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Internet per tutti!!! Arriva in Italia WiMax, però…

con 14 commenti

Finalmente anche in Italia arriva il WiMax, una tecnologia che consente l’accesso a Internet in banda larga grazie alle frequenze radio, in grado di garantire una connessione veloce pressochè a tutti. Finalmente il Ministero delle Comunicazioni ha presentato il bando di gara per l’assegnazione dei diritti d’uso delle frequenze (QUI la pagina dedicata sul sito del Ministero e QUI un interessante articolo di Punto-Informatico).

Il WiMax permette trasmissioni di dati ad alta velocità a basso costo e non necessita di supporti fisici quali cavi. Ciò permette di poterne usufruire ovunque con il semplice ausilio di un’antennina. Per capirci meglio, è come avere una connessione Internet che ha una copertura simile a quella che oggi serve per parlare col telefonino. Il bando del Ministero è necessario perchè WiMax opera su bande di frequenza sottoposte a licenza (cioè porzioni dello spettro frequenziale assegnate in uso esclusivo dalle istituzioni governative. In Italia fin’ora solo per scopi militari), ma in teoria potrebbe funzionare anche su bande “non licenziate” e quindi Internet sarebbe gratis per tutti ovunque, ma questa è un’altra storia… ;-)

Sarà, quindi, più facile e più economico accedere ad Internet. Sembrerebbe che finalmente si ha una buona notizia per i consumatori e una cattiva notizia per gli operatori fissi, in primo luogo Telecom che praticamete detiene il monopolio dell’ultimo miglio condizionando direttamente o indirettamente i prezzi delle connessioni.

L’introduzione del WiMax in Italia (quasi gli ultimi in Europa!) è un evento rivoluzionario, “un passo in direzione della democrazia digitale”, come si legge in una nota di Palazzo Chigi. Ci si dovrebbe, quindi, solo rallegrare di tutto ciò, ma siccome siamo in Italia sorgono dei dubbi…
Quello che segue adesso forse può sembrare un pò tecnico, ma è importante per capire se davvero nel futuro degli italiani ci sarà l’accesso per tutti alla Rete in banda larga a basso costo, oppure se tutto resterà così com’è.

Dicevo che il WiMax opera su frequenze radio sottoposte a licenze. Il bando del Ministero prevede che vengano concesse 35 licenze. Per 14 di queste potranno concorrere tutti, purchè non siano già in possesso di licenze UMTS (quindi non i gestori telefonici già presenti), mentre per le restanti 21 (aggiudicate su base regionale) potranno concorrere solo società con “autorizzazioni generali per le reti e i servizi di comunicazione elettronica a uso pubblico” o almeno che possono “dimostrare la propria idoneità tecnica e commerciale nel settore“, in pratica gli operatori telefonici già esistenti. Le lincenze hanno durata di 15 anni (che per quanto riguarda la tecnologia è uno spazio di tempo infinito!) e la base d’asta è di 45 milioni di euro.

Adesso arriva la parte scottante della vicenda: nel bando mancano indicazioni sulla gestione della rete che si verrà a creare. Chi deciderà, quindi, a chi sarà permesso di accedere al Wimax e a chi no? Chi stablirà i prezzi?
Visti gli alti costi previsti e i requisiti che si richiedono per prendere parte all’assegnazione delle frequenze (“criteri di idoneità tecnica e commerciale“), è molto probabile che i maggiori investimenti che si potranno dedicare al WiMax saranno operabili da quelle società che già oggi offrono tecnologie di connessione a Internet. Il rischio è, quindi, che i prezzi restino uguali se non più alti o che la possibilità di utilizzare il WiMax sia ristretta solo a pochi, come ad esempio, alle aziende e non ai singoli. Come fa notare l’Adiconsum, gli operatori che già posseggono altre tecnologie per la banda larga (soprattutto se anch’esse senza fili come l’UMTS) non hanno alcun interesse a spingere sul WiMax perchè hanno investito molte risorse sulle tecnlogie esistenti, pertanto saranno poco propensi ad incentivarne l’uso.
Inoltre, nel bando si legge che è necessario “un particolare impegno nelle aree a digital divide” e sono previste delle condizioni particolari, ma per chi sbaglia oppure non utilizzasse la licenza acquisita non è prevista nessuna penale, solo l’obbligo di rivenderla.

Il WiMax è, secondo me, la chiave per un accesso globale e aperto a Internet, ovvero un importante strumento a servizio della democraza. L’Italia è già arrivata tardi, ora rischia di trasformare questa occasione nel solito “affare all’italiana” in cui a spartirsi i benefici sono in pochi a discapito dei citttadini. Mi auguro che tutto vada per il verso giusto… ;-)

> AGGIORNAMENTO (17/10/2007): Pare che i timori erano fondati. Leggete QUI gli ultimi sviluppi della vicenda WiMax all’italiana.

Scritto da salpetti

13 ottobre 2007 alle 00:07

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