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	<title>LA FORZA DEL BLOGGING</title>
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	<description>La Rete produce un&#039;opinione pubblica più autonoma e libera!!!</description>
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		<title>2012 in review / Grazie a tutti! / Happy New Year</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Dec 2012 20:07:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>salpetti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2012 per questo blog. Ecco un estratto: 4,329 films were submitted to the 2012 Cannes Film Festival. This blog had 21.000 views in 2012. If each view were a film, this blog would power 5 Film Festivals Clicca qui per vedere il rapporto completo.<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=salpetti.wordpress.com&#038;blog=1040014&#038;post=1095&#038;subd=salpetti&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2012 per questo blog.</p>
<p><img alt="" src="http://www.wordpress.com/wp-content/mu-plugins/annual-reports/img/emailteaser.jpg" width="100%" /></p>
<p>Ecco un estratto:</p>
<blockquote><p>4,329 films were submitted to the 2012 Cannes Film Festival. This blog had <strong>21.000</strong> views in 2012. If each view were a film, this blog would power 5 Film Festivals</p></blockquote>
<p><a href="http://salpetti.wordpress.com/2012/annual-report/">Clicca qui per vedere il rapporto completo.</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/salpetti.wordpress.com/1095/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/salpetti.wordpress.com/1095/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=salpetti.wordpress.com&#038;blog=1040014&#038;post=1095&#038;subd=salpetti&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;odore della carta: gli e-book conquisteranno il mercato?</title>
		<link>http://salpetti.wordpress.com/2012/10/01/lodore-della-carta-gli-e-book-conquisteranno-il-mercato/</link>
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		<pubDate>Mon, 01 Oct 2012 15:03:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>salpetti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il termine e-book è ormai di uso comune. Negli ultimi due anni, infatti, il libro elettronico è diventato un oggetto sempre più familiare. I motivi di questo successo sono vari: l&#8217;abbattimento del costo degli e-reader (dispositivi a &#8220;inchiostro elettronico&#8221; dove leggere i libri digitali), la diffusione sempre più ampia dei tablet, la crescita esponenziale dei [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=salpetti.wordpress.com&#038;blog=1040014&#038;post=1088&#038;subd=salpetti&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class=" alignnone" title="Pila di libri, anzi e-book" src="http://leggoetu.files.wordpress.com/2012/06/ebooks2.jpg?w=260&#038;h=241" alt="" width="260" height="241" /></p>
<p style="text-align:justify;">Il termine <strong>e-book</strong> è ormai di uso comune. Negli ultimi due anni, infatti, il libro elettronico è diventato un oggetto sempre più familiare. <strong>I motivi di questo successo</strong> sono vari: l&#8217;abbattimento del costo degli e-reader (dispositivi a &#8220;inchiostro elettronico&#8221; dove leggere i libri digitali), la diffusione sempre più ampia dei tablet, la crescita esponenziale dei testi disponibili (a costi più bassi rispetto alle edizioni tradizionali), il numero in aumento di librerie digitali online.</p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;e-book acquista <strong>fette di mercato sempre più ampie</strong> e sta conquistando sempre più utenti, tanto che quest&#8217;anno i libri elettronici sono entrati a far parte del paniere dell&#8217;Istat per il calcolo dell&#8217;inflazione, ritenendo che facciano ormai parte delle abitudini di acquisto degli italiani. In Italia, infatti, l’editoria digitale sta arrivando a occupare il 10% dell&#8217;intero settore e il trend è in costante aumento.</p>
<p style="text-align:justify;">Il libro, quindi, da oggetto qual è stato finora, <strong>tende a diventare un servizio</strong>. Questa è una vera rivoluzione paragonabile a quella a cui diede il via <strong>Gutenberg</strong> quasi 600 anni fa&#8217;. Tale situazione incide sul sistema dei diritti d&#8217;autore; trasforma il ruolo e la posizione degli editori, dei librai, dei bibliotecari; modifica le modalità e le condizioni di lettura da parte dei fruitori.</p>
<p style="text-align:justify;">Un tale <strong>cambiamento di paradigma</strong>, che si riscontra a livello globale, sta alimentando un dibattito molto acceso all&#8217;interno del quale si fronteggiano posizioni diverse. Scriveva <strong>Umberto Eco</strong> ne &#8220;<em>La bustina di Minerva</em>&#8221; (Bompiani, 2000): &#8220;<em>Il libro da leggere non potrà essere sostituito da alcun aggeggio elettronico. [...] Appartiene a quei miracoli di una tecnologia eterna di cui fan parte la ruota, il coltello, il cucchiaio, il martello, la pentola</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align:justify;">Eppure <strong>sembra che la transizione verso il digitale sia un processo irreversibile</strong>. Il libro tradizionale, dunque, sta morendo? Non sentiremo più il <strong>profumo della carta</strong>?</p>
<p style="text-align:justify;">Cerca di rispondere a questi interrogativi un interessante numero monografico che la rivista francese &#8220;<strong>Le débat</strong>&#8221; (n. 170/2012, Gallimard) ha appena <strong>dato alle stampe</strong> raccogliendo contributi di editori, scrittori, storici, economisti, sociologi, filosofi, bibliotecari, politici, tecnici del settore. Anche <strong>in Francia</strong>, infatti, il dibattito è molto animato, alimentato per di più da una controversa procedura di infrazione della Commissione UE che contesta al Governo francese di <strong>applicare una <a href="http://www.key4biz.it/News/2012/07/06/Policy/Libri_digitali_iva_neutralita_fiscale_editoria_ebook_francia_211569.html" target="_blank">tassazione sugli e-book troppo bassa</a> rispetto ai libri tradizionali</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">Le conclusioni cui si giunge leggendo la raccolta di testi della rivista &#8220;<em>Le débat</em>&#8221; sono le seguenti:<strong> libro di carta e libro elettronico possono tranquillamente continuare a coesistere, anzi la loro coesistenza è persino auspicabile</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">Intanto, oltre alle riflessioni degli studiosi e di chi opera nel settore, i lettori continueranno a essere sempre più divisi su due posizioni nette: gli <strong>appassionati del libro cartaceo</strong> e gli <strong>entusiasti delle nuove tecnologie</strong>. Il libro arreda, ha quel suo profumo di stampa, da piacere tattile, è autorevole ed è anche portatore di una sottile forma di comunicazione personale. &#8220;<em>I libri sono fatti</em> &#8211; <strong>dice umberto Eco</strong> &#8211; <em>per essere presi in mano, anche a letto, anche in barca, anche là dove non ci sono spine elettriche, anche dove e quando qualsiasi batteria si è scaricata, possono essere sottolineati, sopportano orecchie e segnalibri, possono essere lasciati cadere per terra o abbandonati aperti sul petto o sulle ginocchia quando ci prende il sonno, stanno in tasca, si sciupano, assumono una fisionomia individuale a seconda dell&#8217;intensità e regolarità delle nostre letture, ci ricordano (se ci appaiono troppo