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Giornalismo urlato: per Feltri “vogliono uccidere Berlusconi”

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Con il titolo di apertura “Voglio uccidere Berlusconi“, Vittorio Feltri dalle pagine de ‘ilGiornale‘ è intervenuto nella vicenda della frase contro Berlusconi scritta su Facebook da un giovane dirigente del PD di Modena (QUI).

La vicenda è tanto semplice quanto bizzarra: il coordinatore del Pd del paese di Vignola (Modena), Matteo Mezzadri, è un ragazzo di soli 23 anni che sta per laurearsi in ingegneria. Dopo la vicenda della bocciatura de Lodo Alfano, non si sa per quale motivo (per incoscienza, stupidaggine, odio politico o semplicemente pensando di essere spiritoso), ha scritto sulla sua pagina di Facebook questa frase: “Possibile che nessuno sia in grado di ficcare una pallottola in testa a Berlusconi?“.

Pochi minuti dopo sulla bacheca compare il commento scandalizzato di Bruno Rinaldi, un consigliere provinciale del Pdl che si trova nella lista degli amici di Mezzadri: “Matteo, che scrivi? Le pallottole non si tirano a nessuno! Queste cose non rendono giustizia alla tua intelligenza“.

Il giovane coordinatore del Pd non risponde ignorando il commento. Scoppia così il caso politico: Bruno Rinaldi e altri esponenti del Pdl di Modena chiedono le dimissioni Matteo Mezzadri e anche il segretario provinciale del Pd, Stefano Bonaccini, è stato molto duro nei suoi confronti.

Matteo Mezzadri capisce d’aver fatto una bravata e che quella sua frase inopportuna gli è costata cara. Si dimette e chiede scusa pubblicamente a Berlusconi, al Pd, al Pdl e a tutti i suoi sostenitori. Naturalmente la sua carriera politica, nonostante sia appena cominciata, è finita proprio oggi.

La vicenda si sarebbe potuta chiudere qui se non fosse che oggi Feltri ha aperto il suo giornale parlando di un complotto per uccidere il Presidente del Consiglio.

Scrive Feltri: “Bisogna vedere se oltre alla bravata di Matteo Mezzadri non vi siano altri indizi di una metamorfosi che potrebbe spingere il dibattito politico a preferire le pistolettate alle pistolaggini. La sensazione è che siamo a buon punto, benché Mezzadri si sia scusato con amici, avversari e perfino Berlusconi, e si sia dimesso dalle cariche del PD“.

Feltri rievoca i fantasmi del terrorismo armato per giungere a questa conclusione: “Occhio Berlusconi perché, dopo le campagne di stampa ispirate a scarsa simpatia nei suoi confronti, c’è il rischio che qualcuno cerchi di spararle in faccia, spianando la strada al governo tecnico che l’opposizione e dintorni, finché lei sta lì a scassare le uova, non ce la farà mai a donare all’Italia oppressa. Sappia infine, signor premier, che se il progetto di eliminarla, per ora vagheggiato, venisse realizzato non sarebbe opera di un mitomane isolato, ma di un mitomane con parecchi tifosi mica tanto criptici“.

E’ chiaro che la frase di Matteo Mezzadri doveva essere stigmatizzata e  che nei sui confronti dovevano essere presi dei provvedimenti (cosa che è stata fatta), ma mi sembra altrettanto evidente che cavalcare questa notizia per parlare di un complotto per uccidere Berlusconi ordito da quelli che Feltri chiama “fanatici e buzzurri” mi sembra esagerato.

Si tratta, a mio avviso,  di un giornalismo urlato che poco ha a che fare con l’informazione e che crea falsi allarmismi alimentando inutili polemiche che di certo non giovano al Paese.

Che ne pensate? ;-)

Digitale terrestre, quando i fatti diventano interpretazione

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Ieri, in anticipo su tutte le altre capitali europee, Roma si è svegliata con la TV digitale. Due canali (RAI2 e Rete4) sono adesso visibili solo attraverso il decoder del digitale terrestre. Entro la fine dell’anno tutti i canali saranno visibili nel Lazio con il digitale terrestre (switch-off).

Oltre 4,5 milioni di persone, tra romani e cittadini di altri 166 Comuni del Lazio,  sono stati coinvolti da questo evento che per alcuni è un importante passo verso la modernizzazione del Paese e per altri rappresenta solo uno spreco di denaro e di risorse (solitamente a seconda dell’orientamento politico).

Lo switch-over (questo è il termine tecnico) è, tuttavia, avvenuto con successo, salvo alcuni piccoli disagi che sono normali quando avviene una trasformazione di questo tipo su larga scala. Questi sono i fatti, ma veniamo all’informazione.

I nostri giornalisti hanno riportato la notizia non limitandosi a raccontare ciò che è accaduto, ma mischiandoci anche delle interpretazioni che risentono dell’orientamento politico. In particolare, mi hanno colpito due titoli: ilGiornale e laRepubblica.

La stessa notizie era così riportata su ilGiornale: Tv digitale, partenza senza scossoni. Lascia intendere che sì, ci sono stati dei piccoli inconvenienti ma che è stata roba da poco (nessun scossone).

Ecco, invece, il titolo de laRepubblica Roma: Digitale terrestre, debutto con disagi. Qui l’enfasi è sulle difficoltà e sugli inconvenienti.

Perché non limitarsi a dare semplicemente la notizia? Lo sforzo di Viola Giannoli de laRepubblica è stato quello di enfatizzare i lati negativi, quello di Marzio Fianese de ilGiornale è stato quello di minimizzare sugli inconvenienti.

Se avviene ciò su una notizia che, tutto sommato, non ha una così rilevanza politica e ideologica, figuriamoci cosa possono inventarsi i nostri titolisti quando si tratta di questioni più delicate.

Sul perché si è introdotto il digitale, sulle modalità operative, sull’effettivo vantaggio derivato dalla digitalizzazione dei canali televisivi si può discutere, ma sul fatto che adesso a Roma RAI2 e Rete4 non sono più visibili in analogico mi pare che siamo tutti d’accordo.

Che ne pensate? ;-)

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