La tassa sulla verginità!!! ;-)

Credo che chiunque stia leggendo questo post abbia acquistato almeno una volta nella sua vita un supporto vergine per fare il backup di dati o masterizzare qualcosa. CD, DVD e tutti i supporti ottici di ogni tipo costerebbero meno se non ci fosse una sorta di tassa che la SIAE ha imposto a chi compra supporti vergini per compensare il diritto d’autore sui materiali eventualmente copiati su quei supporti (“Equo compenso” – QUI un post che spiega cos’è).
Per dirla con la SIAE: “A fronte del beneficio che il consumatore persona fisica trae dalla facoltà di “copia privata” è previsto un compenso a favore di autori, artisti e produttori”. Criticata e osteggiata da diverse associazioni di produttori di contenuti, oggetto di denunce da parte di associazioni di produttori e di consumatori, questa è una tassazione assurda perchè si fonda sul presupposto che prima o poi su un CD o un DVD vergine sarà registrato materiale protetto da copyright, come canzoni, film giochi, software, ecc. Si basa cioè su una possibilità eventuale e non su una certezza.
“Il compenso per “copia privata” – si legge nel sito della SIAE – si applica a tutti i supporti di registrazione vergini, analogici e digitali, dedicati (audio e video) e non dedicati comunque idonei alla registrazione di fonogrammi e videogrammi. Il compenso è costituito da un importo per supporto variabile in funzione della sua categoria e capacità. [...] I compensi unitari per i supporti più diffusi sono indicati nel tracciato di dichiarazione delle vendite dei supporti“.
Le associazioni dei consumatori e i produttori dei supporti ottici si auspicano da tempo che questa “tassa sulla verginità” venga abolita, ma ancora non si è fatto nulla. L’equo compenso sui supporti vergini non esiste solo in Italia, ma in tutta Europa (tranne Inghilterra e Irlanda), quindi, adesso ci si aspettava che almeno l’Unione Europea intervenisse una volta per tutte per eliminarla o ridurla. Una sostanziale modifica era stata proposta, infatti, dal commissario europeo Charlie McCreevy, ma è stata accantonata. E’ ormai ufficiale che anche la Commissione Europea è impotente dvanti alle pressioni delle case discografiche e di chi ha interessi a che i prezzi di CD e DVD vergini rimangano alti.
Seguiamo il ragionamento di Punto-Informatico per capirne un pò di più:
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L’equo compenso, odiato dai produttori di tecnologia e da quelli dei supporti di riproduzione digitale, è sostenuto dalle società di raccolta del diritto d’autore perchè rinpingua le loro casse. Ad esempio, secondo GESAC, che raccoglie 34 società di raccolta, l’ammontare di questa tassazione equivarrebbe a una cifra enorme, circa il 5% del totale delle vendite di elettronica di consumo nell’Unione.
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Moltissimi supporti non vengono utilizzati per fare copie di opere coperte da diritto d’autore, ma tutti i supporti ottici indistintamente vengono tassati nell’eventualità che questo avvenga. Tutto ciò sembra senza senso ed è un tantino illiberale e va a discapito dei consumatori e dei produttori.
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Ogni paese europeo decide per conto proprio. Ci sono paesi dove l’equo compenso è molto ridotto e altri dove è molto più elevato. In un contesto dove c’è libera circolazione di beni e persone, ciò crea una vera e propria turbativa di mercato. Tutte queste cose sono state stigmatizzate dai produttori, soprattutto da quelli italiani, che ne soffrono particolarmente perchè qui da noi l’equo compenso è molto alto: questa tassazione è, infatti, responsabile della chiusura di aziende, di importatori e di stabilimenti italiani perché i consumatori (soprattutto grazie ad Internet) si rivolgono all’estero per recuperare supporti e prodotti più economici.
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Si fomentano, inoltre, fenomeni di illegalità e si permette lo sviluppo di un “mercato grigio” alimentato da importatori che aggirano la tassa per concorrere con i prezzi europei e, di fatto, per mettere fuori gioco i distributori che seguono alla lettera la legge.
