RAI e Mediaset: tutti contro Di Pietro. Perchè?

La campagna elettorale è alle prime battute e ancora si stanno definendo le alleanze, ma il clima pacato e disteso che Berlusconi e Veltroni hanno promesso ha rischiato per un attimo di cedere il passo alle solite accuse e alle solite polemiche. A dar fuoco alla miccia è stato Antonio Di Pietro che nel suo blog commentando le frasi di Berlusconi su Enzo Biagi e l’editto bulgaro pronunciate davanti al direttore del TG1 Gianni Riotta che non ha fatto una piega e non ha replicato (QUI), ha lanciato una proposta che io ritengo di buon senso, ma che su tutti i TG è passata come il peggiore dei mali.
Sulla proposta hanno avuto la parola politici, opinionisti, direttori di TG e quant’altri… tutti si sono sentiti in dovere di dire qualcosa. Nel marasma generale, però, si è persa di vista quello che è l’oggetto del contendere, la proposta di Di Pietro che quasi nessuno ha chiarito e spiegato agli spettatori. Cerchiamo di fare chiarezza:
- una sola televisione pubblica senza pubblicità, pagata solo dal canone e sottratta all’influenza dei partiti;
- esecuzione sentenza europea su Europa 7 e spostamento di Rete4 sul satellite;
- limite di una sola rete televisiva per i concessionari privati (anche per Mediaset).
Andiamo per ordine:
1) Quante volte si è parlato di lottizzazione e di RAI politicizzata? Quante volte ci si è lamentati di programmi scadenti o non riconducibili al servizio pubblico pagato dal canone? Quante volte ci si lamenta della pubblicità all’interno di canali di servizio pubblico? Quante volte si è parlato della continuo rincorrersi di RAI e Mediaset in funzione degli ascolti a discapito della qualità dei programmi?
Tutto questo potrebbe risolversi semplicemente riducendo la RAI ad una sola rete finanziata solo dal canone e per questo priva di pubblicità (il canone per mantenere 3 reti sarebbe troppo alto). I contenuti sarebbero solo di servizio pubblico (documentari, informazione, approfondimento politico, ecc…), una sorta di BBC italiana.
2) Sul caso Europa7 c’è poco da discutere. Ecco i fatti in sintesi:
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Dal 1994 la Corte costituzionale (sentenza n. 420/94) intima a Fininvest di cedere una rete o di spedirla su satellite. Berlusconi perde tempo e tergiversa finché la legge Maccanico (n. 249 del 31 luglio 1997) concede a Rete4 una proroga pressoché illimitata. Nel 1999, Europa7 vince la concessione delle frequenze su cui trasmette abusivamente Rete4 che tuttavia continua a occupare le frequenze come se nulla fosse.
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Nel 2002, la Corte costituzionale con la sentenza 466/02, ribadisce quanto affermato nel 1994, cioè che nessun privato può possedere più di 2 frequenze televisive (fissa così il tetto massimo di due reti per Fininvest diventata Mediaset e le dà tempo fino al 31 dicembre 2003 per mandare Rete4 sul satellite). Berlusconi con il decreto legge “Salva Rete4” (del 23 dicembre 2003) e la legge Gasparri del 2004 chiudono la partita sostenendo che quando arriverà il digitale terrestre (previsto nel 2006) sbocceranno talmente tanti canali da rendere inutili le sentenze della Corte costituzionale sul pluralismo. La successiva legge Gentiloni non cambia nulla in proposito e si limita a spostare il digitale terrestre al 2012 rinviando a tale data la questione di Europa7 che già dal 1999 avrebbe dovuto trasmettere al posto di Rete4.
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Intanto, il 19 giugno 2007, il commissario europeo per la Concorrenza mette in mora il governo italiano perché modifichi subito la Gasparri (che consente l’accesso al digitale solo a Rai e Mediaset) e annuncia la procedura d’infrazione contro l’Italia. Investito da Europa7, il Consiglio di Stato chiede alla Corte di Lussemburgo se le regole italiane siano legittime. La Corte, il 31 gennaio 2008, risponde che sono illegittime (la Maccanico, la Gasparri e implicitamente anche la Gentiloni) proprio perché consentono a Rete4 di trasmettere a discapito di Europa7, pertanto il Consiglio di Stato dovrà risarcire Europa7 per i mancati introiti e per le frequenze negate.
