Articoli con tag ‘speed laurea’
Università, la riforma terrà conto del business dei laureati precoci?

Un’inchiesta di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella (per quei pochi che non li conoscessero, sono i due giornalisti autori del libro La Casta) ha messo in evidenza un fenomeno relativo all’Università italiana che in questo periodo di grandi agitazione dovrebbe far riflettere.
I due giornalisti, dati alla mano, si sono interrogati sul perché nell’ultimo periodo c’è stato un vertiginoso aumento di studenti che si laureano in tempi brevissimi (da record!). La stragrande maggioranza di essi è di sesso maschile e oltre la metà proviene da due atenei: l’Università di Siena e la Gabriele D’Annunzio di Chieti-Pescara.
Vediamo bene di cosa si tratta (QUI l’articolo sul Corriere):
Non c’è da stupirsi se ci sono studenti che si laureano prima dei termini previsti, ma tra il 2006 e il 2007 il loro numero è improvvisamente cresciuto del 57%. Questa cifra è il campanello di allarme di qualcosa che non va. Non è possibile, infatti, che le nostre università abbiano cominciato ad immatricolare solo geni e super-secchioni!!!
Questo aumento sproporzionato di speed-laureati è il risultato di diversi fattori. Uno di questi è una certa “generosità” riscontrata in alcuni atenei che favorisce lo scorrere veloce degli esami. E’ il caso dell’Università di Siena e della Gabriele D’Annunzio di Chieti-Pescara. Da questi due atenei è uscito il 46% di tutti coloro che hanno tagliato il traguardo della laurea prima dei tempi canonici.
Ma come è possibile tutto questo? Prendiamo cosa è successo alla Gabriele D’annunzio. Qui sono presenti dei corsi di laurea telematici finanziati da una Fondazione privata finanziata da molte delle maggiori case farmaceutiche. Nel 2007, questi corsi telematici hanno fatto laureare 5.718 persone (lauree triennale) di cui più della metà si era immatricolata nell’anno accademico 2005/2006 o dopo. Significa che circa 3.000 studenti si sono laureati in soli due anni o addirittura in pochi mesi.
Quelli che si laureano in tempi brevi, inoltre, sono in grande maggioranza di sesso maschile. Sempre riferendoci alle 2 università dove la laurea è più veloce, questa volta prendiamo ad esempio l’ateneo di Siena. Qui, nel 2007, a laurearsi precocemente è stata quasi la metà di tutti gli immatricolati, cioè 1.918 persone. Tra questi ci sono soltanto 21femmine.
Com’è possibile questo dato? Non si tratta di superiorità intellettuale maschile, ma del fatto che l’Università di Siena aveva stipulato una convenzione con l’Arma dei Carabinieri secondo la quale i Marescialli potevano farsi riconoscere la bellezza di 124 crediti formativi su un totale di 148 necessari ad ottenere la laurea triennale in Scienza dell’amministrazione. Bastava poi fare un solo esame oppure presentare tre tesine da 8 crediti ciascuna e si andava a discutere la tesi.
Ci pensò il ministro Mussi (Governo Prodi) a porre rimedio al fenomeno dei crediti regalati quasi per intero; fu posto il limite massimo di 60 crediti a chi – come previsto dalla riforma Berlinguer che istituì le lauree triennali e il sistema dei crediti – poteva ottenere un “sconto” in virtù dell’esperienza e della professionalità acquisita nel proprio lavoro.
Quando Mussi intervenne le cifre erano paradossali: alla Libera università degli Studi San Pio V di Roma ci sono stati 645 laureati precoci su 886 (73%). Alla Tel.M.A., l’università telematica legata al Formez, l’ente di formazione che dipende dal Dipartimento della funzione pubblica, sono stati 428 su 468, cioè il 91,4%.
Il decreto di Mussi arrivò nel maggio 2007, ma ormai la frittata era fatta e la maggior parte di quelli che poterono approfittarne avevano già provveduto a prendere la laurea. Nonostante il divieto, ci fu addirittura un ateneo che continuò per un altro anno accademico a stipulare convenzioni regala-crediti: l’Università Kore di Enna. Sapete quanti studenti immatricolati alla Kore nel 2007 risultano aver preso la laurea triennale in tempi record? Il 79% di laureati; paradossalmente grazie a convenzioni “illegali” con la Polizia di Stato!
Allora, tiriamo le somme:
A causa delle crescenti ristrettezze economiche, alcune università sono state costrette lanciarsi in una corsa ad accumulare più iscritti per avere più rette possibili e chiedere al governo più finanziamenti. Ecco che, in virtù dell’autonomia gestionale, è nata una vera e propria gara tra gli atenei per accaparrarsi il maggior numero di studenti.
Come si fa ad attirare studenti? Di certo puntando sul prestigio, sull’ottima formazione, sulla qualità della didattica e dei servizi offerti. Ma il metodo più semplice è essere buonisti… A Siena e alla D’Annunzio, visti i dati, probabilmente è successo questo. Poi c’è l’escamotage delle convenzioni con le categorie professionali che devono essere il più vantaggiose possibili. Prendere la laurea in poco tempo e facilmente, soprattutto se aiuta a far carriera, può attirare un sacco di iscritti.
Ma che senso ha regalare lauree così? È una domanda di grande rilievo da fare a tutti coloro che hanno governato questo Paese (sia di destra che di sinistra). In questo momento così delicato per via della possibile riforma, è quindi importante tener conto anche di questi dati al fine di rendere migliore l’Università italiana.
Di certo il problema si accentuerà se si tagliano ulteriormente i fondi e quindi le Università saranno sempre più costrette a fare in modo di accaparrarsi il maggior numero di iscritti possibili (soprattutto se si trasformano gli atenei pubblici in fondazioni private). Spero che la Riforma Gelmini tenga in giusta considerazione questi dati…