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Nuove immagini di Bin Laden, ma forse è morto (almeno politicamente)
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Secondo un articolo de laStampa di qualche mese fa, sarebbero almeno 13 le volte in cui Osama Bin Laden è stato dichiarato morto. E sono tantissime anche le volte in cui il capo di Al-Qaeda riapparirebbe in una foto, in un video o in una registrazione audio smentendo così, anche se in maniera non definitiva, le voci sulla sua scomparsa.
In un momento come questo, con l’amministrazione USA indecisa su cosa fare in Afghanistan, un suo video – grazie al quale poter stabilire in maniera inequivocabile che Bin Laden è ancora vivo – potrebbe essere di fondamentale importanza. E allora perché da tempo non appare direttamente in un video?
L’ultima registrazione dove compare inequivocabilmente Bin Laden è del 2007, ma continuano ad esserci seri dubbi sull’autenticità della registrazione. Forse è morto davvero, ma può essere che sia morto solo politicamente.
E’ di questi giorni, infatti, la notizia che è stato trovato un video in bassa risoluzione da cui sono stati estratti tre fotogrammi (sfocati e poco chiari) che ritrarrebbero proprio Bin Laden. La qualità delle tre immagini è troppo bassa per poter dire se sia davvero il fondatore di Al Qaeda la figura ritratta, ma sono ripartite le speculazioni sulla sua sorte.
Il video in questione è relativo al discorso di Yahya Al Libi, uno dei principali commentatori del movimento jihadista. Tra la folla ci sarebbe anche il vecchio leader che, come uno spettatore qualunque, assiste al comizio propagandistico.
Può essere che il suo peso all’interno di Al Qaeda sia diventato ininfluente e che la sua linea di pensiero sia stata scalzata? Può essere che qualcun altro abbia preso il suo posto? Magari – stanchi della linea dura di Bin Laden che ha portato solo a ulteriori devastazioni in Afganistan – il vertice di Al Qaeda sta virando per una linea più morbida con nuovi leader.
Insomma, Bin Laden potrebbe essere vivo, ma la sua figura potrebbe essere diventata irrilevante. Questa rappresenterebbe la terza via al’interno del dibattito sulla sua morte.
C’è chi lo vuole ancora in piena attività, ma in maniera occulta (e allora perchè uscire dal covo e andare a un comizio?), c’è chi dice che sia morto (ma terrebbero segreta la notizia per non dare un vantaggio agli americani) e poi… può darsi che sia vivo, ma che sia stato messo da parte dal suo stesso gruppo.
In questo ultimo caso, con il presidente Barack Obama che sta valutando una nuova strategia, forse la questione afgana potrebbe trovare presto una più facile risoluzione.
Che ne pensate?
Bin Laden è morto un’altra volta, ma ormai poco importa

Ne avevamo già parlato in questo blog della morte di Bin Laden (QUI), adesso ci ritroviamo a riparlarne. Pare proprio che il più temuto terrorista del mondo abbia tante vite come i gatti e che ogni volta che muoia poi c’è lo si ritrovi sempre in vita.
Scherzi a parte, l’altro ieri il presidente della repubblica pakistana, Asif Ali Zardari, ha reso noto un rapporto dei servizi segreti (ISI) in cui si dice che Bin Laden è morto anche se non si dispone di nessuna prova certa. Forti dubbi a riguardo sono giunti dagli Stati Uniti secondo i quali Bin Laden vivrebbe ancora da qualche parte nelle montagne tra Afghanistan e Pakistan, ma neanche loro sanno dire dove.
Insomma, è un insieme di insinuazioni e supposizioni di cui nessuno può avere conferma. Non è la prima volta che Bin Laden è stato dato per morto; secondo laStampa, sarebbero almeno 13 le volte in cui il capo di Al-Qaeda è stato dichiarato morto.
Nel settembre del 2002, ad esempio, è arrivata una delle tante notizie sulla sua morte: “Bin Laden è morto il 9 dicembre sotto le bombe di Tora Bora“. La notizia era stata riportata dalla radio statale israeliana, che citava il sito online di Al-Qaeda.
Secondo un rapporto dei servizi segreti francesi DGSE (Direction Generale del Services Exterieurs), per citare un altro esempio, il leader dei terroristi sarebbe stato vittima di una crisi tifoidea che gli avrebbe provocato una paralisi delle gambe e poi il decesso. Il rapporto segreto citava fonti dei servizi sauditi secondo cui Bibn Laden sarebbe deceduto in Pakistan il 23 agosto del 2006.
