Niger, peggior posto per le madri… e l’Italia?

In occasione della festa della mamma, l’associazione Save The Children ha pubblicato il Rapporto sullo stato delle madri nel Mondo che mette a confronto 165 Paesi. L’Italia, se da un lato si colloca al primo posto per il benessere dei bimbi, dall’altro si colloca solo al 21° posto per quanto riguarda la situazione delle donne (le mamme). Dal rapporto emerge, infatti, che le donne italiane sono più vicine all’Africa che alla Norvegia!
Le donne italiane, ad esempio, partecipano alla vita politica nazionale come quelle di Bolivia, Gabon e Nepal, utilizzano la contraccezione meno delle donne dello Zimbabwe, il loro reddito (dal raffronto con quello maschile) risulta equivalente a quello nel Benin. L’Italia sta dietro a Paesi come Slovacchia ed Estonia e solo di poco prima di Lituana e Lettonia.
Nel nostro Paese, le donne sono lontane anni luce da quelle norvegesi che primeggiano in vetta alla classifica. Ad esempio, in Norvegia ogni parto avviene con l’assistenza di personale medico e la percentuale di mamme che muoiono per cause legate alla gravidanza è quasi pari allo zero. Il 40% del Parlamento norvegese, inoltre, è composto da donne e l’aspettativa di vita femminile in Norvegia è ben oltre gli 80 anni.
Per capire questi dati basta confrontarli con quelli del Niger, ultimo in classifica dove solo il 5% della popolazione femminile usa la contraccezione, una donna va a scuola in media per 4 anni, ha un’aspettativa di vita di poco più di 45 anni e, considerando che un bambino su quattro muore prima di aver raggiunto i cinque anni, ogni donna rischia di veder morire suo figlio e, addirittura, nove madri su 10 perdono ben due bimbi nel corso della propria vita.
L’Italia per fortuna non è il Niger, ma purtroppo nemmeno la Norvegia, prima in classifica. Colpiscono in particolare i dati relativi alla condizione della donna e al suo ruolo o riconoscimento sociale nel nostro Paese. La percentuale delle donne sedute in parlamento, ad esempio, è pari al 21%, e, benché aumentata di un punto percentuale rispetto allo scorso anno, risulta inferiore rispetto a quella di paesi come l’Afganistan (28%), l’Angola (38%) o il Mozambico (39%). Lo stipendio medio delle donne non va oltre al 49% di quello degli uomini a parità di mansioni, tra i paesi sviluppati fanno peggio solo l’Austria (40%), il Giappone e Malta (45%), mentre invece 2 paesi su 3 registrano una percentuale superiore al 60%. Solo il 41% delle donne italiane utilizza i moderni metodi contraccettivi, una percentuale inferiore a quella di paesi come Botswana (42%), Zimbabwe (58%), ma anche Egitto (58%) e Tunisia (52%), e molto distante dall’82% della Norvegia.
Unico fiore all’occhiello del nostro Paese è il benessere dell’infanzia che conferma il primato sul panorama mondiale (stiamo proprio al primo posto). Insomma, da noi c’è ancora quella vecchia abitudine di vedere le donne solo come ottime madri (e mogli).