freschi e intonsi) che non li abbiamo ancor letti, si leggono tenendo la testa come vogliamo noi, senza imporci la lettura sullo schermo</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align:justify;">Per contro, il<strong> libro elettronico</strong> può essere aggiornato in tempo reale, è sempre in catalogo, è interattivo e multimediale, non occupa spazi sugli scaffali, non invecchia, non s&#8217;impolvera, si può leggere in vari formati e su diversi supporti. Un <strong>e-book</strong> si acquisisce facilmente (<strong>a volte pure gratuitamente</strong>) scaricandolo da Internet in pochi minuti. Tutti possono fruirne, molte intermediazioni tra autore ed editore perdono di significato aprendo <strong>più spazio a tutti</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">Entrambe le posizioni <strong>sono condivisibili</strong>. È bene ricordare, però, che i concetti e i valori legati al libro non sono stati sempre gli stessi. Un tempo alle donne era proibito leggere; prima del settecento la lettura era una concessione del sovrano o della Chiesa, non un diritto del popolo; creare una biblioteca pubblica era impensabile. La nostra idea di libro, infatti, <strong>è sempre stata determinata dalla cultura in cui viviamo</strong>. Il libro, quindi, molto probabilmente non cesserà di esistere e convivrà felicemente con gli e-book. Sarà inserito all&#8217;interno delle normali trasformazioni culturali in atto e in quelle future. Non è da escludere, quindi, che potrà esserci anche un momento in cui l&#8217;e-book ci sembrerà lo strumento di lettura più normale, <strong>senza alcun rimpianto per l&#8217;odore della carta</strong>.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/salpetti.wordpress.com/1088/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/salpetti.wordpress.com/1088/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=salpetti.wordpress.com&#038;blog=1040014&#038;post=1088&#038;subd=salpetti&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Niger, peggior posto per le madri&#8230; e l&#8217;Italia?</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 00:50:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>salpetti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In occasione della festa della mamma, l’associazione Save The Children ha pubblicato il Rapporto sullo stato delle madri nel Mondo che mette a confronto 165 Paesi. L’Italia, se da un lato si colloca al primo posto per il benessere dei bimbi, dall’altro si colloca solo al 21° posto per quanto riguarda la situazione delle donne [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=salpetti.wordpress.com&#038;blog=1040014&#038;post=1083&#038;subd=salpetti&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><img class="alignnone" title="Festa della mamma" src="http://www.feliciagiaquinto.com/wp-content/uploads/2008/12/madre_e_bambino_grande.jpg" alt="" width="269" height="272" /></p>
<p style="text-align:justify;">In occasione della <strong>festa della mamma</strong>, l’associazione <strong>Save The Children</strong> ha pubblicato il <a title="Rapporto - pdf" href="http://risorse.savethechildren.it/files/comunicazione/Ufficio%20Stampa/Mothers%202012%207.pdf" target="_blank">Rapporto sullo stato delle madri nel Mondo</a> che mette a confronto <strong>1</strong><strong>65 Paesi</strong>. L’Italia, se da un lato si colloca al primo posto per il benessere dei bimbi, dall’altro si colloca solo al <strong>21° posto per quanto riguarda la situazione delle donne (le mamme)</strong>. Dal rapporto emerge, infatti, che le donne italiane sono più vicine all’Africa che alla Norvegia!</p>
<p style="text-align:justify;">Le donne italiane, ad esempio, partecipano alla vita politica nazionale come quelle di <strong>Bolivia</strong>, <strong>Gabon </strong>e <strong>Nepal</strong>, utilizzano la contraccezione meno delle donne dello <strong>Zimbabwe</strong>, il loro reddito (dal raffronto con quello maschile) risulta equivalente a quello nel <strong>Benin</strong>. L’Italia sta dietro a Paesi come<strong> Slovacchia</strong> ed <strong>Estonia</strong> e solo di poco prima di <strong>Lituana</strong> e <strong>Lettonia</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">Nel nostro Paese, le donne sono lontane anni luce da quelle norvegesi che primeggiano<strong> in vetta alla classifica</strong>. Ad esempio, <strong>in </strong><strong>Norvegia</strong> ogni parto avviene con l’assistenza di personale medico e la percentuale di mamme che muoiono per cause legate alla gravidanza è quasi pari allo zero. Il 40% del Parlamento norvegese, inoltre, è composto da donne e l’aspettativa di vita femminile in Norvegia è ben oltre gli 80 anni.</p>
<p style="text-align:justify;">Per capire questi dati basta confrontarli con quelli del <strong>Niger</strong>, ultimo in classifica dove solo il 5% della popolazione femminile usa la contraccezione, una donna va a scuola in media per 4 anni, ha un’aspettativa di vita di poco più di 45 anni e, considerando che un bambino su quattro muore prima di aver raggiunto i cinque anni, ogni donna rischia di veder morire suo figlio e, addirittura, nove madri su 10 <strong>perdono ben due bimbi nel corso della propria vita</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>L’Italia per fortuna non è il Niger, ma purtroppo nemmeno la </strong><strong>Norvegia, prima in classifica.</strong> Colpiscono in particolare i dati relativi alla condizione della donna e al suo ruolo o riconoscimento sociale nel nostro Paese. La percentuale delle <strong>d<strong>onne sedute in parlamento</strong></strong>, ad esempio, è pari al 21%, e, benché aumentata di un punto percentuale rispetto allo scorso anno, risulta inferiore rispetto a quella di paesi come l’Afganistan (28%), l’Angola (38%) o il Mozambico (39%). Lo <strong>stipendio medio</strong> delle donne non va oltre al 49% di quello degli uomini a parità di mansioni, tra i paesi sviluppati fanno peggio solo l’Austria (40%), il Giappone e Malta (45%), mentre invece 2 paesi su 3 registrano una percentuale superiore al 60%. Solo il 41% delle donne italiane utilizza i moderni <strong>metodi contraccettivi</strong>, una percentuale inferiore a quella di paesi come Botswana (42%), Zimbabwe (58%), ma anche Egitto (58%) e Tunisia (52%), e molto distante dall’82% della Norvegia.</p>
<p style="text-align:justify;">Unico fiore all’occhiello del nostro Paese è <strong>il benessere dell’infanzia</strong> che conferma il primato sul panorama mondiale (stiamo proprio al<strong> primo posto</strong>). Insomma, da noi c’è ancora quella vecchia abitudine di vedere l<strong>e donne solo come ottime madri (e mogli)</strong>.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/salpetti.wordpress.com/1083/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/salpetti.wordpress.com/1083/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=salpetti.wordpress.com&#038;blog=1040014&#038;post=1083&#038;subd=salpetti&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Più banda larga, più sviluppo: una ricetta per l&#8217;Italia</title>