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Il Commissario per la Concorrenza ha annunciato recentemente che questa è anche la posizione UE: se nel 2009 l’Italia non cambierà sistema, si beccherà una multa di 350-400 mila euro al giorno, con effetto retroattivo dal 2006. Cioè, gli italiani pagheranno alla UE e a Europa7 cifre da capogiro perché tutti i governi, dal 1994 a oggi, hanno favorito Berlusconi. A questo punto, attendere il Consiglio di Stato (che dovrà applicare la sentenza di Lussemburgo) o appellarsi all’ormai inutile legge Gentiloni (superata dalla sentenza di Lussemburgo) non sarebbe una genialata. Eseguire le sentenze della Consulta e della Corte europea non è fare un favore a Di Pietro o un dispetto a Berlusconi, ma è un dovere!!!
3) Visto che siamo in una condizione di oligopolio (se non di duopolio), togliere due reti alla RAI e lasciarne 2 a Berlusconi (sempre che Rete 4 vada sul satellite) o a qualsiasi altro imprenditore sarebbe un vero e propio regalo che avrebbe ripercussioni anche sulla libertà di informazione (che passa attraverso il pluralismo). Finchè la maggior parte della gente continuerà a fruire della TV attraverso l’etere, quindi, è necessario fare in modo che le frequenze (che per altro sono in numero limitato) siano assegnate al maggior numero possibile di soggetti. E’ in quest’ottica che si collocaca la terza proposta di Di Pietro. Le frequenze, infatti, sono dello Stato (non di Berlusconi) che le assegna in concessione a chi ritiene più opportuno e con le modalità che preferisce. Beppe Grillo, ad esempio, ha fatto sapere che se la proposta di Di Pietro va in porto, vorrebbe comprare RAI3 attraverso una raccolti fondi tramite il suo blog. Al contrario di quanto si è detto, nessun lavoratore di RAI e Mediaset perderebbe il posto di lavoro perché le reti andrebbero sul satellite e quindi chi ci lavora continuerebbe a lavorarci, oppure sarebbero vendute ad altri imprenditori che continuerebbero a fare TV.
Che ad accusare Di Pietro e a sollevare polemiche siano Berlusconi e i suoi, non stupisce (d’altra parte è il loro mestiere), a me ha colpito particolarmente l’atteggiamento dei 3 direttori dei TG della Mediaset che si sono coalizzai nell’attaccare Di Pietro e per gettare benzina sul fuoco contribuendo a confondere le idee ai loro ascoltatori e infischiandosene della deontologia professionale e dell’obiettività dell’informazione. Così i tre direttori sono apparsi in video (cronologicamente: Giorgio Mulé, direttore di Studio aperto alle 18.30; Emilio Fede, Tg4, alle 19; Clemente J. Mimun, TG5, alle 20) con tre editoriali. Ognuno con il suo stile: tagliente Mulè, irridente Fede, pragmatico Mimun. Tutti e tre d’accordo (si erano telefonati): Veltroni deve essere chiaro e prendere le distanze da Di Pietro. E poi dicono che grazie a questi 3 TG contrapposti a quelli della RAI (politicizzati) in Italia c’è maggiore pluralismo nell’informazione…
Inoltre, mi ha colpito l’atteggiamento dei politici del Partito Democratico o comunque avversari a Berlusconi. La Sinistra Arcobaleno, ad esempio, ha preso le distanze dal programma dell’Italia dei Valori sull’informazione. Sergio Bellucci (Rifondazione comunista) ha detto: “Lo spazio pubblico delle comunicazioni è un bene comune che appartiene a tutti i cittadini. Per questo deve essere difeso e valorizzato contro ogni tentativo di ridimensionamento o depotenziamento. Le proposte di Di Pietro in materia di comunicazione sembrano al momento troppo vaghe per prestarsi a una vera discussione. Aspettiamo di conoscere il programma del Pd per confrontarci su proposte concrete“.
Marco Follini, responsabile delle politiche dell’informazione del PD ha così risposto: “La posizione del Pd in materia di informazione è contenuta nei due disegni di legge che giacciono in Parlamento. Il nostro obiettivo è portarli a buon fine. Punto. È ovvio che tutti coloro che saranno candidati sottoscriveranno il programma della coalizione“.
Lo stesso Veltroni ha precisato: “Il programma del PD sarà realizzato e sottoscritto anche da Di Pietro. Le cose che si dicono lì, sono quelle che valgono. Nessuno si alzerà per dire no”. Lascia così poco spazio a equivoci l’ex sindaco di Roma che frena la proposta del leader dell’Idv (sul programa del PD, infatti, non c’è traccia di nessuno dei 3 punti proposti da Di Pietro).
Che abbia ragione Grillo quando dice che Veltroni e Berlusconi sono fratelli gemelli, chierichetti che servono la stessa messa!!!
Io non entro nel merito, ma con tanti problemi più gravi…Comunque l’identità di intenti in questo caso tra i due leader (ahahahah, leader…) è preoccupante anzichenò.
