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BLOGGERS FOR BURMA: UNITI PER LA BIRMANIA

con 12 commenti

Ho partecipato molto volentieri all’iniziativa lanciata da Daniele Verzetti del blog L’Agorà del Rockpoeta per realizzare un post comune formato da diversi penseri di vari bloggers su quello che sta accadendo in Birmania. Oggi, in contemporanea, tutti i partecipanti stiamo postando sui nostri blog il post che abbiamo realizzato (in basso trovate i link ai blog dei partecipanti). Ecco il post:

Chi sono i Bloggers for Burma? Sono 16 bloggers che vogliono far sentire la loro voce a sostegno di chi lotta pacificamente per la libertà. O, forse, solo 16 pazzi utopici che credono ancora che i diritti umani e la democrazia siano e debbano essere dei valori cardine del mondo di oggi e di quello di domani. Queste le nostre parole:

“I diritti umani, la libertà e la democrazia sono la linfa della società in cui noi viviamo. Diritti acquisiti e forse un po’ scontati per quelli nati, come me, dopo la nascita della Repubblica che ne hanno sentito il profumo nell’aria, per la prima volta, inspirata.

I diritti umani, la libertà e la democrazia sono, invece, per molti popoli concetti astratti di cui è persino vietato parlare. Per il Popolo Birmano una ragione valida per farsi massacrare.

Pacificamente, senza opporre resistenza.

In tempi di fanatismi religiosi che costano vite innocenti e minacciano i fondamenti della società civile, i monaci buddisti si uniscono al loro Popolo per chiedere il rispetto della loro grandissima dignità di uomini, di cittadini.

Non lasciamo che la loro giusta e onorevole protesta resti confinata in una piccola regione del mondo. I diritti umani, la libertà e la democrazia devono essere patrimonio di tutta l’umanità.

E perciò in un abbraccio mondiale gridiamo: “Free Burma!”

ArabaFenice

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“Non entro in argomentazioni socio-politiche essendoci sicuramente persone più competenti e preparate del sottoscritto a farlo.

Preferisco soffermarmi su quelle che sono le sensazioni e analizzare l’incedere di questi accadimenti.

Spero tanto di sbagliarmi ma le trovo molto simili a quelle già vissute per il Darfur.

Un’ondata iniziale di sdegno, accompagnata da immagini crude (si pensi all’esecuzione di quel giornalista o ai monaci investiti dai camion militari senza troppi complimenti!), da notizie che facevano crescere sempre di più l’angoscia, da una preoccupazione sempre crescente per quelle popolazioni. All’inizio aperture di Tg, radio, prime pagine dei quotidiani ed oggi invece? … Oggi niente di più di qualche trafiletto “riempitivo” nell’home page di qualche sito e nulla più. Al radiogiornale delle 8.30 neanche menzione. Aldilà di tutte le parole e le elucubrazioni che si possono fare relativamente alla vicenda, la mia preoccupazione è che però stavolta non ci si dimentichi di loro perchè quando si comincia a dimenticare chi soffre si diventa complici dei loro aguzzini!”

Chit.

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“Quando la mattina, aprendo gli occhi, sancisco la nascita di un nuovo giorno, ringrazio chi di dovere per questo dono.

Quando, attraverso i giorni che si susseguono, sono artefice della mia vita e del mio destino, ringrazio i miei Avi.

Li ringrazio per il dono che mi hanno fatto. Li ringrazio per la libertà di cui oggi godo.

Ogni giorno che passa, ogni istante che vivo, mi rendo conto della fortuna che ho. Sono un uomo libero.

Non per tutti è così. Il popolo della Birmania, guidato dai monaci buddisti, lotta per la libertà.

E’ una lotta fatta attraverso la parola, attraverso la pace. Parole di libertà e di pace che si scontrano contro armi e intolleranza.

Diamo un’eco a quelle parole. Non lasciamoli soli. Insieme si può. Libero uomo in libero Stato”.

Davideelle

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“Finchè ci saranno uomini di guerra pronti a colpire, soffocare, uccidere ed imprigionare uomini di pace, noi ci saremo ad additarli, a condannarli, a non dimenticare.

