LA FORZA DEL BLOGGING

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Archive for Luglio 2009

L’Unità e lo “sbattezzo, l’ira della Binetti e del PD cattolico!

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Quello che adesso diventato il giornale del PD, L’Unità, a partire da venerdì 17 luglio, ha cominciato a pubblicare alcune tavole tratte dal fumettoQuasi quasi mi sbattezzo” di Alessandro Lise e Alberto Talami (QUI una pubblicazione).

Fin qui non ci sarebbe nulla di strano se non fosse che questa iniziativa ha dato molto fastidio ai cosiddetti ‘teodem’ (corrente interna al PD di stampo democristiano e cristiano-sociale).

Addirittura 15 parlamentari hanno inviato una lettera di protesta al direttore (Concita De Gregorio) in cui, oltre a protestare, le chiedono “se è consapevole del grado di disagio che crea il giornale in molti dei suoi potenziali nuovi lettori, a cominciare da noi parlamentari, quando si arriva a quelle pagine che rivelano un clima tutt’altro che rispettoso di idee, valori e convinzioni”?

Il primo firmatario è Paola Binetti, nota per essere rimata l’unica a portare il cilicio dopo il Medioevo!
In effetti, il fumetto è di una ironia dissacrante, ma da qui ad arrivare a protestare pubblicamente contro il proprio giornale perché arreca disagio ai nuovi elettori (nuovi in che senso?) del Partito Democratico mi sembra esagerato!

La direzione dell’Unità ha risposto apprezzando la premessa politica della lettera e riconoscendo il delicato momento in cui si trova il PD in questa fase di rilancio e prima di un congresso, ma ha sottolineato i toni ironici e satirici della vignetta.

La storia che si racconta ne fumetto e che ha fatto arrabbiare la Binetti e i teodem è la seguente: Alberto è un operaio 30enne che da piccolo – come tutti – è stato battezzato nel paesino d’origine. Da grande, però, è diventato ateo e non frequenta più la Chiesa.

Alberto, un giorno, tornato dalla fabbrica, di fronte all’immagine di un TG in cui si vede di Papa Ratzinger che stringe la mano a George W. Bush, decide che è arrivato il momento di dire basta. Per coerenza vuole annullare quel sacramento che ormai per lui non rappresenta più nulla.

Da questo momento per Alberto comincia un’odissea assurda e paradossale raccontata con molto sarcasmo (ma molto simile a quella che potrebbe dover affrontare qualcuno che volesse sbattezzarsi sul serio). Tutto ciò ha fatto infuriare i 15 parlamentari del PD.

Non voglio fare altri commenti, ciascuno può farsi una propria idea su questa vicenda. Faccio sol alcune considerazioni: Don Gallo oggi ha detto: “Se la Chiesa non accetta neppure una stimolazione ironica vuol dire che ritiene i credenti sudditi“. Per la verità la Chiesa non ha detto nulla, ma i sudditi politici sì.

Che ne pensate?

La Nasa ammette: non abbiamo i video dell’allunaggio. Rispuntano le teorie del complotto!!!

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Quarant’anni fa, in tutto il mondo fu possibile assistere in diretta al primo sbarco dell’uomo sulla Luna. In molti non credevano ai loro occhi e molti continuarono e continuano a non credere che davvero degli esseri umani si siano potuti spingere fin là.

Si era nel pieno della Guerra fredda ed per gli americani era necessario dimostrare di non erano rimasti indietro rispetto ai sovietici,  ma che addirittura  la corsa allo Spazio era stata vinta dagli USA. Era, quindi, necessario raggiungere la Luna anche a costo di barare.

Così, da subito iniziarono a girare teorie complottistiche a cui la Nasa inizialmente tentò di rispondere (spesso in maniera poco convincete) e a cui oggi ha smesso di dare peso. Nel 1987, fu il  libro di uno scienziato che aveva partecipato in maniera marginale ad Apollo, William Kaysing, ad avere rilanciato in maniera corposa le teorie del complotto. In questo libro, “Non siamo mai stati sulla Luna” (uscito in Italia nel 1997), vengono presentate delle argomentazioni che smaschererebbero la truffa planetaria, in primo luogo delle incongruenze che si possono riscontrare nelle foto ufficiali (QUI per approfondire – tesi anticomplottistiche).

