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Archive for Ottobre 2009

Nuove immagini di Bin Laden, ma forse è morto (almeno politicamente)

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Secondo un articolo de laStampa di qualche mese fa, sarebbero almeno 13 le volte in cui Osama Bin Laden è stato dichiarato morto. E sono tantissime anche le volte in cui il capo di Al-Qaeda riapparirebbe in una foto, in un video o in una registrazione audio smentendo così, anche se in maniera non definitiva, le voci sulla sua scomparsa.

In un momento come questo, con l’amministrazione USA indecisa su cosa fare in Afghanistan, un suo video  – grazie al quale poter stabilire in maniera inequivocabile che Bin Laden è ancora vivo – potrebbe essere di fondamentale importanza. E allora perché da tempo non appare direttamente in un video?

L’ultima registrazione dove compare inequivocabilmente Bin Laden è del 2007, ma continuano ad esserci seri dubbi sull’autenticità della registrazione. Forse è morto davvero, ma può essere che  sia morto solo politicamente.

E’ di questi giorni, infatti, la notizia che è stato trovato un video in bassa risoluzione da cui sono stati estratti tre fotogrammi (sfocati e poco chiari) che ritrarrebbero proprio Bin Laden. La qualità delle tre immagini è troppo bassa per poter dire se sia davvero il fondatore di Al Qaeda la figura ritratta, ma sono ripartite le speculazioni sulla sua sorte.

Il video in questione è relativo al discorso di Yahya Al Libi, uno dei principali commentatori del movimento jihadista. Tra la folla ci sarebbe anche il vecchio leader che, come uno spettatore qualunque, assiste al comizio propagandistico.

Può essere che il suo peso all’interno di Al Qaeda sia diventato ininfluente e che la sua linea di pensiero sia stata scalzata? Può essere che qualcun altro abbia preso il suo posto? Magari – stanchi della linea dura di Bin Laden che ha portato solo a ulteriori devastazioni in Afganistan – il vertice di  Al Qaeda sta virando per una linea più morbida con nuovi leader.

Insomma, Bin Laden potrebbe essere vivo, ma la sua figura potrebbe essere diventata irrilevante. Questa rappresenterebbe la terza via al’interno del dibattito sulla sua morte.

C’è chi lo vuole ancora in piena attività, ma in maniera occulta (e allora perchè uscire dal covo e andare a un comizio?), c’è chi dice che sia morto (ma terrebbero segreta la notizia per non dare un vantaggio agli americani) e poi… può darsi che sia vivo, ma che sia stato messo da parte dal suo stesso gruppo.

In questo ultimo caso, con il presidente Barack Obama che sta valutando una nuova strategia, forse la questione afgana potrebbe trovare presto una più facile risoluzione.

Che ne pensate? ;-)

Written by salpetti

30 Ottobre 2009 alle 11:45

Ambivalenze: parla di sesso in TV, rischia di essere frustata. Fa sesso in TV, diventa una star!

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Se in Sudan una donna può essere condannata a 40 frustate perché ha indossato dei pantaloni in pubblico, non ci si può stupire del fatto che una giornalista, in Arabia Saudita, possa subire lo stesso trattamento per aver organizzato e preso parte a una trasmissione dove si parla di sesso (QUI la notizia).

La giornalista, Rozanna al Yami, lavora per il canale satellitare libanese LBC. Ha scandalizzato i telespettatori invitando nello studio del suo programma un uomo che ha parlato della sua vita sessuale non tralasciando qualche particolare un pò piccante.

L’ospite della trasmissione è stato condannato a cinque anni di reclusione e a ben 1.000 frustate, mentre a Rozanna al Yami – colpevole solo di averlo inviato nella trasmissione di cui ha curato anche la pubblicità online – spettano solo 60 frustate.

Per noi che siamo ormai abituati al “Grande Fratello” dove di sesso si parla molto e dove pure si pratica (magari sotto le coperte per non essere ripresi dalle telecamere), che siamo abituati a vedere in TV scene di film dove la sessualità gioca un ruolo fondamentale, che che acclamiamo programmi ammiccanti come “Uomini e donne“, questa vicenda ci sembra estrema. E lo è!

