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Apprendo dal blog di Tommi una notizia molto interessante per ciò che riguarda il sistema dell’informazione in Italia. La riporto qui:

A partire dall’8 maggio, sul canale 130 di SKY debutterà current_, la TV democratica concepita da Al Gore. Forte dei successi ottenuti negli Stati Uniti, in Gran Bretagna ed in Irlanda, adesso questo nuovo modo di fare Tv approda anche in Paesi di lingua non aglofona: l’Italia è il primo di questi.
Questa TV è concepita per dare la possibilità al pubblico di creare e controllare (mediante votazioni democratiche sul sito) i programmi mandati in onda in televisione. L’dea alla base del progetto, come dice Tommaso Tessarolo, Director of Programming and Online in Italia, è voler effettivamente cambiare l’insopportabile e malsano stato dell’informazione mainstream (in Italia più che mai).

Più del 30% della programmazione di current_ è creata dalla comunità di video maker indipendenti. Tutto il materiale è tratto dalla vita reale e copre praticamente tutti i temi: dalle ultime tendenze in fatto di moda, tecnologia e musica alle problematiche mondiali più serie. In questo modo 4 milioni e mezzo di famiglie in Italia (e più di 50 milioni di spettatori nel mondo) potranno essere allo stesso tempo protagonisti ed artefici di ciò che viene trasmesso: una tv “fai da te” in pieno stile 2.0!

Per lanciare il progetto, Al Gore in persona incontrerà la comunità di blogger ed internauti italiana. L’evento si svolgerà giovedì 8 maggio a Roma presso il Teatro Ambra Jovinelli. Per coloro che non sono della zona è stata concepita una diretta sul canale Skytg24 e per chi non ha l’abbonamento a SKY, l’evento viene trasmesso in diretta sul web a questo indirizzo.

Non solo: attraverso tutte le indicazioni pubblicate sul blog di Marco Montemagno (SkyTG24) sarà possibile anche inviare domande da fare durante la presentazione a Roma; tramite votazione ne verranno scelte 15, le altre consegnate direttamente nelle mani di Al Gore.

Se non è democrazia questa!? ;-)

Il delitto d’onore esiste ancora in molte parti. Se in Italia ormai ci si ride su guardando certi film, in Iraq c’è chi viene ucciso per difendere l’onore della famiglia. Anche quando si tratta solo di una simpatia reciproca tra una ragazzina di 17 anni e un militare 22enne (QUI).

A dare notizia dell’ultimo “delitto d’onore” avvenuto In Iraq è il Guardian che ha racontato la storia di Rand Abdel-Qader, un’adolescente brutalmente picchiata, soffocata e pugnalata dal padre per aver commesso un reato agli occhi della famiglia molto grave: innamorarsi in modo innocente di un giovane soldato inglese, per di più cristiano.

I due ragazzi si erano incontrati mentre il soldato stava contribuendo a fornire aiuti alle famiglie sfollate e lei stava lavorando come volontaria. I loro incontri sono stati sempre in pubblico e un’amica della ragazza, l’unica con cui si era confidata, conferma che il rapporto era solo platonico. Tra i due c’era solo un’intesa particolare, nient’altro…

Anche i fratelli hanno contribuito all’omicidio aiutando il padre a compiere la sua aggressione. Per le autorità irakene, però, gli uomini che hanno brutalmente ucciso quella ragazzina e che le hanno sfigurato il volto e il corpo tagliuzzandoli con un pugnale non sono perseguibili perchè hanno agito correttamente per salvaguardare l’onore della famiglia e di tutta la comunità. Rand, considerata impura, ha avuto una semplice sepoltura, senza neanche un funerale.

Non è solo la guerra a fare vittime in Iraq, ma anche anche l’ignoranza e il fondamentalismo ideologico/culturale che la guerra purtroppo contribuisce ad alimentare…

Berlusconi ha fatto dell’anti-comunismo un suo cavallo di battaglia, ma secondo uno studio del Censis a decretarne una vittoria così schiacciante sul PD e a far uscire dalla scena politica la Sinistra di Bertinotti sono stati proprio i voti dei “comunisti” (QUI e QUI).

