
Navigando sul Web ho scoperto molti siti e molti servizi interessanti. Vi riporto alcune “scoperte” che ho fatto nel mondo del Web 2.0, ovvero in quella parte di Internet dove le parole d’ordine sono condivisione e partecipazione. Spero che possano essere utili anche a voi (anche se sono certo che molti già li conoscerete di sicuro). Il post è un po’ lungo, speriamo che abbiate la pazienza di arrivare fino in fondo…
Il Web assume, infatti, sempre più una dimensione “sociale“. Sulla base dello spirito collaborativo e di condivisione nascono, quindi, servizi quali il social bookmarking che permettono di segnalare ad altri navigatori siti ritenuti interessanti, inoltre si sviluppa sempre più la possibilità di condivisione (sharing), si avranno quindi sistemi di image sharing, video sharing, data sharing, file sharing, …. La cooperazione interviene anche nella stesura di testi (strumenti di collaborative authoring, come la celebre enciclopedia Wikipedia o di collaborative writing & word Processing, come ad esempio Google Docs). Nel Web 2.0, ovviamente, si moltiplicano anche le possibilità di mettere in contatto tra loro gli utenti (social network, blogging, communication tools di vario tipo, …).
Il social bookmarking è un servizio dove vengono resi disponibili elenchi di segnalibri (bookmark) creati dagli utenti. Questi elenchi sono liberamente consultabili e condivisibili con gli altri utenti appartenenti alla stessa comunità virtuale. La sua utilità non è tanto quella di organizzare i propri bookmark (per quello, volendo, bastano i Preferiti di Internet Explorer o i Segnalibri di Firefox), il punto è condividere la conoscenza: segnalare ad altri navigatori un sito considerato interessante, sia per motivi professionali che per motivi prettamente ludici. Le tendenze del momento, i siti più interessanti, quelli più originali, ma anche quelli più utili per una professione o per svolgere qualche attività, vengono raccolti, segnalati e condivisi.
Oltre al più noto del.icio.us, abbiamo StumbleUpon. Il servizio combina la condivisione umana delle opinioni e l’apprendimento automatico delle preferenze. Il nome StumbleUpon (”Inciampare in”) ed è dovuto al carattere parzialmente casuale della ricerca delle informazioni. Mentre un utente sta navigando normalmente può esprimere un giudizio positivo o negativo del sito che sta navigando. Automaticamente l’indirizzo del sito viene salvato nel profilo dell’utente. Se il sito non èstato segnalato da nessun altro utente, si può comporre una breve recensione del sito e segnalare l’argomento e la lingua. Il servizio fornisce quindi la possibilità di formare comunità virtuali di persone che condividono gli stessi interessi ed ogni utente è membro sia attivo che passivo della comunità.
Tutto si può condividere, anche il proprio calendario personale. Strumenti quali Google Calendar, Yahoo! Agenda, iCal, permettono di condividere la propria agenda giornaliera con altri utenti. Un calendario può essere condiviso per intero, operazione che può risultare utile quando fai parte di un gruppo con eventi condivisi, ma che può essere utile anche per segnalare eventi o attività cui si prende parte.
Nella cultura della condivisione, ovviamente non si possono non condividere le foto e i video, cioè la condivisione delle nostre esperienze. Tra le applicazioni più utilizzate di image sharing c’è sicuramente Flirk che offre un’ampia scelta di servizi. Uno degli usi più socilai, se così si può dire, l’iscrizione a qualche gruppo tematico. Nei gruppi si discute, si guardano le foto degli altri utenti e le si commenta, eventualmente si può segnare una foto nei propri preferiti, si scambiano opinioni e riflessioni. Al pari di Flirk c’è Zoto, con la sua interfaccia facile da usare e il suo funzionamento user friendly.
Il video sharing è di certo uno delgi utilizzi del Web tra i più utilizzati. Il successo di servizi quali Youtube e simili ne è la dimostrazione. Esistono anche altre applicazioni Web in grado di trasformare il Pc in un piccolo studio di regia televisiva, un live broadcasting fai da te. Uno di questi è Ustream. Il presupposto su cui si fonda è che chiunque abbia un Pc, un microfono e una webcam può creare il suo programma. Il motto di Youtube è “Broadcast Yourself“, ma esso trova piena realizzazione con Ustream e applicazioni simili (es. Mogulus che permette di creare una vera e propria emittente televisiva da condividere nel Web. Oltre alla diretta, si possono mandare in onda video presenti sul proprio pc e video di Youtube). Insomma, adesso si possono condividere anche le TV (fatte in casa in modo del tutto amatoriale) ed è veramente semplice incorporare i clip video nelle pagine Web o nei blog.
