You are currently browsing the category archive for the 'Comunicazione politico-istituzionale' category.

Ci aveva già provato la Regina Rania di Giornania per spiegare l’Islam agli occidentali (QUI), adesso anche il Premier britannico, Gordon Brown, cerca di parlare ai cittadini attraverso la Rete tramite Youtube. “I politici possono fare domande al primo ministro. Penso che sia arrivato il momento che anche i cittadini abbiano questa possibilità“, è con queste parle che si inaugura il primo “Question time” su Youtube.

Il nome scelto per l’iniziativa non è un caso: proprio come nel “question time” tradizionale il primo Ministro risponde alle domande dei politici, così Brown risponde alle domande degli internauti in Rete. Basta collegarsi alla pagina di Youtube dedicato all’iniziativa e caricare un breve video. Vista la mole di richieste, sono gli stessi utenti a votare le domande più interessanti da cui aspettarsi delle risposte da Brown (per il momento è stata fissata come data di scadenza 21 giugno).

Per la verità il procedimento non è ancora così immediato e intuitivo, ma l’esperimento è ancora all’inizio e quindi in fase di sperimentazione. Probabilmente si trasformerà in un appuntamento settimanale fisso e sarà pertanto migliorato.

I più maliziosi sostengono che questa iniziativa sia finalizzata soltanto a raccogliere consensi tra il pubblico giovane e a ridare luce all’immagine di Brown che non riesce a essere all’altezza del suo predecessore, Tony Blair. Per i sostenitori del Premier si tratta della prima vera forma di democrazia diretta.

In ogni caso, secondo me si tratta di un’iniziativa lodevole e molto interessante che potrebbe essere seguita in molti altri Paesi. L’Inghilterra, si sà, è all’avanguardia su certe cose e la regina Rania è una sovrana illuminata…

Chissà quando anche in Italia saremo all’avanguardia o avremo un Premier “illuminato” a tal punto da comprendere il potere e la forza della Web? ;-)

Sul blog ilcomunicatore (ciao Luca e ciao Simone) ho trovato due post molto interessanti che mi hanno dato lo spunto per scrivere questo mio post. Mettono a confronto la comunicazione del Partito Democratico (Veltroni) e del Popolo della Libertà (Berlusconi).

Facendo un confronto si vede subito come la comunicazione del Partito Democratico sia completamente diversa rispetto a quella precedente de L’Ulivo, dei Democratici di Sinistra e de La Margherita (formazioni politiche da cui il PD deriva). Sicuramente c’è stato un grande miglioramento rispetto al passato, ma si sa che Walter Veltroni è un buon comunicatore. Se una volta era Berlusconi ad avere la meglio per ciò che riguarda spot e campagne di propaganda politiche, adesso i due schieramenti stanno praticamente alla pari, almeno per ciò che concerne il mondo offline in cui pare che il PD stia copiando il modello comunicativo del PDL.

Ma è nel Web che il PD si dimostra più ricco nei contenuti e nelle iniziative del centrodestra, qui si può parlare addirittura di un sorpasso. E’ stato lo stesso Berlusconi, infatti, ad affermare che lui di Internet non capisce nulla!!! ;-)
Il sito web del PD è molto composito e al suo interno si possono trovare tutte le informazioni che si potrebbero cercare in un sito di un partito. La comunicazione Web del PD, quindi, sembra essere chiara e ben fatta, anche dal punto di vista del Web 2.0. Per quanto riguarda la partecipazione, infatti, un’ ottima iniziativa è sicuramente quella del social network, di Twitter e naturalmente del canale YouTube (bisogna dire che anche il PDL ha un suo canale YouTube).

Il sito VotaBerlusconi.it (punto di riferimento online della campagna elettorale del PDL), invece, non è altro che il sito di Forza Italia, modificato per le elezioni. Sulla destra dell’homepage è possibile partecipare via Web alla campagna elettorale del PDL, ma la partecipazione degli internauti è limitata alla possibilità di inserire un banner sul proprio blog! Più interessante è la funzione di aggregatore visibile in basso nell’homepage.
L’aspetto più partecipativo di questo sito è la possibilità si scegliere le priorità del programma, ma niente di significativo per quanto concerne le logiche di partecipazione del Web 2.0.