Sembrerà assurdo, ma i dati parlano chiaro: dall’analisi dei flussi nelle due elezioni politiche del 2006 e del 2008 emerge una consistente fuoriuscita di elettori dal centro-sinistra, intercettata dalla coalizione del centro-destra (non solo dalla Lega). A parte il grosso dei voti andati al PD, la seconda forza ad aver intercettato i voti mancati alla Sinistra l’Arcobaleno sarebbe, infatti, non la Lega ma direttamente il PDL di Berlusconi.

Ecco che circa il 16% dell’elettorato di sinistra ha passato il guado e si è spostato a destra e solo il 4% di questi elettori avrebbe scelto la Lega. In buona sostanza, secondo il Censis, “fatto 100 l’elettorato del 2008 di ciascuna coalizione, nel Centro sinistra oltre il 93% aveva già espresso il proprio consenso nel 2006, il 3% aveva votato per la Casa della libertà e lo 0,8% per l’Udc, mentre il 2,9% aveva votato scheda bianca o nulla o si era astenuto“.

Il dato ha stupito anche i ricercatori del Censis che hanno temuto in una scarsa rappresentatività del campione, tanto da fare una specie di “prova del nove: scomporre e proiettando tutti i risultati del campione sui dati nazionali del Viminale. Racconta Vittoria Coletta che fa parte dell’equipe di ricerca: “Eravamo noi stessi molto stupiti anche perché sapevamo che altri istituti valutano più alta la trasmigrazione casomai verso la Lega. E così abbiamo adottato questa procedura di controllo. Ma alla fine la stima ha confermato tutti i nostri dati“.

Sul perché ci sia stato questo strano travaso, il quesito resta però irrisolto. Com’è possibile che Berlusconi con il suo nuovo partito abbia attirato a sé una grande percentuale di voti che di norma sarebbe dovuta andare alla Sinistra l’Arcobaleno? Ai posteri l’ardua sentenza!!! ;-)

Berlusconi, comunque, non è la prima volta che grazie ai tanto odiati “comunisti” ci guadagna qualcosa… Nel1988, ad esempio, la sua concessionaria di pubblicità (Publitalia ‘80) che in Italia aveva già il predominio sul mercato della pubblicità televisiva, ottenne l’esclusiva della raccolta pubblicitaria degli enti e delle aziende europee che volevano piazzare i loro spot nell’URSS comunista (alla faccia dell’anti-comunismo! ;-) ).

Oggi i “comunisti”, le cooperative e le toghe rosse sono come il diavolo per Berlusconi, ma negli anni Ottanta erano invece ottimi soci d’affari (QUI) e pare che questa partnership con i comunisti sovietici abbia fruttato al Silvio nazionale la cifra di 20 miliardi di vecchie lire in due anni di collaborazione!!!

Insomma, prima ci guadagna economicamente, adesso politicamente… Ancora una volta quelli che Berlusconi considera nemici si rivelano i suoi migliori amici!!! ;-)

Si possono allontanare dei bambini dai genitori per un disegno di cui per giunta non si è certi di chi sia l’autore? Vedendo cosa è accaduto a Basiglio (nel milanese) sembra proprio di sì.

Il disegno incriminato raffigura una bambina accovacciata insieme a un ragazzino e c’è scritto: “Giorgia tutte le domeniche fa sesso con suo fratello per 10 euro, a lei piace“. Pare che la grafia non sia della piccola e, confrontando quella scritta con altre della ragazzina, non sembrano affatto uguali.

Agli assistenti sociali però la prova della grafia non è bastata e hanno prelevato i fratellini (9 e 13 anni) dalla casa dei genitori e li hanno sistemati in due diverse comunità, nonostante la piccola con il fratello e i genitori stiano cercando di capire come si siano svolti realmente i fatti…

L’ha fatto una mia compagna per farmi un dispetto perché ho i dentoni e sono povera“, ha spiegato la piccola e la mamma è convinta che sia questa la verità. “Siamo convinti che sia per la nostra disagiata condizione economica“, ha detto. La vicenda, infatti, è accaduta nel Comune con il più alto reddito pro-capite d’Italia dove non è da escludere che esistano certi pregiudizi nei confronti di chi non possiede uno status sociale elevato.

L’avvocato dei genitori parla addirittura di vera e propria esclusione sociale: “I figli di due persone umili qui non sono visti di buon occhio“. Pare che la mamma di un comapagno di scuola della bambina abbia detto: “Finalmente abbiamo bonificato la scuola dalle piattole!“.