La conoscenza nel senso tradizionale del termine passa invece attraverso il collaborative authoring, il collaborative writing & word Processing e il data sharing. Testi scritti grazie alla collaborazione di più persone che vengono condivisi. Wikipedia è un esempio su tutti. Se Wikipedia ha totalmente cambiato il modo in cui veniamo a conoscenza delle cose e collaboriamo per approfondirle, PBwiki ha però fatto un passo più: da la possibilità a chiunque di creare gratuitamente un propio wiki e di condividerlo con chi si vuole, una sorta di Wikipedia personale, una per ciascun utente. Oltre a creare un wiki, si può partecipare a quelli creati dagli altri o amministrare pagine in collaborazione con altri utenti, anche se queste non sono state create da noi.
Chiunque abbia un personal computer ha usato almeno una volta un word processor. Il Web offre la possibilità di lavorare in collaborazione sugli stessi documenti. E’ questo ciò che si propone Google Docs. I documenti sono condivisibili in tempo reale tra diversi utenti, che possono perciò aprire i file, modificarli e salvarli in contemporanea. Si possono produrre documenti direttamente all’interno di Google Docs, importarli da una mail o da un preesistente file: il sistema supporta tutti i formati più diffusi di office automation e può anche salvare in diversi formati (per intenderci, file di Word, file di Excel, .pdf, ecc). Con applicazioni quali Slide share, poi, si possono condividere anche presentazioni (es. quelle create con Powerpoint).
Anche i dati possono essere condivisi e scambiati. Swivel, ad esempio, definito dai suoi fondatori come il “YouTube dei dati“, permette di inserire dati (es. formato Excel o tab), visualizzare i dati inseriti, usare i dati inseriti da altri utenti, cambiarne le modalità di visualizzazione, comparare dataset diversi alla ricerca di covariazioni. Grafici, tabelle, database, elaborazioni statistiche, non sono più solo dati su cui lavorarci da soli, ma possono diventare pubblici e condivisi.
E addirittura anche la propria libreria personale si può condividere grazie a piattaforme come aNobii finalizzata alla condivisione di pareri e idee sui libri letti o che si vorrebbe leggere. I suoi utenti catalogano, votano, raccomandano, recensiscono libri, con la possibilità di scambiare, prestare o vendere i volumi. Ci si registra carica la propria libreria con i libri letti e le relative informazioni. Navigare tra gli scaffali di libri degli altri utenti leggendo recensioni e commenti, potrebbe essere l’occasione per conoscere nuovi titoli di cui altrimenti non si sarebbe mai sentito parlare o per saperne di più su libri che si vorrebbe leggere.
Vi è poi il famigerato file sharing che ai più è noto per il peer to peer (P2P) e il download “illegale”, come ad esempio per la musica quando si viola in diritto d’autore. Ma non è solo questo: vi sono strumenti quali Last.fm che ad esempio uniscono un potente sistema di ascolto di canzoni in streaming con la condivisione di gusti su vasta scala. Il suo funzionamento si basa su un filtraggio collaborativo dei brani musicali ascoltati su Web radio. Si possono segnalare con un clic se la canzone in onda fosse gradita o meno, in modo da adattare lo stream sempre di più alle preferenze dell’ascoltatore. Last.fm è il servizio di musica online più usato. L’utilità di Last.fm è proprio la condivisione delle proprie passioni musicali con gli altri utenti che contribuiscono con i loro ascolti alla generazione di classifiche e di “consigli per l’ascolto”.