Alianorah
20 Febbraio, 2008 alle 18:38
E’ vero che i problemi in cui versa l’Italia sono molti e anche molto piùgravi del riassetto del sistema televisivo, ma qualche volta ci vorrà qualcuno che vorrà occuparsene seriamente, o no!?
Che poi da entrambi gli schieramenti si siano alzate solo voci di critica nei confronti di Di Pietro, ci dovrebbe far capire molte cose (Europa7 docet!)
Un caro saluto!!!
salpetti
20 Febbraio, 2008 alle 19:35
Finalmente qualcuno che spiega come sono andate davvero le cose!
Una delle cose che più mi hanno lasciata più perplessa è proprio questa confusione che i media hanno creato attono alla proposta di Di Pietro. Sembra davvero che l’obiettivo fosse demonizzarle senza lasciare ai cittadini la possibilità di capire esattamente in cosa consistevano.
E credo ci siano riusciti benissimo. Chi non cerca le informazioni da sè, magari on-line, difficilmente avrà capito esattamente quale può essere la portata innovativa della proposta di Di Pietro. Nei Tg di ieri i commenti indignati dei politici si sussuguivano ininterrotti col solito stile all’italiana che alla fine non lascia capire qual’è l’oggetto del contendere!
anna
20 Febbraio, 2008 alle 20:09
Anna, hai perfettamente ragione…
Uno dei motivi che mi ha spinto a scivere questo post è proprio questo: nessuno spiegava in che cosa consistesse la proposta di Di Pietro e quali sarebbero state le sue conseguenze, mentre tutti erano pronti a lancire invettive e a criticare…
Al cittadino medio è passata la notizia che Di Pietro si è inventato una cosa che non stà nè in cielo nè in terra e che non serve a nulla se non a far perdere tanti posti di lavoro e a “punire” Berlusconi…
Nel mio posto (un pò lunghetto!) ho cercato di spiegare, dal mio punto di vista, di cosa si stesse parlando.
Il cittadino informato può decidee liberamente, il cittadino a cui hanno fatto finta di dare informazioni non può far altro che restare perplesso senza avere la possibilità di decidere in piena autonomia!!!
Un caro saluto!!!
salpetti
20 Febbraio, 2008 alle 20:25
hai fatto bene ha spiegare la proposta di Di Pietro, hai chiarito i dubbi.
ciao salpetti
ettore
20 Febbraio, 2008 alle 23:21
Salpetti votare Di Pietro e’ una buona idea ma non gli permeteranno di realizzare le sue idee, dovra’ sottostare al programma del PD.
Quindi votare Di Pietro non fara’ cambiare L’Italia. A mio parere occorre un cambiamento radicale della politica italiana. Gli onesti come Di Pietro verranno sempre a galla.
ciao Salpetti
ettore
20 Febbraio, 2008 alle 23:36
ettore, ho deciso di spiegare un oò la vicena di Di Pietro perchè ho visto che nei Tg era stata trattata malissimo e perchè ho visto che molta gente intorno a me non ci aveva capito un tubo a causa della cattiva informazione esistente nel nostro Paese. Io ho fatto una piccola ricerca online è ho chiarito le idee per primo a me e poi a tutti i miei lettori. Mi confermi che ho fatto una cosa gradita…
Per quanto rigurda il voto a Di Pietro, concordo con te che sarebbe propio il caso di didtruggere tutto e ricominciare da capo. Quella ventata di freschezza che era arrivata anche grzie a Di Pietro con tangentopoi è stata subito incanalata in unsistema simile al precedente. La seconda repubblica è peggio della prima con Mastella, colazioni tenute insieme per miracolo, governi che non mantengono le promesse, corruzione, inciuci, ecc….
In attesa di un rinnovameno del sisteam politici italiano non abbiamo altre scelte: occorre votare per gli onesti anche se, come dici tu, difficilmente saranno messi in condizione di agire…
Un caro saluto!!!
salpetti
21 Febbraio, 2008 alle 12:44
Ciao Salpetti
non capisco perchè ce l’abbiano con Di Pietro…del resto dopo mani pulite si è fatto un esame di coscienza e mi sembra una persona fidata oggigiorno
http://www.diegogarciablog.blogspot.com
Andrew
22 Febbraio, 2008 alle 0:33
… una volta si chiamava CONSOCIATIVISTMO ed era considerato quasi infamante
luigibio
22 Febbraio, 2008 alle 13:40
Salpetti, vuoi sapere pechè alla fine della fiera la sinistra arcobaleno non ha alcun interesse a far spedire davvero Rete4 sul satellite? Perchè ciò equivarrebbe a dover abbandonare progressivamente la Rai politicizzata, dal momento che se passa una parte di un provvedimento, non può non passare anche l’altra.
