, i gesti effettuati dall’utente vengono riconosciuti da un apposito dispositivo che è collegato alla webcam e li interpreta come comandi.

Ad ogni movimento delle dita, quindi, è possibile far corrispondere un diverso comando. Senza bisogno di estrarlo da borse o tasche, ma semplicemente portandolo addosso, il nuovo dispositivo permette di richiamare gadget virtuali e dati Internet proiettandoli a piacere sui muri, sui corpi di altre persone o sulla propria mano.

Ad esempio, se si traccia con un dito un cerchio sul suo polso, il mini proiettore visualizza in quel punto un orologio, oppure si può scattare una fotografia semplicemente disegnando un quadrato con le proprie dita intorno all’area interessata. Allo stesso modo si può far apparire una calcolatrice sulla mano e fare calcoli semplicemente sfiorando dita e polpastrelli. Ma si può anche guardare la TV proiettando il video su una parete, su un foglio o su un giornale. E queste sono solo le più semplici applicazione di questo strumento…

Con questa tecnologia si può anche analizzare un ambiente come un negozio. Una volta individuata un catalogo online, ad esempio,  si possono mettere a confronto prezzi e disponibilità dei libri che si trovano in una libreria per i quali è anche possibile conoscere in tempo reale pure le recensioni di altri utenti scaricate dal Web. Si può pure conoscere il gate di imbarco e l’eventuale ritardo di un volo semplicemente mostrando al dispositivo la carta di imbarco (tramite il Web, le informazioni richieste saranno subito disponibili).

Ma, siccome è più facile farlo che dirlo, vi consiglio di vedere i video che sono stati pubblicati  nel blog della rivista Wired. Si resta a bocca aperta vedendo alcune delle possibili applicazioni di questo nuovo aggeggio tecnologico.

Al momento, però, si tratta solo di un prototipo. Lo strumento messo a punto al MIT, infatti, risulta ancora molto “grezzo” per essere commercializzato. Stupisce, tuttavia, per la sua semplicità e per la sua immediatezza. E’ proprio vero che a volte la genialità non consiste nell’inventare cose nuove, ma nell’avere l’elasticità mentale di utilizzare oggetti esistenti con altri fini rispetto a quelli per cui sono stati creati o nel mettere insieme oggetti apparentemente distanti.

Di sicuro questo apparecchio, come molte altre invenzioni del MIT, è un’anticipazione del futuro: saremo sempre più immersi nella tecnologia tanto che diventerà parte di noi stessi permettendo un approccio fisico nell’accesso ai contenuti del Web e alla rielaborazione virtuale del mondo che ci circonda, il sesto senso appunto.

Ci renderà più intelligenti oppure – visto che il nostro cervello praticamente non dovrà fare nulla di minimamente impegnativo – contribuirà ad aumentare la già diffusa pigrizia intellettuale? Che ne pesate? ;-)

Scritto da salpetti

8 febbraio 2009 alle 15:24

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