Contro tutti i regimi di ogni colore urliamo l’urgenza di vedere la Birmania libera.

Finazio.

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Una comunità internazionale “distratta” in tutti questi anni ha ampiamente ignorato la Birmania e quello che vi succedeva.

In pochi hanno però ignorato le possibilità economiche che offre questo paese.

Non è un mistero che, a dispetto delle condanne ufficiali, fra i maggiori investitori in Birmania ci siano Francia, USA e Gran Bretagna.

Compiamo tutti un gesto concreto per aiutare il popolo birmano.

Chiediamo con forza che l’Unione Europea applichi sanzioni economiche severe; nel frattempo ognuno faccia un piccolo significativo gesto boicottando le multinazionali che sfruttano le risorse energetiche del paese”.

Franca.

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“Abbiamo imparato qualcosa da Piazza Tien an men? I monaci birmani, oggi, da soli non possono farcela.

Siamo noi, quelli che non verranno incarcerati o torturati se protestiamo, che dobbiamo aiutarli a liberarsi della dittatura che soffoca il loro desiderio di libertà.

Restiamo uniti per la Birmania e non dimentichiamola”.

Luca.

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“I Paesi Democratici di tutto il mondo non possono tacere sulle nefande azioni repressive dell’attuale governo birmano. Ci vogliono azioni concrete a sostegno della popolazione oppressa.

La diplomazia da sola non basta a salvaguardare il rispetto dei diritti umani, tanto più in questo caso dove le relazioni di opportunità tra governi sembrano prevalere sulla salvaguardia dei diritti umani fondamentali”.

Mariad.

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“Quello che accade in Myanmar, ma noi preferiamo parlare di ex-Birmania, è la palese dimostrazione che la libertà di parola e di manifestazione del proprio pensiero, come è nel diritto di ogni essere umano, è continuamente minata e minacciata da chi usa e abusa del suo potere.

Il nostro contributo vuole essere perciò una sorta di marcia che simbolicamente avviene di pari passo assieme a quella degli straordinari monaci birmani e dei tanti cittadini che con ammirevole forza e determinazione hanno deciso di non arrendersi e sono scesi pacificamente in piazza per opporsi alla dittatura e affermare con coraggio i valori della democrazia e della libertà. Un sacrificio per un grande e nobile ideale che sta avendo però degli orribili risvolti di dura e inaudita repressione e violenza che stanno superando il varco dei crimini contro l’umanità.

Noi scegliamo di dare voce al loro urlo soffocato da meschini e sanguinari criminali. Noi siamo con loro.

Il nostro è perciò un grido che vuole e deve andare al di là di qualunque interesse economico, oltre qualunque pregiudizio culturale e politico.

Aiutaci anche tu.

Diamo voce al gesto dei monaci birmani…alla loro libertà. Alla pace”.

Mimmo.

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“Marciando in silenzio

abbiamo fatto sentire la nostra voce

Ora tocca agli altri gridare”

Osteria dei Satiri

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“La Libertà e la Democrazia sono dei valori assoluti, nessun fucile o manganello potranno mai soffocarli.

Aldo Moro diceva ai suoi sequestratori: -”se mi ucciderete farete di me un Martire della Democrazia”.

La Storia diede ragione a Moro, il suo sacrificio divenne un martirio in nome della Libertà e divenne la Tomba Politica del Terrorismo Brigatista!!!

Il popolo birmano grazie ai suoi martiri vincerà la tirannia militare, il sacrificio dei monaci e del popolo è stato un esempio mondiale e ha acquisito una Forza Politica molto importante per la democrazia e la libertà della Birmania”.

Polis.

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“Quando un Paese non è una grande potenza, non ha una forza economica sufficiente, viene da una storia di occupazione e sfruttamento coloniale, chi lo può difendere dagli appetiti degli Stati “avanzati” o emergenti?

Quando un popolo non ha mai conosciuto la democrazia, o ha visto soffocare la sua breve stagione di democrazia perchè il leader che si era scelto non era quello gradito a chi decide le sorti del mondo, chi lo può aiutare?