		<link>http://salpetti.wordpress.com/2012/02/13/piu-banda-larga-piu-sviluppo-una-ricetta-per-litalia/</link>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 20:42:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Una delle capitali europee all’avanguardia per quanto riguarda la tecnologia è di certo Berlino. L’ultimo ambizioso progetto è quello di rendere tutta la città un’unica rete Internet locale (QUI). Grazie a dei ripetitori installati nei pali dei semafori, sui lampioni pubblici, su ogni elemento sopraelevato, si può trasmettere il segnale in tutta la città. Il [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=salpetti.wordpress.com&#038;blog=1040014&#038;post=1074&#038;subd=salpetti&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="banda-larga" src="http://www.sciclinews.com/immagini_articoli/1277201644_2-banda-larga-diritto-o-utopia.jpg" alt="" width="280" height="174" /></p>
<p style="text-align:justify;">Una delle capitali europee all’avanguardia per quanto riguarda la tecnologia è di certo <strong>Berlino</strong>. L’ultimo ambizioso progetto è quello di rendere tutta la città un’<strong>unica rete Internet locale </strong>(<strong><a title="Berlino: wi-fi gratis per tutti" href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-01-12/berlino-batte-londra-wifi-162219.shtml" target="_blank">QUI</a></strong>). Grazie a dei ripetitori installati nei pali dei semafori, sui lampioni pubblici, su ogni elemento sopraelevato, si può trasmettere il segnale in tutta la città. Il sindaco socialdemocratico di Berlino, <strong>Klaus Wowereit</strong>, vuole rendere la connessione gratuita per tutti i cittadini.</p>
<p style="text-align:justify;">L’idea era già stata proposta dal “<strong>Partito Pirata</strong>” che proprio a Berlino, alle ultime elezioni amministrative, ha raggiunto inaspettatamente il 9% dei consensi. Uno dei cavalli di battaglia di questo movimento, fondato da un gruppo di giovani “<em>Nerd</em>” (entusiasti delle nuove tecnologie), è proprio quello di rendere Internet un bene pubblico fruibile da tutti. Probabilmente il Sindaco Wowereit l’ha fatta sua ritenendo che una città giovane e moderna come Berlino non potesse restare indietro dal punto di vista dell’accesso alla Rete.</p>
<p style="text-align:justify;">Non è forse un caso che l’economia tedesca sia tra le migliori in Europa. Come ha ricordato da poco l’<strong>AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni)</strong> nella sua <a title="Segnalazione al Governo - AGCOM" href="http://www.agcom.it/default.aspx?DocID=7927" target="_blank">segnalazione al Governo</a>, la banda larga incentiva lo sviluppo. Scrive l’AGCOM: “<em>Nessun altro settore è in grado di accelerare in misura comparabile la crescita e lo sviluppo del Paese</em>”. In Italia, quindi, c’è bisogno di banda larga e di un’Agenda digitale perché sono fattori fondamentali per la crescita.</p>
<p style="text-align:justify;">Se a Berlino non hanno avuto bisogno che una Authority segnalasse la questione, qui in Italia le cose sono ben diverse. A <strong>Milano</strong>, per citare un esempio virtuoso, la promessa è quella di arrivare a 1.200 ripetitori gratuiti nel corso del 2012. Per ora, progetti di questo tipo sono confinati a livello locale, a seconda delle disponibilità economiche delle singole amministrazioni. All’estero, la prima città americana a essere completamente coperta da rete Internet Wi-Fi è stata <strong>Sunnyvale</strong>, sede di Yahoo!, (nella Silicon Valley in California), mentre <strong>Swindon</strong> è stata la prima città inglese, a <strong>Parigi</strong> e <strong>New York</strong> una connessione wireless è presente in tutti i parchi. In <strong>Finlandia</strong> Internet è riconosciuto come <strong>diritto fondamentale</strong>, tanto che ogni cittadino ha diritto a una connessione a banda larga ad almeno 1 Mbps.</p>
<p style="text-align:justify;">Con questa misura, ispirata a quella già in vigore ad <strong>Aquisgrana</strong>, i responsabili berlinesi intendono anticipare i colleghi londinesi, che hanno già promesso un acceso gratuito a Internet che raggiungerà una copertura del 95% in occasione delle Olimpiadi estive del luglio 2012. I quartieri di <strong>Westminster</strong>, <strong>Kensington</strong> e <strong>Chelsea</strong> hanno già da tempo la copertura Wi-Fi completa.</p>
<p style="text-align:justify;">Quello che è prioritario, in una fase di bassa crescita come quella attuale per l’Italia, è un’attenzione nuova alla <strong>banda larga</strong>. Anche perché &#8211; come ricorda l’AGCOM &#8211; “<em>Il livello del PIL pro capite è superiore di circa il 3-4 punti percentuali una volta che gli investimenti nelle nuove reti a banda larga siano stati realizzati</em>”. Se all’investimento sulla banda larga aggiungiamo la possibilità di fruire gratuitamente della connessione per le strade cittadine, questo processo di grande modernizzazione non potrebbe che incidere sullo<strong> sviluppo del Paese</strong>, non soltanto con riferimento all’economia, ma anche all’<strong>accrescimento culturale</strong>.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/salpetti.wordpress.com/1074/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/salpetti.wordpress.com/1074/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=salpetti.wordpress.com&#038;blog=1040014&#038;post=1074&#038;subd=salpetti&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Youtube avrà 100 canali: la vera Google TV?</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 21:02:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[YouTube si arricchisce di 100 canali video. Google, proprietario della piattaforma, annuncia che il popolare sito di condivisione di video avrà una sua programmazione con contenuti originali, distribuita su un centinaio di canali e con la partecipazione di molti personaggi famosi del calibro della cantante Madonna  o dell&#8217;attore Ashton Kutcher. Si pensa a 25 ore di [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=salpetti.wordpress.com&#038;blog=1040014&#038;post=1062&#038;subd=salpetti&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><img class="alignnone" src="http://www.androidauthority.com/wp-content/uploads/2011/10/GoogleTVandYouTube.png" alt="" width="308" height="154" /></p>
<p style="text-align:justify;">YouTube <a href="http://youtube-global.blogspot.com/2011/10/more-great-content-creators-coming-to.html" target="_blank">si arricchisce</a> di <strong>100 canali video</strong>. Google, proprietario della piattaforma, annuncia che il popolare sito di condivisione di video avrà una sua programmazione con contenuti originali, distribuita su un centinaio di canali e con la partecipazione di molti personaggi famosi del calibro della cantante <strong>Madonna</strong>  o dell&#8217;attore <strong>Ashton Kutcher</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">Si pensa a <strong>25 ore di programmazione</strong> giornaliere. Per intenderci, tra i partner per i contenuti di informazioni figurano <strong>Thomson Reuters</strong> e il <strong>Wall Street Journal</strong>. Per il canale moda saranno coinvolti i magazine <strong>Cosmopolitan</strong> e <strong>Marie Claire</strong>. Partecipano al progetto anche molte case i produzione hollywoodiane. Il tutto è costato finora 100 milioni di dollari e dovrebbe essere implementato a partire dai primi mesi del 2012.</p>
<p style="text-align:justify;">Inoltre YouTube diventerà anche un palcoscenico globale per le produzioni nate esclusivamente sul Web per gli utenti di Internet e trasmetterà le <strong>conferenze TED</strong> (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/TED_%28conferenza%29" target="_blank">Technology Entertainment Design</a>), un&#8217;iniziativa che porta sul palcoscenico designer, tecnologi e creativi che si confrontano su come migliorare il mondo attraverso idee innovative e rivoluzionarie.</p>
