Archive for Giugno 2009
In Iran l’informazione passa dal Web. Mousavi pubblica dossier sui brogli!

La situazione in Iran si fa ogni giorno più difficile e l’informazione è sempre più controllata. Ieri sono stati addirittura arrestati 25 giornalisti del giornale Kalemeh Sabz perchè avevano scritti degli articioli a favore di Mosuavi, lo sfidante di Ahmadinejad.
Per di più, il quotidiano filo-governativo Kayhan, voce degli ultraconservatori vicini al presidente Mahmoud Ahmadinejad, ha pubblicato un editoriale in cui viene chiesto con vigore l’arresto di Mir-Hossein Mousavi, il leader dei riformisti.
Secondo questo quotidiano sarebbe colpevole per aver fomentato la protesta e per questo si meriterebbe qualche anno di carcere se non addirittura la pena di morte (nel caso in cui il tribunale islamico lo riconoscesse “mohareb”, ovvero nemico di Dio).
Ma è sul Web che le informazioni circolano numerose facendo sì che non cali il sipario sulla protesta in Iran e sui presunti brogli elettorali. L’intento dei sostenitori di Mahmud Ahmadinejad è, infatti, quello di discreditare gli oppositori e fare in modo che le manifestazioni di dissenso vengano silenziate.
Proprio per via dei video apparsi su Youtube (e riportati su vari blog), ad esempio, la polizia iraniana per la per la prima volta è stata costretta a confermare le violenze compiute. Le autorità di polizia hanno, infatti, ammesso che Neda – la giovane diventata il simbolo della protesta con la sua tragica morte avvenuta durante una manifestazione – è stata effettivamente uccisa da un proiettile.
Anche Twitter sta mandando in affanno i media iraniani che cercano di nascondere alcune notizie. Ieri sera, ad esempio, tramite il portale di microblogging, il mondo ha appreso che a Teheran “tutti gli ospedali sono circondati dalla milizia per controllare perché la gente ci entra, se per ferita da arma da fuoco o da manganello. Ti arrestano e ti picchiano“, è questo ciò che ha postato ieri sera un utente iraniano (QUI un approfondimento).
Per fortuna il Web fa sì che i dissidenti trovino voce nei confronti del mondo intero. Ed è da Web che arriva oggi un dossier sui brogli redatto da Mosuavi (QUI). In questo dossier si spiega come attraverso un uso improprio di fondi pubblici, grazie a delle nomine pilotate tra gli organizzatori della consultazione, all’uso di schede senza numero di serie, di troppi timbri in circolazione, di rappresentanti di lista dell’opposizione tenuti alla larga dai seggi dove forse sono arrivate urne già piene di voti, si siano falsati i risaluti delle elezioni.
Così come era accaduto per la rivolta in Myanmar (Birmania), il Web si sta dimostrando uno strumento molto efficace laddove i giornalisti siano impossibilitati a svolgere correttamente il loro ruolo. Come abbiamo detto altre volte in questo blog, le reti sociali impongono una ridefinizione del giornalismo che viene sistematicamente messo a tacere o posto sotto controllo quando avvengono situazioni di questo tipo. Nelle situazioni di emergenza e durante le manifestazioni di protesta, ad essere più efficace è infatti l’informazione amatoriale fatta da gente comune che entra in relazione tramite il Web .
Speriamo che la complessa situazione socio-politica iraniana si risolva nel migliore dei modi possibili, nel mentre non possiamo far altro che tifare per il citizen journalism per fare in modo che l’opinione pubblica globale vigili su ciò che accade in Iran.
Che ne pensate?
Ahmadinejad ritocca le foto per aumentare il numero dei suoi sostenitori. La Rete lo smashera!!!
L’anno scorso l’Iran diffuse delle fotografie ufficiali di un’esercitazione militare in cui, grazie al foto-ritocco, fu aggiunto un missile e furono modificati alcuni dettagli. A scoprire la falsificazione fu un blogger e ne parlammo in questo articolo.
