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Ancora preti pedofili: il lupo perde il pelo ma non il vizio

con 14 commenti

Ne abbiamo parlato più volte in questo blog (tra cui QUI e QUI), adesso ne dobbiamo riparlare: si tratta del controverso rapporto tra preti e pedofilia. Un sacerdote è stato condannato dal tribunale di Siracusa ad un anno e mezzo di reclusione e al risarcimento di 2000 euro da versare a Telefono Arcobaleno, l’associazione che si occupa della tutela dell’infanzia

Il sacerdote era anche un docente universitario e l’indagine su du lui è scaturita da una serie di dettagliate denunce presentate dall’Associazione Telefono Arcobaleno. Le denunce riguardano una fitta rete internazionale dedita alla condivisione di materiale pedopornografico. La condivisione avveniva attraverso un sito in cui era possibile accedere soltanto da parte degli utenti in possesso di una password che si acquisiva pagando.

A dare notizia della sentenza è stato proprio Telefono Arcobaleno. Le indagini erano partite nel 2005: l’operazione video privé, condotta dal Nucleo Investigativo Telematico, aveva coinvolto 186 persone in tutta Italia. Tra i soggetti indagati c’erano tre sacerdoti, uno è quello condannato.

La sentenza presenta delle novità. Oltre al risarcimento e al carcere, il Tribunale ha anche disposto la vendita del computer sequestrato al prelato dopo aver distrutto tutte le immagini pedo-pornografiche rinvenute presso l’abitazione del sacerdote.

Giovanni Arena, presidente di Telefono Arcobaleno, non ha risparmiato parole dure nei confronti del condannato e delle istituzioni in seno alle quali potrebbe continuare ad operare se la Chiesa non interviene direttamente: “Non è sufficiente che la Chiesa risarcisca materialmente il danno delle vittime, come è successo e succede, se colui che ha commesso quello che è un crimine contro l’umanità, continua a praticare il proprio ufficio sacerdotale tra la gente. In Italia sono diversi i casi di sacerdoti condannati o in attesa di giudizio, da undici anni lottiamo per far emergere i casi di abuso sull’infanzia, ci confrontiamo quotidianamente con il sommerso e con la diffidenza delle vittime o di coloro che vorrebbero ma non denunciano“.

Insomma, a leggere questa notizia pare proprio che il lupo perda il pelo ma non il vizio. Ovviamente non si può e non si deve generalizzare, ma un altro prete pedofilo è stato smascherato. Staremo a vedere quale sarà la reazione della Chiesa: farà finta di niente e insabbierà tutto come al solito limitandosi a difendere la sua posizione a spada tratta in ogni caso, oppure deciderà finalmente di intervenire?
Io una risposta me la sono già data… ;-)

Scritto da salpetti

16 novembre 2007 a 19:54

14 Risposte

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  1. Quello del silenzio della Chiesa sui peccatucci (ucci si fa per dire) dei loro esponenti è un problema millenario. Da sempre le alte sfere ecclesiastiche chiudono troppe volte non uno, ma entrambi gli occhi fingendo di non vedere quanto marcio ci sia nelle loro fila o minimizzando la portata del danno. Io credo che anche per i preti, come per tutti, ci sia diritto alla riabilitazione, ma non capisco perché le condanne debbano essere sempre così lievi e così “tamponate”. Per un reato come la pedofilia, poi, non ammetto scusanti. Non c’è nulla di più perverso e contro natura che l’abuso sessuale verso i minori, e rido amaramente quando mi accorgo che la Chiesa punta l’indice verso i gay (evitando quasi completamente di prendere in considerazione il problema omosessualità anche all’interno di essa) e stende veli “pietosi” su abomini veri e propri. Ricordo una frase che mi disse una volta durante una seduta il mio ex analista (frase che forse ho già riportato, ma non è fuori luogo riproporla), uomo profondamente buono e realmente dedito al suo lavoro; si parlava dei limiti che ci si deve porre quando si svolge coerentemente la propria professione, e lui disse “Io svolgo da tanti anni questo lavoro (è anche psichiatra), ho visto decine di casi di tutti i tipi, ma c’è una cosa che proprio non riesco a superare: non riuscirei mai a prendere in cura un pedofilo; riesco a capire razionalmente che è un malato, ma la repulsione che provo mi impedirebbe di svolgere in modo corretto il mio lavoro. Per fortuna ci sono tanti validi colleghi che riescono ad occuparsene”. Ecco, se lui (e suppongo altri professionisti del campo), dottore, laico e pure un po’ ateo, riesce a riconoscere i propri limiti, dovuti alla gravità dei fatti, e ad ammettere la propria “resa”; come fanno persone che hanno scelto di dedicare la vita al bene del prossimo ad arrogarsi indiscriminatamente il diritto di decidere e a limitarsi a spostare un sacerdote pedofilo da una parrocchia all’altra, permettendo tacitamente il reiterare del crimine? Mi sono dilungata un po’, ma questo è un tema che mi sconvolge e l’ipocrisia di certi “illuminati” mi fa uscire dai gangheri.