Secondo Kaysing, il paesaggio lunare sarebbe stato costruito in laboratorio,  il film sarebbe girato al Norton Air Force Base di San Bernardino che in quel periodo aveva le migliri apparecchiature in circolazione e uil regista sarebbe stato Stanley Kubrick, il genio che pochi anni primva aveva girato “2001: Odissea nello spazio“.

Anche in Rete girano da tempo varie teorie cospirazionistiche secondo cui in qualche modo la Nasa avrebbe ingannato il mondo intero. Eppure basterebbe poco per mettere a tacere una volta per tutte queste voci: tirare fuori dagli archivi  nastri originali che dimostrano che non si tratta di una film realizzato ad hoc. Sì, ma che fine hanno fatto queste bobine originali?

Le registrazioni originali sono sparite, come adesso hanno ammesso ufficialmnte alla Nasa. Il fatto che non esistano più (o che non siano mai esistite, come dicono gli scettici) è di certo un punto a favore di chi sostiene la teoria del complotto.

I video ufficiali che la Nasa sta diffondendo in questi giorni sono il frutto del lavoro compiuto in occasione del 40esimo anniversario dalla società Lowry Digital (sito ufficiale), nota per essere tra le migliori per quanto riguarda il restauro dei vecchi film di Hollywood. Le immagino sono tratte dagli archivi televisivi.

Richard Nafzger, un responsabile della Nasa, ha detto di non essere preoccupato del fatto che il ricorso a una ditta di Hollywood possa alimentare ulteriormente le teorie del complotto lunare. Io credo, tuttavia, che questo anniversario  – proprio per essere quello della conferma  definitiva della scomparsa delle bobine del 1968 – potrebbe rilanciare ancora con più forza la teoria della finzione cinematografica.

Che ne pensate? Il primo uomo sulla Luna è stato “un grande passo per l’umanità” oppure un altro capolavoro di Stanley Kubrick? ;-)

Il Web è contro la censura, anche quella del cinema italiano!!!

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censura

Qualche tempo fa avevamo parlato della polemica nata a proposito di uno spot per promuovere il cinema europeo definito “pruriginoso” (QUI). Quel promo era composto da una sequenza di scene di baci o di sesso tratti dai più grandi film della nostra storia del cinema.

Adesso ci sono tutti i presupposti perché esploda una nuova polemica dello stesso genere a proposito del nuovo portale “Italia Taglia“, un progetto della Cineteca di Bologna in collaborazione con l’A.N.I.C.A. (Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e multimediali),  sulla censura di tutte le pellicole distribuite in Italia dal 1913 fino a oggi.

Questo progetto di studio e di ricerca si fonda su un paradosso archivistico per cui proprio ciò che doveva scomparire è stato perfettamente conservato negli archivi e ora va a completare la storia del cinema e del costume italiano.

L’intento è educativo e sociologico. Attraverso la storia della censura si può ripercorrere la storia del cinema italiano, nonché l’evoluzione della cosiddetta morale pubblica nella nostra società. Il problema è, infatti,  che spesso le scene tagliate si riferisco a comportamenti sessuali. Da semplici ammiccamenti o bacetti, a scene di sesso. Quello che un tempo era indecente, oggi in certi casi è spesso la normalità

Senza ricorrere alla celebre sequenza del burro di Ultimo tango a Parigi (1972), possiamo citare, ad esempio, il film Totò e Carolina (1955) che il Presidente del Consiglio di allora (Mario Scelba) definì “un oltraggio al pudore, alla morale, alla religione e alle forze armate” (Totò recitava la parte di un poliziotto che – rimasto vedovo – accoglie in casa una ragazza incinta che aveva arrestato per errore e di cui i parenti non ne volevano sapere più nulla).

Ad oggi nello spazio Web di  “Italia Taglia sono contenute tutte le informazioni dettagliate sui film oggetto di censure in Italia con i relativi documenti ufficiali. A partire da  settembre saranno disponibili anche gli spezzoni dello scandalo, tutti visionabili in streaming sul sito.