Adesso, non riuscendo ad imporre il silenzio sulle proteste post elettorali perché la Rete è riuscita a far circolare immagini, video e informazioni, Ahmadinejad ha tentato nuovamente di utilizzare Photoshop per rendere più imponete e rilevante un’azione svolta dai suoi sostenitori.
La foto è apparsa sul quotidiano iraniano Keyhannews, ma ancora una volta la Rete ha scoperto l’inganno (QUI in inglese). Sarà per questo che il Presidente della Repubblica islamica dell’Iran odia così tanto Internet e tutto ciò che vi ruote intorno!?
Le foto che documentano la contro-manifestazione organizzata dai sostenitori di Mahmud Ahmadinejad – contestato per aver vinto le elezioni iraniane contro il suo sfidante moderato, Mir Hossein Mousavi, probabilmente grazie a brogli elettorali – sono state modificate per far sembrare la folla più numerosa.
È proprio vero: i “dittattori” (Ahmadinejad in un certo senso lo è) non sanno giocare con lealtà e ad armi pari. Utilizzano soltanto la forza della violenza (verbale e fisica), della prepotenza, della censura e della mistificazione propagandistica della realtà.
Che ne pensate?
Digitale terrestre, quando i fatti diventano interpretazione

Ieri, in anticipo su tutte le altre capitali europee, Roma si è svegliata con la TV digitale. Due canali (RAI2 e Rete4) sono adesso visibili solo attraverso il decoder del digitale terrestre. Entro la fine dell’anno tutti i canali saranno visibili nel Lazio con il digitale terrestre (switch-off).
Oltre 4,5 milioni di persone, tra romani e cittadini di altri 166 Comuni del Lazio, sono stati coinvolti da questo evento che per alcuni è un importante passo verso la modernizzazione del Paese e per altri rappresenta solo uno spreco di denaro e di risorse (solitamente a seconda dell’orientamento politico).
Lo switch-over (questo è il termine tecnico) è, tuttavia, avvenuto con successo, salvo alcuni piccoli disagi che sono normali quando avviene una trasformazione di questo tipo su larga scala. Questi sono i fatti, ma veniamo all’informazione.
I nostri giornalisti hanno riportato la notizia non limitandosi a raccontare ciò che è accaduto, ma mischiandoci anche delle interpretazioni che risentono dell’orientamento politico. In particolare, mi hanno colpito due titoli: ilGiornale e laRepubblica.
La stessa notizie era così riportata su ilGiornale: Tv digitale, partenza senza scossoni. Lascia intendere che sì, ci sono stati dei piccoli inconvenienti ma che è stata roba da poco (nessun scossone).
Ecco, invece, il titolo de laRepubblica Roma: Digitale terrestre, debutto con disagi. Qui l’enfasi è sulle difficoltà e sugli inconvenienti.
Perché non limitarsi a dare semplicemente la notizia? Lo sforzo di Viola Giannoli de laRepubblica è stato quello di enfatizzare i lati negativi, quello di Marzio Fianese de ilGiornale è stato quello di minimizzare sugli inconvenienti.
Se avviene ciò su una notizia che, tutto sommato, non ha una così rilevanza politica e ideologica, figuriamoci cosa possono inventarsi i nostri titolisti quando si tratta di questioni più delicate.
Sul perché si è introdotto il digitale, sulle modalità operative, sull’effettivo vantaggio derivato dalla digitalizzazione dei canali televisivi si può discutere, ma sul fatto che adesso a Roma RAI2 e Rete4 non sono più visibili in analogico mi pare che siamo tutti d’accordo.
Che ne pensate?
Aumento dei biglietti dei treni, Ferrovie vs. Governo: nel mezzo sempre i viaggiatori!!! ;-)

Quante volte abbiamo sentito i pendolari lamentarsi del viaggio in treno o siamo stati vittime di disagi causati dalle pessime condizioni di un nostro viaggio ferroviario. I treni italiani, infatti, sono sempre più sporchi e vecchi, per di più non arrivano mai in orario.
E mentre le Ferrovie lanciano il nuovo orario pieno di allettanti di novità (con la speranza che funzionino davvero), inizia a diffondersi la voce che a breve ci saranno dei rincari sui biglietti che al momento non vengono venduti certo a prezzi stracciati.