La comunicazione del PDL è, quindi, una comunicazione classica che si ripete rispetto alle precedenti esperienze della Casa delle Libertà. Quando Berlusconi approdò per la prima volta in politica(1994) ebbe il merito di aver introdotto in Italia un nuovo stile di comunicazione, preso in prestito dal contesto americano. Negli USA, però, rispetto a quel modello si sono fatti molti passi in avanti che la comunicazione del PDL sembra non aver seguito, sopratutto per la scarsa attenzione al mondo di Intenet.

Queste differenze si riscontrano, a parer mio, anche negli spot realizzati dai sostenitori dei due schieramenti: I’m PD (QUI) e Meno male che Silvio c’è (QUI). Il primo è una rivisitazione della popolarissima canzone YMCA dei Village People realizzato da un circolo milanese del Pd, mentre il secondo è un video che ha per base l’inno scritto da un giovane cantautore veronese in onore di Berlusconi. I due video, anche se perfettamente inseriti nel contesto amatoriale e spontaneo di Youtube, presentano delle differenze formali e sostanziali che secondo me rimarcano i differenti modelli di comunicazone dei due partiti (il primo mi è sembrato più “vero” e dinamico, mentre il secondo con i suoi protagonisti bellissimi e curatissimi, mi ha dato l’impressione di essere una fiction). Ovviamente questa è solo la mia sensazione a caldo appena finito di aver visto i due omaggi ai candidati leader dei due partiti più grandi…

Vi consiglio di vedere questi due video (se non l’avete già fatto), di fare un giro su Youtube e sulla Rete alla ricerca di esempi significativi di comunicazione politica dei due partiti più importanti. Poi potrete dirmi se avete riscontrato le stesse mie impressioni…
Allora, se come si dice, nelle lezioni moderne vince chi riesce a comunicare di più e meglio, che vinca il migliore (anzi, il meno peggiore!!!) ;-)

PS. Vi segnalo anche questa iniziativa di 8 giovani professionisti della comunicazione nata per supportare Veltroni. Riprende lo stile americano dei sostenitori di Obama (QUI su Youtube e QUI nel sito ufficiale).

Mentre in Italia i nostri politici sono in corsa per trovare gente da inserire nelle proprie liste elettorali, sull’International Herald Tribune (IHT) è apparso un annuncio di lavoro un po’ particolare che sta facendo il giro del mondo (nel video in alto un bel servizio di Sky Tg24, vi consiglio di vederlo). Aprendo il prestigioso giornale (nell’edizione di lunedì 25) alla pagina 4 si può leggere un annuncio che recita più o meno così:

Un gruppo di cittadini italiani sta cercando disperatamente politici onesti quanto basta per correre alle prossime elezioni per il Parlamento. Lo stipendio è estremamente competitivo (tra i più alti del mondo) e benefici al di là dell’immaginabile sono compresi. E’ anche garantita l’immunità penale. Una volta eletti i candidati possono portare con se amici e parenti a cui saranno offerti posti di alto livello nell’amministrazione pubblica e nella televisione nazionale. Il luogo di lavoro è uno dei più esclusivi nel centro di Roma. Non sono richieste particolari abilità (si può essere anche incapaci). Non è richiesto che si lavori, eccetto qualche apparizione nei salotti televisivi, dove però non ci si aspetta che i politici rispondano a delle domande, ma sono invitati insieme a note soubrette per cantare canzonette“.

Adesso si stanno cercando i “simpatici” autori di questa iniziativa che se, come dicono alcuni, danneggerebbe ulteriormente l’immagine dell’Italia all’estero (dopo le violenze negli stadi, la monnezza di Napoli e tutto il resto), secondo me può far capire a chi ci guarda da fuori come funziona la nostra politica in vista di queste elezioni. Dal momento che non è stata cambiata la legge elettorale, infatti, si impedirà ancora agli elettori di indicare una preferenza diretta. Nelle urne, quindi, si potrà scegliere solo tra liste pre-confezionate create ad hoc dai vertici dei partiti.

Ed è così che è in atto tra i nostri politici una vera e propria ricerca finalizzata a riempire queste liste con nomi più o meno noti capaci di creare un certo appeal tra gli elettori (QUI e QUI).

