LA FORZA DEL BLOGGING

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Nel 2009 il Pulitzer anche ai giornali online. Quando ai blog di (contro)informazione!?

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pulitzer

L’informazione online diventa sempre più importante e se ne sono accorti anche gli organizzatori del prestigioso Premio Pulitzer. A partire dal prossimo anno, infatti, la Columbia University (che amministra il premio) assegnerà la più prestigiosa onorificenza per il giornalismo anche alle online-only publications, ovvero ai contenuti giornalistici pubblicati  solo sul web (QUI).

Le testate online potranno iscriversi a tutte le categorie del prestigioso riconoscimento a condizione che si pubblichino news con cadenza regolare e con una produzione fatta solo di news originali. Non possono partecipare alla competizione i siti che appartengono a magazine, periodici, radio ed emittenti televisive.

Quella che dagli addetti ai lavori è stata accolta come una vera rivoluzione, secondo me non fa altro che riconosce un principio ormai scontato: il giornalismo online ha pari dignità di quello cartaceo. Sopratutto in America (dove viene assegnato il premio) in cui  la “carta stampata” è entrata in una fase di grande crisi in favore dell’informazione su Internet.

E che dire poi dell’informazione fatta direttamente dai cittadini grazie agli strumenti offerti dalle nuove tecnologie e dalla Rete? Ancora siamo molto lontani da un riconoscimento ufficiale di quello che viene chiamato netizen journalism oppure grassroot journalism, cioè di quel tipo di informazione (o contro-informazione) prodotto direttamente dagli utenti della Rete tramite i propri siti o blog. Basta una fotocamera o una videocamera (ma anche un cellulare di ultima generazione) e un computer connesso alla Rete (a volte solo quello) per produrre news.

Come se non bastasse, grandi network giornalistici accolgono sempre più nei loro spazi contribuiti prodotti dai cittadini (definiti talvolta reporter diffusi). Se una delle maggiori agenzie di stampa al mondo, la Reuters, si mette in società con Yahoo (QUI) per raccogliere testi, video e foto realizzati dagli utenti; oppure se la CNN lancia un portale interamente realizzato con notizie create da semplici cittadini (QUI), allora vuol dire che questo modo di produrre notizie diventa sempre più considerevole all’interno del sistema dell’informazione.

L’apertura del Pulitzer per l’informazione professionale online è un gran passo avanti, ma anche senza pretendere questo prestigioso premio, quando arriverà un minimo di riconoscimento in più per chi  condividendo esperienze, conoscenze e fatti attraverso la Rete contribuisce (a volte al pari dei giornalisti) ad influenzare l’opinione pubblica? ;-)

India, ucciso un 15enne: si era innamorato di una ragazza di casta superiore

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India

Può una semplice (e romantica) lettera scritta alla ragazza che si ama essere la causa dell’omicidio atroce di un giovane adolescente? In India pare proprio di sì.

E’ successo in un piccolo villaggio vicino Patna, nello Stato indiano del Bihar. La notizia è stata riportata dalla Reuters India (QUI e QUI)e ha fatto il giro del mondo (QUI il Times e QUI il Corriere). Ad essere brutalmente ucciso è stato un ragazzo di 15 anni colpevole d’aver scritto una lettera d’amore a una ragazzina appartenete a una casta superiore alla sua.

La letterina romantica era stata spedita qualche mese fa, ma solo adesso i genitori dei lei si sono accorti del grave smacco subito dalla figlia: essere oggetto di attenzioni da parte di un membro di una casta inferiore!

Il ragazzo è stato per questo punito in una maniera sanguinaria e atroce: è stato buttato sotto un treno in corsa, per di più dopo essere stato deriso e denigrato (ad esempio gli hanno rasato la testa ed è stato portato in giro per tutto il villaggio. In India è una cosa umiliante avere i capelli tagliati a zero).