    Alianorah

    17 novembre 2007 alle 02:04

  2. Alianora, questo tuo commento è molto profondo. Il tema della pedofilia è molto delicato e pensare poi che anche preti possano essere pedofili è sconvolgente.
    La Chiesa poi li copre sempre, fa di tutto per nascondere certi fatti e poi pretende do avere il monopolio della morale. Quello che dici tu sui gay, inatti, è l’esempio più lampante dell’ipocrisia ecclesiastica!!!
    Il tuo analista aveva dei limiti nel suo laoro, quelli di non poter avere a che fare con pedofili, i preti evidentemente certi limiti non sanno riconoscerseli…
    Un caro saluto!!!

    salpetti

    17 novembre 2007 alle 15:33

  3. Concordo in toto con te e per quanto concerne la tua doamanda finale ovviamente tutti noi conosciamo bene la risposta…. ;-) ))

    Daniele Verzetti, Rockpoeta

    17 novembre 2007 alle 18:20

  4. E sì… La risposta a questa domanda è sempre la solita: nascondere i fatti e difendere i colpevoli!!! ;-)

    salpetti

    17 novembre 2007 alle 18:47

  5. Che posso dire. E’ vergognoso!!! Mi limito a questo…

    Andrew

    18 novembre 2007 alle 11:54

  6. Si rimane proprio senza parole…
    Ancora uan volta si scopre un prete pedofilo, ma qualcuno ha sentito questa notizia in TV? Ecco: è proprio vergognoso!!!

    salpetti

    18 novembre 2007 alle 13:48

  7. Mi sono sempre chiesto perché la pedofilia-pederastia sia tanto diffusa tra i preti? Che sia in parte il risultato deviante di una sessuofobia -malattia professionale come la silicosi tra i minatori- che non trova di meglio che scaricarsi sui più deboli e quindi meno ‘minacciosi’ ragazzini? Oppure se non sia per caso che i preti pedofili scelgano la prelatura proprio perché sanno di avere a che fare con ragazzini che potranno facilmente circuire, magari ricattandoli tra la puzza di sacrestia, la segretezza e sensi di colpa da peccato mortale? Ciao

    fabrizio

    18 novembre 2007 alle 14:31

  8. Ciao Fabrizio…
    Anche io mi sono posto la stessa domanda e credo che la risposta sia composta dai 2 elementi che hai detto tu.
    Sicuramente molti pederasti (ma anche molti gay, quelli tanto vilipesi dalla Chiesa) scelgono l’abito talare per nascondere la propria devianza o per poter agire sotto copertura…
    E’ anche vero che molta gente “normale” che scopre di avere al vocazione o che per chissà quali motici si è diventata prete, non riesce a gestire bene la propria sessualità che l’abito gli impone di reprimere, ciò sfocia in atti devianti…
    Ovviamente non si può e non si deve generalizzare, ma sono sicuro che se la Chiesa smettesse di nascondere i fatti e di proteggere i colpevoli, i casi di preti pedofli o pederasti che uscirebbero allo scoperto sarebbero moltissimi.
    Un caro saluto!!! ;-)

    salpetti

    18 novembre 2007 alle 16:07

  9. la chiesa e’ repressione e i propri esponenti come i preti sono una manifestazione di questo.
    sfogano la loro sessualita’ con le persone piu’ vulnerabili e influenzabili,i bambini.
    oltre a essere uno schifo e anche un’atto di vigliaccheria inaudita.
    vuoi sfogarti,vai a prostitute,ma e’ troppo compromettente,per questo se la prendono con i bambini.
    metterli in prigione serve a poco,e’ la mentalita’ della chiesa che deve cambiare

    ettore

    18 novembre 2007 alle 17:07

  10. Caro Ettore, le tue parole sono dure, ma purtroppo in molti casi corrispondono alla verità…
    La mentalità degli uomini di Chiesa è amncora ferma la medioevo, dovrebbero capirlo che la società in cui vivono e tutt’altra rispetto a quella in cui credono di vivere!!!

    salpetti

    18 novembre 2007 alle 17:19

  11. Alianorah, trovo molto utile la tua testimonianza, mi piacerebbe poterla riportare nelle discussioni future coi miei amici.
    Ora però mi domando, come mai con tutta l’informazione multimediale che abbiamo, mai nessuno ne parla in tv o per radio?
    La cosa che trovo più grave poi è la responsabilità dei Monsignori vari che hanno l’autorità di porre fine agli abusi ed invece li lasciano perpetrare impunemente (vedi il caso di Marco Marchese).
    Ok, si può anche punire un pedofilo senza clamori mediatici, in silenzio, ma perchè far finta di nulla (anzi no, quando possibile ci si scaglia contro chi denuncia quegli abusi: parlo per esperienza diretta).

    “Perchè il Male trionfi è sufficiente che i buoni rinuncino all’Azione”
    Edmund Burke (1729-1797)

    Flaviano

    18 novembre 2007 alle 22:52

  12. Caro Flaviano, purtroppo radio e tv non possono parlare di certe cose per timore delle reazioni della Chiesa chè ha talmente potere da porre veti.
    Ovviamente ci sarebbe un ritorno di immagine migliore per i prealti se dicessero publicmente che ci sono preti che sbagliano e che sono stati punit, anzichè nascondere tutto e far finta di niente…
    Il problema è, secondo me, che la mentalità dei prelati è fera al medioevo, mente ormai siamo nel 2008 (quasi).
    Ciao!!! Grazie della tua testimonianza!!! ;-)

    salpetti

    18 novembre 2007 alle 23:39

  13. Caro ,
    SI DEVONO VERGOGNARE purtroppo radio e tv non possono parlare di certe cose per timore delle reazioni della Chiesa chè ha talmente potere da porre veti.
    Ovviamente ci sarebbe un ritorno di immagine migliore per i prealti se dicessero publicmente che ci sono preti che sbagliano e che sono stati punit, anzichè nascondere tutto e far finta di niente…
    Il problema è, secondo me, che la mentalità dei prelati è fera al medioevo, mente ormai siamo nel 2008 (quasi).
    Ciao!!! Grazie della tua testimonianza!!!

    TINDARO BARTUCCIOTT0

    23 dicembre 2009 alle 20:53

  14. In realtà siamo nel 2010, quasi!!! ;-)
    Cmq grazie per il tuo commento…

    salpetti

    24 dicembre 2009 alle 00:31


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