Veltroni candida gente del calibro dell’oncologo Veronesi o del prefetto Serra, ma anche giovani 30enni (es. Marianna Madia, giovane ricercatrice 27enne, capolista alla Camera nel Lazio), operai e pure figli di personaggi noti (es. il figlio di Roberto Colaninno);

Berlusconi mette sé stesso come capolista e Gianfranco Fini per secondo in tutte le circoscrizioni (Veltroni non è il primo in nessuna lista) e non manca di inserire a seguire nomi altisonanti come il famigerato Generele Speciale o la giornalista Fiamma Nirenstein, ma anche Eugenia Roccella (una delle portavoci del Family day) o Paolo Galimberti (presidente dei Giovani di Confcommercio) oppure personaggi “ambigui” come Zakaria Najib, un immigrato proposto dalla Lega (sembra una contraddizione, ma lui è uno straniero molto particolare: vive a Cadoneghe (Padova), ha sposato un’italiana, dal 1986 ha la nostra cittadinanza ed è stato consigliere comunale della Lega. A novembre ha scritto al presidente della Repubblica chiedendo, provocatoriamente, di tornare nello status di extracomunitario con tutte le facilitazioni che, secondo lui, comporta per casa e lavoro).

In questo contesto di ricerca ossessiva di parlamentari, l’annuncio sull’International Herald Tribune potrebbe pure essere verosimile; anzi, nel testo c’era anche un referente da contattare per chi fosse interessato (Lucrezia Marforio: rescue.italy@gmail.com), io un bel curriculum lo manderei, non si sa mai!!! ;-)

Quante volte sentiamo notizie che si riferiscono alla “malasanità“, quante volte i cittadini si sono lamentati di un dissevizio del sistema sanitario, dei tempi di attesa troppo lunghi, ecc, ecc…
Qunte volte, al contrario, si sono sentiti Ministri e politici affermare che la Sanità italiana è tra le migliori. Ma allora la nostra sanità, sta bene o sta male? ;-)

Secondo l’Euro Health Consumer Index 2007 - una classifica redatta da Health Consumer Powerhouse, che analizza la sanità in 29 Paesi europei - la sanità italiana non solo sarebbe mediocre, ma anzichè migliorare peggiorerebbe costantemente, tanto che è scivolata dall’undicesimo al diciottesimo posto in un anno. Addiritura, dice il rapporto Euro Health Consumer, in cinque delle categorie che si riferiscono alle prestazioni sanitarie, l’Italia ha ottenuto 80 punti su un potenziale teorico di 1.000! Le interminabili liste d’attesa, i pochi diritti del malato e la scarsa protezione assicurativa in caso di errori medici, sono i punti deboli del sistema sanitario italiano. “Ai dottori italiani piace sentirsi Dio, cosa che non crea affatto le premesse per un rapporto proficuo con i pazienti - sintetizza il Sole24Ore leggendo il rapporto - e gli ospedali italiani sarebbero un settore dominato da baroni in camice bianco che mandano i pazienti dagli specialisti amici senza offrire tutte le possibili alternative di cura e terapia”.

Mentre usciva questo rapporto (di cui se ne è parlato poco o nulla), è parita la campagna del Ministero della Salute “Pane, Amore e Sanità“, realizzata dal fotografo Oliviero Toscani, costata complessivamente 1,5 milioni di euro. L’occasione è stato il trentesimo anniversario del  Servizio sanitario nazionale, un’auto-celebrazione che forse serve per camuffare qualcos’altro…
Il premier, Romano Prodi, ha detto che con un’aspettativa di vita media di 80 anni e una mortalità infantile minima, l’Italia si trova ad avere un sistema sanitario di tutto rispetto nel quadro europeo, pertanto sarebbe ingiusto parlare di malasanità. Gli fa eco il ministro della Salute, Livia Turco, che ha ricordato come, secondo l’OMS, l’Italia abbia ha il secondo migliore sistema sanitario al Mondo!

Peccato che i dati cui fa riferimento il Ministero della Salute (quelli dell’Oms) siano vecchi di 7 anni (sono del 2000) e che quindi sono ormai “scaduti”. Tra l’Oms e il Ministero della Turco, infatti, si è stipulata adesso una nuova convenzione per aggiornare quei dati, individuare le aree di maggiore debolezza del sistema sanitario italiano e raccogliere - rendendole di uso comune - esperienze di buona sanità attraverso le segnalazioni di cittadini e operatori (”Buone pratiche“).