<p style="text-align:justify;">Non partecipano al progetto grandi network televisivi e cinematografici come <strong>News Corp</strong> e <strong>Walt Disney</strong>. Questi da sempre sono in lotta con Youtube accusato di essere un veicolo privilegiato per la violazione del copyright. La loro battaglia, quindi, è destinata a continuare, anche a colpi grandi processi presso i tribunali di tutto il pianeta.</p>
<p style="text-align:justify;">Se, dunque, per lungo tempo Google ha dovuto <strong>competere con la TV</strong> operando su un altro mercato, adesso lo scontro diventa quasi diretto. La svolta impressa da Google a YouTube punta ad un vero e proprio balzo in avanti per il più famoso sito di condivisione di video. Youtube, infatti, adesso aspira a diventare il <strong>fornitore di video della prossima generazione</strong>, una piattaforma in grado di gestire canali online con show professionali.</p>
<p style="text-align:justify;">Finora YouTube è stato soprattutto un archivio di video. Ma da tempo sperimenta altre strade. Ha lanciato trasmissioni in diretta, per esempio durante le campagne politiche. E di recente ha varato il noleggio di film attraverso la sua piattaforma in Gran Bretagna. Lavori in corso, insomma. Ma questo nuovo progetto è estremamente ambizioso. Potrebbe rivoluzionare il modo di concepire la TV che &#8211; nonostante la rivoluzione digitale portata dal Web nell&#8217;ecosistema dei media &#8211; risulta essere ancora<strong> il mezzo di comunicazione di massa per eccellenza</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">Se fino ad oggi si poteva dire con tono quasi minaccioso &#8220;Cambia canale” a chi aveva il telecomando in mano, da domani lo si potrà anche pensare tra sé e sé mentre si è davanti al PC su YouTube. E non solo: sarà un caso se l&#8217;annuncio della nascita dei 100 canali di YouTube è coinciso con l’aggiornamento del sistema &#8220;<a href="http://www.google.com/tv/" target="_blank"><strong>Google TV</strong></a>&#8220;?</p>
<p style="text-align:justify;">Questa applicazione &#8211; che consente di collegare PC, Smartphone e Televisione &#8211; è stata quasi inutilizzata fino a questo momento, tanto da essere un prodotto di nicchia di Google. Ma le prospettive potrebbero essere ben diverse. Il futuro della televisione (e del suo rapporto con Internet) <strong>sembra che sia ancora tutto da scrivere</strong>&#8230;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/salpetti.wordpress.com/1062/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/salpetti.wordpress.com/1062/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=salpetti.wordpress.com&#038;blog=1040014&#038;post=1062&#038;subd=salpetti&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Privacy. Siamo malati di Internet, esiste una medicina?</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jul 2011 21:37:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>salpetti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anche se negli ultimi mesi &#8211; per vari motivi &#8211; il tempo per aggiornare il blog è sempre di meno, quando ho un secondo cerco di scrivere un nuovo post. Questa volta prendo spunto dalle parole che il Garante per la protezione dei dati personali, Francesco Pizzetti, ha pronunciato lo scroso 23 giungo durante la [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=salpetti.wordpress.com&#038;blog=1040014&#038;post=1052&#038;subd=salpetti&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="Privacy" src="http://salpetti.files.wordpress.com/2011/07/tipstomaintainprivacyonline.jpg?w=316&#038;h=155" alt="" width="316" height="155" /></p>
<p style="text-align:justify;">Anche se negli ultimi mesi &#8211; per vari motivi &#8211; <strong>il tempo per aggiornare il blog è sempre di meno</strong>, quando ho un secondo cerco di scrivere un nuovo post. Questa volta prendo spunto dalle parole che il <a href="http://www.garanteprivacy.it/garante/navig/jsp/index.jsp" target="_blank">Garante per la protezione dei dati personali</a>, <strong>Francesco Pizzetti</strong>, ha pronunciato lo scroso 23 giungo durante la consueta <a title="Relazione annuale 2011 (per l'anno 2010) - 23/06/2011" href="http://www.garanteprivacy.it/garante/document?ID=1819636" target="_blank">relazione annuale al Parlamento</a>.</p>
<p style="text-align:justify;">L’umanità si proietta sempre più nel mondo informatico che tende a proporsi quasi come <strong>un&#8217;alternativa al mondo percepito con i cinque sensi</strong>. Telefoni di ultima generazione, <em>smartphone</em> e <em>tablet</em> &#8211; strumenti che ormai ci accompagno in ogni momento della nostra giornata &#8211; si configurano sempre più come un supporto supplementare per tutte le nostre attività. Ci aiutano dalle operazioni più semplici come fare i conti della spesa al supermercato, sino a guidarci nel cammino indicandoci il percorso da seguire grazie alle applicazioni GPS. Per di più, ci permettono di essere sempre connessi alla Rete sfruttando in tempo reale<strong> l’immenso bacino di informazioni e di conoscenze offerto dal Web</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">In pochi decenni Internet è diventata un’infrastruttura da cui dipendono non solo la comunicazione mondiale, ma anche le transazioni economiche di tutti i settori, il trasferimento e la conservazione dei dati, la comunicazione politica e addirittura &#8211; come si è visto nei recenti episodi accaduti in nord Africa &#8211; il successo dei moti insurrezionali. La Rete sta diventando, dunque, <strong>la spina dorsale della società moderna</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">Quella che fino a poco tempo fa chiamavamo “<strong>rivoluzione digitale</strong>” si è trasformata ormai in quotidianità: il nostro modo di vivere è cambiato e il peso della Rete in ambito culturale, politico, sociale ed economico acquista sempre una rilevanza maggiore.</p>
<p style="text-align:justify;">Vista la portata del fenomeno, il Garante Pizzetti si è soffermato molto sul <strong>rapporto tra nuove tecnologie e riservatezza</strong>: una privacy messa sempre più in pericolo da quelli che sono ormai i nostri migliori amici, gli smartphone. Questi dispositivi, da cui difficilmente ormai ci si separa, ci rendono tutti simili a un moderno &#8216;<em>Pollicino</em>&#8216; &#8220;che ha in tasca il suo sacchetto di sassolini bianchi che escono uno ad uno per segnarne gli spostamenti&#8221;. Così ha icasticamente descritto la questione della riservatezza il <strong>Garante per la privacy</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">Se fino a un paio di decenni fa il timore era di vedere ingiustamente invasa la propria vita e controllati i propri comportamenti e quelli dei propri cari, oggi <strong>la prospettiva si è capovolta</strong>: l’esposizione di sé e delle proprie relazioni è molto diffusa sui blog e sui social network, tanto da diventare quasi la normalità.</p>