Secondo l’amministratore delegato di Trenitalia (Mauro Moretti), infatti, il costo dei servizi ferroviari in Itali sarebbe troppo basso. Eppure i biglietti del treno hanno subito un aumento costante a cui, però, non è seguito un miglioramento dei servizi.
Una risposta a Moretti arriva dal viceministro dei Trasporti, il leghista Roberto Castelli, che ha affermato: “Finché non arrivano i treni nuovi non ci sarà nessun aumento perché la domanda è al 250% e quelli attuali sono sporchi e non puntuali”.
La questione sarebbe, insomma, questa: se non si aumentare il costo dei biglietti non si possono combattere i disservizi, ma finché nel sistema ferroviario ci sono delle inefficienze non è giustificabile un aumento del prezzo dei biglietti.
Le posizioni di Mauro Moretti e Roberto Castelli sono inconciliabili come possono esserlo quelle di un amministratore delegato chiamato a risanare i conti di un’azienda e di un uomo politico che deve cavalcare l’onda del consenso assecondando gli umori dei pendolari inferociti. Sembra un cane che si morde la coda.
Speriamo che da questa situazione se ne esca il prima possibile con una soluzione che avvantaggi quelli che fino a questo momento sono stati i più disagiati: pendolari e viaggiatori. Magari il nuovo orario su cui le Ferrovie hanno risposto molte aspettative potrà rappresentare la chiave di volta di questa complessa situazione…
Che ne pensate? ![]()
La Cina colonializza l’economia italiana. Oppure è il contrario!?

Quante volte abbiamo sentito i nostri politici e i nostri imprenditori lamentarsi della Cina che con i suoi prodotti contraffatti e di poco costo? L’impero asiatico riesce a rubare fette di mercato consistenti ai nostri produttori e ai nostri commercianti. Adesso è giunto forse il momento in cui la Cina si farà perdonare (QUI).
Pare, infatti, che “il governo cinese effettuerà una missione di acquisto a fine giugno in Italia per acquistare beni strumentali e prodotti italiani, in particolare energia e tecnologia“. Così ha detto Adolfo Urso, viceministro allo Sviluppo Economico con delega al Commercio Estero.
Il governo italiano ha stilato una lista di oltre 300 aziende italiane interessate a vendere beni e prodotti a investitori cinesi. “La lista – ha detto Urso – è stata elaborata d’intesa con Ice, Confindustria, Confapi e diverse associazioni di categoria, da Ucimu a Federmacchine. Quasi la metà delle aziende presenti nella lista appartengono al settore dei macchinari, il resto ai comparti moda e arredo-casa, farmaceutica, agro-alimentare e alta e altissima tecnologia. La Cina dispone di molta liquidità, un forziere di oltre 100 miliardi di dollari. Risorse fresche pronte per essere investite in Europa. Fino ad ora a beneficiarne erano state Germania, Gran Bretagna e Svizzera“.
L’ultima campagna acquisti del governo cinese in Europa risale allo scorso febbraio e si concluse con una spesa di 13,5 miliardi di euro. Allora l’Italia rimase fuori, ma adesso dovremmo guadagnarci molto visto che tra gli investimenti è previsto addirittura anche un nuovo aeroporto in Sicilia costruito dalla compagnia cinese HNA.
La Cina vuole trasformare la Sicilia in una piattaforma per la logistica, un sistema integrato per smistare le merci provenienti dall’Asia e spedirle in Europa e in Africa. L’isola si trova, infatti, a metà strada tra i due continenti ed è l’ideale per un Paese che ha fatto dell’export il suo punto di forza.
Quello Sicilia-HNA non è l’unico accordo in arrivo, anche Genova otterrà benefici dallo shopping cinese in Italia. L’autorità portuale di Tianjin Est, grazie all’accordo firmato con l’Italia, farà di Genova un suo snodo commerciale importante.
