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Ingiustizia al Nobel: esclusi i fisici italiani!!!

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Sono stati assegnati ieri i premi Nobel per la Fisica (QUI). L’ambito premio è andato ai fisici giapponesi Makoto Kobayashi e Toshihide Maskawa e allo allo statunitense Yoichiro Nambu, ma subito si sono sollevate polemiche. L’assegnazione del premio Nobel, infatti, quest’anno è stata amara per l’Italia perché sono state premiate teorie alla cui base ci sta il lavoro di ricercatori italiani che però non hanno avuto alcun riconoscimento.

C’erano due piccoli gruppi di ricercatori tra i possibili premiati: Nicola Cabibbo insieme a Kobayashi e Maskawa (per la scoperta dell’origine della rottura di simmetria che predice l’esistenza di almeno tre famiglie di quark in natura) e Giovanni Lasinio insieme a Nambu (per per la scoperta del meccanismo della rottura spontanea di simmetria nella fisica subatomica). In tutti e due i casi il premio è arrivato,  ma i nomi italiani sono spariti!!!

Eppure gli scienziati tagliati fuori sono assolutamente illustri e riconosciuti come tali dalla comunità scientifica internazionale (scusate i tecnicismi):

  1. Le ricerche di Nicola Cabibbo hanno gettato le basi basi per comprendere il fenomeno per cui   quark si mescolano dando origine alle particelle elementari; il suo modello è stato integrato successivamente dai due giapponesi premiati ed è oggi noto appunto come Matrice di Cabibbo-Kobayashi-Maskawa (CKM).
  2. Giovanni Lasinio è riconosciuto come il pioniere della ricerca teorica sulla rottura spontanea di simmetria. Il suo contributo è stato fondamentale per la realizzazione del cosiddetto modello che si chiama, appunto, Modello di Nambu-Lasinio.

Nessuno è riuscito a spiegarsi questa scelta nell’assegnare i Nobel da parte dell’Accademia reale di Svezia (nemmeno la comunità scientifica internazionale che da più parti ha espresso il proprio disappunto, anche il prestigioso CERN di Givevra). Perché escludere solo gli italiani il cui lavoro è stato sicuramente determinante per l’elaborazione delle teorie premiate?

Prima lo stupore è stato unanime, poi la delusione e la rabbia hanno colpito tutti coloro che in Italia fanno ricerca. Luciano Maiani, Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), pur non volendo alimentare le polemiche ha rilasciato una dichiarazione che per quanto cauta possa essere equilibrata e pacata lascia trapelare questo senso di delusione.

Ecco le parole di Maiani: La fisica italiana esce molto bene con diverse persone presenti nei passaggio cruciali. Viene nominato Giovanni Lasinio che era stato il collaboratore principale di Nambu nel lavoro fondamentale che ha lanciato questa idea nel mondo della fisica e viene citato correntemente sotto il nome di Nambu-Lasinio. Poi c’è Nicola Cabibbo, senza il suo lavoro gli studi di Kobayashi e Maskawa sarebbero stati impensabili. Cabibbo ha fornito il linguaggio per descrivere queste cose. Trovo giustificata la delusione di miei colleghi, e anche mia, che pensavano che il suo lavoro avrebbe meritato di per sè un premio Nobel, però il giudizio della storia sul lavoro di Cabibbo è stato già dato. È un lavoro che ha segnato l’inizio di una nuova epoca“.

Già il nostro Paese in quanto a ricerca non sta messo bene e le migliori teste sono costrette a fuggire all’estero (“fuga di cervelli”). E’ questo l’incoraggiamento che si vuole dare ai giovani ricercatori italiani?

Probabilmente il nostro Paese ha uno scarso prestigio internazionale e conta poco nei posti dove si prendono le grandi decisioni. Forse è questo il motivo dell’esclusione degli scienziati italiani. Di certo questa esclusione dal premio Nobel non è una buona pubblicità per l’Italia e denigra ulteriormente chi a fatica riesce a fare ricerca qui da noi in condizioni precarie

Voi che ne pensate?

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