
Quanto vale al foto di una modella nuda scattata quindici anni prima? E se i soldi ricavai dalla vendita di questa foto fossero dati in beneficenza ad un ospedale in Cambogia, pensate che possano essere rifiutati?
Non è un gioco a quiz e, rispondendo a queste due domande, vi racconto un significativo episodio accaduto di recente. Iniziamo dalla prima domanda: per quanto alto possa essere, il valore di una foto di una modella nuda risalente a 15 anni prima, non sarebbe di certo pari a 91mila dollari (58mila euro) se la modella nel frattempo non avesse sposato il Presidente della repubblica francese. Stiamo parlando, infatti, di una foto di Carla Bruni risalente al 1993 (QUI la foto e le immagini dell’asta).
Ecco la risposta alla seconda domanda: sì, la somma considerevole di 91mila dolalri può essere rifiutata da un medico che opera in Cambogia. Il pediatra svizzero Beat Richner che dirige un’associazione che gestisce diversi ospedali per bambini in Cambogia, ha rifiutato questi soldi “per rispetto dei suoi piccoli pazienti“.
Finite le domande, veniamo ai fatti: il 10 aprile scorso una foto senza veli della “premiere dame” di Francia, Carla Bruni in Sarkozy, è stata venduta in un’asta a New York per 91.000 dollari. L’immagine, in bianco e nero è stata realizzata quindici anni fa dal fotografo Michel Comte e, dicono gli organizzatori dell’asta, si tratta di un nudo d’autore, cioè di un’opera d’arte.
I soldi ricavati dalla vendita della foto (opera d’arte) sono stati dati in beneficenza all’associazone Kantha Bopha del pediatra Richner che ha rifiutato la somma di denaro. Richner ha spiegato di non volere che la sua istituzione “possa essere coinvolta nell’utilizzo mediatico della nudità della signora Bruni“. L’idea di questo dono, ha aggiunto, “è un mezzo per assicurare pubblicità all’asta e fama al fotografo. E’ un modo per servirsi di noi“. In Cambogia, ha poi sottolineato, “il nudo non è compreso come in Occidente“, e “l’accettazione di denaro che viene dallo sfruttamento di corpi femminili sarebbe percepita come un insulto“.
Che dire? Nel nostro mondo dove il nudo è ostentato in tutte le sue forme, quella del pediatra Richner non può che essere una bella lezione di stile!!!

9 comments
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14 Aprile, 2008 a 0:13
alianorah
Stile a parte…ma come si distingue un nudo “opera d’arte” da un nudo qualsiasi?
14 Aprile, 2008 a 15:29
salpetti
Cara alianorah, questo non l’ho capito nemmeno io, ma se lo dicono loro ci credo!!! ,-)
17 Aprile, 2008 a 15:54
Andrew
anche io Salpetti
Buona giornata
Ps: passa sul blog…vorrei sentire ciò che pensi sul disastro della sinistra..
18 Aprile, 2008 a 13:14
tommi
vero, bellissima lezione di stile. ma ora chi lo dice ai bambini che potranno usufrire di strumentazioni mancanti del valore di 60.000 dollari?
non è come per emergency che rifiutò i soldi del governo berlusconi. li la storia era un’altra.
18 Aprile, 2008 a 14:22
salpetti
@ Andrew: allora nessuno lo ha capito…
@ tommi: forse non glieo dirà nessuno, ma tieni conto che i problemi culturali spesso sono più gravi dei motivi ideologici e politici!!!
19 Aprile, 2008 a 2:49
Andrew
@ salpetti: direi di si
19 Aprile, 2008 a 14:20
salpetti
@ Andrew: mano male, pensavo di essere il solo…
24 Aprile, 2008 a 13:45
Filippo
Si infatti, va bene lo stile e ancora più ammirevole il rispetto delle differenze culturali… basta pensare a cosa le posizioni culturali e religiose possano portare in termini di guerre sante e quant’altro…
Ma proprio pensando anche alle estreme conseguenze di posizioni culturali con i paraocchi, non sarebbe forse stato ancora più apprezzabile un atto di coraggio del medico, che accettando i soldi avrebbe fatto capire che il valore della VITA umana supera quelle che possono essere divergenze e pruderie culturali??
Nb. il blog in link è del Nikita, altro blog decisamente insolito- uno mio non ne ho, sono solo un umile commentatore
ciao
F.
24 Aprile, 2008 a 18:47
salpetti
Filippo,
quello che dici tu è vero, non posso di certo obiettare sul fatto che quei soldi sarebbero stati utili e che accettarli avrebbe potuto anche significare far cadere certe barriere ideologiche che spesso sono controproducenti e dannose…
E’ anche vero, però, che spesso il potere della cultura/ideologia è più forte delle scelte razionali. Se si pensa che esistone kamikaze che si uccidono in nome di Dio, che sono state fatte guerre con migliaia di morti per questioni ideologiche, che per seguire dettami culturali si mettono in atto pratiche innaturali (es. infibulazione), ecc, ecc… allora si capisce quanto la cultura possa influenzare le scelte e le decisioni di un singolo e di un popolo.
In quegli ospedali forse ci sarebbero stati nuovi machinari, ma forse i genitori di quei bambini non avrebero permesso di utilizzzarli….
Il rapporto tra ragione e cultura/ideologia non è sempre chiaro e lineare (purtroppo!).
A presto!!!