Quando qualcuno di quel popolo e di quel Paese riesce a trovare la forza ed il coraggio di esporre la propria vita al rischio di vedersela strappare, pur di risvegliare le coscienze e di interrompere una tirannia ultradecennale, sopportata e supportata da interessi economici esterni, chi può fargli sentire che non è solo?

Per noi che la democrazia la conosciamo e la viviamo, è un dovere morale non tacere su ciò che succede in Birmania, come in Darfur.

Per uno Stato come l’Italia e per un’entità come l’Unione Europea dovrebbe essere un dovere

premere in ogni modo per porre fine alla dittatura, anche con misure plateali.

Io vorrei che l’Italia desse un segnale fortissimo a chi sta lottando per liberarsi, boicottando le Olimpiadi di Pechino”.

Raser

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“Non riesco a trattenere le lacrime, le parole non escono, vorrei aggiungere solo una citazione che mi accompagna da sempre e che ho scolpito nel cuore; mi ha sempre guidata, come un maestro:

Libertà vo cercando, ch’è sì cara, come sa chi per lei vita rifiuta.

Dante Alighieri

Cercando in rete mi rendo conto che non abita solo il mio cuore

http://www.flickr.com/photos/barbarageraci/1442930561/

Remyna in preghiera”.

Remyna

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“Da bambino mi piaceva ambientare le mie fantasie di principesse e castelli suntuosi, elefanti giganti e monaci che lottano contro le tigri, in Birmania.

Non sapevo esattamente dove fosse collocato geograficamente quel paese e questo toglieva ogni limite alla mia fantasia.

Ora sono diventato grande, ho imparato esattamente dove si trova la Birmania. Tra confini delineati con il sangue e la violenza.

Sogno che i bambini, nati sotto la dittatura militare, il prima possibile tornino, a loro volta, a fare sogni di luoghi incantati, sotto un cielo di riacquisita libertà”.

Richard Gekko

————————————–

Non si muore soltanto quando si cessa di vivere, ma anche quando il terrore invade l’esistenza quotidiana, e la possibilità d’esprimere liberamente le proprie opinioni viene brutalmente stroncata.

Nessuno ha il diritto d’uccidere la libertà altrui.

Romina

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E’ impensabile che nel III millennio ci siano ancora posti dove vengono calpestati i diritti umani e dove non c’è libertà, ma purtroppo è così.

Quello che stà succedendo nell’ex Birmania lo dimostra. L’esempio dei monaci è da seguire: la democrazia esce dai monasteri che sono da sempre espressione di moralità, tradizione, cultura.

Spero che il popolo birmano riesca nel suo intento di liberarsi dal regime in modo non-violento con l’ausilio della sola forza di risorse apparentemente intangibili come moralità, cultura, conoscenza, informazione libera, ma che però sono i veri pilastri di un sistema democratico.

I monaci, con la loro protesta pacifica, sono convinti che la democrazia potrà essere ristabilita senza lotte violente o spargimento di sangue.

Auspico che abbiano ragione e che si possa concludere tutto nel migliore dei modi pacificamente. Per far questo occorre far sì che non si distolga l’attenzione da ciò che accade da quelle parti e fare pressioni affinché la Comunità internazionale non si dimentichi di loro; a telecamere spente si possono compiere crimini orribili.

Non smettiamo di parlare del Burma, della sua storia e di quello che sta accadendo. Noi, insieme ai blogger di tutto il Mondo possiamo davvero rappresentare un grande aiuto per il popolo birmano. FREE BURMA!!!

Salpetti.

—————————————–

Never Alone

Aria acre

pungente

odora di zolfo

puzza di stantio.

Cenere avvolge

I cieli morenti di Rangoon

Vuoto, Deserto, Nulla Assoluto,

Riempiono con suono assordante

luoghi un tempo vivi

Allietati dal silenzio

E da raggi di sole arancione in preghiera.

Ed ecco un altro Tibet

Un altro Cile

Un’altra Cambogia

Un altro Darfur

Un altro Nazismo.

Ecco altro odio.

E questo mio tenue respiro

Per non lasciarvi soli MAI!

Daniele Verzetti, Rockpoeta.