La polizia ha arrestato sei uomini (i parenti della ragazzina) e ha sospeso dall’incarico un agente, ritenuto incapace di impedire il massacro (forse anch’egli accondiscendente perché convinto della giusta motivazione da parte degli aggressori).

Alla scena ha assistito pure la madre del ragazzo che urlava e chiedeva pietà per il figlio tra le lacrime. A nulla è valso il suo dolore: per i carnefici quel ragazzo si era macchiato di un crimine troppo grave per essere perdonato!

Ufficialmente il sistema delle caste in India è stato abolito da circa 50 anni, ma rimangono ancora forti retaggi culturali di quel sistema per per secoli ha regolato la vita sociale di un intero Paese.

Nonostante le molte leggi anti-discriminazione, quindi, poco è cambiato nella mentalità indiana: i pasti, le occupazioni, i luoghi di preghiera sono ancora rigidamente suddivisi per casta. Addirittura, anche sui siti per incontri di coppia (esistono anche in India, ad esempio Shaadi) si deve specificare l’appartenenza di casta (anche se non è un campo obbligatorio).

Può avvenire così che un adolescente venga barbariamete ucciso sotto gli occhi della  madre e della polizia soltanto perchè -  come tutti i ragazzini – comincia a scoprire le prime cotte, si innamora di una coetanea e le scrive una lettera d’amore. Lascio a voi i commenti…

Scritto da salpetti

24 novembre 2008 alle 16:14

Chavez censura i Simpson: preferisce Pamela Anderson

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Il presidente venezuelano Hugo Chávez ha censurato i Simpson, il popolarissimo cartone animato che riscuote da anni successi in tutto il Mondo e non solo tra i più piccoli. Secondo Chávez, i bambini del Venezuela potrebbero subire un’influenza negativa dai mitici personaggi della serie TV (QUI la notizia).

Con una minacciosa nota ufficiale, la Comisión Nacional de Telecomunicaciones, una sorta di autority per le telecomunicazioni, ha ingiunto alla emittente privata Televen di sospendere la diffusione del serial, mandato in onda tutti i giorni alle 11 del mattino. Nella nota si può leggere la motivazione:Perché attenta contro la formazione integrale di bimbi, bimbe ed adolescenti“.

Al posto degli ironici e satirici personaggi gialli dei Simpson adesso non andrà in onda un documentario o un film d’autore, bensì il telefilm Baywatch, proprio quello in cui Pamela Anderson mostra le sue prorompenti grazie in un costume da bagno mozzafiato.

Che Chávez subisse il fascino delle belle donne lo si sapeva (dopo la storia con Naomi Campbell), ma che credesse che tutto il popolo venezuelano fosse più acculturato e meno corrotto da un seno prosperoso per lo più scoperto, piuttosto che da un cartone animato che ironizza sulla società occidentale, mi sembra troppo…

Mi sarei aspettato che il presidente socialista amico di Fidel Castro fosse uno più un fan dei Simpson che prendono in giro il modello di vita americano piuttosto che degli americanissimi bagnini in tuta rossa sempre più svestiti. Per altro, censurando i Simpson, Chávez va a trovarsi sulla stessa lunghezza d’onda del suo odiato nemico, Bush. Anche il Presidente americano ha detto più volte, infatti, di non amare i personaggi dei Simpson (forse perché sbeffeggiano il suo governo e il modello di società di cui lui si è fatto portatore in quesi anni).

Magari dopo le polemice con la Reuters che di recente ha diffuso una foto di Chávez che, per uno strano gioco di luci e ombre, sembra avere le orecchie da Topolino (Disney), adesso al leader venezuelano non piacciono più così tanto i cartoni animati; preferisce vedere altre forme animate che si muovono sinuosamente durante una corsa sulla spiaggia…

Battute a parte, ancora una volta in Stati poco liberi si preferisce a qualcosa che potrebbe innescare un minimo di senso critico, qualcos’altro che agendo sugli istinti primari distrae l’attenzione della gente sui problemi reali.

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