Spero che questa volta – al contrario di quanto avvenuto per lo spot del cinema europeo – nessuno  si scandalizzi. Sarerebbe una pagina in più da aggiungere al sito di “Italia Taglia”!!! ;-)

In Iran continuano le proteste, ma dal G8 solo generiche condanne. Si pensa già alle vacanze!

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iran-proteste-università

Mentre il G8 sta finendo, in Iran – dopo giorni di tranquillità (forse solo apparente perché l’informazione viene censurata) – ieri sono scoppiate nuovamente le proteste (QUI). A Teheran, è stata organizzata una manifestazione in coincidenza dell’anniversario della rivolta studentesca del 1999, ma naturalmente il vero obiettivo erano i  controversi risultati elettorali dello scorso 12 giugno.

Ricordiamo che le precedenti manifestazioni avevano portato ai più grandi raduni di protesta nella storia della repubblica islamica iraniana con un bilancio di almeno 20 morti (tra cui la giovane Neda) dovuti alla dura e violenta repressione da parte del Governo. Anche questa volta il bilancio è tragico tra morti, feriti e numero degli arresti (QUI).

E la situazione continua ad essere tesa anche oggi: le forze antisommossa sono state schierate nei pressi dell’Università e in altri luoghi della città, il servizio di messaggi SMS – che da qualche giorno era stato ripristinato – è stato nuovamente interrotto per impedire i contatti fra i contestatori, la censura su Internet si è fatta ancora più pesante.

Ma perché i grandi della terra riuniti a L’Aquila non prendono una posizione netta, chiara e ferma contro Ahmadinejad, la repressione e la censura?

Gli otto grandi ricordano che continuano ad essere seriamente preoccupati per gli eventi in Iran, deplorano le violenze post-elettorali, condannano il presidente iraniano perché nega l’Olocausto. Ma nel concreto?

Nel concreto la questione è stata rimandata a dopo le vacanze estive (QUI e QUI). Ancora una volta il G8 si rivela per quello che è: una riunione d’affari tra illustri personaggi politici nella quale ciascuno cerca di portare il più possibile acqua al proprio mulino.

Evidentemente per Obama (USA), Taro Aso (Giappone), Merkel (Germania), Brown (Regno Unito), Sarkozy (Francia), Medvedev (Russia), Harper (Canada) e Berlusconi al momento le priorità sono ben altre.

D’altra parte, Medvedev ha fatto sapere che la repressione degli oppositori di Ahmadinejad è solo una questione interna sulla quale non intende sia necessario intervenire; Obama si è detto più preoccupato per la questione nucleare in Medio Oriente piuttosto che per le proteste interne; Sarkozy ha rammentato che il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad formerà il suo nuovo governo il prossimo agosto e probabilmente allora la situazione si sarà sistemata da sola o comunque sarà più semplice e lineare per permettere un intervento.

Allora, mentre i grandi della terra vanno in vacanza, non possiamo far altro che sperare che in Iran la situazione si stabilizzi e che – ancora grazie alla Rete e a quei pochi giornalisti rimasti – le informazioni possano giungere fino a noi affinché l’opinione pubblica globale non si dimentichi degli iraniani mentre è in vacanza, come invece faranno i leader mondiali.

Che ne pensate? ;-)

Attivisti Greenpeace contro il G8, le informazioni su Twitter!

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Vado Ligure (SV), i manifestanti in azione

Il G8 è appena iniziato e – come ogni anno – non sono mancate le polemiche, gli scontri, le manifestazioni. L’informazione sta facendo la sua parte, ma è sempre la Rete a svolgere il ruolo da protagonista in questi casi.

Greenpeace, ad esempio, per sensibilizzare i grandi della terra nei confronti delle tematiche ambientali e sulla riduzione delle emissioni di CO2, sta conducendo delle manifestazioni in tutta Italia nel quasi silenzio dei media. E’ Twitter a darne notizia!!!

E’ su questo Social Network, infatti, che gli attivisti ambientali comunicano costantemente i loro aggiornamenti sulle azioni che da questa mattina si stanno svolgendo nelle centrali elettriche a carbone di Brindisi, Fusina a Marghera, Vado Ligure (Savona) e Porto Tolle (Delta del Po).