Allora, il sistema saniario italiano è uno dei migliori al Mondo o uno dei peggiori in Europa? La verità, come spesso accade, stà in mezzo. Secondo me, infatti, bisogna ben guardarsi dalla retorica della politica, ma anche dalle ricerche come quella dell’Health Consumer Powerhouse (per altro tenuta ben nascosta) che  usa come punto vista quello dei consumatori analizzando fattori quali l’informazione dei pazienti, i tempi di attesa per trattamenti comuni, l’accesso ai farmaci, ecc. I pazienti, si sà, spesso sono troppo duri, soprattutto se intervistati all’interno di un’ospedale mentre aspettano una visita ;-) , ma ovviamente il nostro non è nemmeno uno dei migliori sistemi sanitari del Mondo, come dicono i nostri politici!!!

Credo che in linea di massima la sanità italiana vada bene, ma che possa andare meglio, che tocchi punte di eccellenza, ma che presenti anche zone d’ombra, che abbia delle caratteristiche che lo rendono unico (es. l’Italia è il primo Paese europeo a fornire gratuitamente il vaccino contro il cancro dell’utero a tutte le bambine di 12 anni), ma che prsenti delle disfunzioni che bloccano le buone pratiche di cui parla la Turco, ecc. ecc.
Come per la maggior parte delle informazioni circolanti in Italia, quindi, anche per i dati inerenti al sistema sanitario bisogna stare molto attenti, verificare le fonti, cercare autonomamente informazioni e non fidarsi dei media. Internet in tutto questo ci può dare una mano…
Buona salute a tutti!!! ;-)  

               Montaggio realizzato da un utente di Youtube

Da quasi 15 anni, la politica italiana ha al suo interno un personaggio ambiguo che, nato come “portatore di antipolitica” (ante Grillo!), è poi diventato uno dei più fini ed astuti uomini politici. Si tratta di Umberto Bossi che, forte delle tutele che il nostro Paese riconosce alla libertà di opinione e di espressione dei parlamentari, spara a zero contro la Costituzione, la Patria, la storia. Ecco l’ultima sua dichiarazione che ha fatto scalpore: “La nostra libertà [quella dei padani] forse non la si puó piú raggiungere attraverso la democrazia - ha detto Bossi al fantomatico Parlamento del Nord - forse sarà necessario un attacco del Nord: io so di poter portare dieci milioni di padani e altrettanti veneti in piazza, disposti al sacrificio, a morire, per una battaglia di libertà“.

Queste affermazioni hanno scioccato non solo gli avversari della Lega, ma anche molti dei suoi alleati. Solo Silvio Berlusconi ha avuto il coraggio e la sfacciataggine di difenderle: “Bossi usa sempre un linguaggio colorito ma poi, nella pratica, ha sempre dimostrato un grande senso di responsabilità“. Per il leader di Forza Italia, le parole di Bossi rappresentano solo il modo colorito con il quale il padre della Lega ama esprimersi, ma niente di grave. Per questa affermazione, il Senatur ha ringraziato Berlusconi e ha annunciato che la Lega lo considererà sempre il leader del centrodestra e il candidato alla presidenza del Consiglio in caso di vittoria elettorale della Casa delle Libertá alle prossime elezioni.

Ma è possibile che Bossi può sparare le sue invettive contro la Costituzione e la storia patria, i suoi proclami irredentisti e le sue incitazioni violente, senza che nessuno mai gliene chieda conto a nessun livello? E’ sempre il suo modo colorito di dire e fare le cose, non è mai un reato, un fatto anti-costituzionale da costringerlo a dimettersi da parlamentare. A tal proposito è intervenuto il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, che ha dichiarato: “Capisco che siamo in un periodo in cui chi la spara più grossa ha i titoli sui giornali, ma io non sono per accettare come innocenti quelli che la sparano più grossa, perché certe affermazioni possono contribuire in modo drammatico a generare odi in una società già lacerata“.