E rinunciare alla Rai, in particolare da parte della sinistra massimalista che a RaiTre ha un feudo inattaccabile, è impensabile. E allora melio far finta di niente, abbaiare, ma non toccare Rete4.
Sul discorso del digitale, ad ogni modo, credo sia un discorso di buonsenso. Se si abbandonasse l’analogico fin da ora, si potrebbero avere potenzialmente 200 canali a diffusione nazionale. Dove sta il problema? Che nessuno si è mai sbattuto per innovare il settore, a parte Mediaset (la Rai lo fa coi soldi pubblici, quindi non vale), dunque chiunque ora si troverebbe in condizione svantaggiata, e il caso di La7-Mtv è lampante.
Su Europa7 mi permetto solo di dire una cosa: gli spazi analogici a disposizione in questo momento permettono almeno altri 4 o 5 canali a diffusione nazionale. Perchè Europa7 dovrebbe prendere il posto di Rete4, oppure questa dovrebbe andare sul satellite? C’è spazio per entrambe, pechè non le possiamo lasciare lì? Mi are che l’attacco a Berlusconi imprenditore sia sempre in agguato, fin dalla metà degli anni ‘80.
Buona giornata.
Luca.
Luca
22 Febbraio, 2008 alle 15:31
@ Andrew: Quello che dico pure io!!! Ad oggi, secondo me, Di Pietro è una delle poche persone che davvero dovrebbero fare politica…
Anche la sua proposta sulle TV, mi sembra una delle poche di buon senso!!!
@ luigibio: consociativismo = tendenza a coinvolgere nella gestione del potere anche le forze politiche formalmente all’opposizione mediante una serie di compromessi [De Mauro - Paravia]. Ti riferisci all’accordo tra Veltroni e Di Pietro? Non mi sembra che si possa parlare di consociativismo…
salpetti
22 Febbraio, 2008 alle 15:32
@ Luca: Condivido in pieno tutto il tuo discorso, anche se ho qualche perplessità sul caso Europa7. E’ stata la Corte Costituzionale a dire che Mediaset non può avere più di 2 reti in analogico, quindi, Rete4 è in esubero per legge. Europa7 non c’entra nulla, ha solo partecipato (vincendo) alla gara d’appalto per la frequanza che in teoria dovrebbe essere libera ma sulla quale trasmette Rete4.
Europa7, pertanto, non può trasmettere su un’altra frequenza insieme a Rete4 perchè per legge può trasmettere solo sulla frequenza per la quale ha vinto la gara di appalto dallo Stato. Se gli impediscono di operare perchè Berlusconi non rispetta le decisioni dell’antitrust, penso che quelli di Europa7 abbiano tutto il diritto di lamentarsi… Non penso che sia un attacco a Berlusconi, si tratta solo di rispettare la legge…
salpetti
22 Febbraio, 2008 alle 20:40
Dai lontani anni ‘80 la Corte Costituzionale ha detto un sacco di cose in materia di televisione. In particolare ha cercato di colmare un vuoto legislativo che la politica, come abbiamo visto, non ha nessuna intenzione, tantomeno interesse, a colmare. Il ruolo della corte costituzionale, di fatto è proprio questo, colmare con le sue sentenze dei vuoti legislativi o creare una mediazione fra due leggi contrastanti fra loro (che di fatto è già un non-sense per uno stato che si proclama democratico: è decisamente assurdo che ci siano due leggi in cui una dice una cosa e l’altra afferma il contrario).
Per definizione, quindi, le sentenze in caso di vuoto legislativo, sono da considerarsi temporanee, in attesa che arrivi una legge approvata i parlamento (va da sè che la Corte suggerisca anche in che direzione debba andare la nuova legge da approvare).
Di sentenze della Corte, ce ne sono state un’infinità, seguite da altrettanti appelli alla politica a colmare il vuoto legislativo.
Ricorda che comunque in materia si sono svolti anche 4 referfendum, che esprimono la volontà nazionale, e che vengono quotidianamente disattesi. A grandi linee il contenuto dei suddetti fu: la Rai deve essere privatizzata e un privato può tenersi quante reti gli pare, basta che non faccia un monopolio. Ultima cosa, i referendum si sono svolti (mi pare, ma non ne sono sicuro al 100%) dopo una delle sentenze su cui si basa il caso Eurpoa7…
Saluti.
Luca.
Luca
23 Febbraio, 2008 alle 11:01
Caro Luca, purtroppo questa è l’Italia: leggi, leggine, burocrazia, furbetti, norme, proroghe, …
In tutto questo Europa7 continua a non poter trasmettere pur avendo vinto una regolare gara di appalto per l’assegnazione delle frequenze dallo Stato…
Un caro saluto!!!
salpetti
23 Febbraio, 2008 alle 15:00
ciao, a me la proposta di Di Pietro mi sembra anacronistica: poteva andare bene se tale proposta fosse stata fatta nel 1980, ma oggi una proposta del genere è un nonsenso.