——————————–

Come avrete potuto osservare leggendoci, tanti modi diversi di sentire e raccontare questa tragedia, ma in gola, ciascuno di noi, ha un solo urlo: FREE BURMA!

F.to: BLOGGERS FOR BURMA.

BLOGGERS FOR BURMA are:

(rigorosamente in ordine alfabetico di nick e di apparizione nel post)

Anna Maria Stufano, “ArabaFenice” del blog “Non solo Giovinazzo”

http://nonsologiovinazzo.blogspot.com

Claudio Chittaro, “Chit”, de “Il Blog di Chit”

http://www.chitblog.net/?

Davide Longo, “Davideelle” del blog “Bar Mario”

http://davideelle.blogspot.com/

Ignazio Finizio, “Finazio”, del blog “Finazio, la musica che gira intorno”

http://finazio.blogspot.com

Franca Bassani, “Franca” del blog “Francamente”

http://franca-bassani.blogspot.com/

Luca Zerbato, “Luca” del blog “Libero di pensare”

http://liberodipensare.blogspot.com

Maria D’Ordia, “Mariad” del blog ” Non solo sogni”

http://mariad-nonsolosogni.blogspot.com

Mimmo, del blog “Cliccare Mimmo”

http://mimmoworld.blogspot.com/

Max, “Osteria dei Satiri” del blog omonimo: “Osteria dei Satiri”

http://osteriadeisatiri.blogspot.com/

Francesco Spallacci, “Polis” del blog omonimo “Polis”

http://polisfs.blogspot.com/

Stefano Ravasio, “Raser” del blog omonimo “Raser”

http://raser.ilcannocchiale.it/

Marina Remi, “Remyna” del blog “Remyna’s blog”

http://marinaremi.wordpress.com

Richard Gekko, del blog “Parole di un maniaco omicida”

http://richardgekko.altervista.org/

Romina, stesso nick, del blog “Intersezioni”

http://intersezioni.awardspace.com/

Salpetti, stesso nick, del blog “La forza del blogging”

http://salpetti.wordpress.com

Daniele Verzetti, “Rockpoeta” del blog “L’agorà”

http://agoradelrockpoeta.blogspot.com

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12 Risposte

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  1. Grazie Salpetti!!!!!!!

    PS: ho afatto un errore

    Il Blog di Marina Remi ha questo indirizzo: http://marinaremi.wordpress.com

    Se puoi correggere la parte dove non ha il link nella firma in basso di Bloggers for Burma mi fai un gran piacere.

    Sono davvero contento, dimostrare che si può agire compatti per un grande ideale come la libertà mi fa ancora credere che le cose possono cambiare

    Grazie
    Daniele

    Daniele Verzetti, Rockpoeta

    8 ottobre 2007 alle 17:38

  2. Daniele, non mi devi ringraziare…. Anche io sono convinto che la libertà sia un bene prezioso e che solo la condivsione di idee, conoscenze e informazoni sia il mezzo per poterla conquistare pacificamente.
    Vado subito a correggere il link.
    A presto!!! ;-)

    salpetti

    8 ottobre 2007 alle 18:34

  3. Da sempre il silenzio degli innocenti è il più inascoltato pur essendo quello che grida più forte. In una società dove chi alza di più la voce è leader, è da eroi cercare di vincere con i sussurri. Non faccio parte dei 16 “materialmente”, permettimi di essere con voi con l’intenzione e il pensiero :-) .

    Alianora

    8 ottobre 2007 alle 23:21

  4. Cara Alianora, questo tuo commento potrebbe benissimo essere lo slogan dei 16 blogger che hanno raccolto la proposta del Rockpoeta. Non sei tra i sedici, ma queste tue parole sono più incisive di tutte le 16 riflessioni messe insieme…
    Un caro saluto!!!

    salpetti

    8 ottobre 2007 alle 23:51

  5. Sei sempre molto generoso nei miei confronti. Buonanotte :-)

    Alianora

    9 ottobre 2007 alle 00:33

  6. Per Alianora: Un modo per darci una mano e e sentirti pienamente partecipe ci sarebbe.

    Chiederemo in giro ad altri blog nostri amici e non se desidereranno pubblicare integralmente come lo vedi qui, da me e da tutti gli altri bloggers che hanno aderito all’iniziativa, questo nostro post.