Insomma, le conseguenze negative di questa legge sono molte (di sicuro non le ho citate tutte). Se non si riesce ad eliminarecompletamente l’equo compenso, almeno l’entità di questa tassa dovrebbe essere regolata a livello europeo con una riduzione generale del costo che porti tutti i Paesi a pagare nella stessa misura livellando il prezzo verso il basso. L’idelae sarebbe ovviamente elininare questo prelievo economico insensato, ma come al solito il potere economico e politico delle lobby musicali (e non solo) fa sì che a subire le conseguenze negative del sistema siano come al solito i consumatori costretti a pagare di più. Ma anche alcuni produttori che, visto il calo delle vendite, hanno chiuso i loro stabilimenti o hanno ridotto il personale (specialmente in Italia dove la SIAE ha un introito sulla vendita di supporti vergini tra i più alti in Europa).
Ora che anche la UE si è tirata indietro, possimo dire che siamo alle solite: per continuare a far arricchire certa gente, si penalizzano sempre i meno “potenti”, cioè i consumatori e i piccoli produttori…
Assurda questa notizia. Quindi ogni volta che compro un cd o un dvd vergine, una parte del prezzo che pago va alla siae. Questa cosa c’è in tutta europa, ma in italia si paga di più.
E se io un cd lo uso per metterci le cose mie, tipo la tesi, i miei appunti universitari, ecc pago lo stesso una soprattassa?
In italia non c’è una cosa che funziona, paghiamo tutto sempre di più rispetto all’europa, anche le tasse assurde senza senso.
siciliano
11 Novembre, 2007 alle 16:44
caro siciliano, la vicenda si svolge proprio come l’hai ricostruta tu. L’equo compenso che già è un prelievo economico senza senso, che fa alzare il prezzo dei supporti vergini e che crea scompensi nel mercato europeo, qui da noi è molto alto e quindi ci penalizza di più sia in termini so costi dei suppoerti otici e sia per ciò che concerne le piccole imprese produttrici o di distribuzione. Le società per il diritto d’autore e ovviamente la SIAE italiana prima di tutto, fanno pressioni affinchè le cose restino come sono e il loro potere è tale che non si può fare nulla nonostante le proteste delle associazioni di consumatori e dei produtori…
salpetti
11 Novembre, 2007 alle 21:34
Tanto per gradire, quando c’è da pagare siamo sempre in cima alle classifiche europee!
Alianorah
12 Novembre, 2007 alle 0:30
Notizia scandalosa dato che la tassa si applica a prescindere da quello che tu incididerai su quel cd vergine o dvd.
Una delle tante incongruenze del nostro Paese.
Grazie delle belle parole che hai sempre quando passi dal mio blog e dei tuoi commenti sempre originali e di assoluto spessore.
Daniele
Daniele Verzetti, Rockpoeta
12 Novembre, 2007 alle 3:21
@ Alianorah: hai proprio ragione…. In Italia siamo sempre i primi, ma solo quando c’è da pagare!!! Per le cose positive stimo sempre dopo la metà delle classifiche, se non alla fine!!!
@ Daniele: infatti questa legge non ha alcun senso, ma le lobby del diritto d’autore prima hanno fatto di tutto per farla promulgare e ora fanno di tuto per non falr eliminare o modificare. In Italia, poi ci va male perchè qui si paga molto di più che in altri paesi…
Per quanto riguarda i commenti al tuo post, devo dirti che è sempre un piacere leggerti e che gli apprezzamenti che scrivo coprono solo una piccola percentuale del tuo talento!!!
Un caro saluto!!!
salpetti
12 Novembre, 2007 alle 10:12
non è possibile…e se io volessi fare un backup,xke devo pagare una tassa per qualcosa diinsicuro?? che ladri!!
http://www.mark-be.blogspot.com
IL BLOG DELLA SIMPATIA
marco
13 Novembre, 2007 alle 19:40
E sì… sembra una tuffa, ma è la realtà.
Ecco perchè l’equo compenso è insensato e perchè noi italiani che paghiamo di più siamo doppiamente fregati!!!
Ciao!!! A presto!!!
salpetti
13 Novembre, 2007 alle 23:09
Ogni volta che compro un cd o un dvd vergine, una parte del prezzo che pago va alla siae.Incredibile….
http://www.diegogarciablog.blogspot.com
andrew
14 Novembre, 2007 alle 14:18
Incredibile ma vero…
Purtroppo le cose vanno così. Capito che storia!!!
salpetti
14 Novembre, 2007 alle 16:55