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Strip tease contro il precariato. Brunetta rimane impassibile

con 16 commenti

Dopo la pausa estiva (che si è protratta più del previsto), rieccomi qua a dar vita a questo blog. Riparto parlandovi di un fatto che potrebbe sembrare una “notizia da spiaggia”, quelle di StudioAperto, ma può fornirci degli spunti di riflessione interessanti…

Veniamo ai fatti (QUI e QUI): undici centraliniste precarie, con contratti a tempo determinato, dopo ben 6 anni di lavoro, sono adesso disoccupate; erano impiegate al call-center dell’ospedale di Legnano (MI). Il motivo? Una norma anti-precariato del decreto legge 112/2008, detto “decreto Brunetta“.

Le ragazze (o quasi, visto che la media è di 35 anni con il picco a 50 anni) sono “colpevoli” di aver lavorato per l’ospedale di Legnano per più di 3 anni nel quinquennio che è appena trascorso. Secondo la norma di Brunetta, loro non hanno necessariamente diritto ad essere assunte con contratto a tempo indeterminato, ma non potranno più lavorare in quel posto.

La ratio della norma dovrebbe essere quella di impedire alle aziende pubbliche di erogare servizi continuando a tenere la gente in uno stato di precariato a vita. Gli effetti della norma  sono stati più disastrosi del precariato a vita: la nascita di nuovi precari e la formazione di nuovi disoccupati.

Ora arriva la parte da StudioAperto ;-) . Pare che ciò che la vicenda di queste ragazza abbia riscosso scarso interesse nell’opinione pubblica, così le 11 centraliniste hanno pensato di attirare l’attenzione sul loro caso (e quindi sugli effetti perversi del “decreto Brunetta”) in un modo particolare:  dopo un video (in alto) in cui annunciavano la loro iniziativa, venerdì faranno una video conferenza nella quale metteranno in atto uno streap tease collettivo!

Se è l’unico modo per farci ascoltare - spiegano le ragazzeben venga: ci spoglieremo. Tanto ci hanno già denudato dei nostri diritti. [...] Vogliamo - continuano – che venga a cessare il continuo scorrere del tempo senza che nessun diritto per noi precari venga acquisito [...] Ci spoglieremo davanti a macchine fotografiche e telecamere, ci venderemo per un posto di lavoro. Per tutti i precari“.

Era un lavoro precario – sembra che lascino intendere – ma era pur sempre meglio della disoccupazione!!! Questa provocazione, però, non sembra aver colpito il Ministro Renato Brunetta, autore della norma incriminata. Il Ministro ha ribadito che ”il contratto di lavoro a tempo determinato ha per sua natura un carattere temporaneo e il suo protrarsi per lunghi periodi di tempo, in quanto segnale di un utilizzo improprio della tipologia contrattuale, non può essere assecondato”.

In attesa dello strip di venerdì, le ormai ex centraliniste si sono radunate davanti all’ospedale di Legnano per un presidio di protesta, organizzato con il sostegno del sindacato. Vedremo che sorprese hanno in serbo per questa singolare protesta… :-)

Se questa storia ha una morale, potrebbe essere questa: non sempre le leggi ottengono i risultati per cui nascono e poi… a farci le spese sono sempre quelli che si trovano già in difficoltà, cioè gli anelli deboli della catena!!! ;-)

Scherzi a parte, il ragionamento di Brunetta non è del tutto sbagliato. Non è possibile, infatti, che un’azienda (ancor di più se pubblica) lavori sfruttando il precariato a vita. Limitando a un certo periodo di tempo il rinnovo dei contratti precari si dovrebbe disincentivare questa pratica negativa. Non è nemmeno possibile, però, che chi ha lavorato per un lungo periodo in una stessa azienda non debba essere necessariamente assunto a tempo determinato, ma debba però lasciare per forza il posto di lavoro. Ovviamente le aziende per risparmiare preferiscono assumere altri lavoratori con contratti a tempo determinato piuttosto che trasformare i precari in lavoratori con contratti a tempo indeterminato.

Questo meccanismo fa sì che allo scadere dei 3 anni nascano altri precari (e disoccupati) e poi altri ancora… Ciò accadrà finché che non si modificherà la normativa oppure finché in Italia non cambierà la cultura del lavoro o addirittura l’intero sistema economico.