    Spero dirai sì :-) ))

    Daniele

    Daniele Verzetti, Rockpoeta

    9 ottobre 2007 alle 00:58

  7. Alianorah, ho letto il tuo commento da me e ti rispondo subito: ogni blog anche “leggero”(?) o che parla di cose personali del blogger sarà una sede appropriata.

    Più persone leveranno alte la loro voce e più forte sarà il grido di pace e di voglia di libertà che tutti potranno udire.

    PS:ho un mac e non riesco a postare sulla tua piattaforma ecco perchè ti ho risposto sia qui che sul mio blog

    Grazie per quello che fai per questa iniziativa
    Daniele

    Daniele Verzetti, Rockpoeta

    9 ottobre 2007 alle 01:53

  8. Franca, meglio sua figlia, ha proposto di provare ad inviare una mail a giornali politici ecc.., per sensibilizzarli su questa iniziativa e renderli edotti di cosa abbiamo fatto.

    Volevo al riguardo esprimere anche da te il mio parere al riguardo:

    Concordo con Franca anche se non so quanta visibilità e ascolto avremo.

    Credo sia necessaria una mail unitaria proprio come unitario è stato il nostro post. Un testo standard più o meno adattabile a tutti di poche righe e con rinvio al post.

    Decidendo a favore della mail ai pezzi grossi, potremmo riportare chi sono i Bloggers for Burma e poi scrivere nella mail tutti i blog che ci hanno dato appoggio esterno ossia hanno pubblicato il nostro post sul loro blog.

    Il tutto condito da poche brevi righe per spiegare chi siamo.

    Nel mentre ho creato su yahoo la mail:

    bloggersforburma@yahoo.it

    Attende solo di essere usata :-) ))

    Io proporrei, come ho già detto, una mail unitaria ovviamente per darci maggiore forza e compattezza

    Daniele Verzetti, Rockpoeta

    9 ottobre 2007 alle 11:43

  9. errata corrige:
    per chi usa flickr) scusate ho segnalato il link sbagliato, il vero riferimento è questo:
    http://www.flickr.com/photos/openspacecreativity/1443433622/
    per iscriversi al gruppo invece clickare qui:
    http://www.flickr.com/groups/531398@N23/

    remyna

    9 ottobre 2007 alle 11:57

  10. @ Alianora: figurati, ho detto solo quello che penso!!! ;-)

    @ Daniele: l’idea della figlia di Franca non è male, il problema è raggiungere qualcuno che si interessi seriamente al nostro progetto e che ci dia visibilità nell’ambiente giusto. Questo, secondo me, è molto difficile, ma tentar non nuoce…

    @ remyna: Grazie per la rettifica…

    salpetti

    9 ottobre 2007 alle 19:42

  11. Ashin Kovida (monaco Birmano)

    Mahmoud Hakamian (esponente resistenza Iraniana)

    Dechen Dolkar (rappresentante donne Tibetane)

    GUIDERANNO LA

    II MARCIA INTERNAZIONALE
    PER LA LIBERTA’

    IN BIRMANIA – IRAN – TIBET

    ROMA – 24 OTTOBRE – ORE 14
    da P.zza Bocca della Verità a P.zza Navona

    L’Associazione di cultura liberale SOCIETA’ LIBERA, non schierata a fianco di nessun attore della quotidianità politica, da tempo

    indirizza la sua attività verso iniziative tese ad esaltare la salvaguardia del principio di Libertà intesa come diritto individuale e di

    autodeterminazione dei Popoli.

    Coerente con la sua concezione del Liberalismo, da interpretare essenzialmente come responsabilità individuale, promuove

    questa marcia silenziosa per amplificare l’impegno di chi, in varie parti del mondo, lotta per la libertà.

    MARIA PERRONE

    22 ottobre 2009 alle 12:23

  12. Maria, grazie per l’informazione…

    salpetti

    24 ottobre 2009 alle 12:41


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