Il 2 novembre del 2007 fu Benazir Bhutto (uccisa in un attentato il 27 dicembre), in un’intervista alla televisione Al Jazeera, a riportare la notizia della fine del terrorista. La “rivelazione” non trovò molto spazio sulle testate e in tv.
Insomma, nemmeno questa volta sapremo se Osama Bin Laden sia realmente morto oppure se sia ancora vivo a ridere di tutti coloro che ne annunciano periodicamente la morte. Quello che è certo è che, vivo o morto, ormai Bin Laden è diventato un mito: se fosse vivo non potrebbe che ispirare ammirazione da parte dei suoi sostenitori che lo ammirerebbero per la sua resistenza ad oltranza. Se fosse morto, per i suoi sostenitori non sarebbe altro che un martire perchè sarebbe caduto per difendere la giusta causa della lotta al male.
Peggio ancora se dovesse essere eliminato clamorosamente e le immagini della sua morte facessero il giro del mondo: il potere dell’idea del sacrificio potrebbe addirittura ad incrementare il mito della sua persona.
Insomma, che sia vivo o morto, poco importa. Quel che conta è che è riuscito a creare e ad alimentare un movimento che, prescindendo dalla sua partecipazione attiva, è capace di agire autonomamente. Comunque stiano le cose, dunque, ormai Bin Laden - purtroppo per noi – è riuscito a svolgere il suo compito.
Che ne pensate?
Bin Laden è morto! Lo disse la Bhutto, ma nessuno ci fece caso…
Come spesso accade è la Rete a far emergere delle notizie che restano sotto-silenzio perché non si vogliono far sapere o semplicemente perché non ci si fa caso. L’ultimo episodio di “riscoperta” riguarda un’affermazione di Benazir Bhutto alla TV Al Jazeera del 2 novembre 2007 (la Bhutto fu uccisa poco tempo dopo, il 27 dicembre).
Durante l’intervista, la leader dell’opposizione pachistana ha parlato anche di quelli che lei riteneva fossero suoi potenziali nemici per vari motivi. Tra questi c’era il terrorista Omar Sheikh Ahmad del quale dice: “quello che ha assassinato Osama bin Laden”. Stranamente il giornalista non fece una piega e passò alla domanda successiva.
L’affermazione della Bhutto apparve così assurda che la Bbc, nel riportare l’intervista tagliò la frase incriminata, ma fu poi costretta a ripubblicarla integralmente in seguito alle proteste di alcuni spettatori, di fronte ai quali la Bbc si è giustificata dicendo che non c’era nessuna intenzione di distorcere il senso dell’intervista, ma solo quella di eliminare un evidente lapsus che avrebbe solo confuso gli spettatori.
Di questa affermazione non se ne parlò più nei media tradizionali, ma il video dell’intervista finito su Youtube (l’ho messo ad inizio post) ha iniziato da subito a fare il giro dei blog e dei forum: in Rete se ne parla da tempo. Anche nella Rete italiana si parlava di questa intervista, ma adesso la notizia ha avuto maggiore risonanza grazie ad un articolo di Giulietto Chiesa apparso su laStampa.
Le interpretazioni sono diverse, le dietrologie non mancano e sono state fatte molte ipotesi di ogni tipo. Si va da chi sostiene che si tratti di un banale errore dovuto alla distrazione della Bhutto che sovrappensiero disse Osama bin Laden convinta di dire invece Daniel Pearl (un reporter americano per il cui assassinio è stato accusato Omar Sheikh Ahmad), a chi sostiene che l’assassinio della leader politica pakistana sia stato compiuto proprio da alQaeda perchè lei sapeva troppo…
Purtroppo la Bhutto non può ne correggersi, nè fornire chiarimenti. Credo che sarà molto difficile capire quale sia il vero significato di quelle parole. Quel che è certo è che ancora una volta la Rete si presenta come un mezzo di informazione veramente libero…
Cossiga, Bin Laden e Berlusconi: che bel trio!!!