L’allargamento cinese nel porto di Genova e il nuovo aeroporto siciliano non serviranno solo alla Cina per portare da questa parte del mondo i suoi prodotti, ma anche per far arrivare in Cina prodotti italiani. Nel 2008, ad esempio, l’export italiano in Cina è stato di 6,4 miliardi di euro, in crescita del 2,5% rispetto al 2007. L’Italia è il quinto Paese nella UE per flusso di investimenti diretti in Cina. I principali settori in cui operano le imprese italiane sono: autoveicoli, trasporti aerei e marittimi, idrocarburi, petrolchimica e ingegneria, aeronautico, telecomunicazioni, opere civili, farmaceutico e sanitario.
Insomma, adesso tutti hanno smesso di parlare male dei cinesi e dei loro prodotti che rovinano la nostra economia e ci si dimentica anche dei diritti negati in Tibet, della libertà di espressione che manca e di tutte le nefandezze che rigurdano la Cina. Ma si sà, quando ci sono di mezzo i soldi, tutto il resto non conta…
Elezioni europee, serve gente preparata e competente!!!

La campagna elettorale per le elezioni europee si è conclusa. Ognuno si sarà fatto la propria idea su chi votare. Gossip a parte, a dominare le tematiche politiche per quanto riguarda i nostri rappresentati europei sono state, però, solo tematiche nazionalistiche.
Anche le elezioni europee in Italia vengono presentate secondo la contrapposizione tra berlusconiani e antiberlusconiani. Poche sono state le proposte concrete che siano andate oltre le Alpi e al di là dei confini nazionali.
Eppure il Parlamento europeo, con tutti i suoi limiti, è un’istituzione importante che meriterebbe molta più attenzione rispetto a quella che ha in Italia dove le elezioni europee sono viste solo come un momento di verifica delle coalizioni e per misurare il consenso popolare.
E’ vero che il Parlamento della UE subisce la supremazia del Consiglio e della Commissione, ma è anche vero che esso rappresenta l’unico organismo dell’Unione Europea che supera le logiche nazionalistiche e che rappresenta veramente il popolo europeo.
La Commissione è un organo tecnico, il Consiglio è il luogo dove i singoli Paesi cercano di spuntarla sugli altri, il Parlamento rappresenta la sovranità sovrastatale europea. Nonostante la percezione che noi italiani ne abbiamo, quindi, l’influenza del Parlamento sulla politica di tutti gli Stati membri è rilevante. Un numero crescente di leggi europee deve passare dall’approvazione del Parlamento che, anche se dovrebbe acquistare maggiore potere, riesce a condizionare le decisioni politiche dei Governi nazionali.
Occorre, quindi, mandare a Strasburgo persone competenti e preparate che sappiano far valere la posizione italiana all’interno del Parlamento. In molti Paesi europei, ad esempio, si è formata una classe politica di euro-esperti, ma da noi non è così. Spesso i candidati italiani sono “scarti”, giovani inesperti da lanciare, persone da sistemare, gente a cui i segretari di partito non possono dire di no, pensionati della politica e così via. Tutte persone che sono quasi digiune di questioni europee e dei meccanismi che regolano l’Unione. La percezione in Italia è, infatti, questa: per quello che serve il Parlamento europeo va bene chiunque!
Ma il Parlamento europeo è una cosa seria, non va bene chiunque. A volte i nostri politici, per inesperienza o perché abituati ai meccanismi lenti ridondati italiani e non a quelli agili ed efficaci della UE (nel Parlamento europeo, ad esempio, non parla chiunque, ma solo chi ha dimostrato di avere specifiche competenze sul tema che si sta affrontando), fanno una pessima figura oppure non godono della visibilità che meriterebbero i rappresentanti di un Paese quale l’Italia (uno dei Paesi fondatori). Non a caso sono detenuti proprio dai i politici italiani i record di astensionismo e di proposte irrilevanti.
Allora, credo che - qualunque sia l’orientamento politico – domani e dopodomani ciascuno di noi debba fare un esame di coscienza e votare per un candidato che non sia solo di facciata o di cui non si capisca bene quali siano i suoi meriti specifici, bensì votare per persone esperte e competenti che sappiano gestire il loro ruolo con professionalità e con autorevolezza. Ne va del bene dell’Italia e dell’Europa intera che potrebbe avere un po’ più di italianità al suo interno.
Che ne pensate? ![]()