Il web offre ovviamente la possibilità di comunicare agevolmente da una parte all’altra del Globo aumentando i flussi di comunicazione (si pensi ad esempio, a Skype, a strumeti di mssaggistica immediata come Messenger, alle chat, ecc.) e non possiamo dimenticare il fenomeno sempre più rilevante dei blog di cui ho parlato spesso. Ma è nei social network che trova adesso incarnazione la cultura del web. Tra i più diffusi c’è di certo MySpace e tra quelli i più in voga del momento c’è Facebox (da poco rinominato Netlog) da non confondere con l’altrettanto popolare Facebook (che ha funzioni simili). I membri di Netlog possono creare una loro pagina web, estendere la propria rete sociale, pubblicare playlist musicali, condividere video, postare blog e unirsi a gruppi chiamati “clan”. Netlog è una summa personale della propria identità, delle proprie competenze, dei propri interessi e della propria voglia di partecipare, anche giocando. Ogni utente ha un proprio spazio dove condivide con gli altri interessi personali, musicali, fotografici, bibliografici, ecc. Tra gli altri social network più usati c’è anche il celebre Twitter, un sisterma di micro-blogging.
Ma vi sono social network finalizzati anche alla ricerca del lavoro, come LinkedIn o Neurona che permettono di rendere disponibili i propri curricula e di mettere in contatto persone che lavorano in posti diversi con vari ruoli.
Nell’era del Web 2.0, le possibilità che hanno gli utenti di produrre e scambiare contenuti, nonché di collaborare sono moltissime. Addirittura esiste anche il cosiddetto social lending (tra i siti più importanti c’è Zopa), ovvero la possibilità di scambiare denaro in prestito direttamente tra persone, senza banche e finanziarie di mezzo. Chi possiede qualcosa la presta direttamente a chi ne ha bisogno e la community regola tutti i passaggi…
Questa è solo una piccola passeggiata all’interno dello sconfinato mondo del Web 2.0. L’immagine che ne viene fuori è ovviamente parziale e incompleta. Aspetto altri suggerimenti e segnalazioni…
Insomma, le risorse sono tante, spetta a noi internauti andarle a scoprire e usarle al meglio… ![]()

15 comments
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21 Dicembre, 2007 a 23:00
Daniele Verzetti, Rockpoeta
Ne conoscevo alcuni non tutti ma l’unico che uso e vedo di più è you tube
Uso per il video che ho anche io di una mia poesia on line e vedo per i numerosi filmati che molti bloggers postano te compreso e che meritano di essere visti.
Colgo l’occasione per farti i più sentiti auguri di Buon Natale e Buone Feste a te alla tua famiglia e tutti quelli a cui legato.
Ciao Salpetti
Daniele
22 Dicembre, 2007 a 14:08
Andrew
Ne conosco solo alcuni di questi siti e servizi. Nel web ogni giorno si fanno scoperte nuove…
Ciao Salpetti e auguri
http://www.diegogarciablog.blogspot.com
22 Dicembre, 2007 a 15:48
salpetti
@ Daniele: sono infinite le possibilità offerte dal Web. Io mi sono incuriosito e ho fatto questa breve “passeggiata” scoprendone di nuovi e confermando le mie conoscenze su alcuni che già conoscevo ( come il celebre Youtube). Cmq non si finisce mai di imparare!!!
Ricambio l’augurio a te alla tua famiglia e tutti quelli a cui legato!!!
BUONE FESTE!!!
@ Andrew: è vero, navigando un po sul Web si scoprono sempre cose nuove…
Ci sono un’infinità di servizi, il problema è conoscerli vista la grande mole di possibilità a disposizione. Io mi sono incuriosito e ho fatto questa breve “passeggiata” scoprendone di nuovi e confermando le mie conoscenze su alcuni che già conoscevo…
Un caro saluto e AUGURI anche a te!!!
22 Dicembre, 2007 a 18:28
ettore
la condivisione e’ fondamentale,permette di conoscere e informarsi.Dovrebbe essere applicata a tutti i settori della societa’.
per esempio i giornali dovrebbero mettere gratuitamente i loro archivi a disposizione degli utenti,visto quello che prendono dallo stato.
il web e’ il vero esempio,a mio parere, di societa’ civile.
ciao Salpetti,buone feste
23 Dicembre, 2007 a 3:17
UMI
Bella raccolta di Web 2.0
Auguri.
23 Dicembre, 2007 a 9:18
Lune
Hai dimenticato xing, il più importante network di lavoro. Una volta si chiamava open bc.
Linkedin invece è criticato perchè non protegge abbastanza la privacy, anzi è giudicata come un istrumento che potrebbe anche danneggiare. Almeno all’estero.
