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Per uscire vincitori dalla crisi serve più meritocrazia!!!

Il blog riprende la sua attività. Mi scuso con tutti per la mia assenza di queste ultime settimane, ma purtroppo ho avuto prima problemi con il PC, poi con la connessione e per ultimo le vacanze mi hanno ulteriormente tenuto lontano. Adesso si ricomincia…
Il primo post del nuovo anno vorrei dedicarlo alla meritocrazia. La crisi economica e finanziaria sta cominciando a farsi sentire pesantemente; occorre trovare quindi il modo per fronteggiarla egregiamente e per poterne uscire vittoriosi. Sono tante le ricette proposte in questi giorni, a me è piaciuta quella che – seppur indirettamente - giunge da Roger Abravanel, autore del libro che si intitola per l’appunto Meritocrazia.
Nella nostra società il termine meritocrazia assume spesso una connotazione negativa, ma è proprio la mancanza di meritocrazia nell’economia italiana a far sì che non emergano leader eccellenti (sia nel settore pubblico, sia in quello privato) e che impedisce a chi ne ha davvero le capacità e le competenze di trovare di fronte a sè un percorso privo di ostacoli nel raggiungimento dei “posti di comando”.
La nostra economia e il nostro sistema di mobilità sociale non stanno messi bene e la crisi peggiorerà la situazione. Se proprio vogliamo trovare qualche aspetto positivo nella recessione globale, potrebbe essere quindi il possibile azzeramento della classe politica e dirigente e un conseguente rinnovamento.
Ma come potrebbe avvenire questo rinnovamento senza creare un meccanismo capace di selezionare persone nuove tra quelle realmente capaci di portare una boccata di aria pulita al sistema Paese? Ecco che ritorniamo a ciò che dice Abravanel a proposito della meritocrazia.
La mancanza di effettivi criteri di merito ha fatto sì che i posti strategici fossero occupati prevalentemente in base a raccomandazioni e a fedeltà amicali o familiari; ciò ha portati ad avere una società basata non sulle competenze, ma su appartenenze sociali, economiche, politiche, ecc.
Come fare, allora, per rendere la nostra società più equa? Per fa sì che la mobilità sociale diventi la norma? Per fare in modo che a dirigere il nostro Paese e le aziende più importanti ci siano coloro che ne sono veramente capaci e non chi in un certo senso è stato designato dall’alto a farlo?
Abravanel mette in campo 4 proposte:
1. Un miglioramento dei servizi pubblici (ridurre i tempi delle liste di attesa negli ospedali, miglioramento dei rendimenti scolastici, abbattimento degli sprechi, …). Ma come fare? Non attraverso i soliti slogan e le solite promesse, bensì attraverso quelle che lui chiama soluzioni SMART: Specifiche, Misurabili, Achievable (realizzabili), Realistiche, Tempificabili.
A trovare queste soluzioni intelligenti che servono a migliorare la qualità della vita di tutti i cittadini dovrà essere una sorta di commissione costituita da giovani brillanti e non dai soliti volti noti. Mettere alla guida della grande macchina pubblica una cinquantina di eccellenti giovani pieni di energia, entusiasmo e di grandi capacità è probabilmente molto più efficace di “licenziare i fannulloni”. Insomma, ci vuole gente gente capace, dinamica e brillante in grado a gestire al meglio la cosa pubblica, questa è la soluzione.
2. Introdurre un test nazionale standard di valutazione delle competenze delle capacità nel sistema scolastico. Occorre, quindi, valutare gli studenti in base al loro merito effettivo.
Nei test del Programma per la valutazione internazionale dell’allievo (un’indagine internazionale promossa dall’OCSE nata con lo scopo di valutare con periodicità triennale il livello di istruzione degli adolescenti dei principali Paesi industrializzati), i ragazzi del Sud-Italia hanno raggiunto livelli pari a quelli thailandesi o uruguayani, mentre i ragazzi nel Nord rientrano nella media dei maggiori Paesi dell’Occidente. Ciò perché gli studenti del Sud pagano le conseguenze di un sistema scolastico iniquo in cui la qualità dell’insegnamento non è uguale in tutto il Paese e dove le condizione sociali ed economiche del posto in cui si vive e delle famiglie impediscono ai ragazzi di poter dare il meglio di sé a scuola. E questo è solo un esempio.
Introdurre un test standard univoco simile a quello americano significherebbe dare borse di studio ai ragazzi meritevoli al fine di farli proseguire negli studi prescindendo da fattori economici, sociali e culturali, nonché dalla famiglia di provenienza (in America è grazie a un un sistema simile che Barack Obama è riuscito a laurearsi diventando oggi il presidente degli Stati Uniti. Se fosse stato in Italia probabilmente non sarebbe riuscito a conseguire la laurea oppure lo avrebbe fatto, ma faticando il triplo rispetto ai suoi colleghi).
3. La creazione di un organismo terzo, una sorta di Authority, con la finalità di sbloccare l’economia, accelerare la deregolamentazione e controllarne l’attuazione nei servizi locali pubblici e privati in quei settori totalmente immobili come quello delle libere professioni, dei trasporti, del commercio, …
Insomma un organismo finalizzato a liberalizzare e a creare più concorrenza trai servizi al fine di migliorarne l’efficienza, ridurne i costi e limitare il potere delle lobby familiari e corporative.
4. Rimuovere gli ostacoli che impediscono alle donne di fare carriera perché non si può discriminare una persona capace e meritevole solo perché di sesso femminile.
Le donne restano confinati ai gradi più bassi delle gerarchie aziendali (quando ci arrivano), mentre potrebbero essere una grande risorsa per rilanciare l’economia italiana e introdurre un sistema meritocratico equo anche tra i due sessi.
Queste sono le quattro proposte di Abravanel espresse in estrema sintesi e semplificate al massimo. Mi sembrano proposte ragionevoli, per quanto si possano prestare a critiche e a legittimi dubbi. “Meritocrazia – scrive Abravanel nel suo libro – significa che i migliori vanno avanti in base alle loro capacità e ai loro sforzi, indipendentemente da ceto, famiglia di origine e sesso“. Su questo penso che siamo tutti d’accordo…
Allora, auguro a tutti un anno più meritocratico!!!
Scritto da salpetti
9 gennaio 2009 alle 18:02
Pubblicato in Attualità, Curiosità, Economia, Lavoro, Politica, Università
Taggato con crisi, equità, fannulloni, lobby, meritocrazia, mobilità sociale, obama, Roger Abravanel