1) Sarkozy vorrebbe fare una tv statale senza pubblicità e si è beccato uno sciopero che non avveniva dal 1974. Non è il dottore che ha detto alla Rai di avere la pubblicità: è una scelta aziendale che le permette di avere più risorse per fare i programmi.
E una rete sola, senza pubblicità sarebbe assolutamente marginale. Una rete fatta di documentari, approfondimento non la vedrebbe quasi nessuno (a tutto vantaggio delle tv private!)
2) Il problema non è Rete 4 o Europa 7 ma il fatto che in Italia le frequenze si possano comprare e vendere; in altri Paesi invece c’è l’assegnazione da parte dello Stato. Visto che in Italia le frequenze si devono comprare, chi ottiene la concessione deve comprare le frequenze, c’è poco da stare a sindacare.
3) Togliere 2 reti a Mediaset, secondo me, significa non aver capito nulla della situazione attuale. Con il digitale terrestre c’è spazio per tutti: c’è spazio per molti canali di Mediaset, c’è spazio per molti canali della Rai, c’è spazio per molti canali di Telecom Italia Media (La7, MTV, Qoob), ecc…
Dobbiamo provare ad aggiungere canali, non a toglierli.
Beppe Grillo non ha bisogno di aspettare la vendita di Rai3: potrebbe creare una tv e farsi ospitare nei mux attuali.
Hamlet
24 Febbraio, 2008 alle 17:52
Su Europa 7 dico solo che abbiamo una sentenza e questa sentenza deve essere fatta rispettare.
Quanto a Veltroni e Berlusconi, sono molto più amici di quanto vogliano far credere….
Daniele Verzetti, Rockpoeta
24 Febbraio, 2008 alle 19:51
Hamlet, il tuo ragionamento sarebbe perfetto se non stessimo palando dell’Italia… Se fossimo stati in Francia, in Inghilterra o nei Paesi scandinavi, ti avrei dato ragione su tutto, ma in Italia le cose stanno diversamente perchè il nostro sistema televisivo è anomalo, un caso a parte in tutto il Mondo…
Detto questo, rispondo ai tuoi 3 punti:
1) lo scopo della rete pubblica non è quello di confrontarsi con le Tv pubbliche, qui sta l’errore di fondo.
In quanto priva di pubblicità e pagata dai cittadini, uan tv pubblica deve fare servizio pubblico. Se una tv pubblica concorre con quelle private (com’è desso) non se ne vede al differenza. C’ è la corsa all’auditel, i programmi spazzatura, scarso spazio per quei programmi di cultura e approfondimento che oggi difficilmente trovano spazio in tv se non alle 3 di notte!!!
Fare della RAI una vera Tv pubblica non va a favore delle tv private (come dici tu), ma va a vantaggio dei cittadini che avrebbero un punto di riferimento obiettivo per ciò che concerne l’informazione e che potrebbero avere dei programmi di qualità che adesso difficilmente passano in tv.
Se la RAI concorre con Mediaset deve rispondere, ad esempio, al Grande Fratello con l’Isola dei Famosi, a Maria De Filippi con Alda Deusanio… ti sembra questo servizio pubblico a vantagio del cittadino?
E perchè oltre a pagae il canone un cittadino deve pure sorbirsi la pubblicità?
O si toglie il canone e quindi la Rai gioca sullo stesso terreno di Mediaset e si giustifica la sua vocazione commerciale nonostante sia una rete pubblica, oppure diventa sul serio servizio pubblico (questa è al proposta di Di Pietro).
2) Che le frequenze si comprino o meno, non è questo il problema. Qui stiamo discutendo di un imprenditore che ha le carte in regola per poter trasmettere al posto di Rete4 (solo su quelle frequenze perchè ha la concessione per quelle). Al posto suo, invece, usano quelle frequenze quelli di Mediaset.
Che dovrebbe fare questa persona? Lui potrebbe e dovrebbe trasmettere sul territorio nazionale e non può, mentre Rete4 non potrebbe e non dovrebbe ma trasmette al posto di Europa7. Tu dici che il problema non è Rete4 ed Europa7, invece, il problema è propio questo!!!
3) Il digitale terrestre, per come è ora, è solo un modo per mantenere lo status quo il più a lungo possibile. Il termine ultimi per l’entrata in vigore del Digitale terrestre che finalmente porterebbe il pluraismo in Italia (sebbene molti dicono che si tratta di una tecnologia quasi superata) era fissato per il 2006, adesso è stato spostato al 2012. Fino ad allora ci saranno RAI e Mediaset in condizione di duopolio a farsi la lotta a colpi di share…
Se Beppe Grillo o chiunque altro, ad oggi volesse trasmettere via etere sul territorio nazionale non potrebbe farlo. Può farlo con il digitale terrestre, ma non prima del 2012, salvo altre proroghe!!!
