Latorre (PD) manda un “pizzino” a Bocchino (PDL): destra e sinistra contro Di Pietro
L’altra mattina nel programma di La7 Omnibus si discuteva della questione della Commissione di Vigilanza Rai. Gli ospiti in studio erano Nicola Latorre (vice-capogruppo del Pd al Senato), Italo Bocchino (vice-capogruppo del Pdl alla Camera) e Massimo Donadi (capogruppo dell’Idv alla Camera).
Mentre l’esponete dell’Italia dei Valori di Di Pietro stava parlando dell’elezione di Villari (dimostrando come in questo caso la maggioranza avesse fatto un vero e proprio strappo istituzionale), Bocchino si trovava in difficoltà e non riusciva a replicare. Non era stato particolarmente brillante quando cercava di spiegare a che titolo il Pdl ha preteso di scegliere il presidente della Vigilanza in casa dell’opposizione.
A togliere dall’impaccio Bocchino ci ha pensato quello che in realtà avrebbe dovuto essere il suo avversario: Nicola Latorre. Il senatore del Pd afferra furtivamente un giornale che stava sul tavolo e scrive qualcosa. Poi passa il quotidiano a Bocchino che legge e subito chiede la parola come se fosse stato raggiunto da un’improvvisa illuminazione (il video ad inizio post).
“Caro Donadi – dice – voi non volevate Pecorella alla Consulta e noi l’abbiamo ritirato. Ora dovete fare lo stesso con Orlando“. A parte il fatto che l’accostamento non regge perché le circostanze sono del tutto diverse, il fatto grave è che questo episodio dimostra come sia Pd che Pdl siano perfettamente d’accordo quando si tratta di screditare un membro dell’Italia dei Valori che, a quanto pare, è avversa a Berlusconi in quanto corrente “giustizialista” ed è avversa a Veltroni in quanto sta lì a ricordare che in realtà l’opposizione in Italia è ombra (come quel famoso governo alternativo di cui nessuno ha più sentito parlare).
Dopo che il suggerimento è stato accolto da Bocchino, Latorre ha ripreso in mano il giornale e ha strappato la parte della pagina in cui aveva scritto gli appunti. Poi l’ha appallottolata e l’ha messa in tasca (per buttarla a fine trasmissione).
Su questa vicenda, dopo che il video ha fatto il giro dei blog ed è stato ripreso in TV da Striscia la notizia, si sono dette molte cose e sono state fatte molte ipotesi sul contenuto degli appunti scritti da Latorre per Bocchino.
Finalmente oggi, sempre a Omnibus, si è fatta luce sulla vicenda: la redazione ha recuperato il bigliettino e, dopo aver rimandato in onda le immagini con il “suggerimento” al deputato del Pdl in difficoltà per gli attacchi di Donadi, il conduttore ha mostrato il testo incriminato (QUI il video).
Sul pezzo di giornale c’era scritto: “Io non lo posso dire. Ma il precedente della Corte Costituzionale? E Pecorella?“. Insomma, Latorre consiglia a Bocchino una risposta politicamente efficace per quel momento (anche se non del tutto corretta) aiutandolo a controbattere all’avversario.
La reazione di Massimo Donadi è stata durissima: “Che un rappresentante dell’opposizione, mio alleato, suggerisca a un autorevole esponente della maggioranza come attaccarmi durante un dibattito televisivo – dice Donadi – è una rappresentazione visiva della politica del compromesso che mira solo all’esercizio del potere. L’Italia dei Valori è il peggior nemico di questa politica e per questo siamo bersaglio persino di una parte dei nostri alleati“.
Insomma, per chi ancora non ci credesse, questa è l’ennesima dimostrazione che la nostra politica è malata. Pare pure che Provenzano abbia fatto scuola e che i “pizzini” siano adesso ritenuti più sicuri delle telefonate (che possono essere intercettate), tanto da essere usati anche dai politici!
Ridicoli! Si suggeriscono le risposte “esatte” come a scuola! Questo è davvero un sintomo della preparazione della nostra classe politica!
alianorah
19 novembre 2008 alle 18:46
alianorah, è vero… non ci avevo pensato: questo è proprio un suggerimento da scuole medie!!!
Un caro saluto!!!
salpetti
19 novembre 2008 alle 20:02
è veramente uno schifo. cmq il confronto non regge perché la corte costituzionale non è la commissione di vigilanza rai. è come parlare di merda e cioccolato.
ma questo la torre non ha già avuto problemi di identità in passato? perché il PD insiste nell’allevarsi serpi in seno?!? mah…
resistiamo ragazzi, resistiamo. le fondamenta stanno scricchiolando. tra poco crollerà tutto.
tommi
tommi
20 novembre 2008 alle 00:29
tommi,
più che problemi di identità, direi che questo Latorre è un dalemiano convinto; come si sa, Dalema con i suoi non hanno mai disdegnato la collaborazione e il compromesso con il centro-destra…
Un caro saluto!!!
salpetti
20 novembre 2008 alle 15:25
Davvero al peggio non c’è mai limite….
PS: sul post precedente: luce? Verità? Difficile quando i mandanti latitano e nessuno li vuole cercare.
Ciao Salpetti
Daniele
Daniele Verzetti, Rockpoeta
21 novembre 2008 alle 19:24
Ciao Daniele,
il livello della politica in Italia ha raggiunto i minimi storici!!!
Per quanto riguarda il processo Politkovskya, è evidente come nessuno (a parte i parenti della vittima) vogliano fare chiarezza sull’accaduto. Sappiamo bene quali sono i motivi…
Un caro saluto!!!
salpetti
21 novembre 2008 alle 23:37
[...] giochi di Palazzo!”Sì, è lo stesso Nicola Latorre che fu sorpreso, sempre ospite di La7, a passare un pizzino contenente suggerimenti in aiuto di un imbarazzato Italo Bocchino (quando era ancora orgoglioso vice [...]
Latorre di guardia. | Don Zauker
30 maggio 2011 alle 15:34