A quanto pare in Inghilterra il “Grande fratello” piace molto, tanto da realizzare una sorta di controllo generale su tutti i teenager. A breve, infatti, tutti i giovani inglesi con più di 14 anni saranno “schedati” perché i loro dati saranno memorizzati in un grande archivio elettronico consultabile online (ovviamente non da tutti indistintamente). A darne notizia è il “Times” di Londra (QUI) anticipando l’annuncio ufficiale che con molta probabilità giungerà entro questa settimana.

Sarà costituito un database elettronico contenete, oltre ai dati personali, anche tutte le informazioni inerenti all’intero percorso scolastico/formativo di ogni singolo giovane (comprese eventuali espulsioni dagli istituti e l’eventuale cattiva condotta). La finalità è quella di dare alle università o ai possibili datori di lavoro delle notizie più dettagliate possibili sui ragazzi con cui vengono a contatto (solo istituzioni accademiche e imprese, infatti, potranno avere accesso al grande archivio elettronico).

La notizia ha subito sollevato delle polemiche e i pareri sono contrastanti. Il rischio è che i dati sensibili di questi ragazzi (che saranno identificabili a vita grazie ad un codice personale) finiscano più o meno involontariamente in mani sbagliate oppure che imprese e università ne facciano un uso improprio. C’è chi sostiene, invece, che il database elettronico sarà uno strumento in grado di aiutare i ragazzi ad inserirsi nel mercato del lavoro o ad avere accesso alle università e nient’altro.

L’iniziativa del premier britannico, tuttavia, non piace all’opposizione, né agli insegnanti, né ai genitori e nemmeno alle organizzazioni per i diritti umani che non solo non ne vedono la necessità, ma ritengono che la privacy di milioni di adolescenti possa essere compromessa a causa di questo sistema di “schedatura”.

Personalmente ritengo inopportuno e iniquo fare in modo che i selettori sappiano già tutto (magari anche qualche piccola marachella adolescenziale che andrà a compromettere l’esito del colloquio) su un giovane candidato. Penso, infatti, che ciascuno debba poter concorrere alla pari con gli altri concorrenti evitando che chi sceglie i candidati si formi preventivamente dei preconcetti o dei pregiudizi consultando l’archivio elettronico. C’è in ballo, inoltre, anche la questione della tutela della privacy che è molto delicata…

Probabilmente l’idea premier britannico, Gordon Brown, è quella di semplificare il rapporto tra i giovani e le imprese/università, ma credo che la creazione di questo enorme database in molti casi possa invece rendere questo rapporto ancora più complesso di quanto già non lo sia…

Voi che ne pensate? ;-)