Bossi è quello che urlò a una signora che esponeva la bandiera italiana dal balcone durante una manifestazione della Lega:”…la bandiera italiana la metta al cesso!“. E questa è solo una delle tante “sparate grosse” del Senatur (per questa alla fine si è beccato una semplice multa). Io non sono un “patriottico”, un nazionalista, uno che è particolarmente attaccato ai riti e ai simboli della Patria e sono per la totale libertà di espressione, ma non credo sia possibile tenere in un parlamento qualcuno che detesta palesemente la storia e le istituzioni proprio Paese e che vuole la secessione della Padania (un’entità astratta non ben definita). Parla di una liberazione, ma liberazione da cosa? A sentire lui i lombardi e i veneti sembrerebbero oppressi da una tirannia che non riesco a capire dov’è, anzi cos’è…

Per Walter Veltroni, sindaco di Roma e molto probabilmente futuro leader del Partito Democratico, Bossi “non è un giocherellone” e le sue parole “non sono uno scherzo“. Per Veltroni, il centro-destra deve dire se intende governare con chi rifiuta la bandiera, l’inno e che parla di portare decine di milioni di persone al sacrificio in una guerra contro le istituzioni. Secondo me il problema non riguarda solo il centro-destra, ma tutto il Parlamento. Non è possibile che persone come Bossi stiano in parlamento a prendere decisioni che ricadono sulle spalle degli italiani, quando dicono e fanno cose che vanno palesemente contro la Costituzione e contro l’interesse nazionale.

Che ne dite? Sono stato troppo duro? ;-)

 

I politici le studiano tutte per farsi publicità. Ma a volte la loro ricerca affannata di poplarità e visibilità è utile per inserire nell’agenda dei media certi episodi ce altrimenti rimarrebbero oscuri. E’ questo il caso di Francesco Storace, ex ministro della Salute e fondatore del nuovo partito “La Destra“, che si è recato a Piacenza per denunciare quello che possiamo chiamare “un caso Welby” al contrario.

Si tratta della vicenda di Gian Piero Steccato, un ex impiegato delle Ferrovie di 58 anni con moglie e due figli, colpito nel 1999 da “locked-in syndrome” (sindrome del chiavistello), un forma rarissima di ictus che immobilizza totalmente il corpo (respira addirittura solo grazie alla tracheotomia, viene spesso broncoaspirato e non ha nemmeno deglutizione, viene alimentato artificialmente). Il signor Steccato è costretto a vivere nella sua abitazione comunicando solamente con il polpastrello dell’indice sinistro, l’unica parte del corpo rimasta sensibile. A provvedere all’assistenza ci pensa quasi in tutto la famiglia che spende ogni mese migliaia di euro per i macchinari, i medicinali e l’asssitenza, ricevendo solo un contributo regionale di 23 euro giornalieri (quello standard per i malati gravi), il semplice assegno d’accompagnamento di 600 euro mensili e solo tre ore al giorno di assistenza da parte di un’operatore tecnico assistenziale. “E’ vergognoso - ha affemato Storace - che non ci sia un’assistenza degna di questo nome”.

Sembra che Gian Piero Steccato - nonostante la malattia - abbia lanciato un appello: “Aiutatemi a vivere!”. Ha ancora tanta voglia di vivere, ma continuare in queste condizionidiventa troppo oneroso per la famiglia e diveta difficoltoso anche per lui. Se Welby voleva morire perchè in condizioni simili, Steccato vuole vivere, ma vorrebbe delle condizioni asssitenziali migliori. La questione è molto delicata e credo che richieda una particolare attenzione da parte delle istiuzioni e degli organi competenti.

Starace, ha avuto un buon ritorno in termini di immagine; sono contento se il “caso Steccato” trova la stessa risonanza del “caso Welby” e si possa trovare una soluzione, ma questa strumentalizzaione politica della malattia mi sembra fuori luogo, soprattutto ad opera di un ex ministro della salute. Non credete che Strace se ne sia accorto troppo tardi? Non poteva farci qualcosa quando poteva in veste di Ministo e non adesso in veste di esponente dell’opposizione? Quali importanti provvedimenti ha preso durante il suo ministero a favore dell’assistenza ai malati cronici?