A fare le spese di questa situazione è la piccola Giorgia che, insieme al fratellino, è stata allontanata dai genitori avendo solo la “colpa” di essere al tempo stesso vittima di un brutto scherzo da parte dei compagni (bullismo) e dei pregiudizi classisti della gente!!! :-(

Silvio Berlusconi non si è ancora insediato come Presidente del Consiglio e già ne ha combinata una delle sue: durante la conferenza stampa congiunta con Vladimir Putin, il Cavaliere ha mimato il gesto di sparare con un mitra ad una giovane giornalista russa che aveva appena posto una domanda imbarazzante sulla vita privata di quello che viene considerato l’ultimo Zar di Russia.

Il gesto di per se è stupido e a certe esternazioni “ironiche” di Berlusconi ormai ci siamo abituati. La gravità dell’accaduto è dovuta al fatto che in Russia, durante la presidenza di Putin sono stati uccisi (o sono spariti senza lasciare traccia) decine di giornalisti scomodi, tra questi Anna Politkovskaya, “colpevole” di aver denunciato le nefandezze compiute dalla Russia in Cecenia.

Se la scenetta berlusconiana fosse accaduta durante un incontro con qualsiasi altro uomo politico, quindi, sarebbe stata liquidata come l’ennesimo scherzetto del Cavaliere, ma in presenza di Putin ha assunto tutto un altro significato. Lo Zar ha guadato Berlusconi mentre mimava il gesto di sparare alla giornalista e serissimo, con gli occhi di ghiaccio, ha annuito con la testa rispondendo freddamente alla domanda. Alla fine ha lanciato un monito ai giornalisti Russi presenti: nessuno “metta il naso” nelle mie faccende private!!!

Il segretario della Federazione nazionale della stampa, Franco Siddi, ha commentato così l’episodio: “Silvio Berlusconi ha liberato la sua ennesima battuta, battute che a volte fanno ridere e a volte sono meno divertenti. Malgrado la sua ironia non riesce infatti sempre a comunicare a tutti che questo è il suo modo di fare e che vuole essere sottile. Tuttavia a volte le battute possono essere imbarazzanti - aggiunge Siddi - se si considera che in Russia negli ultimi dieci anni sono morti più di 200 giornalisti e che non si sono mai trovati gli assassini“.

Insomma, Berlusconi ancora si deve insediare e già ne combina una delle sue in mondovisone. Se ha iniziato così alla grande, chissà fra 5 anni!!! ;-)

Quanto vale al foto di una modella nuda scattata quindici anni prima? E se i soldi ricavai dalla vendita di questa foto fossero dati in beneficenza ad un ospedale in Cambogia, pensate che possano essere rifiutati?

Non è un gioco a quiz e, rispondendo a queste due domande, vi racconto un significativo episodio accaduto di recente. Iniziamo dalla prima domanda: per quanto alto possa essere, il valore di una foto di una modella nuda risalente a 15 anni prima, non sarebbe di certo pari a 91mila dollari (58mila euro) se la modella nel frattempo non avesse sposato il Presidente della repubblica francese. Stiamo parlando, infatti, di una foto di Carla Bruni risalente al 1993 (QUI la foto e le immagini dell’asta).

Ecco la risposta alla seconda domanda: sì, la somma considerevole di 91mila dolalri può essere rifiutata da un medico che opera in Cambogia. Il pediatra svizzero Beat Richner che dirige un’associazione che gestisce diversi ospedali per bambini in Cambogia, ha rifiutato questi soldi “per rispetto dei suoi piccoli pazienti“.

Finite le domande, veniamo ai fatti: il 10 aprile scorso una foto senza veli della “premiere dame” di Francia, Carla Bruni in Sarkozy, è stata venduta in un’asta a New York per 91.000 dollari. L’immagine, in bianco e nero è stata realizzata quindici anni fa dal fotografo Michel Comte e, dicono gli organizzatori dell’asta, si tratta di un nudo d’autore, cioè di un’opera d’arte.

