
Vi ricordate di quel gioco in flash che aveva come protagonisti la polizia, i preti pedofili, i bambini vittime di abuso e i loro genitori? Ne ho parlato un po’ di tempo fa perché il videogame venne censurato. Adesso la stessa casa di produzione ci riprova realizzando un altro giochino che ha come protagonisti le divinità e i profeti delle principali religioni: è subito polemica!
Dopo il gioco che critica il modello di business di “McDonald’s” e il già citato “Operazione Pretofila” in cui i giocatori vestono i panni di preti che girano per diocesi a sedurre bambini cerando di restare impuniti (si può chiedere anche l’aiuto di Dio), è arrivato da pochi giorni “Faith Fighter” (Combattimento della fede). Dice la presentazione: “Faith Fighter è un picchiaduro per questi tempi oscuri. Scegli il tuo credo e spacca il culo a chi non la pensa come te. Dai sfogo alla tua intolleranza! L’odio religioso non è mai stato così divertente“.
Il gioco è gratuito (QUI per giocare online o per fare il download) ed è molto semplice, ricorda vagamente il più celebre gioco di combattimento Street Fighter. Si sceglie il proprio personaggio da far combattere (Buddha, la divinità induista Ganesha, Gesù, Dio Padre, Maometto, …) e usando la tastiera iniziano i combattimenti. Lo scopo è uccidere di botte tutte le altre divinità e profeti. Non mancano ovviamente mosse segrete e trucchetti.
C’è pure una versione con il volto di Maometto coperto per far sì che anche i musulmani possano giocare (secondo il loro credo è infatti vietato raffigurare il volto del profeta).
I videogiochi non sono “armi di distrazisone di masa“, dicono quelli della Molleindustria. Anche il videogioco “produce senso”, cioè dà messaggi, diffonde pensieri o quanto meno crea l’orizzonte psicologico e culturale dei fruitori. Grazie a questi giochini i loro produttori vogliono sensibilizare l’opinione pubblica su certe tematiche e far riflettere intorno ad alcuni argomenti e combattere la loro battaglia contro le grandi softwarehouse di videogame. Riusciranno gli sviluppatori di questi semplici giochini a raggiungere i loro obiettivi? Non lo sappiamo, quel che è certo è che, come si legge nel sito: “MolleIndustria non ama i videogiochi, per questo motivo li crea“.
l tema della religiosità e dell’intolleranza religiosa è molto delicato. Probabilmente non è con un videogioco di questo tipo che si può trovare una soluzione, ma con Faith Fighter è stata lanciata una provocazione che farà di certo discutere…
Si tratta di satira religiosa, di attivismo videoludico (come si legge nel sito della Molleindustria), di blasfemia o di irriverenza? La risposta a questa domanda dipende in larga misura dalla sensibilità della gente…

7 comments
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23 Gennaio, 2008 a 20:15
sefirot2
Incrementare l’odio e la prevaricazione tra le religioni è veramente diseducativo,schifoso e pericoloso.
Questa violenza a tutti i costi ed a tutti i livelli è veramente intollerabile.
Non si tratta di censura ma semplicemente di buon senso.
Spero che tutte le industrie che producono e commercializzano questi giochi possano essere chiuse a tempo infinito.
sefirot2
24 Gennaio, 2008 a 11:40
Luca
Credo anch’io che ci sono dei casi in cui la censura, se vogliamo chiamarla così, possa divenire quasi giustificata.
Il problema resta spinoso, dal momento che viviamo in paesi in cui la libertà è un valore fondante. Ma la libertà non deve MAI scadere nell’offesa agli altri. Io non mi reputo offeso, magari una partitina la potrei anche fare, ma non credo che tutti la pensino come me.
Saluti.
Luca.
24 Gennaio, 2008 a 15:15
salpetti
@ seriot2: Non credo che questo gioco possa incrementare l’odio religioso… E’ vero, però, che potrebbe offendere o turbare qualcuno (come ho scritto nel post è relativo alla sensibilità di ciascuno).
Sarebbe meglio se la Molleindustria stesse più attenta nel produrre i suoi giochini perché sebbene il suo scopo è provocare, questa provocazione potrebbe offendere qualcuno…
Sulla chiusura a vita, io non sarei così drastico…
@ Luca: Per la verità una partitina l’ho fatta pure io…
Il problema è proprio questo: il gioco può offendere turbate qualcuno a seconda della sensibilità personale e delle credenze religiose. Lo scopo della Moleindustria è provocatorio al fine di far nascere un dibattito sul tema della tolleranza religiosa e in generale sul discorso di videogame che molto a cuore agli sviluppatori di questi giochini in flash, ma il prezzo da pagare non può consistere nell’offendere qualcuno o una religione…
25 Gennaio, 2008 a 0:33
Alianorah
Non so se lo scopo della società che ha creato questo gioco sia quello di provocare o solo di scandalizzare facendosi pubblicità con un’idea nemmeno troppo originale. Credo però che sia comunque una trovata di cattivo gusto, indelicata nei confronti di chi ha una fede; sciocca nei confronti degli agnostici o degli atei che non capisco perché dovrebbero preferire questo a tanti altri picchiaduro che sono in circolazione.
25 Gennaio, 2008 a 14:41
salpetti
In realtà, non è propio un picchiaduro classico perchè è realizzato in flash, tipo quei giochini che stanno sui cellulari… sia le grafica che il funzionamento (anche la sua realizzazione) è molto semplice e poco articolata. Rispetto agli altri picchiaduro in circolazione non regge nemmeno il paragone, nessuno lo preferirebbe a quelli già in circolazone.
Lo scopo della realizzazione del gioco, secondo me, è creare scompiglio. Così quelli di Moleindustria fanno pubblicità alla loro “causa”, fanno parlare di sè e forse fanno anche quell’opera di sensibilizzazione che si propongono.
Che poi qualcuno possa offendesi e che per questo il giochino risulta di cattivo gusto è vero…
25 Gennaio, 2008 a 15:58
Andrew
Ciao Salpetti
sono d’accordo con sefirot. Incrementare l’odio tra le religioni è veramente diseducativo e pericoloso
26 Gennaio, 2008 a 15:40
salpetti
Avete assolutamene ragione…
Cmq come ho detto a seriot, non credo che questo gioco possa incrementare l’odio religioso… E’ senza dubbio di pessimo gusto perchè può offendere la sensibilità della gente, ma credo che da qui a incrementare l’odio interreligioso c’è ne vuole…