<p style="text-align:justify;">&#8220;<em>I rischi connessi agli smartphone e alle loro applicazioni derivano essenzialmente dal fatto che i nostri telefonini</em> &#8211; spiega Pizzetti &#8211; <em>sono costantemente localizzati, e che il gran numero di dati e di informazioni in essi contenuti, dalle rubriche telefoniche all&#8217;agenda, dalle foto alle annotazioni, possono essere conosciuti, trattati, conservati, utilizzati da soggetti dei quali non abbiamo consapevolezza né controllo</em>&#8220;. E poi il Garante ha aggiunto: &#8220;<em>Viviamo nel mondo della autoesposizione e della trasparenza globale che sta diventando, senza che ce ne accorgiamo, quello del controllo globale</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align:justify;">Insomma, avere la possibilità di essere sempre connessi a Internet è qualcosa che quasi sovverte il nostro modo di pensare e di agire, ma si tratta di una realtà molto complessa. È un importante fenomeno sociale che <strong>incide profondamente sulla nostra vita</strong>; occorre, quindi, utilizzarlo con attenzione. Non a caso, Pizzetti in un passaggio del suo intervento dice che nell’utilizzo di questi strumenti servirebbe una “informativa di rischio” simile a quelle utilizzate per i farmaci, <strong>una sorta di <em>bugiardino</em></strong> in cui si descrivono modalità di utilizzo, tempi di somministrazione, pro e contro.</p>
<p style="text-align:justify;">Insomma,<strong> siamo malati di Web e l’unico farmaco è l’utilizzo consapevole dei nuovi strumenti di comunicazione</strong>.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/salpetti.wordpress.com/1052/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/salpetti.wordpress.com/1052/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=salpetti.wordpress.com&#038;blog=1040014&#038;post=1052&#038;subd=salpetti&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Utente del Web: senza che avesse fatto niente di male, una mattina fu arrestato</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Apr 2011 18:10:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>salpetti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[C&#8217;è chi vede il fondatore di Wikileaks come un difensore della libertà, chi lo vede come un pericolo pubblico. Julian Assange, l’uomo che sta dietro alle recenti vicende di “spionaggio telematico”, è sicuramente una figura controversa che &#8211; grazie alla sua organizzazione internazionale fatta di esperti del computer &#8211; è riuscito a divulgare documenti coperti [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=salpetti.wordpress.com&#038;blog=1040014&#038;post=1030&#038;subd=salpetti&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-1032" title="Assange_Time" src="http://salpetti.files.wordpress.com/2011/04/assange-time_.jpg?w=169&#038;h=224" alt="" width="169" height="224" /></p>
<p style="text-align:justify;">C&#8217;è chi vede il fondatore di <a title="WikiLeaks" href="http://it.wikipedia.org/wiki/WikiLeaks" target="_blank">Wikileaks</a> come un difensore della libertà, chi lo vede come un pericolo pubblico. <a title="Julian Assange" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Julian_Assange" target="_blank">Julian Assange</a>, l’uomo che sta dietro alle recenti vicende di “spionaggio telematico”, è sicuramente una figura controversa che &#8211; grazie alla sua organizzazione internazionale fatta di esperti del computer &#8211; è riuscito a divulgare <strong>documenti coperti da segreto</strong> (segreto di stato, segreto militare, segreto industriale, segreto bancario), mettendo in imbarazzo i potenti di mezzo mondo.</p>
<p style="text-align:justify;">Mentre Assange è alle prese con gravi problemi giudiziari, non solo legati alle vicende di <strong>Wikileaks</strong>, in più parti ci si interroga sulla rilevanza del Web e di Internet per ciò che riguarda la democrazia, la circolazione delle informazioni e la politica del futuro, una Politica 2.0.</p>
<p style="text-align:justify;">La<strong> sfera pubblica</strong>, il campo nel quale si svolgono i confronti e gli scontri tra i diversi interessi politici, economici e sociali, infatti, è cambiato profondamente con l’avvento delle reti telematiche e ancor di più con l’emergere delle piattaforme del Web 2.0. Se in questo blog abbiamo spesso parlato degli <strong>aspetti positivi che la Rete</strong> con le sue potenzialità ha introdotto nel dibattito pubblico, cerchiamo di vedere ora l’altro lato della medaglia perché &#8211; parafrasando i <em>Pink Floyd</em> &#8211; <strong>anche la Luna ha un lato oscuro</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">Non occorre ricorrere ai facili allarmismi riguardanti le impostazioni di <strong>privacy dei social network</strong> o il fatto che i proprietari di queste piattaforme si arricchiscano sfruttando al meglio le inserzioni pubblicitarie nei loro siti. Per questo basta solo fare un uso consapevole del mezzo. Non bisogna cadere nell’errore compiuto dalla trasmissione televisiva <strong>Report</strong> che &#8211; nell’intento di mettere in guardia chi naviga online &#8211; ha finito per spaventare gli utenti meno smaliziati e meno addentro a certe tematiche. Quella puntata (<a title="La puntata di Report citata nel post" href="http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-47f24a67-0008-4a89-a6b3-ddab3eff9d5e.html">andata in onda il 10/04/2011</a>), infatti, ha fatto tanto scalpore e ha suscitato tante polemiche nelle community online, tra gli esperti e tra gli addetti ai lavori.</p>
<p style="text-align:justify;">Per fare un po’ di luce nel lato oscuro del Web, bisogna quindi volare un po’ più alto. Se anche <strong>Julian Assange</strong> &#8211; che di certo non possiamo accusare di essere uno scettico nei confronti della Rete e che, per di più, è additato dai politici come un nemico pubblico &#8211; è perplesso su alcuni aspetti riguardanti l’uso di Internet, allora è bene porsi qualche domanda in più.</p>
<p style="text-align:justify;">In una recente apparizione pubblica alla <strong>Cambridge University</strong>, Assange <a title="Il testo dell'intervento di Assange" href="http://punto-informatico.it/3111606/PI/News/assange-internet-male.aspx">ha detto</a>: “<em>Internet non è una tecnologia che favorisce la libertà d&#8217;espressione. Non è una tecnologia che tutela i diritti umani. Piuttosto è una tecnologia che può essere sfruttata per mettere in piedi un regime totalitario basato sulla sorveglianza. Che non si era mai visto prima. Internet ci offre in qualche modo la possibilità di essere informati a livelli senza precedenti, in particolare sulle attività dei vari Governi ma è anche la più grande macchina di spionaggio che il mondo abbia mai visto</em>”.</p>
<p style="text-align:justify;">Anche <strong>Facebook</strong> e <strong>Twitter</strong>, che pure hanno da ultimo giocato un ruolo importante anche nelle rivolte verificatesi in Medio Oriente e nel Nord Africa, possono trasformarsi in strumenti in mano ai potenti per individuare dissidenti e rivoltosi. “<em>Tre o quattro anni fa, </em>ha sottolineato il fondatore di Wikileaks<em>, c’era stato un tentativo di rivolta proprio al Cairo, e proprio Facebook fu setacciato dalle autorità per individuare i partecipanti alla rivolta. Che furono poi fermati, interrogati, arrestati e picchiati</em>”.</p>
<p style="text-align:justify;">Si capisce come il problema stia a monte. Non sta nelle impostazioni di privacy più o meno restrittive o nell’advertising. Il rischio è che <strong>la stessa architettura su cui poggia il sistema</strong> di trasmissione delle informazioni nel Web possa essere utilizzata con fini opposti a quelli per i quali oggi Internet si pone sempre più al centro del dibattito pubblico.</p>