Un caro saluto!!!
salpetti
25 Febbraio, 2008 alle 16:35
@ Daniele Verzetti: sul caso Europa7 si discute da tempo e si è detto tutto e il contrario di tutto. Io chredo, però, che tutte queste discussioni servano solo per confondere le idee e nascondere i fatti che sono inoppugnabili: Europa7 deve trasmetere al posto di Rete4 (nel post ho spiegato tutti i passaggi più importanti di questa vicenda, adesso l’Italia rischia di beccarsi una multa di 350-400 mila euro al giorno, con effetto retroattivo dal 2006!!!).
Sull’amicizia tra Veltroni e Berlusconi hai perfettamente ragione…
salpetti
25 Febbraio, 2008 alle 16:40
Salpetti sul nostro blog abbiamo stilato una simpatica pagella pre-elettorale. Appena ti capita di venire sul blog, dagli un occhiata. Buona serata
Andrew
25 Febbraio, 2008 alle 17:26
Andrew,vado subito a vedere che voto avete dato ai nostri politici!!!
salpetti
25 Febbraio, 2008 alle 20:11
Salpetti, il tuo post mi ha spinto a rileggermi un paio di cose in merito alle sentenze su Rete 4 e Mediaset in generale.
Le sentenze della Cassazione sono arrivate con circa 10 anni dopo che Rete4 trasmetteva su determinate frequenze. Le suddette frequenze non sono mai state assegnate, se non in qualche dichiarazione d’inenti di diversi governi, che non si sono mai tramutate in leggi di assegnazione di frequenze, quindi la sentenza che assegna le frequenze di Rete4 ad Europa7 è da considerarsi, a tutti gli effetti, una sentenza contra personam, che mirava a colpire direttamente Berlusconi quando c’erano altri modi per accontentare Europa7 e le sue legittime richieste.
Di sicuro non mi si può accusare di essere un berluscones che difende il Silvio a tutti i costi, però credo che quando sia giusto riconoscere che viene attaccato solo per il fatto di essere Berlusconi, questo vada fatto. E il caso Europa7/Rete4 è uno di questi casi.
Saluti.
Luca
Luca
26 Febbraio, 2008 alle 13:40
Ciao Luca, prendo atto della tua ricerca e ti ringrazio per le precisazioni. Il bello della Rete è proprio questo: il dibattito e il confronto che portano a perfezionare, migliorare e ad ampliare le conoscenze di ognuno…
Ti posso assicurare, inoltre, che da parte mia non ho mai pensato che tu fossi un difensore acritico di Berlusconi…
Un caro sauto!!!
salpetti
26 Febbraio, 2008 alle 14:38
Salpetti, rispondo alle tue affermazioni (ovviamente non stiamo facendo una gara tra bambini tra chi ha ragione, ma è uno scambio di opinioni)
1) tu dici “lo scopo della rete pubblica non è quello di confrontarsi con le Tv pubbliche, qui sta l’errore di fondo.”
se dovessimo parlare degli scopi del servizio pubblico, potremmo aprire 100 mila post e 100 mila blog visto che l’argomento è molto complesso.
secondo me una tv pubblica deve fornire informazione e intrattenimento di qualità e deve essere centrale, importante nel panorama mediatico di un Paese.
Una tv come la immagini tu (se sbaglio, correggimi): 1) senza pubblicità. bene, così ci sarebbero più ore di programmazione da riempire e meno soldi per creare contenuti. Meno soldi vorrebbe dire anche meno soldi per fare Anno zero, per fare Ballarò, per fare Report, per fare i telegiornali. Che bello! E tutte le ore in più che ci mettiamo? Il segnale orario della rai?
2) una tv con solo programmi super-colti, senza l’1% di intrattenimento avrebbe uno share del 2%. Una tv così non sarebbe centrale ma sarebbe assolutamente marginale in Italia. E i privati, sarebbero felicissimi di avere un rai che in prima serata parla di Heidegger su rai1, di Heisenberg su rai2 e di Sofocle su rai3! Con una rai del genere, i privati farebbero ascolti da favola, quindi potrebbero fare i tg 1000 volte meglio della rai. Non mi sembra una bella prospettiva o sbaglio?
Sono d’accordo che la rai non debba rincorrere l’audience a tutti i costi, ma la tv è fatta per il popolo, una tv che viene fatta per una elite super-colta non può incidere nel panorama italiano, rischierebbe la bancarotta. Gli italiani sono fatti così: vai a vedere la pag 533 del televideo rai (dove ci sono i dati di ascolto).
