Berlusconi ha fatto dell’anti-comunismo un suo cavallo di battaglia, ma secondo uno studio del Censis a decretarne una vittoria così schiacciante sul PD e a far uscire dalla scena politica la Sinistra di Bertinotti sono stati proprio i voti dei “comunisti” (QUI e QUI).

Sembrerà assurdo, ma i dati parlano chiaro: dall’analisi dei flussi nelle due elezioni politiche del 2006 e del 2008 emerge una consistente fuoriuscita di elettori dal centro-sinistra, intercettata dalla coalizione del centro-destra (non solo dalla Lega). A parte il grosso dei voti andati al PD, la seconda forza ad aver intercettato i voti mancati alla Sinistra l’Arcobaleno sarebbe, infatti, non la Lega ma direttamente il PDL di Berlusconi.

Ecco che circa il 16% dell’elettorato di sinistra ha passato il guado e si è spostato a destra e solo il 4% di questi elettori avrebbe scelto la Lega. In buona sostanza, secondo il Censis, “fatto 100 l’elettorato del 2008 di ciascuna coalizione, nel Centro sinistra oltre il 93% aveva già espresso il proprio consenso nel 2006, il 3% aveva votato per la Casa della libertà e lo 0,8% per l’Udc, mentre il 2,9% aveva votato scheda bianca o nulla o si era astenuto“.

Il dato ha stupito anche i ricercatori del Censis che hanno temuto in una scarsa rappresentatività del campione, tanto da fare una specie di “prova del nove: scomporre e proiettando tutti i risultati del campione sui dati nazionali del Viminale. Racconta Vittoria Coletta che fa parte dell’equipe di ricerca: “Eravamo noi stessi molto stupiti anche perché sapevamo che altri istituti valutano più alta la trasmigrazione casomai verso la Lega. E così abbiamo adottato questa procedura di controllo. Ma alla fine la stima ha confermato tutti i nostri dati“.

Sul perché ci sia stato questo strano travaso, il quesito resta però irrisolto. Com’è possibile che Berlusconi con il suo nuovo partito abbia attirato a sé una grande percentuale di voti che di norma sarebbe dovuta andare alla Sinistra l’Arcobaleno? Ai posteri l’ardua sentenza!!! ;-)

Berlusconi, comunque, non è la prima volta che grazie ai tanto odiati “comunisti” ci guadagna qualcosa… Nel1988, ad esempio, la sua concessionaria di pubblicità (Publitalia ‘80) che in Italia aveva già il predominio sul mercato della pubblicità televisiva, ottenne l’esclusiva della raccolta pubblicitaria degli enti e delle aziende europee che volevano piazzare i loro spot nell’URSS comunista (alla faccia dell’anti-comunismo! ;-) ).

Oggi i “comunisti”, le cooperative e le toghe rosse sono come il diavolo per Berlusconi, ma negli anni Ottanta erano invece ottimi soci d’affari (QUI) e pare che questa partnership con i comunisti sovietici abbia fruttato al Silvio nazionale la cifra di 20 miliardi di vecchie lire in due anni di collaborazione!!!

Insomma, prima ci guadagna economicamente, adesso politicamente… Ancora una volta quelli che Berlusconi considera nemici si rivelano i suoi migliori amici!!! ;-)