Non è un mistero che i politici usino strategie di marketing per trovare consensi, ma sfruttare queste situazioni limite, mi sembra di pessimo gusto. Spero solo che il signor steccato tragga vantaggio dalla visita di Storace, ma vedere il corpo immobile e inerme di Gin Piero Steccato attaccato ai macchnari e circondato di medicine affianco a Storace che parla davanti alla telecamere facendo politica, mi è sembrato disgustoso, per Storace ovvimente…

Grillo a Bologna per il V-day

In un blog che si chiama “La forza del blogging” non si poteva trascurare il V-day (Vaffa-day) oraganizzato da Beppe Grillo. Un’iniziativa che ha avuto origine esculsivamente in Rete tramite un blog, sfruttando al capacità di mettere in relazione le persone del Web. Non ho parlato dell’evento prima e adesso non voglio entrare nel merito delle polemiche. Sul V-day, infatti, è stato detto tutto e il contrario di tutto, ma da osservatore dei fenomeni sociali (ho studiato sociologia e mi sono laureato con una tesi sui blog), voglio riprendere un bel post del blog Tecnoetica di Davide Bennato in cui si analizza il Vaffa-day da un punto di vista sociologico

Davide Bennato sintetizza questa sua riflessione in 4 punti:

  • Il V-day ha mostrato la nascita un nuovo spazio politico basato sulla conversazione su Internet (i commenti al blog)
  • Ha mostrato la necessità di un nuovo linguaggio per la politica che deve essere chiaro (più chiaro del nome della manifestazione!
  • Ha mostrato la forza dell’auto-organizzazione permessa da Internet prescindendo dagli altri media
  • Ha mostrato l’incapacità della cultura circolante (politici, giornalisti, “esperti”, …) di capire il mondo sociale che li circonda

Date queste premesse, forse ha ragione Grillo quando dice che la politica e il modo di condurre il dibattito pubblico hanno bisogno di rinnovarsi, sono vecchi. Con il Web e il blog tutto potrebbe cambiare. Nelle città-Stato della Grecia classica, tutti i cittadini (eccetto donne e schiavi) contribuivano all’amministrazione della collettività senza rappresentanti. E’ utopico pensare che con il Web e i blog oggi si possa ripresentare la stessa situazione, ma credo che la politica dovrebbe imparare da questa manifestazione e cercare di tenere più in considerazione le potenzialità democratiche della Rete. In quel “gioco dei poteri” di cui parlo spesso in questo blog, potrebbe entrare a breve a pieno titolo il potere del blogging, ovvero la possibilità di ciascun individuo di poter partecipare direttamente al dibattito publico, di auto-organizzarsi, di bypassare le forme tradizionali di mediazione (politici, giornalisti, ecc.), …

Credo che il V-day ha ha dato davvero origine a un “nuovo Rinascimento“, come ha detto Grillo, perchè ha messo in evidenza i punti critici dell’attuale sistema e ha evidenziato le potenzialità dello strumento dei blog. Spero di non essere troppo ottimista… ;-)

Eccoci ancora qui. Dopo un mese di riposo, sono di nuovo pronto a scrivere sul blog. Le vacanze sono finite e il rientro come sempre è duro. Quest’anno sembra che sia ancora più duro perchè pare che ci siano rincari e aumenti di prezzo su tutto, anche sul pane. Gli italiani che riprendono la loro normale attività dopo le vacanze hanno trovato questa amara sorpresa. Anche il Ministro dell’Economia ha avuto un brusco rientro, si è accorto (forse troppo tardi) che lo Stato sperpera i soldi. Finalmente ha avuto un’illuminazione e ha visto una cosa che stà da sempre sotto gli occhi di tutti e che tutti sanno: i soldi statali, che poi sono quelli di noi cittadini, molto spesso si perdono e si sprecano tra i vari enti, le varie istituzioni, i vari disservizi, …

Se Padoa-Schioppa riuscisse davvero a tagliare la spesa pubblica e a migliorarla, entrerebbe a pieno titolo nei libri di storia e si dovrebbe sollevare un movimento popolare per fare pressioni alla Santa Sede affinchè il Ministro diventi “Santo subito!” ;-) , ma credo proprio che come tutti gli italiani pur con rabbia e amarezza devono imparare a convivere con il caro-prezzi autunnale, così il povero Ministro dovrà rassegnarsi a consegnare al prossimo governo una pubblica amministrazione che fa acqua da tutte le parti che si è ormai trasformata una macchinetta mangia-soldi.