Al tempo stesso, però, dovrebbe farci riflettere su quanto accade in questa nostra parte di mondo. Senza ricorrere agli estremismi islamici, è possibile che noi siamo talmente assuefatti alla mercificazione del corpo, alla sessualità spiattellata ai quattro venti, alla pubblicizzazione della sfera sessuale così come  – in maniera del tutto opposta – ci sono dei Paesi dove è scandaloso solo farne cenno?
Est modus in rebus, c’è una misura nelle cose, dicevano già gli antichi romani.

Naturalmente, episodi come questo della giornalista saudita sono da condannare fermamente: violano i diritti umani, denigrano al dignità delle persone, limitano la libertà di espressione, sono anti-democratici. Ma come ha detto qualcuno: “Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non t’accorgi della trave che è nel tuo?” (credo valga anche per comportamenti opposti, ma speculari).

Che ne pensate? ;-)

Giornalismo urlato: per Feltri “vogliono uccidere Berlusconi”

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Feltri-Berlusconi-complotto-omicidio

Con il titolo di apertura “Voglio uccidere Berlusconi“, Vittorio Feltri dalle pagine de ‘ilGiornale‘ è intervenuto nella vicenda della frase contro Berlusconi scritta su Facebook da un giovane dirigente del PD di Modena (QUI).

La vicenda è tanto semplice quanto bizzarra: il coordinatore del Pd del paese di Vignola (Modena), Matteo Mezzadri, è un ragazzo di soli 23 anni che sta per laurearsi in ingegneria. Dopo la vicenda della bocciatura de Lodo Alfano, non si sa per quale motivo (per incoscienza, stupidaggine, odio politico o semplicemente pensando di essere spiritoso), ha scritto sulla sua pagina di Facebook questa frase: “Possibile che nessuno sia in grado di ficcare una pallottola in testa a Berlusconi?“.

Pochi minuti dopo sulla bacheca compare il commento scandalizzato di Bruno Rinaldi, un consigliere provinciale del Pdl che si trova nella lista degli amici di Mezzadri: “Matteo, che scrivi? Le pallottole non si tirano a nessuno! Queste cose non rendono giustizia alla tua intelligenza“.

Il giovane coordinatore del Pd non risponde ignorando il commento. Scoppia così il caso politico: Bruno Rinaldi e altri esponenti del Pdl di Modena chiedono le dimissioni Matteo Mezzadri e anche il segretario provinciale del Pd, Stefano Bonaccini, è stato molto duro nei suoi confronti.

Matteo Mezzadri capisce d’aver fatto una bravata e che quella sua frase inopportuna gli è costata cara. Si dimette e chiede scusa pubblicamente a Berlusconi, al Pd, al Pdl e a tutti i suoi sostenitori. Naturalmente la sua carriera politica, nonostante sia appena cominciata, è finita proprio oggi.

La vicenda si sarebbe potuta chiudere qui se non fosse che oggi Feltri ha aperto il suo giornale parlando di un complotto per uccidere il Presidente del Consiglio.

Scrive Feltri: “Bisogna vedere se oltre alla bravata di Matteo Mezzadri non vi siano altri indizi di una metamorfosi che potrebbe spingere il dibattito politico a preferire le pistolettate alle pistolaggini. La sensazione è che siamo a buon punto, benché Mezzadri si sia scusato con amici, avversari e perfino Berlusconi, e si sia dimesso dalle cariche del PD“.

Feltri rievoca i fantasmi del terrorismo armato per giungere a questa conclusione: “Occhio Berlusconi perché, dopo le campagne di stampa ispirate a scarsa simpatia nei suoi confronti, c’è il rischio che qualcuno cerchi di spararle in faccia, spianando la strada al governo tecnico che l’opposizione e dintorni, finché lei sta lì a scassare le uova, non ce la farà mai a donare all’Italia oppressa. Sappia infine, signor premier, che se il progetto di eliminarla, per ora vagheggiato, venisse realizzato non sarebbe opera di un mitomane isolato, ma di un mitomane con parecchi tifosi mica tanto criptici“.

E’ chiaro che la frase di Matteo Mezzadri doveva essere stigmatizzata e  che nei sui confronti dovevano essere presi dei provvedimenti (cosa che è stata fatta), ma mi sembra altrettanto evidente che cavalcare questa notizia per parlare di un complotto per uccidere Berlusconi ordito da quelli che Feltri chiama “fanatici e buzzurri” mi sembra esagerato.

Si tratta, a mio avviso,  di un giornalismo urlato che poco ha a che fare con l’informazione e che crea falsi allarmismi alimentando inutili polemiche che di certo non giovano al Paese.

Che ne pensate? ;-)