Il 29 ottobre, la TV araba “al-Jazeera” ha trasmesso alcuni spezzoni di un file audio contenete una registrazione di Bin Laden. In poco tempo, il testo completo era già su Internet (QUI la traduzione italiana). Non è la prima volta che Bin laden fa pervenire suoi video o sue registrazioni ad “al-Jazeera” e ogni volta il fatto fa notizia. Questa volta in Italia si è sentito in modo particolare l’eco della vicenda perché nella registrazione Bin Laden nomina anche Silvio Berlusconi: “Non è più un segreto – afferma nel messaggio Bin Laden – che Blair, Brown, Berlusconi, Aznar e Sarkozy e i loro sostenitori amano stare all’ombra della Casa Bianca. E in questo non sono molto diversi dai leader di molti Paesi del Terzo mondo”.
Secondo l’ex presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, tutta questa vicenda sarebbe una montatura di Berlusconi che trovandosi in difficoltà per via del caso delle intercettazioni RAI-Madiaset ed essendo in procinto di formare un nuovo partito, ha bisogno di popolarità e solidarietà. In un intervista al Corriere della Sera, Cossiga ha detto:
“A quanto mi è stato detto, domani o dopo domani la più potente catena quotidiani-periodici del nostro Paese dovrebbe dare le prove, con uno scoop eccezionale, che il video [in realtà si tratta di un audio] nel quale riappare Osama Bin Laden, leader del Grande e potente movimento di Rinvicita Islamica Al Qaeda, che Allah lo benedica!, nel quale sono formulate minacce anche all’ex premier Silvio Berlusconi, sarebbe nient’altro che un videomontaggio realizzato negli studi di Mediaset a Milano e fatto giungere alla rete televisiva islamista Al Jazira che lo ha ampiamente diffuso. La trappola sarebbe stata montata, secondo la sopra citata catena di stampa, per sollevare una ondata di solidarietà verso Berlusconi, nel momento nel quale si trova in difficoltà anche a causa di un altro scoop della stessa catena giornalistica sugli intrecci tra la Rai e Mediaset. Da ambienti vicini a Palazzo Chigi, centro nevralgico di direzione dell’intelligence italiana, si fa notare che la non autenticità del video è testimoniata dal fatto che Osama Bin Laden in esso confessa che Al Qaeda sarebbe stato l’autore dell’attentato dell’11 settembre alle due torri in New York, mentre tutti gli ambienti democratici d’America e d’Europa, con in prima linea quelli del centrosinistra italiano, sanno ormai bene che il disastroso attentato è stato pianificato e realizzato dalla Cia americana e dal Mossad con l’aiuto del mondo sionista per mettere sotto accusa i Paesi arabi e per indurre le potenze occidentali ad intervenire sia in Iraq sia in Afghanistan. Per questo nessuna parola di solidarietà è giunta a Silvio Berlusconi, che sarebbe l’ideatore della geniale falsificazione, né dal Quirinale, né da Palazzo Chigi né da esponenti del centrosinistra!”
Berlusconi ci aveva riso su di questa minaccia personale, attaccando come al suo solito Prodi. “Arrivando qui – ha detto durante la conferenza stampa tenuta al termine dell’incontro con Walter Veltroni – mi è stato chiesto se mi fosse arrivata una telefonata di Prodi. Ebbene, no. E ho risposto che spero non abbia telefonato a Bin Laden…“.
Un rappresentante della TV “al-Jazeera” ha detto in merito alle osservazioni espresse da Cossiga: “Non vogliamo commentare queste dichiarazioni che hanno carattere interno: ci limitiamo a confermare che a nostro giudizio l’audio è autentico“.
Insomma, quest’ultimo messaggio audio di Bin Laden (ammesso che sia vero, ci sono stati molti falsi) non credo che intimorisca gli americani che ormai ci sono abituati (anche se per loro Bin Laden è morto da qualche anno
) e non credo nemmeno che abbia importanti ripercussioni sulla politica internazionale, ma probabilmente farà scoppiare un acceso dibattito in Italia. Berlusconi, lo sappiamo, è capace di tutto e non mi stupirei se si venisse a sapere che Cossiga ha ragione, ma ritengo che sia altamente improbabile che Mediaset abbia davvero inviato il messaggio audio (che Cossiga dice essere video) ad “al-Jazeera”.
Per quanto riguara Cossiga, penso che il “picconatore“, quasi ottantenne, questa volta abbia sbagliato la mira del suo piccone…