I soldi ricavati dalla vendita della foto (opera d’arte) sono stati dati in beneficenza all’associazone Kantha Bopha del pediatra Richner che ha rifiutato la somma di denaro. Richner ha spiegato di non volere che la sua istituzione “possa essere coinvolta nell’utilizzo mediatico della nudità della signora Bruni“. L’idea di questo dono, ha aggiunto, “è un mezzo per assicurare pubblicità all’asta e fama al fotografo. E’ un modo per servirsi di noi“. In Cambogia, ha poi sottolineato, “il nudo non è compreso come in Occidente“, e “l’accettazione di denaro che viene dallo sfruttamento di corpi femminili sarebbe percepita come un insulto“.

Che dire? Nel nostro mondo dove il nudo è ostentato in tutte le sue forme, quella del pediatra Richner non può che essere una bella lezione di stile!!! ;-)

Il presidente venezuelano Hugo Chávez ha censurato i Simpson, il popolarissimo cartone animato che riscuote da anni successi in tutto il Mondo e non solo tra i più piccoli. Secondo Chávez, i bambini del Venezuela potrebbero subire un’influenza negativa dai mitici personaggi della serie TV (QUI la notizia).

Con una minacciosa nota ufficiale, la Comisión Nacional de Telecomunicaciones, una sorta di autority per le telecomunicazioni, ha ingiunto alla emittente privata Televen di sospendere la diffusione del serial, mandato in onda tutti i giorni alle 11 del mattino. Nella nota si può leggere la motivazione:Perché attenta contro la formazione integrale di bimbi, bimbe ed adolescenti“.

Al posto degli ironici e satirici personaggi gialli dei Simpson adesso non andrà in onda un documentario o un film d’autore, bensì il telefilm Baywatch, proprio quello in cui Pamela Anderson mostra le sue prorompenti grazie in un costume da bagno mozzafiato.

Che Chávez subisse il fascino delle belle donne lo si sapeva (dopo la storia con Naomi Campbell), ma che credesse che tutto il popolo venezuelano fosse più acculturato e meno corrotto da un seno prosperoso per lo più scoperto, piuttosto che da un cartone animato che ironizza sulla società occidentale, mi sembra troppo…

Mi sarei aspettato che il presidente socialista amico di Fidel Castro fosse uno più un fan dei Simpson che prendono in giro il modello di vita americano piuttosto che degli americanissimi bagnini in tuta rossa sempre più svestiti. Per altro, censurando i Simpson, Chávez va a trovarsi sulla stessa lunghezza d’onda del suo odiato nemico, Bush. Anche il Presidente americano ha detto più volte, infatti, di non amare i personaggi dei Simpson (forse perché sbeffeggiano il suo governo e il modello di società di cui lui si è fatto portatore in quesi anni).

Magari dopo le polemice con la Reuters che di recente ha diffuso una foto di Chávez che, per uno strano gioco di luci e ombre, sembra avere le orecchie da Topolino (Disney), adesso al leader venezuelano non piacciono più così tanto i cartoni animati; preferisce vedere altre forme animate che si muovono sinuosamente durante una corsa sulla spiaggia… ;-)

Battute a parte, ancora una volta in Stati poco liberi si preferisce a qualcosa che potrebbe innescare un minimo di senso critico, qualcos’altro che agendo sugli istinti primari distrae l’attenzione della gente sui problemi reali.

E’ stato accusato di essere la causa dell’apocalisse che tra qualche anno si abbatterà sulla terra, ma è grazie ad esso che forse avremo un nuovo sistema di trasmissione dei dati talmente veloce che Internet sarà 10.000 volte più veloce delle attuali ADSL. Di cosa si tratta? E’ il Large Hadron Collider (Lhc), il più grande acceleratore di particelle al mondo che sta per essere completato al CERN di Ginevra (QUI la notizia).

Per archiviare i dati prodotti dall’Lhc, pari a quelli smaltiti dall’intera rete europea di telecomunicazioni, sarebbe stato infatti necessario un computer di dimensioni enormi. I ricercatori che hanno sviluppato questo acceleratore di particelle si sono quindi posti il problema di creare un nuovo sistema molto più veloce di trasmissione dati basato sulle fibre ottiche. Ecco che è nato Grid, capace di inviare un’enorme quantità di dati da una parte all’altra del mondo in pochi secondi.