<p style="text-align:justify;">Naturalmente stiamo prefigurando <strong>uno scenario fantascientifico</strong>, un mondo kafkiano dove diventerebbe realtà per tutti il carcere “Panopticon” teorizzato dal filosofo <a title="Jeremy Bentham" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bentham" target="_blank">Bentham</a>, un carcere strutturato in maniera tale che i prigionieri non possano essere in grado di stabilire se sono osservati o meno, percependo una sorta di <strong>invisibile onniscienza</strong> da parte del guardiano. Ma è bene in ogni caso riflettere su certe problematiche.</p>
<p style="text-align:justify;">Allora, stando ovviamente ben attenti ad utilizzare bene il Web e le piattaforme 2.0, cercando di diffondere in giro il meno possibile nostre informazioni ed evitando che il mondo del business pubblicitario si arricchisca alle nostre spalle e sulla nostra pelle, è comunque bene sapere che in un fantomatico futuro potrebbe andarci a finire come a Josef K, il quale “<em>senza che avesse fatto niente di male, una mattina fu arrestato</em>”. Ma questo è solo l’incipit de <strong>“Il processo” di Kafka</strong>!</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/salpetti.wordpress.com/1030/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/salpetti.wordpress.com/1030/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=salpetti.wordpress.com&#038;blog=1040014&#038;post=1030&#038;subd=salpetti&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Oggetti tecnologici e hi-tech: nostalgia per il passato?</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Jan 2011 17:17:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>salpetti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le festività natalizie si sono appena sono appena terminate e, come ogni anno, si è scatenata la corsa ai regali. In cima alla classifica dei prodotti più regalati ci sono ormai da qualche anno gli oggetti tecnologici e hi-tech: cellulari di ultima generazione e iPod svettano tra gli altri. Ma anche chiavette per collegarsi a [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=salpetti.wordpress.com&#038;blog=1040014&#038;post=1023&#038;subd=salpetti&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><img class="alignnone size-medium wp-image-1025" title="videoregistratore_OLD" src="http://salpetti.files.wordpress.com/2011/01/videoregistratore_old.jpg?w=239&#038;h=207" alt="" width="239" height="207" /></p>
<p style="text-align:justify;">Le festività natalizie si sono appena sono appena terminate e, come ogni anno, si è scatenata la <strong>corsa ai regali</strong>. In cima alla classifica dei prodotti più regalati ci sono ormai da qualche anno gli <strong>oggetti tecnologici e hi-tech</strong>: cellulari di ultima generazione e iPod svettano tra gli altri. Ma anche chiavette per collegarsi a Internet, i nuovissimi iPad e le varie console di giochi. Prodotti che fino a pochi anni fa <strong>nemmeno immaginavamo potessero esistere</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">Forse prendendo spunto da questa considerazione e, giocando sul fatto che il <strong>2010 conclude il primo decennale del nuovo millennio</strong>, il giornale <em>Huffington Post</em> ha stilato, in conclusione di anno e di decennio, <a title="Obsolete things decade" href="http://www.huffingtonpost.com/2010/12/22/obsolete-things-decade_n_800240.html" target="_blank">una classifica</a> delle cose e delle idee più obsolete degli ultimi anni. Si tratta di <strong>una sorta di necrologio</strong> per ogni prodotto, invenzione o idea che nell’ultima decade è passato a miglior vita.</p>
<p style="text-align:justify;">“<em>Dal 2000</em> &#8211; <strong>dice l’articolo dell’Huffington Post</strong> &#8211; <em>abbiamo acquisito iPod e iPad, telefoni BlackBerry e dispositivi Android, Xbox e Wii, abbiamo usato Facebook e Foursquare, oltre a molti altri nuovi servizi, siti e prodotti di elettronica. Stiamo ora scoprendo Twitter, usiamo regolarmente Google e Skype. Ma in questo periodo abbiamo anche cambiato le nostre abitudini e abbiamo perso anche alcune cose</em>”.</p>
<p style="text-align:justify;">Al primo posto delle cose scomparse troviamo senza dubbio la <strong>videocassetta VHS</strong> sostituita non solo da DVD, ma anche dai dispostivi <strong>Blu-ray</strong> e dai video HD. Ci avete mai pensato? Quanti ricordi sono immortalati in quel nastro che non trova più un <strong>videoregistratore</strong> pronto ad accoglierlo. Nella lista troviamo poi le morenti <strong>agenzie di viaggio</strong>, ormai quasi del tutto spazzate via dai siti e dalle applicazioni digitali per viaggiatori, capaci di offrire soluzioni personalizzate, economiche ed originali. Nell’elenco c’è anche l’<strong>orologio da polso</strong>, destinato a scomparire perché i gadget digitali che abbiamo sempre con noi offrono un servizio molto più completo della semplice indicazione dell’orario. Nella lista c’è posto pure per <strong>le cartine geografiche e le mappe</strong> che non possono competere con i moderni navigatori satellitari o con i servizi di <strong>Google Maps</strong> o similari disponibili anche sugli smartphone.</p>
<p style="text-align:justify;">Sono spariti anche gli <strong>annunci sui giornali</strong> che si sono trasferiti su Internet, le lentissime <strong>connessioni dial-up</strong>, l’<strong>enciclopedia cartacea</strong> che subisce i colpi che gli infliggono Wikipedia e soprattutto le applicazioni digitali. Sono sparite anche le <strong>pellicole delle fotografie</strong>: la camera oscura è ormai soppiantata dalle moderne stampanti fotografiche. Forse non ci avete pensato, ma sono sparite anche le famose <strong>Pagine gialle</strong> e i vari cataloghi in circolazione (chi ricorda ancora il vecchio Postalmarket?). <strong>Anche il fax è sulla strada dell’estinzione</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">Grazie al wireless, inoltre, <strong>diventeranno presto obsoleti pure i fili </strong>che spesso intralciano e creano problemi. Per non parlare delle <strong>biblioteche e librerie</strong> che in un futuro imminente scompariranno del tutto. Chi si prenderà più la briga di uscire di casa, recarsi in una biblioteca, consultare un catalogo, sedersi, leggere ciò che serve, prendere appunti, uscire e tornare a casa? Tutto questo si può fare tranquillamente e molto più semplicemente davanti al proprio computer. Anche ordinare su <strong>Amazon</strong> un libro che poi viene consegnato direttamente a casa è molto più comodo. E i libri stessi scompariranno a causa di applicazioni quali <strong>Kindle</strong> dove con pochi clic si possono avere in un unico e compatto dispositivo tutti i libri che si vogliono in formato digitale (<strong>e-book</strong>). Stesso discorso vale per <strong>i giornali cartacei</strong> e &#8211; brutta notizia per gli amanti della scrittura &#8211; per le vecchie <strong>lettere</strong> che sono state sostituite quasi del tutto dall’<strong>e-mail</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">Non solo oggetti, anche abitudini e idee diventano obsolete. Il giornale Huffington Post cita, ad esempio,  la <strong>separazione tra vita lavorativa e privata</strong>, annientata dalle comunicazioni elettroniche e dalle scrivanie virtuali. Anche l’<strong>abilità di ricordare</strong> sta scomparendo; perché sforzarsi di tenere a mente date, nomi, eventi, quando in un attimo basta chiedere a Google che restituisce milioni di risultati?</p>
