Emergenza rifiuti: quando la spazzatura diventa una risorsa

Sulla questione dell’emergenza rifiuti si è detto tutto e il contrario di tutto, non voglio aggiungere altro sulla questione specifica. Mi voglio soffermare, invece, su un caso italiano (non bisogna arrivare in Germania per osservare “buone pratiche” in materia di smaltimento rifiuti) che ci dimostrano come la spazzatura da emergenza possa diventare una risorsa.
Ovviamente affinché la spazzatura non diventi un’emergenza è necessario innanzi tutto produrre meno rifiuti, cioè ridurre di peso e volume gli imballaggi, cosa che le aziende non hanno ancora cominciato significativamente a fare e di cui si trova poco riscontro anche nelle nostre case. Se poi a una riduzione corrispondesse anche un’attenta raccolta differenziata e un buon riciclo, i vantaggi sarebbero notevoli: si allungherebbe la vita delle materie prime, si ridurrebbero gli inquinamenti, si farebbe risparmiare energia e si tutelerebbe il paesaggio dall’apertura di nuove discariche (che puzzano, inquinano e che nessuno vuole vicino casa propria).
Fintanto che in Italia manca un’adeguata cultura della riduzione della produzione di rifiuti e di un ottimo riutilizzo di essi, si può però prendere esempio dal piccolo Comune di Peccioli (Pisa) che ha fatto di necessità virtù (ma ve ne sono altri): alla fine degli anni ’80, Peccioli ospitava una discarica che la gente del luogo come spesso accade voleva far chiudere.
L’amministrazione comunale di allora, però, ebbe un’idea di cui solo oggi se ne comprende la genialità: invece di chiudere al discarica, essa fu ampliata e di riclassificata come punto di raccolta dell’intera Toscana. La gestione della discarica fu affidata a una società il cui capitale è suddiviso tra il Comune e piccoli azionisti (poco più della metà dei cittadini del paesello ne possiede una parte). In sostanza, i cittadini ricavano degli utili dalle azioni, mentre il Comune riesce a contenere le tasse (sono tra le più basse) provvedendo alle spese correnti e anche a quelle straordinarie con i soldi derivati dagli introiti della discarica. L’impianto di smaltimento dove vengono trattati i rifiuti, inoltre, produce anche energia elettrica e vapore per il riscaldamento facendo ridurre i costi che normalmente i cittadini affrontano per i consumi energetici.
Se nel Comune toscano c’era un’emergenza rifiuti, oggi a Peccioli sono proprio i rifiuti la vera risorsa della comunità pecciolese.
E’ vero, le discariche puzzano e inquinano, ma forse se ben sfruttate possono costituire una risorsa e forse anche l’alternativa ai termovalorizzatori (inceneritori), la soluzione più in voga del momento (QUI un volantino di Beppe Grillo in cui il comico attacca fortemente la costruzione dei famigerati inceneritori e propone un’altenativa che si avvicina di molto all’esperienza pecciolese).
Insomma, finché non si arriverà a un drastico ridimensionamento della produzione dei rifiuti e fintanto che anche in Italia non si diffonda una massiccia cultura del riciclo e della raccolta differenziata, il modello-Peccioli potrebbe essere quello vincente. Di certo nel piccolo Comune toscano non c’è la Camorra, le istituzioni sono più presenti, i politici meno corrotti, lo stile di vita meno lassista e più attento al bene pubblico, ma credo che anche in Campania potrebbero esserci altre Peccioli…
bellissima la vignetta Salpetti!
http://www.diegogarciablog.blogspot.com
Andrew
12 gennaio 2008 alle 20:11
Ciao Salpetti, da giorni leggo di emergenze e dunque il tuo post in cui più che piangerci addosso si cercano soluzioni concrete mi ha piacevolmente colpito!
Ci riferisci di un interessante caso che personalmente non conoscevo ed inoltre centri un punto secondo me fondamentale: in Italia c’ é una scarsa consapevolezza del problema, che é salito alla ribalta solo recentemente, e urge una cultura del riciclo e della raccolta differenziata, come tu sottolinei.
