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Qualcuno di voi se ne sarà accorto. Ieri per circa due ore Youtube è rimasto bloccato. Un black-out totale che non farebbe notizia (su Youtube a volte capita) se la causa non fosse riconducibile ad un attacco informatico ordinato da un governo.
Il governo del Pakistan, infatti, ha ritenuto di dover oscurare Youtube sul suo territorio. Così la Pakistan Telecommunication Authority (PTA) ha ordinato ai provider locali di servizi Internet di bloccare l’accesso al popolare sito. Il motivo? Youtube diffonderebbe video dal “contenuto blasfemo” che danneggiano l’immagine dell’Islam.
In particolare, a toccare la sensibilità del governo pakistano sarebbe stato il trailer dell’ultimo film di Geert Wilders; nelle brevi sequenze inserite su Youtube, infatti, l’Islam viene definita una religione violenta, soprattutto nei confronti delle donne e degli omosessuali. Ma a scatenare la furia censoria del governo pakistano pare siano stati anche alcuni video in cui appaiono le famigerate vignette su Maometto ripubblicate dai giornali danesi.
A causa di un errore, però, il blocco si è allargato a macchia d’olio di Paese in Paese spiazzando Google, propietario di Youtube, che adesso parla di sabotaggio. Ci sono volute due ore per scoprire l’artefice del black-out: il service provider pakistano PCCW, obbedendo alla direttiva della PTA, non permetteva ai suoi clienti di accedere al sito dirottando l’indirizzo IP di YouTube verso i suoi server bloccando così ogni tentativo di accesso al sito. Le informazioni però sono state mandate per errore a tutti gli altri provider nel mondo che inconsapevolmente hanno bloccato anch’essi l’accesso ad Youtube reindirizzando gli utenti nel buco nero creato da PCCW sui suoi server.
Il Pakistan non è l’unico Paese che cerca di censurare la Rete (tra i più noti c’è la Cina, ma anche l’Arabia Saudita, la Bielorussia, la Birmania, la Corea del Nord, Cuba, l’Iran, la Libia, il Sudan, la Siria, la Tunisia e molti altri). Sono molti gli Stati in cui per vari motivi si vuole porre un freno alla libera circolazione di idee e di informazioni permessa da Internet. I più maliziosi sostengono che anche il malriuscito tentativo pakistano di censura sia stato attuato più per motivi politici che religiosi.
E’ probabile, infatti, che l’ordine della PTA fosse in realtà destinato a colpire qualcosa di diverso dall’offesa all’Islam, nella fattispecie una serie di video ritraenti attivisti politici impegnati a compilare schede elettorali. La censura sarebbe, quindi, scattata per bloccare il tentativo di smascherare brogli elettorali in un Paese con una forte instabilità politica che sta attraversando una fase cruciale per la democrazia dopo l’uccisione della leader dell’opposizione Benazir Bhutto.
Di blocco totale di YouTube per “discutibili video non-islamici” parla anche Reporters Sans Frontières che condanna l’iniziativa e sottolinea come “una tale decisione dovrebbe essere presa dai tribunali, e non da una organizzazione sotto diretto controllo del governo“.
Che si tratti di motivi religiosi o politici, la censura è tuttavia da condannare. Questa vicenda, oltre a far correre ai ripari Youtube che si è scoperto vulnerabile, dimostra ancora una volta che la Rete è uno strumento libero e democratico di cui i grandi potentati (economici, politici, ideologici) hanno paura. Questa volta a causa di un grossolano errore il tentativo di censura è stato smascherato e denunciato, spero che in futuro la lotta alla censura non passi esclusivamente attraverso gli errori dei potenziali censori!!!

8 comments
Comments feed for this article
26 Febbraio, 2008 a 21:22
Daniele Verzetti, Rockpoeta
Oltre ad essere liberticidi anche pasticcioni :-)))
26 Febbraio, 2008 a 23:00
salpetti
E sì, anche pasticcioni… ma io mi preoccupo di più del fatto che sono liberticidi!!!
27 Febbraio, 2008 a 8:54
lealidellafarfalla
Chissà se Google chiederà i danni al governo pakistano? Sarebbe divertente
27 Febbraio, 2008 a 15:38
salpetti
Già, pensa che figura ci farebbe il presidente Musharraf e che figura ci farebbe Google!!!
1 Marzo, 2008 a 12:57
Anonimo
Gli americani fanno bene a stare in medio oriente e a metterli l’uno contro l’altro, certo lo fanno per il petrolio ma piu’ ne spazzano via meglio è per il futuro dell’umanità.
1 Marzo, 2008 a 14:30
salpetti
Caro utente anonimo, la tua è simile a quella teoria secondo la quale le guerre farebbero parte dell’umanità perchè svolgono la funzione di ridurre il sovrappopolamento. Periodicamente, quindi, scoppierebbero le guerre perchè funzionali al sistema…
14 Marzo, 2008 a 1:03
Quante cose! « LUNE’s sclabirinto… tra schiavi, pazzi e drama-queens.
[...] Salpetti ha scritto tanti belli nuovi articoli, il più divertente è questo qui. [...]
14 Marzo, 2008 a 21:16
salpetti
Ciao Lune, che piacere sentirti…