<p style="text-align:justify;">Insomma, il primo decennio del secondo millennio ha portato tantissime novità e h<strong>a reso sorpassati molti oggetti, molte abitudini e molti concetti</strong> che facevano parte della nostra quotidianità. Pensare di perdere alcune di queste cose, per quanto piccole fossero, comporta un po’ di <strong>nostalgia per il passato</strong>. Si sa che ad ogni fine anno la nostalgia si fa viva. Ma è anche un modo per proiettarsi nel futuro. Il problema è che &#8211; come ha scritto lo scrittore francese <em>Paul Valéry</em> &#8211; <strong>il guaio del nostro tempo è che il futuro non è più quello di una volta</strong>! <img src='http://s1.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/salpetti.wordpress.com/1023/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/salpetti.wordpress.com/1023/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=salpetti.wordpress.com&#038;blog=1040014&#038;post=1023&#038;subd=salpetti&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Vedere che facciamo per capire dove andiamo. Il futuro è già qui!</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Nov 2010 14:24:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>salpetti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Internet è intervenuto prepotentemente nella nostra vita e ha modificato le nostre abitudini. È ormai entrato a tal punto nella nostra mente che ha cambiato il nostro modo di pensare, proprio come tutte le grandi invenzioni della storia (la stampa, il telefono, l&#8217;elettricità, la penicillina, ecc). Internet è nato, però, da troppo poco tempo per [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=salpetti.wordpress.com&#038;blog=1040014&#038;post=1015&#038;subd=salpetti&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-1019" title="Digital life, TNS" src="http://salpetti.files.wordpress.com/2010/11/cattura.jpg?w=700" alt=""   /></p>
<p style="text-align:justify;">Internet è intervenuto prepotentemente nella nostra vita e <strong>ha modificato le nostre abitudini</strong>. È ormai entrato a tal punto nella nostra mente che ha cambiato il nostro modo di pensare, proprio come tutte le grandi invenzioni della storia (la stampa, il telefono, l&#8217;elettricità, la penicillina, ecc).</p>
<p style="text-align:justify;">Internet è nato, però, da troppo poco tempo per vedere cristallizzate<strong> le trasformazioni che ha introdotto nel comportamento umano</strong> e, dunque, occorre ancora studiare la sua evoluzione per stabilire cosa ci riserva il futuro. Sociologi, futurologi, scienziati, psicologi, massmediologi si stanno interrogando su quello che accadrà, producendo a volte ipotesi iperboliche o che al momento ci sembrano più vicine al mondo della <strong>fantascienza</strong> che a quello della nostra vita reale.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma mentre quasi tutti si interrogano sul futuro, c’è ci cerca di capire il presente convinto che se non sappiamo dove siamo, non possiamo sapere dove stiamo andando. E’ il caso di <strong>TNS Global</strong>, uno dei più  importanti istituti di ricerca sui mercati e sul marketing. I ricercatori TNS hanno, infatti, appena concluso il più grande progetto di ricerca sui comportamenti e le attività digitali denominato &#8220;<em><strong>Digital Life</strong></em>&#8220;.</p>
<p style="text-align:justify;">Con una copertura dell&#8217;88% della popolazione che usa Internet in tutto il mondo e quasi 50.000 interviste in 46 Paesi, l&#8217;indagine si presenta come il primo grande <strong>strumento di analisi delle abitudini di utilizzo della Rete</strong> e dei bisogni sottostanti. I risultati in forma aggregata sono stati pubblicati su <a href="http://discoverdigitallife.com" target="_blank">un apposito sito interattivo</a>, mentre i rapporti dettagliati sui singoli Paesi gli approfondimenti sono fruibili a pagamento.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Ecco alcuni dei risultati della ricerca</strong>. Chi vuole potrà approfondire leggendo i dati pubblicati online:</p>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Contrariamente alla tendenza italiana per la quale il mezzo di comunicazione più seguito è la TV, a livello globale Internet è il primo <em>media channel</em> con il 61% degli utenti che lo utilizzano giornalmente.</li>
<li>Nonostante dispongano di infrastrutture di rete meno potenti e veloci, gli utenti dei Paesi con un&#8217;economia in rapida crescita hanno superato le Nazioni più mature in termini di <em>digital engagement</em>, ovvero di impegno profuso nelle attività online compresa la quantità di tempo che si spende nel navigare e la qualità delle cose fatte su Internet. Ad esempio, Paesi quali Egitto (56%) e Cina (54%) hanno livelli di <em>engagement </em>superiori a quelli di Paesi più sviluppati come Giappone (20%) o Danimarca (25%). L’Italia registra un 47% in termini di <em>digital engagement</em>, un dato che &#8211; se messo in relazione con gli indici di penetrazione di Internet nella popolazione &#8211; evidenzia l&#8217;alto livello di coinvolgimento di quella fetta della popolazione che usa Internet.</li>
<li>Scrivere blog, partecipare a discussioni su forum ed essere parte di un social network sono le attività che vanno per la maggiore, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo. Si pensi, ad esempio, che 4 utenti su 5 in Cina (88%) hanno un proprio blog o hanno preso parte a un forum online. Negli Stati Uniti, invece, dove Internet è ormai da tempo parte integrante della vita quotidiana, è solo il 32% della popolazione che ormai svolge assiduamente queste attività. Ciò probabilmente perché nei Paesi dove certe attività si svolgono da tempo, alcune azioni da compiere online hanno perso vivacità lasciando spazio a nuovi modi di utilizzo della Rete.</li>
<li>Internet è, inoltre, diventato anche il principale strumento per la gestione e la condivisione delle foto fra gli utenti, soprattutto in Asia. Il numero di internauti che ha caricato foto in Rete, infatti, raggiunge il 92% in Tailandia, l’88% in Malesia e l’87% in Vietnam. In Italia il 70%, in Germania il 48%, mentre in Giappone solo il 28%.</li>
<li>I malesi  sono i primi per numero medio di “amicizie” in rete: con 233 amici nei social network, seguiti a poca distanza dai brasiliani (231). I “meno sociali” sono gli abitanti del Giappone (29) e della Tanzania (38). A sorpresa, visto l&#8217;elevato utilizzo dei social network, i cinesi dichiarano di avere mediamente solo 68 “amici” nella loro rete. Ciò è dovuto probabilmente a motivi culturali: in Cina si da molto peso alle relazioni interpersonali e si preferisce avere pochi legami, ma più profondi.</li>
<li>La crescita delle attività di social networking dal cellulare (es. l&#8217;uso di Facebook tramite iPhone) spinge il passaggio da PC a Internet in mobilità. In media, infatti, si dedicano più di 3 ore alla settimana ad attività di social networking attraverso i telefonini, solo 2 ore per leggere la posta elettronica. Ciò conferma la tendenza per la quale in futuro Internet  &#8211; sopratutto per il social networking  &#8211; sarà usato prevalentemente in mobilità scavalcando l&#8217;utilizzo del PC.</li>
</ul>