A Porto Tolle, le forze dell’ordine hanno arrestato quattro attivisti mentre si stavano arrampicando sulla ciminiera della centrale. La situazione è tesa anche negli altri tre siti interessarti dalle manifestazioni.

Le informazioni dal sito di Greenpeace le trovate a questo indirizzo (QUI le informazioni sul sito italiano) e questo è il canale Twitter dell’organizzazione ambientalista. Gli utenti possono inserire o ricercare informazioni con il tag “#climateaction“.

Insomma, ancora una volta la Rete batte l’informazione mainstream!!! ;-)

Cina, in Xinjiang come in Tibet. E il presidente cinese passeggia indisturbato per Roma…

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Urumqi-proteste-Cina- Xinjiang

E’  arrivato in Italia, primo tra i leader mondiali del G8, il presidente della Cina. Hu Jintao sta facendo il turista per le strade di Roma e, mentre lui si diverte, nel suo Paese ancora una volta vengono negati i diritti umani.

L’anno scorso era il Tibet, oggi è la regione dello Xinjiang a essere scenario di violenze  e soprusi. In questa regione è in atto una vera e propria pulizia etnica messa in atto dal Governo cinese che vuole cacciare via gli abitanti autoctoni, gli Uiguri.

Lo Xinjiang è una vasta regione della Cina nord-occidentale, la cui maggioranza della popolazione è uighura, un etnia musulmana accusata da Pechino di condurre una campagna terroristica per l’indipendenza.

Per questo motivo, oggi, al culmine di una serie di scontri che si protraggono da tempo, sono morti più di 140 manifestanti e ci sono stati oltre 800 feriti durante una manifestazione di protesta;  per non parlare del numero degli arresti (QUI). Come al solito si è attivata anche la macchia della censura (QUI) e il governo cinese ha bloccato l’accesso a Internet nella capitale dello Xinjiang, Urumqi, e nelle zone limitrofe.

Naturalmente nessun politico italiano ha chiesto spiegazioni a Hu Jintao. Non sarà perché l’altro giorno sono stati firmati degli importati accordi economici con l’Italia che prevedono addirittura la costruzione di un aeroporto in Sicilia a spese del governo cinese? Oppure perché oggi Berlusconi ha firmato degli altri accordi con Hu Jintao per un ammontare di  ben 38 miliardi di euro!?

Così, mentre il nostro Presidente del consiglio dice di apprezzare la politica portata avanti dalla Cina, definendola coerente con una “politica dell’armonia” e del “dialogo”, i cinesi devastano indisturbati il territorio dello Xinjiang, hanno distrutto  Kashgar (QUI), un tempo la città più bella sulla via della Seta, hanno ucciso più di 140 persone, censurano l’informazione e così via…

Laggiù si muore e qui Hu Jintao mangia un gelato davanti al Pantheon ammirando con incanto le bellezze italiane, per di più lodato dal nostro Governo.

Certo che quando di mezzo  ci sono i soldi ci si dimentica di tutto! ;-)

Written by salpetti

6 Luglio, 2009 alle 16:50

Fa le corna in aula, si dimette ministro portoghese. Un pò quello che accade da noi!!! ;-)

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Sicuramente tutti voi avete ben presente quali bagarre avvengono nelle nostre aule parlamentari quando si discute di temi su cui lo scontro tra maggioranza e opposizione è molto acceso o quando il dibattito assume una forte connotazione ideologica.

Rimarrà negli annali, ad esempio, il festeggiamento a base di Champagne e mortadella messo in scena quando cadde il Governo Prodi (tra i principali protagonisti i senatori Strano e Gramazio di Alleanza Nazionale ). Ma sono tanti gli episodi in cui il nostro parlamento è diventato peggio di una osteria con tanto di risse, baruffe e litigate. Sono celebri anche gli insulti che i nostri parlamentari si scambiano in maniera molto colorita quando dalla dialettica politica si passa alle trivialità.

Naturalmente nessun parlamentare “sgarbato” è stato mai lontanamente sfiorato dall’idea di dimettersi. Forse qualcuno penserà che le dimissioni per qualche parolaccia, per qualche goliardata, per qualche insulto gratuito, siano esagerate. Eppure, in Portogallo, un Ministro si è dimesso per molto meno.