Che ne pensate? ;-)

> AGGIORNAMENTO (05/09/208): Come promesso, le centraliniste hanno attuato uno strip-tease, sia pur come si dice in gergo “velato” (dietro un lenzuolo bianco con retroilluminazione).  Allo streap, che si è svolto come prologo a una conferenza stampa al Teatro della Cooperativa in zona Niguarda a Milano, hanno preso parte 9 delle 11 manifestanti (QUI le foto e QUI il video).

> AGGIORNAMENTO (16/10/2008): Nella puntata di oggi di Annozero si è parlato della vicenda delle 11 centra liste. Sapete come è andata a finire questa storia? L’ospedale ha deciso di assumere le ex centralinista con mansione di donne delle pulizie. Per chi accetta ci sarà anche un corso di formazione ad hoc: oltre al danno la beffa!!! ;-)
Intanto l’azienda ospedaliera si ritrova senza un centralino e sta cercando di rimediare al problema con personale interno…

C’è sicurezza e sicurezza. Il problema è la percezione!

con 11 commenti

In questo blog si parla spesso della potenza dell’informazione e di quanto conoscere i fatti sia fondamentale per una democrazia. Ma sapere le cose può non bastare. Anche attraverso fatti veri si può “distorcere” la realtà. Come? Enfatizzandone alcuni aspetti e nascondendone altri: si martella continuamente su un problema e se ne nascondono altri. La percezione che ne avranno i cittadini è che il problema di cui si parla di più sia il più rilevante.

Ad esempio, i morti sul lavoro in Italia nell’ultimo anno sono stati circa 1300. Sapete quanti sono stati gli omici? Meno della metà (600). Allora, tra la sicurezza nei posti di lavoro (e il problema delle morti bianche) e la sicurezza in genere (tra poco ci sarà pure l’esercito per le strade) quale dovrebbe essere il problema da trattare con più urgenza e che dovrebbe generare maggiore allarme sociale? ;-)

A tal proposito vi riporto un bell’articolo (QUI) di Pino Corrias, molto significativo:

“Comunque la si calcoli la contabilità sulla Sicurezza non torna mai. In Italia ci sono 600 omicidi l’anno, più o meno quanti nella sola città di Los Angeles. Eppure la sensazione diffusa è l’assedio, il campo di battaglia, la perpetua notte dei morti viventi che ci aspetta al di là della soglia di casa, appena oltrepassate le telecamere che ci sorvegliano e ci proteggono. Il volto del sindaco Letizia Moratti, prosciugato dalla tensione, non fa che confermare l’allarme. Non bastano più i 100 mila poliziotti, né i 100 mila carabinieri. Ci vuole l’esercito: 2.500 ragazzi ben armati. Da distribuire come? Uno ogni 3 comuni (che sono 8 mila)?  Ma allora perché non arruolarne 25 mila?

Eppure. Se è davvero la sicurezza a ossessionarci, come mai non altrettanta attenzione è dedicata a quella sul lavoro? Nelle fabbriche e nei cantieri si muore più del doppio, 1300 salme l’anno, con fiammate anche spettacolari, come l’anno scorso alla Thyssent e l’altra settimana a Catania, con i telegiornali che lacrimano e i politici che portano i fiori della solidarietà e dell’indignazione da prima serata. Come mai il ministro Ignazio La Russa non ha ancora proposto l’impiego dei Bersaglieri a vigilanza dei cantieri? O quello dei Lagunari per stanare i reclutatori di manodopera clandestina? Gli operai liquidati per asfissia valgono meno di un tabaccaio ucciso per rapina?

E la mafia, la camorra, la ‘ndrangheta? Perchè ci spaventano meno dei nomadi che lavano vetri, chiedono l’elemosina, rubano qualche portafoglio? E perché non ci allarma, ma anzi incassa consensi crescenti, un governo che organizza leggi contro i magistrati, dimezza i tempi delle prescrizioni, allestisce trappole contro le intercettazioni? Dovrebbero essere le incongruenze (e la potenza della propaganda) a farci un po’ di paura.”

Che ne dite? ;-)

Scritto da salpetti

21 giugno 2008 alle 00:20

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