<p style="text-align:justify;">Questi sono solo alcuni dei dati. La ricerca ha confermano <strong>trend già identificati</strong> e ha pure messo in evidenza delle tendenze relativamente nuove e, a volte,<strong> inaspettate</strong>. Il futuro è, però, ancora da scrivere: chissà come vivremo il mondo digitale tra qualche anno e come il nostro comportamento verrà modificato dalle nuove tecnologie. Alcuni futurologi sostengono che <strong>la fantascienza non riguarda il futuro</strong>, è  solo ambientata lì.<strong> Sara vero?</strong> <img src='http://s1.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/salpetti.wordpress.com/1015/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/salpetti.wordpress.com/1015/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=salpetti.wordpress.com&#038;blog=1040014&#038;post=1015&#038;subd=salpetti&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Google e Verizon. Altro che Net Neutrality, questa è Not Neutrality!!! :-)</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Sep 2010 14:18:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Facciamo un gioco molto semplice. Se dico Google cosa vi viene in mente? Alla maggior parte di voi si sarà sicuramente materializzata nella mente la famosa pagina Web da cui iniziare la navigazione; ai più avvezzi con il mondo del marketing e della pubblicità sarà venuto in mente AdWords, il rivoluzionario sistema di pubblicità mirata; [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=salpetti.wordpress.com&#038;blog=1040014&#038;post=1004&#038;subd=salpetti&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><img class="alignnone" title="Google-Verizon" src="http://images.huffingtonpost.com/gen/35/thumbs/s-GOOGLE-VERIZON-IN-TALKS-large.jpg" alt="" width="260" height="190" /></p>
<p style="text-align:justify;">Facciamo un gioco molto semplice. Se dico <strong>Google</strong> cosa vi viene in mente? Alla maggior parte di voi si sarà sicuramente materializzata nella mente la famosa pagina Web da cui <strong>iniziare la navigazione</strong>; ai più avvezzi con il mondo del marketing e della pubblicità sarà venuto in mente <strong>AdWords</strong>, il rivoluzionario sistema di pubblicità mirata; gli appassionati di paesaggi e scenari urbani avranno pensato al servizio <strong>Street View</strong>; molti avranno pensato a <strong>YouTube</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">Quasi nessuno avrà pensato all’enorme capitale economico accumulato da Google ogni anno, agli accordi che Google sottoscrive per cercare di <strong>controllare i mercati delle reti telefoniche di nuova generazione</strong>, alle beghe che la società ha con Authority e tribunali in tutto il mondo per <strong>problemi legati a concorrenza </strong>e<strong> privacy</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">Spesso si dimentica, infatti, che Google è un’impresa che opera in un mercato globale il cui scopo è – come quello di tutte le attività economiche – <strong>quello di fare cassa</strong>.  A questo scopo mette in atto azioni che – seppur non interferiscono con la filosofia aziendale dell’<strong>eccellenza nel settore e della piena soddisfazione degli utenti</strong> – ogni tanto ci lasciano perplessi. L’ultima “cattiveria” commessa da Google (e forse la più grave) è rappresentata dall’accordo siglato con <strong>Verizon </strong>(<strong><a href="http://www.nytimes.com/2010/08/05/technology/05secret.html?_r=3&amp;hp" target="_blank">QUI</a></strong>), uno dei maggiori operatori mobili degli <strong>Stati Uniti</strong>, per una proposta legale che regoli i metodi di trasmissione dei dati online, uno scacco alla cosiddetta <strong>Net Neutrality</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">In linea teorica, infatti, un operatore di telecomunicazioni non dovrebbe privilegiare determinati servizi o applicazioni sulla propria rete perché tutti i dati – per <strong>un principio di equità e neutralità</strong> – devono avere lo stesso trattamento al fine di evitare che determinate informazioni percorrano delle <strong>corsie preferenziali</strong> a discapito di altre: questa è la Net Neutrality.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma che c’entra Google con l’idea di una rete neutrale che sia priva di restrizioni arbitrarie sui dispositivi connessi e sul modo in cui essi operano? C’entra perché il celebre motore di ricerca, presentando insieme a <strong>Verizon</strong> un documento che, di fatto, <strong>viola il principio di neutralità della Rete</strong>, si è inimicato varie associazioni che sostengono i diritti di Internet e la libertà di espressione, nonché gli utenti stessi. Vedere a fine agosto, per  la prima volta dalla sua fondazione (1998), un sit-in di protesta davanti alla sede di Google, per di più fatto di persone che urlavano <strong>slogan in difesa di Internet</strong>, ha fatto davvero un certo effetto.</p>
<p style="text-align:justify;">Sotto il titolo &#8220;<em>Una proposta comune di policy per una rete aperta</em>&#8220;, i due colossi della telecomunicazione (Google e Verizon) – fingendo di lavorare congiuntamente per far sì che gli utenti possano <strong>accedere ai servizi alle condizioni migliori</strong>, salvaguardando al tempo stesso la neutralità delle reti – hanno proposto di trasformare Internet in <strong>un sistema a più velocità</strong>. Gli utenti, infatti, secondo il modello indicato nell’accordo, potrebbero fruire meglio e a maggiore velocità di servizi e contenuti forniti dalle aziende <strong>che pagano gli operatori</strong> per questo scopo.</p>
<p style="text-align:justify;">Viene da pensare che le due società – che allo stato attuale rappresentano la dorsale su cui viaggiano buona parte dei servizi Web (uno fornisce connettività l’altro i servizi) – vogliano <strong>fruttare l’esplosione dei servizi Web in mobilità</strong> e vogliano ripagarsi degli sforzi messi in atto nella realizzazione di una Rete superveloce (secondo gli impegni presi col Governo americano). Lo scopo è ovviamente quello di <strong>massimizzare i profitti</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">Sembra proprio il tentativo di trasformare quella che è oggi una grande via di comunicazione libera in un’<strong>autostrada a più corsie</strong> in cui sono gli operatori a stabilire i limiti di velocità per ciascun contenuto in base al pedaggio pagato.</p>
<p style="text-align:justify;">Ecco dunque che, secondo quanto propone il <a href="http://googleitalia.blogspot.com/2010/08/una-proposta-congiunta-per-una-rete.html" target="_blank">documento Google-Verizon</a>, la neutralità della rete verrebbe ufficialmente abolita per <strong>i servizi che viaggiano su rete mobile</strong> col pretesto che il mercato dei servizi in mobilità è ancora in via di definizione. Si permetterebbe, inoltre, di far sì che <strong>i servizi online addizionali</strong> offerti dagli operatori possano tranquillamente migrare su una rete a parte più veloce ed efficiente, al contrario di quanto avviene oggi. Questo significa che un’abbondante porzione di quello che sul Web è a pagamento avrebbe nella rete <strong>un canale privilegiato a discapito di tutto il resto</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">Insomma, se i principi esposti nel documento fossero applicati si creerebbe un Internet dove più si paga e più si andrà veloci.  Altro che <strong>Net Neutrality</strong>, in questo caso si potrebbe parlare di <strong>Not Neutrality</strong>! <img src='http://s1.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/salpetti.wordpress.com/1004/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/salpetti.wordpress.com/1004/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=salpetti.wordpress.com&#038;blog=1040014&#038;post=1004&#038;subd=salpetti&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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