Durante una importante seduta del parlamento portoghese, il ministro dell’Economia, Manuel Pinho, si è rivolto a un deputato dell’opposizione facendo il gesto delle corna (nel video in alto). Questo suo agire poco consono a una aula del Parlamento ha portato alle dimissioni del Ministro (QUI).

Il premier portoghese, Josè Socrates, ha definito il gesto del Ministro  Pinho “inaccettabile” e ha reso noto di aver accolto senza remore le sue dimissioni.

Quello di Manuel Pinho è un gesto sempre meno grave di quello che ha costretto il Ministro degli Interni inglese, Jacqui Smith a dimettersi. La Signora Smith ha rassegnato le dimissioni perché il marito, a sua insaputa,  aveva messo nel conto dei rimborsi parlamentari anche l’affitto di due film porno (per altro, per poche decine di Sterline).

Insomma, in Inghilterra e in Portogallo i politici si dimettono anche per questo tipo di episodi. Qui da noi  non se ne vanno nemmeno se commettono reati gravi quali corruzione, abuso di ufficio, collusione con la Mafia, peculato, …

Certo che negli atri Paesi sono priopio strani!!! ;-)

La nuova cripta di Padre Pio è in oro massiccio. Quanto c’è di francescano in tutto questo!?

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Padre Pio - Cripta - Oro

Durante la recente visita in Puglia, il Papa ha inaugurato la nuova Cripta che a San Giovanni Rotondo conterrà le spoglie di Padre Pio, il frate cappuccino con le stimmate che la Chiesa ha prima perseguitato e poi ha innalzato agli onori degli altari.

Il corpo del Santo, morto nel 1968, è stato riesumato di recente e verrà ricollocato in questa nuova dimora alla fine di Settembre. Se non si trovasse in un paesino del Gargano, la Cripta sembrerebbe il mausoleo di un faraone egizio.

Questa nuova Cripta di 2000 metri quadrati, infatti, è stata realizzata interamente in oro massiccio ed è stata abbellita con splendidi mosaici da padre Marko Rupnik, uno dei più grandi esperti di arte sacra e dal suo il suo Atelier (composto da artisti provenienti da otto Paesi diversi).

Eppure l’ordine cui apparteneva l’umile frate diventato Santo si rifà alla dottrina di San Francesco (“il poverello d’Assisi”) che di certo non predicava la ricchezza, lo sfarzo e l’opulenza! ;-)

Lo stesso padre Pio si è contraddistinto per l’umiltà, per la sua semplicità e per la sua riservatezza. La Chiesa cattolica, inoltre, dovrebbe essere ben lontana da questo tipo di ostentazione di ricchezza, chissà quante opere caritatevoli si potevano compiere con tutto quell’oro (donato nel corso degli anni dai fedeli)!

Su alcuni siti cattolici, tra cui uno dei più noti forum di discussione del mondo cattolico, si sono iniziate a vedere alcune lamentele. La polemica sta montando a partire proprio dalla Rete.

Di certo né San Francesco, né San Pio da Pietralcina (la vita dei due santi è narrata in parallelismo nei mosaici) avrebbero voluto tutto ciò. Non fu San Francesco a spogliarsi delle vesti e scegliere la povertà? Non fu Padre Pio (oggi San Pio da Pietralcina) a devolvere tutte le offerte in beneficenza per costruire un’ospedale (“Casa sollievo della sofferenza”) in quelle terre che ne avevano bisogno?

Non si conosce il valore monetario di quest’opera (di certo molto elevato!), ma di certo se Padre Pio fosse stato vivo avrebbe devoluto tutto ai poveri e a chi ne aveva bisogno piuttosto che crearsi una dimora tutta d’oro. La stessa cosa avrebbe fatto di sicuro San Francesco…

Il Papa, invece, ha benedetto la nuova Cripta ed è sembrato entusiasta del lavoro svolto dagli artisti. D’altronde, il Santo Padre è abituato allo splendore di San Pietro, mica alle piccole e spoglie celle dei conventi cappuccini! ;-)

Che ne pensate?