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Molleindustria ci riprova: dopo i preti pedofili, Gesù contro Maometto

con 9 commenti

Vi ricordate di quel gioco in flash che aveva come protagonisti la polizia, i preti pedofili, i bambini vittime di abuso e i loro genitori? Ne ho parlato un po’ di tempo fa perché il videogame venne censurato. Adesso la stessa casa di produzione ci riprova realizzando un altro giochino che ha come protagonisti le divinità e i profeti delle principali religioni: è subito polemica!

Dopo il gioco che critica il modello di business di “McDonald’s” e il già citato “Operazione Pretofila” in cui i giocatori vestono i panni di preti che girano per diocesi a sedurre bambini cerando di restare impuniti (si può chiedere anche l’aiuto di Dio), è arrivato da pochi giorni “Faith Fighter” (Combattimento della fede). Dice la presentazione: “Faith Fighter è un picchiaduro per questi tempi oscuri. Scegli il tuo credo e spacca il culo a chi non la pensa come te. Dai sfogo alla tua intolleranza! L’odio religioso non è mai stato così divertente“.

Il gioco è gratuito (QUI per giocare online o per fare il download) ed è molto semplice, ricorda vagamente il più celebre gioco di combattimento Street Fighter. Si sceglie il proprio personaggio da far combattere (Buddha, la divinità induista Ganesha, Gesù, Dio Padre, Maometto, …) e usando la tastiera iniziano i combattimenti. Lo scopo è uccidere di botte tutte le altre divinità e profeti. Non mancano ovviamente mosse segrete e trucchetti.
C’è pure una versione con il volto di Maometto coperto per far sì che anche i musulmani possano giocare (secondo il loro credo è infatti vietato raffigurare il volto del profeta).

I videogiochi non sono “armi di distrazisone di masa“, dicono quelli della Molleindustria. Anche il videogioco “produce senso”, cioè dà messaggi, diffonde pensieri o quanto meno crea l’orizzonte psicologico e culturale dei fruitori. Grazie a questi giochini i loro produttori vogliono sensibilizare l’opinione pubblica su certe tematiche e far riflettere intorno ad alcuni argomenti e combattere la loro battaglia contro le grandi softwarehouse di videogame. Riusciranno gli sviluppatori di questi semplici giochini a raggiungere i loro obiettivi? Non lo sappiamo, quel che è certo è che, come si legge nel sito: “MolleIndustria non ama i videogiochi, per questo motivo li crea“.

l tema della religiosità e dell’intolleranza religiosa è molto delicato. Probabilmente non è con un videogioco di questo tipo che si può trovare una soluzione, ma con Faith Fighter è stata lanciata una provocazione che farà di certo discutere…

Si tratta di satira religiosa, di attivismo videoludico (come si legge nel sito della Molleindustria), di blasfemia o di irriverenza? La risposta a questa domanda dipende in larga misura dalla sensibilità della gente… ;-)

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