Hamlet
27 Febbraio, 2008 alle 0:46
Hamlet, con me sfondi una porta aperta: io sono uno dei più grandi sostenitori del dibattito e dello scambio di opinioni!!!
A tal proposito vedo che fondamentalmente noi siamo d’accordo, è solo su alcuni punti che il nostro pensiero diverge…
Le nostre posizioni credo che non si trovano d’accodo perchè immaginiamo un Tv pubblica senza pubblicità in maniera diversa.
Io ritengo che eliminando 2 reti, il canone possa bastare per tutta la programmazione di un unico canale senza pubblicità.
Con i soldi del canone si potrebbero pagare le trasmidssini che hai citato tu e anche i telegiornali. Non solo, con i soldi restanti (gli introiti del canone sono più alti di quano si pensi e si potrebbero alzare ancora di più combattendo l’evasione, se non aumentandolo di pochi euro) si potrebbe finanziare anche l’intrattenimento. Hai idea di quanto costi alla RAI produrre l’Isola dei Famosi? Pensi che sia una trasmissione di servizo pubblico? Io credo che sia la risposta in termini di gara agli ascolti nei confronti del Grande fratello!!!
I soldi risparmiati eliminando l’isola potrebbero essere impiegati benissimo per sogetti quali Benigni o Fiorello…
L’idea mia di RAI con un unico canale di servizo pubblico non è quella di una rete intellettuale e colta (come credo tu abbia interpetato il mio pensiero), ma di una rete “sana”, una sorta di BBC italiana.
Gli spettatori che perderebbe eliminando certi programmi, li guadagnerebbe grazie a quel valore aggiunto che manca in tutti gli altri canali (per ora anche in RAI).
In questo canale ideale di servizo pubblico ci sarebbe spazio sia per gli aprofondimenti (es. adesso in campagna elettorale nessuna rete si mette a spiegare punto per punto il programam dei candiadati perchè ruberebbe molto tempo e farebbe fuggire i meno interesati, in quella RAI si potrebbe fare), sia per l’informazione (fai conto che i documentari della BBC, ad esempio, li aquistano le reti in tutto il mondo), ma anche per l’intrattenimento, per il calcio e per programmi più leggeri non “elitari”…
La caratteristica fondamentale di quella RAI sarebbe quella di dare un quid in più alla sua programmazione. Tu dici che i Tg di mediaset sarebbero fatti meglio perchè avrebbero più soldi grazie alla pubblicità, ma nei Tg della RAi si potrebbero trovare informazioni e fatti che altrove non ci sono come l’informazione regionale (Mediaset non ha redazioni nelle singole regioni taliane, la RAI sì) o il Tg3 Neapolis o TG3 Leonardo.
Ci sarebbero programmi come Superquark (tanto amati dal pubblico) e anche programmi di intrattenimento (la RAI trasmette Sanremo, farebbe programmi con Fiorello o Panariello), quiz, giochi vari (es i pacchi), film, programmi per bambini tipo la Melevisione o ArtAttak, ecc…
Tutto su una sola rete (le ore di programmazione sono molto meno), i soldi dl canone basterebbero!!!
La RAI, quindi, nella mia visione di servizio pubblico, resterebbe praticamente com’è adesso, ma concentrando tutto su una sola rete riuscirebbe a togliere la pubblicità e potrebbe permettersi per questo di introdurre anche programmi di “qualità” che altrove non possono trovare posto e di eliminare programmi spazzatura derivati solo dalla corsa all’auditel dovuta alla gara con Mediaset.
Per concludere, non sarebbe un rete di super-elite, bensì un canale generalista (senza l’odiosa pubblicità) che offrirebbe trasmissioni, film e programmi per tutti con l’aggiunta di un tocco di qualità derivato dallo smettere di rincorrere l’auditel.
Secondo me i soldi del canone basterebbero!!!
Che ne pensi?
Spero di poter continuare questo interessenta dibattito…
Un caro saluto!!
salpetti
27 Febbraio, 2008 alle 15:36
ciao, con una sola rete non puoi accontentare tutti, dai
giovedì 6 marzo prima serata (faccio un esempio post-sanremo)
rai 1 don matteo
rai 2 annozero
rai 3 trappola sulle montagne rocciose
con una rete sola che programma fai? con 3 reti, la rai riesce ad avere oltre 10 milioni di ascoltatori in prima serata
a me la bbc va benissimo (io vedo bbc world sul dtt invece dei tg italiani) ma
1) il canone della bbc è più molto più alto: 135,5 sterline! al cambio di ieri sono ben 180 euro! lo dici tu agli italiani che devono pagare ben 180 euro di canone, invece di 106 euro?
