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Elezioni europee, serve gente preparata e competente!!!

con 4 commenti

La campagna elettorale per le elezioni europee si è conclusa. Ognuno si sarà fatto la propria idea su chi votare. Gossip a parte, a dominare le tematiche politiche per quanto riguarda i nostri rappresentati europei sono state, però, solo tematiche nazionalistiche.

Anche le elezioni europee in Italia vengono presentate secondo la contrapposizione tra berlusconiani e antiberlusconiani. Poche sono state le proposte concrete che siano andate oltre le Alpi e al di là dei confini nazionali.

Eppure il Parlamento europeo, con tutti i suoi limiti, è un’istituzione importante che meriterebbe molta più attenzione rispetto a quella che ha in Italia dove le elezioni europee sono viste solo come un momento di verifica delle coalizioni e per misurare il consenso popolare.

E’ vero che il Parlamento della UE subisce la supremazia del Consiglio e della Commissione, ma è anche vero che esso rappresenta l’unico organismo dell’Unione Europea che supera le logiche nazionalistiche e che rappresenta veramente il popolo europeo.

La Commissione è un organo tecnico, il Consiglio è il luogo dove i singoli Paesi cercano di spuntarla sugli altri, il Parlamento rappresenta la sovranità sovrastatale europea. Nonostante la percezione che noi italiani ne abbiamo, quindi, l’influenza del Parlamento sulla politica di tutti gli Stati membri è rilevante. Un numero crescente di leggi europee deve passare dall’approvazione del Parlamento che, anche se dovrebbe acquistare maggiore potere, riesce a condizionare le decisioni politiche dei Governi nazionali.

Occorre, quindi, mandare a Strasburgo persone competenti e preparate che sappiano far valere la posizione italiana all’interno del Parlamento. In molti Paesi europei, ad esempio, si è formata una classe politica di euro-esperti, ma da noi non è così. Spesso i candidati italiani sono “scarti”, giovani inesperti da lanciare, persone da sistemare, gente a cui i segretari di partito non possono dire di no, pensionati della politica e così via. Tutte persone che sono quasi digiune di questioni europee e dei meccanismi che regolano l’Unione. La percezione in Italia è, infatti, questa: per quello che serve il Parlamento europeo va bene chiunque!

Ma il Parlamento europeo è una cosa seria, non va bene chiunque. A volte i nostri politici, per inesperienza o perché abituati ai meccanismi lenti ridondati italiani e non a quelli agili ed efficaci della UE (nel Parlamento europeo, ad esempio, non parla chiunque, ma solo chi ha dimostrato di avere specifiche competenze sul tema che si sta affrontando), fanno una pessima figura oppure non godono della visibilità che meriterebbero i rappresentanti di un Paese quale l’Italia (uno dei Paesi fondatori). Non a caso sono detenuti proprio dai i politici italiani i record di astensionismo e di proposte irrilevanti.

Allora, credo che - qualunque sia l’orientamento politico – domani e dopodomani ciascuno di noi debba fare un esame di coscienza e votare per un candidato che non sia solo di facciata o di cui non si capisca bene quali siano i suoi meriti specifici, bensì votare per persone esperte e competenti che sappiano gestire il loro ruolo con professionalità e con autorevolezza. Ne va del bene dell’Italia e dell’Europa intera che potrebbe avere un po’ più di italianità al suo interno.

Che ne pensate? ;-)

Scritto da salpetti

5 giugno 2009 alle 20:12

Cercasi parlamentari. Requisiti: per lo più onesti e non saper far nulla!!! ;-)

con 18 commenti

Mentre in Italia i nostri politici sono in corsa per trovare gente da inserire nelle proprie liste elettorali, sull’International Herald Tribune (IHT) è apparso un annuncio di lavoro un po’ particolare che sta facendo il giro del mondo (nel video in alto un bel servizio di Sky Tg24, vi consiglio di vederlo). Aprendo il prestigioso giornale (nell’edizione di lunedì 25) alla pagina 4 si può leggere un annuncio che recita più o meno così:

Un gruppo di cittadini italiani sta cercando disperatamente politici onesti quanto basta per correre alle prossime elezioni per il Parlamento. Lo stipendio è estremamente competitivo (tra i più alti del mondo) e benefici al di là dell’immaginabile sono compresi. E’ anche garantita l’immunità penale. Una volta eletti i candidati possono portare con se amici e parenti a cui saranno offerti posti di alto livello nell’amministrazione pubblica e nella televisione nazionale. Il luogo di lavoro è uno dei più esclusivi nel centro di Roma. Non sono richieste particolari abilità (si può essere anche incapaci). Non è richiesto che si lavori, eccetto qualche apparizione nei salotti televisivi, dove però non ci si aspetta che i politici rispondano a delle domande, ma sono invitati insieme a note soubrette per cantare canzonette“.

Adesso si stanno cercando i “simpatici” autori di questa iniziativa che se, come dicono alcuni, danneggerebbe ulteriormente l’immagine dell’Italia all’estero (dopo le violenze negli stadi, la monnezza di Napoli e tutto il resto), secondo me può far capire a chi ci guarda da fuori come funziona la nostra politica in vista di queste elezioni. Dal momento che non è stata cambiata la legge elettorale, infatti, si impedirà ancora agli elettori di indicare una preferenza diretta. Nelle urne, quindi, si potrà scegliere solo tra liste pre-confezionate create ad hoc dai vertici dei partiti.

Ed è così che è in atto tra i nostri politici una vera e propria ricerca finalizzata a riempire queste liste con nomi più o meno noti capaci di creare un certo appeal tra gli elettori (QUI e QUI).

Veltroni candida gente del calibro dell’oncologo Veronesi o del prefetto Serra, ma anche giovani 30enni (es. Marianna Madia, giovane ricercatrice 27enne, capolista alla Camera nel Lazio), operai e pure figli di personaggi noti (es. il figlio di Roberto Colaninno);

Berlusconi mette sé stesso come capolista e Gianfranco Fini per secondo in tutte le circoscrizioni (Veltroni non è il primo in nessuna lista) e non manca di inserire a seguire nomi altisonanti come il famigerato Generele Speciale o la giornalista Fiamma Nirenstein, ma anche Eugenia Roccella (una delle portavoci del Family day) o Paolo Galimberti (presidente dei Giovani di Confcommercio) oppure personaggi “ambigui” come Zakaria Najib, un immigrato proposto dalla Lega (sembra una contraddizione, ma lui è uno straniero molto particolare: vive a Cadoneghe (Padova), ha sposato un’italiana, dal 1986 ha la nostra cittadinanza ed è stato consigliere comunale della Lega. A novembre ha scritto al presidente della Repubblica chiedendo, provocatoriamente, di tornare nello status di extracomunitario con tutte le facilitazioni che, secondo lui, comporta per casa e lavoro).

In questo contesto di ricerca ossessiva di parlamentari, l’annuncio sull’International Herald Tribune potrebbe pure essere verosimile; anzi, nel testo c’era anche un referente da contattare per chi fosse interessato (Lucrezia Marforio: rescue.italy@gmail.com), io un bel curriculum lo manderei, non si sa mai!!! ;-)

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