Grid, nato per fini scientifici, potrebbe sostituire le attuali connessioni ad Internet rendendolo migliaia di volte più veloce e ponendo rimedi ai problemi che la Rete si troverà a dover affrontare di qui a poco (ne avevamo parlato QUI). Presto, quindi, potremo scaricare un film intero o tutta la discografia del nostro cantante preferito in un istante, oppure scaricare immagini molto elaborate, giocare in rete con centinaia di migliaia di navigatori, ecc, ecc…

I primi a poter beneficiare di questa connessione iper-veloce saranno i ricercatori universitari. Entro l’autunno, infatti, molte grandi università avranno già a disposizione Grid. La nuova tecnologia non avrà però larga diffusione prima di due anni. Ad oggi, infatti, dispone già di 50.000 server che verranno portati progressivamente a 200.000 nel 2010.

Insomma, forse in futuro tutto il mondo sarà veramente connesso, ma credo che il problema sia sempre lo stesso: i costi e le infrastrutture. Se da un lato questa nuova tecnologia accelererà notevolmente lo sviluppo dei Paesi più ricchi (a meno che non sia causa dell’apocalisse ;-) ), dall’altro probabilmente contribuirà ancora di più ad accentuare il digital divide tra il sud e in nord del Mondo.

David Britton, uno dei fisici che ha partecipato al progetto ha affermato al che “con questo tipo di potenza informatica le generazioni future avranno la capacità di collaborare e comunicare in modi che oggi non possiamo nemmeno immaginare“. Spero che questo serva a tutti indistintamente… ;-)

Sul blog ilcomunicatore (ciao Luca e ciao Simone) ho trovato due post molto interessanti che mi hanno dato lo spunto per scrivere questo mio post. Mettono a confronto la comunicazione del Partito Democratico (Veltroni) e del Popolo della Libertà (Berlusconi).

Facendo un confronto si vede subito come la comunicazione del Partito Democratico sia completamente diversa rispetto a quella precedente de L’Ulivo, dei Democratici di Sinistra e de La Margherita (formazioni politiche da cui il PD deriva). Sicuramente c’è stato un grande miglioramento rispetto al passato, ma si sa che Walter Veltroni è un buon comunicatore. Se una volta era Berlusconi ad avere la meglio per ciò che riguarda spot e campagne di propaganda politiche, adesso i due schieramenti stanno praticamente alla pari, almeno per ciò che concerne il mondo offline in cui pare che il PD stia copiando il modello comunicativo del PDL.

Ma è nel Web che il PD si dimostra più ricco nei contenuti e nelle iniziative del centrodestra, qui si può parlare addirittura di un sorpasso. E’ stato lo stesso Berlusconi, infatti, ad affermare che lui di Internet non capisce nulla!!! ;-)
Il sito web del PD è molto composito e al suo interno si possono trovare tutte le informazioni che si potrebbero cercare in un sito di un partito. La comunicazione Web del PD, quindi, sembra essere chiara e ben fatta, anche dal punto di vista del Web 2.0. Per quanto riguarda la partecipazione, infatti, un’ ottima iniziativa è sicuramente quella del social network, di Twitter e naturalmente del canale YouTube (bisogna dire che anche il PDL ha un suo canale YouTube).

Il sito VotaBerlusconi.it (punto di riferimento online della campagna elettorale del PDL), invece, non è altro che il sito di Forza Italia, modificato per le elezioni. Sulla destra dell’homepage è possibile partecipare via Web alla campagna elettorale del PDL, ma la partecipazione degli internauti è limitata alla possibilità di inserire un banner sul proprio blog! Più interessante è la funzione di aggregatore visibile in basso nell’homepage.
L’aspetto più partecipativo di questo sito è la possibilità si scegliere le priorità del programma, ma niente di significativo per quanto concerne le logiche di partecipazione del Web 2.0.

La comunicazione del PDL è, quindi, una comunicazione classica che si ripete rispetto alle precedenti esperienze della Casa delle Libertà. Quando Berlusconi approdò per la prima volta in politica(1994) ebbe il merito di aver introdotto in Italia un nuovo stile di comunicazione, preso in prestito dal contesto americano. Negli USA, però, rispetto a quel modello si sono fatti molti passi in avanti che la comunicazione del PDL sembra non aver seguito, sopratutto per la scarsa attenzione al mondo di Intenet.