2) la bbc non ha pubblicità, infatti anni fa perse i diritti di trasmettere la nazionale di calcio (i diritti li acquistò sky). Lo dici tu gli italiani che con 180 euro di canone non si può vedere la nazionale?
io sono a favore della pubblicità sulla rai: sono più risorse per fare programmi migliori. Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca
Hamlet
27 Febbraio, 2008 alle 19:54
Certo, con 3 reti la rosa delle offerte è di sicuramente più ampia… Cmq il prezzo da pagare è quello della mediocrità (non sempre ma in molti casi).
Mi rendo conto che la scelta è dura: più cose (anche scadenti) con la pubblicità oppure meno cose ma qualitativamente (non solo cultura, anche intrattenimento, spettacoli, film, programmi per bambini, …) molto più in alto?
E’ vero, non si può avere la botte piena e la mogli ubrica… Allora a che serve il canone? Se la RAI prende i soldi dalla pubblicità al pari di Mediaset può fare benissimo quello che fa adesso (che è uguale a mediaset) senza il canone!!!!
Non è che l’offerta televisiva della RAi sia di molto migliore di quella delle reti privte, allora perchè ci fa pagae il canone?
A questo punto, se vogliamo lasciare la RAi così com’è togliamo il canone. Che ne dici? Gli italiani non sarebbero disposti a pagare di più per avere una qualità migliore, ma sarebbero di certo contenti di non poagare nulla lasciando le cose sostanzialmente immutate…
salpetti
27 Febbraio, 2008 alle 20:20
secondo me la rai fornisce un pò di servizio pubblico, ad esempio se togliessimo il canone rai, nessuna tv in chiaro potrebbe comprare i diritti delle olimpiadi e dei mondiali di calcio e questi eventi finirebbero su sky. Ti piacerebbe questa prospettiva? a me, no!
Chiedi alle persone: togliamo il canone, ok? E tutti “evvai!” poi dì loro: “i mondiali di calcio e le olimpiadi li vedi su sky oppure al bar, ok?”
il 9 aprile 2003 gli americani entravano a Baghdad (oggi sappiamo che non fu un evento decisivo ma quel giorno sembrava un evento importante) e la rai fece, prima su rai3 e poi su rai1, una diretta lunghissima senza un secondo di pubblicità per spiegare cosa accadeva. Questo è servizio pubblico. Mi ricordo che girai canale e su mediaset c’erano donne che urlavano con Maria De Filippi, cartoni animati e roba del genere. Con l’abolizione del canone avremmo tv obbligate a lanciare la pubblicità anche in presenza di eventi eccezionali. A me una prospettiva del genere non piacerebbe. A te?
Mi piacerebbe avere la possibilità (non sono ironico, non ricordo bene, mi piacrebbe studiare la programmazione di quel giorno) di vedere cosa andò in onda sulle principali 7 reti televisive l’11 settembre 2001. Le emittenti private quanta pubblicità mandarono quel giorno?
Alcuni parlano di privatizzare la rai: a quel punto avremmo tutta l’informazione televisiva decisa dalla famiglia Berlusconi e da Telecom Italia (cioè Telefonica, Generali, Intesa Sanpaolo, Benetton e Mediobanca). Egoisticamente potrei dirti “va bene”: io e te usiamo Internet (e abbiamo diverse fonti di informazione)e sappiamo orientarci ma i miloni di persone che usano solo la tv per informarsi?? Li abbandoneresti alla logica del mercato?
per la tua gioia, ti do una bella notizia che ho messo qui:
http://technosoc.blogspot.com/2008/02/european-union-on-air.html
sta nascendo un network di informazione di radio europee, indovina se l’Italia partecipa o no?
Hamlet
28 Febbraio, 2008 alle 0:00
Ok, allora pur accantonando la proposta di Di Pietro, non puoi non convenire con me che in RAI molte cose andrebbero cambiate, a partire dall’ingerenza politica che è uno dei mali maggiori per la televisione pubblica fino a giungere a questioni molto più pratiche quali la programmazione in alcune fasce orarie…
In che modo migliorare la RAI? Forse è il quarto mistero di Fatima!!!
Per quanto rigurada il network di informazione di radio europee, ancora non ho letto il tuo post ma qualcosa mi fa dire che l’Italia non partecipi. Non è un caso, infatti, che nella Classifica mondiale sulla libertà di stampa di Reporters sans frontières del 2007 (QUI) l’Italia si trovi al 35esimo posto e che, anche se in risalita (l’anno scorso eravamo al 37esimo), si dica: “Italy has also stopped its fall, even if journalists continue to be under threat from mafia groups that prevent them from working in complete safety”.
salpetti
28 Febbraio, 2008 alle 13:40