Sono convinto che quella dell’ emergenza rifiuti sia una questione in cui la comunicazione – intesa come informazione e formazione, finalizzata a diffonedere consapevolezza e responsabilità – potrebbe e dovrebbe giocare un ruolo chiave.
simone
ilcomunicatore
ItalianBranding
simone
13 gennaio 2008 alle 16:01
@ Andrew: grazie!!! Ho cercato in lungo e in largo nel web una vignetta che fosse originale e simpatica e che desse anche un pò l’idea della situazione… Allora ci sono riuscito…
@ simone: Ho volutamente evitato di parlare del problema nello specifico e ho cercato di non piangermi addosso come fanno giornali e trasmissioi televisive….
Quello che dici tu è verissimo, in Italia manca una cultura del buon utilizzo dei rifiuti (e della diminuzione della produzione) che è presente in molti altri Paesi come la Germania. Ma come in tutte le cose che riguardano il nostro Paese, ci sono sempre punti di eccellenza affianco a “disastri” totali. Il caso di Peccioli ne è un esempio e appena ho appreso la notizia ne ho voluto parlare nel blog…
Come di tu la comunicazione gioca un ruolo importantissimo in tutta questa vicenda perché potrebbe davvero far diffondere maggiore consapevlezza e responsabilità per rafforzare il senso civico dei Campani e degli italini tutti…
Magari delle campagne di comunicazione mirate potrebbero fasr comprendere meglio il problema e fare in modo che si trovi una soluzione “pacifica”.
Un caro saluto!!!
salpetti
13 gennaio 2008 alle 16:45
Avevo sentito parlare di questo centro, un sacco di tempo fa. A volte sembra proprio che le soluzioni più semplici e a portata di mano diventino delle chimere irraggiungibili, delle imprese impossibili da portare a termine. Forse ci sono in gioco interessi poco puliti…certo è che questa faccenda puzza…in tutti i sensi.
Alianorah
14 gennaio 2008 alle 00:41
Concordo perfettamente con te, Alianorah, sopratutto sulla puzza!!!
Un caro saluto!!!
salpetti
14 gennaio 2008 alle 15:12
Anche io concordo sulla puzza in tutti i sensi
Andrew
14 gennaio 2008 alle 16:31
…comunque, tutto è bene ciò che finisce bene! il problema è stato risolto in questi giorni. Come avete già sentito parlare, i tir di spazzatura provenienti dalla campania hanno sbarcato in un piccolo porticciolo della sicilia e hanno fatto rotta verso un piccolo paesino chiamato siculiana, dove vi è una grande discarica, che per molto tempo è stata al centro dell’attenzione per svariati motivi.
Quindi, finalmente si è capito il vero ruolo della sicilia in italia: DISCARICA.
a pasquasia(altro paese siciliano nell’ennese si portano scorie radioattive e si “nascondono” più o meno palesemente in ex miniere, a siculiana la spazzatura della campania…ecc ecc ecc!
…e intanto il numero di malati di tumore aumenta vertiginosamente…non riesco a spiegarmi il perchè in altre regioni se succede qualcosa del genere la gente si ribella e in sicilia tutto rimane in silenzio…BHO!?!
teofrasteo
14 gennaio 2008 alle 17:02
guarda io sono ancora senza parole. non capisco come certi politici hanno potuto fare niente per anni e anni. è una vergogna e un schiffo, mi scaldo cosi tanto solo a pensarci che non riesco ragionare.
io gli caccerei tutti. tutti i politici che sono in quella zona da parecchi anni, perchè non hanno fatto nulla e nulla.
Lune
14 gennaio 2008 alle 17:54
Ciao Salpetti, bel post e bei commenti! Dai un’occhiata anche al post che ho scritto sull’argomento dei rifiuti sul nostro nuovo progetto, http://www.italianbranding.wordpress.com
A presto,
L.T.