Queste differenze si riscontrano, a parer mio, anche negli spot realizzati dai sostenitori dei due schieramenti: I’m PD (QUI) e Meno male che Silvio c’è (QUI). Il primo è una rivisitazione della popolarissima canzone YMCA dei Village People realizzato da un circolo milanese del Pd, mentre il secondo è un video che ha per base l’inno scritto da un giovane cantautore veronese in onore di Berlusconi. I due video, anche se perfettamente inseriti nel contesto amatoriale e spontaneo di Youtube, presentano delle differenze formali e sostanziali che secondo me rimarcano i differenti modelli di comunicazone dei due partiti (il primo mi è sembrato più “vero” e dinamico, mentre il secondo con i suoi protagonisti bellissimi e curatissimi, mi ha dato l’impressione di essere una fiction). Ovviamente questa è solo la mia sensazione a caldo appena finito di aver visto i due omaggi ai candidati leader dei due partiti più grandi…

Vi consiglio di vedere questi due video (se non l’avete già fatto), di fare un giro su Youtube e sulla Rete alla ricerca di esempi significativi di comunicazione politica dei due partiti più importanti. Poi potrete dirmi se avete riscontrato le stesse mie impressioni…
Allora, se come si dice, nelle lezioni moderne vince chi riesce a comunicare di più e meglio, che vinca il migliore (anzi, il meno peggiore!!!) ;-)

PS. Vi segnalo anche questa iniziativa di 8 giovani professionisti della comunicazione nata per supportare Veltroni. Riprende lo stile americano dei sostenitori di Obama (QUI su Youtube e QUI nel sito ufficiale).

Basta con i pregiudizi verso l’Islam!!! E’ questo ciò che avrà pensato la Regina di Giordania prima di registrare il video che sta avendo un sacco di contatti su Youtube e che la vede protagonista. La regina apre la conversazione, infatti, con la frase: “In un mondo in cui è così facile essere connessi l’uno all’altro, noi rimaniamo continuamente disconnessi“.

Con voce dolce e sguardo materno, la sovrana di origine palestinese,  tra l’altro una delle donne consederate tra le più belle al Mondo, si rivolge ai giovani occidentali nel loro linguaggio affinchè le scrivano i propri dubbi stereotipati sul mondo arabo. La regina ha infatti invitato i visitatori dello spazio di Youtube dove si trova il video a rispondere con opinioni sul Medio Oriente, cercando di individuare gli stereotipi su arabi e musulmani. “Il mio compito nei prossimi mesi - ha ribadito la sovrana - sarà quello di lavorare per abbattere preconcetti e luoghi comuni. Voglio che la gente conosca il vero mondo arabo, per vedere  e conoscere luoghi, facce e culture che riguardano quella parte di mondo che io chiamo casa”.

Rania Al Yasin, 37 anni, con una brillante laurea in business administration e la fulminea carriera nella Apple (dove non lavora più da quando è divenatata regina) è una veterana del web. Dal 2005 gestisce anche un sito internet attraverso il quale diffonde i temi a lei cari: la complicata questione femminile, le tematiche giovani, la sconosciuta società araba e la sfida conflittuale con la modernità. Un argomento, quest’ultimo, assai sensibile nel suo Paese. Profondamente tradizionale e al tempo stesso proiettato verso il futuro, la Giordania è infatti l’emblema della crisi che scuote l’identità tradizionale musulmana, lacerata tra valori medio-orientali e modelli occidentali.

Tra i commenti si leggono diversi luoghi comuni che arrivano da tutto il mondo, proprio a testimonianza del fatto che gli stereotipi non hanno nazionalità, ma anche domande e riflessioni che mostrano un universo di giovani navigatori interessati e pronti a uno scambio di idee tra le civilità. La regina cercherà di rispondere a tutti chiarendo alcuni degli aspetti più controversi.

Insomma, anche alla luce di questa iniziativa, forse sarebbe ora di iniziare a lasciar cadere i pregiuduizi sull’Islam che ci accompagnano da sempre e che si sono accentuati dopo l’11 settembre. Certo, non tutti i Paesi islamici sono come la “moderna” Giordania e non tutte le donne islamiche possono permettersi l’emencipazione di cui gode la regina Rania, ma sarebbe il caso di smettere di parlare di Islam e sarebbe ora di prendere in considerazione i singoli casi… ;-)

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