Tutte queste cose sono super, se le usci perchè veramente ne hai bisogno. Ho l’impressione, che sopratutto in Italia, tanti usano certi servizi solamente per usarli e non perchè ne hanno un vero profit.
Infatti vedo anche un certo pericolo nel mettere i propri dati troppo al scoperto. Forse ci stiamo dimenticando che Internet non scorda nulla…. Personalmente preferisco un proprio sito (dunque con un server a mia scelta) con un login personale per poter dividere documenti e foto con amici e parenti. Inserirli in un servizio da te nominato, mi procurerebbe mal di testa. Non è che mi fido molto.
Come avrai notato, sono molto scettica in confronto di tutto questo hype riguardo il social network ecc. Penso che in certi rami, come nel business, può andare bene, usato con cautela. Ogni altro uso - solamente per divertimento - lo trovo - sopratutto se usato con il proprio nome e cognome come tanti fanno - una vera pazzia.
Un saluto e buon natale!
23 Dicembre, 2007 a 16:55
salpetti
@ ettore: infatti, è proprio come dici tu. Io ne sono convinto….
@ UMI: Auguri anche a te!!!!
Per la raccolta, debbo dire che ho navigato un bel po’ in lungo e in largo…
@ Lune: Xing non lo conoscevo. Non si finisce mai di imparare…
Grazie per avermi mandato l’invio, mi sono registrato, ma perfezionerò il mio profilo a giorni…
La questione della privacy e dell’uso poco consapevole del Web è un altro grande problema, forse qualche volta ci farò un post.
Un caro saluto e BUONE FESTE!!!
24 Dicembre, 2007 a 11:19
Andrea | Boober
Ciao Salpetti,
dai fammi tirare un po’ d’acqua al mio mulino. In Italia c’è un altro sito per il social lending http://www.boober.it
Due alternative alle banche sono meglio di una, no?
24 Dicembre, 2007 a 14:51
salpetti
Ciao Andrea, certo che puoi tirare acqua al tuo mulino… Se poi si tratta di social lending, meglio ancora!!!
Buone feste!!!
2 Gennaio, 2008 a 10:04
Andrea | Boober
Grazie Salpetti, gentilissimo come al soltio.
Ne approfitto per gli auguri di buon anno! Questa volta addirittura senza pubblicità.
4 Gennaio, 2008 a 15:46
salpetti
Grazie!!!!
Buon anno (senza pubblicità) anche a te!!!
6 Gennaio, 2008 a 16:16
Hamlet
ciao, secondo me alcuni progetti 2.0 come wikipedia sono eccellenti, mentre non capisco l’utilità di altri. Twitter: capisco che lo usi Obama (fa le primarie) ma una persona “normale”, che ci fa con Twitter? Quando vado dal dentista o dal supermercato mando il messaggio “Sono dal dentista” in modo che tutti lo sappiano??
C’è gente che mette su flickr tantissime foto, mi sembra di stare a guardare l’album di foto di famiglia ma senza essere invitato a casa! Evidentemente l’idea di privacy, di pubblico e privato sta cambiando e dobbiamo fare i conti con questa nuova situazione.
6 Gennaio, 2008 a 23:26
salpetti
E’ vero quello che dici: non tutte le applicazioni del Web 2.0 hanno la stessa “utilità” e sicuramente i concetti di privacy e di sfera pubblica dovranno essere ripensati…
Quello che conta, secondo me, è però la capacità che ha Internet di mettere in contatto in vari modi la gente in ogni parte del mondo favorendo partecipazione, collaborazione e al circolazione di informazioni e idee. Tutto ciò è democratico ed estemamente rivoluzionario!!!
Ciao!!! Grazie!!! A presto!!!
22 Aprile, 2008 a 11:55
absolut-desing
da quando ho letto e visto lo stile 2.0 mi e cambiato totalmente il stile di graficare vediamo adesso che succedera con la nuova tendenza grunge
un po pasticiona ma bella a vedersi
ps.ottima lista
22 Aprile, 2008 a 20:30
salpetti
Ciao absolut-desing, io non sono molto per il grunge, anche se ne adoro la spontaneità… Adoro, invece lo stile 2.0 con la sua condivisioen la il suo invito costante alla partecipazione…

Grazie per i compimenti alla lista!!!