Ambivalenze: parla di sesso in TV, rischia di essere frustata. Fa sesso in TV, diventa una star!

Se in Sudan una donna può essere condannata a 40 frustate perché ha indossato dei pantaloni in pubblico, non ci si può stupire del fatto che una giornalista, in Arabia Saudita, possa subire lo stesso trattamento per aver organizzato e preso parte a una trasmissione dove si parla di sesso (QUI la notizia).
La giornalista, Rozanna al Yami, lavora per il canale satellitare libanese LBC. Ha scandalizzato i telespettatori invitando nello studio del suo programma un uomo che ha parlato della sua vita sessuale non tralasciando qualche particolare un pò piccante.
L’ospite della trasmissione è stato condannato a cinque anni di reclusione e a ben 1.000 frustate, mentre a Rozanna al Yami – colpevole solo di averlo inviato nella trasmissione di cui ha curato anche la pubblicità online – spettano solo 60 frustate.
Per noi che siamo ormai abituati al “Grande Fratello” dove di sesso si parla molto e dove pure si pratica (magari sotto le coperte per non essere ripresi dalle telecamere), che siamo abituati a vedere in TV scene di film dove la sessualità gioca un ruolo fondamentale, che che acclamiamo programmi ammiccanti come “Uomini e donne“, questa vicenda ci sembra estrema. E lo è!
Al tempo stesso, però, dovrebbe farci riflettere su quanto accade in questa nostra parte di mondo. Senza ricorrere agli estremismi islamici, è possibile che noi siamo talmente assuefatti alla mercificazione del corpo, alla sessualità spiattellata ai quattro venti, alla pubblicizzazione della sfera sessuale così come – in maniera del tutto opposta – ci sono dei Paesi dove è scandaloso solo farne cenno?
Est modus in rebus, c’è una misura nelle cose, dicevano già gli antichi romani.
Naturalmente, episodi come questo della giornalista saudita sono da condannare fermamente: violano i diritti umani, denigrano al dignità delle persone, limitano la libertà di espressione, sono anti-democratici. Ma come ha detto qualcuno: “Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non t’accorgi della trave che è nel tuo?” (credo valga anche per comportamenti opposti, ma speculari).
Che ne pensate?
più che le fustigazioni andrebbero messe al bando tutte le religioni
Alberto
27 ottobre 2009 alle 13:24
prima di abolire le fustigazioni aboliamo tutte le religioni
Alberto
27 ottobre 2009 alle 13:35
Alberto, sei stato molto chiaro… Non c’era bisogno di ripeterti!
salpetti
27 ottobre 2009 alle 22:05