Luca Taddei
14 gennaio 2008 alle 19:25
@ Andrew: ah ah ah
@ teofrasteo: caro teofrasteo, la Sicilia a quanto pare si configura come la discarica dell’Italia: scorie radioattive in provincia di Enna e spazzatura campana a Siculiana…
Per la verit anche in altre regioni arrivano rifiuti campani e da altre parti d’Italia, il problema è che in Sicilia certe cose avvengono con il placet della Mafia…
De Gennaro, il nuovo commissario straordinario per l’emergenza rifiuti, ha risolto il problema: ha tolto la spazzatura alla Camorra e l’ha data alla Mafia. In Campania forse tra poco sarà tutto ok, ma in Sicilia nascerà una nuova emergenza…
E mentre chi gestisce le discariche si arrichisce perchè i rifiuti campani vengono pagati a chi li riceve a peso d’oro, i poveri cittadini dei paesi vicio agli stabilimenti per la raccolta e la lavorazione dei rifiuti prendono malattie (anche gravi come tumori) e sono costretti a vivere in condizioni ambientali scadenti con puzza, fumi e inquinamento…
Un prete di Monteallegro (AG) aveva organizzato una protesta che, però, è svanita nel nulla sgonfiandosi come una bolla di sapone. Forse qualcuno, qualche amico degli amici, ha ordinato di smobilitare…
Tutto rimane in silenzio perchè il silenzio viene imposto dall’alto…
Ci vuole piena solidarietà con la Campania che è sommersda dai rifiuti, ma se pulire le strade di Napoli significa far arricchire certa gente, allora siamo messi proprio male…
Un caro saluto!!!
@ lune: tutto quello che è stato fatto (cioè nulla) è figlio della corruzione, della Camorra, dello scarso senso civico, dell’arte di arrangiarsi italiana a partenopea in particolare che porta a dimenticare il bene comune in favore dell’arrichimento personale e della malavita organizzata (come diceva l’amico teofrasteo, in Sicilia le discariche dove arrivano i rifiuti con molta probabilità sono gestite dai “soliti noti” che con la scusa della solidarietà alla Campania ci guadagnano. Come mai sono state scelti proprio quei siti e non altri?).
Ecco, questa è la situazione: altro che cacciare i politici, bisognerebbe propio arrestarli!!!
@ Luca: Grazie dei complimenti!!! Vado subito a dare un’occhiata…
salpetti
14 gennaio 2008 alle 22:29
Ciaooo,stò cercando di sviluppare un blog giornale in cui gli articoli sono scritti dai blogger WordPress (o al limite se non hai tempo posso scriverti io un’articolo prendendolo dal tuo blog e rimandandolo al tuo blog…).
Avrai pure la possibilità se vuoi di crearti una tua categoria chiamandola col nome del tuo blog dove inserire i tuoi articoli.
Il blog giornale nasce con l’intento di dare maggior visibilità al tuo blog e alla gente che cerca in rete la possibilità di trovare articoli di maggiore qualità in un’unico posto (visti i migliaia di blog che nascono ogni giorno…).
Se ti và uno scambio link col blog giornale contattami pure.
ti ringrazio anticipatamente e a presto
http://www.giornale.fm
ale
15 gennaio 2008 alle 16:35
Peccioli è un bell’esempio; Salerno ne è un altro. Forse bisogna solo applicare la raccolta differenziata creare sinergie con altre soluzioni come la riduzione della produzione di rifiuti e forse ancora cercare una tecnica di smaltimento innovativa che nel tempo possa sostituire in modo vincente quelle attuali.
Ceramente sono anche io contrario agli inceneritori.
Ciao!
Daniele
Daniele Verzetti, Rockpoeta
16 gennaio 2008 alle 11:11
@ Ale: vengo subito a dare un’occhiata al blog-giornale…
@ Daniele: Infatti, non sarebbe poi così difficile risolvere l’emergenza e fare in modo che essa non si ripresenti… L’unico problema è rappresentato da tutti quei elementi che frenano la corretta attuazione delle giuste norme: camorra, corruzione, scarso senso civico, istituzioni poco presenti, politici poco attenti, …
Un caro saluto!!!
salpetti
16 gennaio 2008 alle 14:28
ciao
fracesca
15 maggio 2008 alle 19:03
ciao
vc
26 maggio 2008 alle 08:50
…k merda…ciau
martina
22 maggio 2009 alle 18:29
@ francesca, vc, martina:
salpetti
23 maggio 2009 alle 15:21