Cina, in Xinjiang come in Tibet. E il presidente cinese passeggia indisturbato per Roma…

E’ arrivato in Italia, primo tra i leader mondiali del G8, il presidente della Cina. Hu Jintao sta facendo il turista per le strade di Roma e, mentre lui si diverte, nel suo Paese ancora una volta vengono negati i diritti umani.
L’anno scorso era il Tibet, oggi è la regione dello Xinjiang a essere scenario di violenze e soprusi. In questa regione è in atto una vera e propria pulizia etnica messa in atto dal Governo cinese che vuole cacciare via gli abitanti autoctoni, gli Uiguri.
Lo Xinjiang è una vasta regione della Cina nord-occidentale, la cui maggioranza della popolazione è uighura, un etnia musulmana accusata da Pechino di condurre una campagna terroristica per l’indipendenza.
Per questo motivo, oggi, al culmine di una serie di scontri che si protraggono da tempo, sono morti più di 140 manifestanti e ci sono stati oltre 800 feriti durante una manifestazione di protesta; per non parlare del numero degli arresti (QUI). Come al solito si è attivata anche la macchia della censura (QUI) e il governo cinese ha bloccato l’accesso a Internet nella capitale dello Xinjiang, Urumqi, e nelle zone limitrofe.
Naturalmente nessun politico italiano ha chiesto spiegazioni a Hu Jintao. Non sarà perché l’altro giorno sono stati firmati degli importati accordi economici con l’Italia che prevedono addirittura la costruzione di un aeroporto in Sicilia a spese del governo cinese? Oppure perché oggi Berlusconi ha firmato degli altri accordi con Hu Jintao per un ammontare di ben 38 miliardi di euro!?
Così, mentre il nostro Presidente del consiglio dice di apprezzare la politica portata avanti dalla Cina, definendola coerente con una “politica dell’armonia” e del “dialogo”, i cinesi devastano indisturbati il territorio dello Xinjiang, hanno distrutto Kashgar (QUI), un tempo la città più bella sulla via della Seta, hanno ucciso più di 140 persone, censurano l’informazione e così via…
Laggiù si muore e qui Hu Jintao mangia un gelato davanti al Pantheon ammirando con incanto le bellezze italiane, per di più lodato dal nostro Governo.
Certo che quando di mezzo ci sono i soldi ci si dimentica di tutto!
Non è vero che nessuno ha detto nulla, ci ha pensato Napolitano:
http://www.corriere.it/politica/09_luglio_06/napolitano_hu_jintao_cina_diritti_umani_76dd0838-6a12-11de-801a-00144f02aabc.shtml
GianPaolo80
6 Luglio, 2009 alle 16:59
GianPaolo80,
hai ragione… Quando ho scritto il post ancora Napolitano non si era esperesso.
Non vale, tuttavia, nemmeno fare un aggiornamento perché le parole del Presidente della Repubblica sono state così vaghe e generiche che non fanno testo in relazione ai fatti specifici dello Xinjiang.
salpetti
6 Luglio, 2009 alle 17:03
complimenti per questo articolo, anche io ne ho parlato proprio oggi. speriamo che al g8 gli dicano qualcosa…
tommi
6 Luglio, 2009 alle 18:58
Tommi, grazie dei complimenti…
Speriamo che qualcuno della comunità internazionale intervenga e che non si mettano ancora una volta gli interessi economici davanti a quelli umanitari e sociali.
salpetti
7 Luglio, 2009 alle 13:10
Bel post, peraltro la Cina non ha mai fatto misteri di non amare le minoranze che soprattutto non la pensano come il Potere.
Daniele Verzetti, Rockpoeta
7 Luglio, 2009 alle 13:39
Daniele, grazie dei complimenti…
la cosa più assurda è che la comunità internazionale fa finta di niente, penso per motivi economici!
salpetti
7 Luglio, 2009 alle 18:45