Sono servite oltre 150 pagine al Ministro per descrivere le spese spesso eccessive e cervellotiche delle amministrazioni pubbliche, ma se la diagnosi è buona, la terapia appare ancora lontana. Tuttavia, è positivo che il ministro almeno ne parli e provi a trovare una soluzione. “Einaudi diceva: Conoscere per deliberare. Qui siamo ancora al conoscere, non al deliberare - ha sintetizzato Padoa-Schioppa in conferenza stampa al Ministero. Il «Libro verde sulla spesa pubblica», preparato dalla Commissione tecnica per la finanza pubblica, è quindi una disamina di ciò che non funziona, capito il problema le soluzioni forse arriveranno.

A non funzionare è praticamente quasi tutto ciò che riguarda le pubbliche amministrazioni. Ad esempio, il costo medio giornaliero di una degenza negli ospedali italiani è di 670 euro, il costo di una camera matrimoniale in un albergo a 5 stelle; negli altri Paesi europei si offre spesso un servizio sanitario più afficiente a costi molto più bassi per lo Stato. Per fare un altro esempio potremmo parlare del numero dei dipendenti pubblici e del loro stipendio. Dal 2001 al 2006, le retribuzioni nella pubblica amministrazione sono cresciute di circa il 30%, il 10% in più di quelle dell’industria e il doppio rispetto all’inflazione. Che dire poi dell’elevata spesa delle giustizia che però non riesce a snellire i tempi dei processi? E dei professori universitari di gran lunga in numero superiore ai ricercatori con retribzioni da capogiro? E dei corsi di laurea che non sono giustificati dalle esigenze del mercato, ma che servono solo a impiegare docenti? Mi fermo qui, ma potrei continuare un bel pò descrivendo tutte le spese che lo Stato affronta ogni giorno e che si potrebbero ridurre o addirittura evitare…

Nel mio piccolo vorrei aiutare il Ministro suggerendo un piccolo ma efficace aiuto nella riduzione della spesa pubblica: l’introduzione di software liberi o open-source (gratuiti) nella pubblica amministrazione. Ovviamente non si risolve il problema delle spese eccessive, ma un piccolo aiuto arriverebbe. Non ci sarebbe nemmeno bisogno di andare lontano per vedere cosa si dovrebbe fare, baserebbe guardare cosa accade nella provincia di Bolzano dove, come ha sottolineato in una puntata di Report, risparmiano un bel pò di soldi con il sistema operativo Linux, con il pacchetto per ufficio OpenOffice e altri software simili. Si tratta di più di un milioni di euro, non di poco!

Quasi tutti i dipendenti pubblici per fare il loro lavoro usano il pc. I programmi che servono per utilizzarli  coincidono quasi sempre con quelli della Microsoft, hanno quindi un costo. Bisogna poi aggiornarli periodicamente e ci sono altri costi. Il software libero, invece, si può scaricare direttamente da Internet gratuitamente, si scaricano anche gratis gli aggiornamenti e tutto ciò che serve, compresi i manuali di istruzione.

Se a Bolzano ha funzionato, perchè non estendere a tutta la pubblica amministrazione l’uso dei software liberi? Secondo me potrebbe essere un primo passo verso il risparmio. Questa piccola soluzione digitale sarebbe quasi indolore e farebbe risparmiare da subito allo Stato qualche milione di euro, senza aspettare l’utopico licenziamento di impiegati, la riduzione degli stipendi, l’abbassamento dei costi per le prestazioni sanitarie, la riduzione del tempo di durata dei processi, ecc, ecc, …

Che ne dite? Il Ministro potrebbe iniziare da qui la sua battaglia contro l’eccessiva spesa pubblica? ;-)

Un fotogramma dello spot

Il cinema europeo è eccitante o eccitato? Questa è la domanda che si pongono le persone vedendo uno degli spot che sono stati realizzati dall’Unione Europea per promuovere il cinema del Vecchio Continente. Sono tre gli spot della UE per il Cinema: uno centrato sul romanticismo, uno su solitudine e rapporti umani e il terzo sulla passione.

Proprio quest’ultimo ha fatto discutere molto ed è stato diffuso tra le polemiche. Io non ci vedo niete di male, ma evidentemente da alcune organizzazioni ci si aspettano comportamenti e modi di comunicare più “istituzionali”. Ma veniamo ai fatti…

Lo spot delle polemiche dura solo 44 secondi, ma racchiude 18 spezzoni di scene di amplessi tratti da altrettanti film d’autore europei. Per fare solo alcuni nomi, c’è “Il favoloso mondo di Amelie” del francese Jean-Pierre Jeunet, “La mala educacion” dello spagnolo Pedro Almodovar, “Le onde del destino” del regista danese Lars von Trier e per l’Italia “La meglio gioventù” di Marco Tullio Giordana e “The Dreamers” di Bernardo Bertolucci.

Lo spot è approdato su YouTube entrando in poco tempo nella classifica dei video più visti. Il titolo dello spot è allusivo “Film lovers will love this” (Gli amanti dei film lo ameranno) e il video si conclude in un modo ancoa più allusivo invitando ad andare al Cinema con la scritta “Let’s come together” (Veniamo insieme!).

Lo spot, come dicevo, ha fatto molto discutere, in particolare un parlamentare europeo ha criticato l’operazione, mentre la Commissione europea la difende a spada tratta. Riporto da TGCOM, una parte della querelle: Il deputato polacco Maciej Giertych, esponente della “Lega delle famiglie polacche“, già famoso per la diffusione di un opuscolo antisemita e per la crociata per l’abolizione dell’omosessualità ha dichiarato: “L’Unione europea usa metodi immorali per promuovere le proprie attività”. La Commissione europea ha replicato tono su tono. “Il vero scandalo è che si sia creata polemica su questo video, che oltretutto, al momento della presentazione al Film Festival di Berlino, lo scorso febbraio, ha avuto un’ottima accoglienza”, ha ribattuto la commissaria all’informazione, Viviane Reding, tramite il suo portavoce Martin Selmayr. “Quegli spezzoni, tratti da film di grandi registi europei rispecchiano i valori su cui si costruisce l’Europa multiculturale. La gioia, la tristezza, l’amore e la diversità sono i sentimenti che esprimono l’identità più forte ed apprezzata del nostro cinema, ed è assurdo che tutto questo venga messo in discussione”, ha concluso Selmayr.

Insomma, per farla breve e per non annoiarvi, io non penso che questo post possa turbare gli animi di nessuno o possa essere immorale. Le famiglie che stanno tanto a cuore a Maciej Giertych, famoso per essere contro gli omosessuali, non hanno niente di cui temere. Tra l’altro facendo zapping in Tv si possono vedere scene molto peggiori e poi… si tratta pur sempre di cinema d’autore, non credo si possa parlarte di spot pornografico (come ha detto qualcuno). Inoltre, lo spot fa parte di una trilogia che cerca di cogliere tutti gli aspetti dei sentimenti umani rappresentati tradizionalmente dal Cinema, perchè dimenticare gli aspetti passionali?

Chi ha mosso queste accuse contro il video credo che voglia solo strumentalizzare la vicenda per farsi pubblicità e per perorare la propria causa omofoba (QUI un articolo che sintetizza la posizione di sul mondo omosessuale di Giertych e della destra polacca). Un pò quello che avviene in Italia quando c’è di mezzo il Family Day o il Gay Pride: ogni occasione è buona per fare polemiche e per accusare gli altri.

Ma Maciej Giertych non poteva trovare uno spazio migliore o un’occasione più importante per mettere in scena certe polemiche? Il cinema è arte e lo spot della UE, secondo me, non è nè osceno, nè di pessimo gusto. A me è piaciuto anche per l’ironia delle frasi e degli slogan che lo accompagnano. Si accusano sempre le istituzioni di essere noiose quando comunicano, finalmente abbiamo una comunicazione istituzionale giovane e ci lamentiamo pure!? ;-)

Non metto il video dello spot nel blog per non “scandalizzare” o offendere nessuno, ma chi vuole può visionarlo QUI. Aspetto un vostro parere su tutta la vicenda…

Blog Stats

  • 63,543 hits

search

Cerca nel blog: