
Il terrorismo internazionale è purtroppo un problema che ci riguarda tutti. Gli sventati attentati a Londra di pochi giorni fa ne sono l’ultimo esempio. A tal proposito, il commissario europeo con delega per la Giustizia, Franco Frattini, ha detto che “I terroristi continueranno sempre a provarci, sta a noi arrivare prima“, pertanto l’Unione Europea sta preparando un nuovo pacchetto anti-terrorismo che presenterà nei prossimi mesi.
Fin qui non ci sarebbe niente da ridire se non fosse che le nuove norme in materia di antiterrorismo riguardano anche Internet e, in nome della sicurezza, si vuole proporre in Europa un meccanismo simile a quello adoperato in Cina per praticare la censura sul Web. Il fine giustifica i mezzi o si sta rischiando di rovinare la natura democratica di Internet?
Per oscurare le pagine ospitate su server europei bastano le leggi degli stati membri (il sito dell’orgoglio pedofilo ne è un esempio), il problema rimane per tutte le pagine che risiedono in altri Paesi, per le quali sarebbe necessario un intervento dei provider, ovvero di quelle compagnie che ci permettono di accedere a Internet. Se chi ci permette di andare in Rete intervenisse impedendo sistematicamente di raggiungere certi indirizzi IP, allora l’accesso a certi siti indicati dai governi sarebbe praticamente impossibile. Ma se in Cina fanno ciò per praticare la censura (QUI si spiega come avviene la censura cinese online, detta “Grande muraglia digitale”), da noi ciò si farebbe per prevenire il terrorismo. A questo punto sorgono però dei dubbi…
I primi ad avere qualcosa da ridire sulla leicità di queso provvedimento sono stati gli inglesi sostenendo che ciò va contro la natura di Internet perchè questo va contro la libertà di espressione e che non è compito dei provider monitorare il traffico in Rete. ISPA, l’associazione dei provider britannici, si è detta pronta ad opporsi a qualsiasi tentativo di rendere responsabili gli ISP del contenuto criminale disponibile in Rete. Secondo un portavoce dell’organizzazione, i provider “non sono editori, non hanno alcun controllo sul materiale posto sui loro server da terzi“.
Ma poi, chi decide quali siti censurare e quali no? Secondo quali criteri? E se un giorno si adoperasse questo sistema per praticare forme di censura come quelle cinesi? E con la privacy, come la mettiamo? Frattini ha risposto indirettamente a tutte queste domande in una intervista, riportando l’esempio dei siti che insegnano a produrre bombe in modo artigianale. “Semplicemente non dovrebbe essere possibile permettere alle persone di insegnare in rete come costruire una bomba. [...] Tutto questo non ha niente a che vedere con la libertà di espressione. [...] Troppo spesso scopriamo siti che contengono tutte le istruzioni per la creazione di una bomba“.
In effetti, non è dificile imbattersi in un sito che spiega come costruire ordigni (questo è uno dei tanti, ma cercando su un motore di ricerca se ne trovano centinaia), ma ciò non giustifica il fatto che l’Europa debba operare come fa il governo illiberale della Cina. Il rischio è, secondo me, che in nome dell’antiterrosrismo si introducano nella gestione dei siti Web dei meccanismi che potrebbero condizionare il principio democratico che sottostà alla Rete, limitando la libertà di espressione che è propio un punto di forza di Internet.
Ovviamente il problema del terrorismo è serio e richiede un intervento. Il pericolo che il Web possa diventare un mezzo utilizzato dai terroristi per scambiarsi messaggi e informazioni che potrebbero minare la sicurezza internazionale è concreto. Ma questo è un rischio insito nel fatto che Internet è un medium del tutto libero. Non bisogna, quindi, secondo me, predisporre meccanismi censori o di selezione, ma vigilare il più possibile affinchè certi comportamenti pericolosi vengano arginati in qualche modo.
Mi rendo conto che il problema è molto complesso e di non facile risoluzione, ma operare meccanismo censori simili a quelli adoperati per mettere a tacere i dissidenti e imporre una visione distorta della realtà utilizzati dalla Cina, mi sembra troppo richioso per la libertà di espressione. Faccio un esempio per far capire da dover nascono le mie preoccupazioni: questi meccanismi di prevenzione al terrorismo ovviamente non riguardano la televisione perchè lì c’è un controllo ex-ante. Non tutti possono avere accesso all TV, ci sono dei meccanismi di selezione. In Rete, invece, chiunque può avere un proprio punto di presenza (i blog ne sono un esempio e non a caso sono tra le pagine Web più censurate in Cina - QUI una rassegna sulla censura online in Cina). Tramite il Web chiunque può partecipare al dibattito pubblico e ciò comporta un aumento della libertà di espressione. Introdurre dei meccanismi di controllo ex-ante anche in Internet (sebbene per un fine nobile), andrebbe in ogni caso contro la sua natura democratica… Io la penso così, voi che ne pensate?

19 comments
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8 Luglio, 2007 a 14:24
Luca
Caro Salpetti, ciò che dici è un interessante spunto di riflessione per tutti.
Anzitutto, però, vorrei farti una semplice domanda: quanto labile è il confine tra la definizione di internet come ambiente democratico per eccellenza e quella di ambiente anarchico?
Pensaci bene, ognuno ha accesso ad Internet, ognuno può aprirsi un blog e dire ciò che gli pare (a parte in Cina, ovviamente, ma quello è un discorso a sè), senza nessun ostacolo. Lo facciamo anche io e te nel nostro piccolo. Il problema è proprio quando si comincia ad infrangere la legge. Perchè se è vero che io nel mio e tu nel tuo spazio di libertà possiamo criticare senza problemi governanti e imprenditori, letterine e calciatori (che bella rima… :D) possiamo anche metterci ad inneggiare al nazifascismo o alla jihad. Che poi sono un pò la stessa cosa.
Fatto sta che il confine secondo me è labilissimo. Giusto deplorare la censura, ma fino a che punto siamo disposti a rischiare? Io, personalmente non ho niente da nascondere, perciò se vogliono passare il mio blog ai raggi X non mi opporrò. Se una persona ha la coscienza a posto, credo che non abbia nulla da temere. Se invece in qualche mio post avessi spiegato come si fabbrica una bomba o quali sono i metodi migliori per farsi saltare in aria ad una fermata del tram e fare il maggior numero di morti possibile, allora sì che avrei qualcosa da temere.
Mi pare però che si debba parlare di censura ex-post, non ex-ante. Soprattutto tenendo conto del fatto che il recente caso del Boy Love Day è stato un successo a metà. É stato oscurato qui in Italia, ma dopo qualche ora era possibile accedervi facendo un giro un pò più lungo. E allora forse qualche controllino in più, onestamente non mi sembra così grave.
Se poi l’ISPA non ha niente di più intelligente da dire che loro non possono controllare quello che c’è scritto nei siti, mi domando che esista a fare quell’associazione. Se non controllano loro, se non si assumono loro le responsabilità, chi dovrebbe farlo? Io? Tu? Il cane del pignattaro? E che l’ISPA non venga a raccontarci la storia dell’orso sulla privacy, che non sta nè in cielo nè in terra. Se uno infrange la legge, se uno vuole far saltar per aria la Tour Eiffel o San Pietro, non ha diritto alla privacy. Se invece dai controlli emerge che il controllato non a fatto nulla di illegale, allora si cancellino i suoi dati personali e avanti col prossimo.
Davvero, mi pare che certe volte, in nome della libertà e della democrazia si assista ad una deresponsabilizzazione, ad uno scaricabarile che non porta da nessuna parte. E che anzi è molto pericolosa.
Buona domenica!
Luca.
8 Luglio, 2007 a 15:57
salpetti
Caro Luca, buona domenica anche a te!!!
Effettivamente il problema che tu sollevi è molto concreto. Il confine tra libertà e anarchia è molto labile. Ci vuole pochissimo affinchè uno spazio libero diventi uno spazio adperato per fini sovversivi o terroristici. Io, infatti, non sono contro ogno forma di censura a prescindere perchè andrei contro la libertà. Essere liberi, infatti, non significa essere senza regole e l’assenza di regole (anarchia) porta al caos e alla confusione facendo mischiare le carte in gioco e ostacolando la libertà di espressione stessa.
Sono però contro questo pacchetto di norme antiterrorismo in Internet perchè credo che introducano dei meccanismi di controllo ex.ante. Questo non va bene…
Se io in questo blog pubblico una cosa che può permettere ad un gruppo di terroristi di far saltae in aria San Pietro, allora questo blog deve essere chiuso. Nessuno, però, deve dire che salpetti non può avere un blog perchè potrebbe scriver cose che vanno contro la legge. Metti caso che io sia un dissidente di un regime, con questo sistema (che è quello cinese), il governo si garantirebbe un monopolio dell’infrmazione. Il rischio è, allora, che introdurre certe norme possa innescare un meccanismo perverso che seppur nato per difendere gli utenti e la cittadinanza, finisce per limitare la libertà di espressione.
Io, quindi, sono per un buon controllo ex-post che non violi la privacy, ma mai per un controllo aprioristico come quello del governo illiberale cinese!!!
La privacy è un problema delicato, tu hai detto che hai la coscienza a post e che se ti controllano il blog non hai nulla di che temere. Ma se controllassero sistermaticamente tutti i blog, credi che ci sarebe la stessa libertà? Pensi che un blogger scriverebbe una cosa contro il governo in carica allo stesso modo di come la scriverebbe sapendo di restare nell’anonimato? Sempre in Cina, chiunque apra n blog deve comunicarlo al governo con tanto di documenti di riconoscimento. Se un blogger parla di cucina, di moda, di sport, va bene, ma se volesse accusare il governo, pensi che lo farebbe tranquillamente sapendo che la poizia sa chi è e dove abita? anche questo è un problema complesso…
Il compito dell’ISPA, come anche quello dei provider italiani, non è quello di controllare cosa scrive o pubblica la gente nei siti, ma di controllare che tutti possano postare e pubblicare. I providere si occupano di garantire che il trafico sia regolare, che poi all’interno di qul traffico passano dati terroristici, sovversivi, anarchici, oppure che vi passino ricette, lodo per un calciatore, gossip sulle veline o anche attacchi contro i governi illiberali, non gli importa.
E’ questo il nodo del problema: tutti devono poter accedere allo stesso modo al traffico senza limitazione, quello che pubblicano èaffari loro. Allora, si ripresenta il problema della privacy, della libertà di espressione e del controllo ex-ante o ex-post.
Il problema è complesso e di certo non sarò io a risolvero, ma sono sicure che introdurre in europa meccanismi che vengono usati allo stesso modo da governi illiberali sia sbagliato. Frattini potrebbe andare su Google e scrivere “come si fa una bomba” e poi intervenire se trova siti che infarangono le regole, ma non può impedire a nessuno aprioristicamente di non pubblicare qualcosa. Se la libertà di espressone in Rete è talmente elevata da rendere Internet il medium più libero in assoluto, al tempo stesso questa potenzialità può trasformarsi in un punto critico (Boy Love Day docet). Come fare a risolvere il problema? La soluzione è difficlissima, ma la censura preventiva non ha mai risotlto nulla….
Ciao!!! Grazie!!! A presto!!!
9 Luglio, 2007 a 11:43
luigibio
io mi chiedo da dove nasca questa idea…
infatti già immagino il portale terroristi.net dove in prima pagina c’è l’aggiornamento sull’ultimo attentato messo a segno, la pagina sul kit del perfetto terrorista, il forum con il dibattito sul come e dove organizzare il prossimo attentato…
volgio dire.. se la mafia non utilizzava manco il telefono ma i pizzini ci aspettiamo che i terroristi facciano diversamente o vogliamo impedire la vendita e detenzione di post-it?
quanto al come si fa una bomba o un’arma… si tratta di conoscenze tecniche e scientifiche: un qualunque studente di ingegneria chimica potrebbe far saltare un ponte al giorno con quello che studia, ma non per questo si chiudono le università..
dalle mie parti esistono tante fabbriche di fuochi artificiali ufficiali, di quelle con tutti i permessi e le licenze: il personale sa tutto su come maneggiare materiali esplosivi: devono fare una richiesta al Ministero degli Interni prima di avere un’indirizzo e-mail?
forse non è che chi ci governa è troppo vecchio e lontano dalla realtà per conoscere questo mezzo di comunicazione e lo teme?
Non è magari questo un modo per imporre delle limitazioni alla rete, qualcosa magari come le limitazioni geografiche dei DVD, con un fine commerciale che magari oggi non è evidente?
Non lo so!
Cmq sono allineato con la vs idea che la censura non può essere preventiva! se qualcuno pubblica un qualcosa per cui ci sono gli estremi della illegalità secondo me si può agire contro quella cosa specifica, ma se sullo stesso sito pubblica poesie d’amore… perchè mi si dovrebbe impedire di leggerle?
9 Luglio, 2007 a 17:13
salpetti
luigiblo, hai perfettamente ragione. Come darti torto!!!
E’ molto probabile che la politica sia ancora molto distante dalla realtà e che ancora non abbia capito cos’è e come funziona Internet. Non c’è altra spiegazione, se non una proposta del genere non avrebbe senso. Copiare dalla Cina, poi…
E’ ovvio che i terrorist non sponsorizzano il proprio sito. E’ emblematico il vaso del sito dell’orgoglio pedofilo: hanno chiuso il sito e loro lo hanno rimesso in rete attraverso dei link segreti nascosti in appositi siti civetta che solo qulli del giro conoscevano…
Non ci sarà mai terroristi.net e nemmeno un http://www.ammazziamo.Frattini.it. A pensar male ci si trova bene, recitas un vecchio proverbio e credo che supporre un secondo fine lagato all’iniziativa non sia tanto distante dalla realtà. Anche se l’ipotesi più plausibile è che politici non hanno capito niente di Internet!!!
La censura non può essere preventiva, deve intervenire solo quando si violea la legge. Solo nei paesi illiberali o dittatoriali si pratica la censura ex-ante e la Ue copiando dalla Cina, ci si sta avvicinando!!!!
Cmq bella la battutta sui post-it, credo che te la copierò!!!
Un saluto!!! Grazie!!! A presto!!!
9 Luglio, 2007 a 20:28
sc
sono i provider
9 Luglio, 2007 a 20:38
sc
ups. partito troppo veloce
stavo per dire: sono i provider che in prima linea devono assicurarsi che nei loro siti non ci sia materiale pedofilo, nazista ecc.
poi ci sono quelli che ti vendono il dominio che ti fanno firmare che con il tuo sito non vai contro la legge.
poi ci sono le istituzioni statali che controllano e censurano certe pagine (al meno all’estero, in Italia non so).
poi ci sono delle istituzioni mezze private che controllano i media e segnalano al stato abbusi.
io personalmente credo che questi controlli in EUROPA bastino. il problema inizia quando uno si fa un sito negli USA e da gli fa propaganda nazista. Siccome agli americani non gli frega di più, gli è permesso (infatti ci sono abbastanza nazisti li che girano conciati come Hitler).
La mia proposta sarebbe questa:
se in Europa hanno deciso che le pagine in cui descrivono come costruire una bomba non deve esser scritta, allora
a) deve esser censurata in Europa
b) deve esser fatto il modo che anche se e hosted negli USA quella pagina in Europa non si deve vedere.
Penso che sia una mazza via tra salpetti e Luca…. perchè L’Europa non fara mai leggi cosi drastiche da mettere in pericolo la democrazia: perchè?
ci sono la Francia e la Spagna!
In Germania Schaeuble (Ministro per la sicurezza interna, è rimasto in sedia rotelle dopo che gli hanno sparato qualche anno fa ad una manifestazione) ha proposto di proibire a chi è sospetto di terrorismo di accedere a cellulare a internet. a parte che mi sembra difficile da controllare, questa proposta non mi da molta fiduccia.
penso che una democrazia secura online si può mantenere solo se tutte le istituzioni sopra nominate collabarano.
un saluto.
9 Luglio, 2007 a 23:05
salpetti
sc, effettivamente la Rete non è del tutto anarchica e sregolata. Come dici tu, ci soo degglio rgani e delle istituzioni che ciascuno per la propia parte monitora, vigiola e controlla il traffico Internet. Non bisogna, allora, introdurre misure censorie che poi, secondo me, si rivelerebbero inutili e sortirebbero l’effetto contrario, ovvero il proliferare di siti “clandestini”, ma bisogna far funzionare bene quello che già esiste. La collaborazione e la sinergia tra provider, fornitori di domini, istituti vari ecc., sia il miglior modo per cpmbattere il terrorismo online senza ricorrere a strumenti così lontani dalla nostra cultura liberale, ovvero quelli utilizzati in Cina per zittire i dissidenti e far sì che certe informazioni non circolino… Non è un problema francese o spagnolo oppure tedesco, il problema è quello dell’ottimizzazione dell’esistente!
Ciao!!! Grazie dell’interessante commento ricco di spunti di riflessione!!! A presto!!!
10 Luglio, 2007 a 0:06
Anonimo
10 Luglio, 2007 a 11:29
Daniele Verzetti, Rockpoeta
Ci stanno provando in ogni modo e con ogni pretesto. Hanno paura di internet.
L’ultima scusa é quella del terrorismo. Forse farebero meglio a risolvere la crisi in quei luoghi, fare un’opera vera di prevenzione e un intervento attento ad aiutare la parte moderata e libera (che non é poca ed é soprattutto costituita a mio avviso dalle donne) del mondo arabo.
Se anche blocassero internet attraverso questi nuovi “sistemi”, il terrorismo troverebbe altre vie e mezzi per comunicare e sarebbe solo la libertà di espressione a rimetterci.
Vogliono solo soffocare la nostra voce.
10 Luglio, 2007 a 15:48
salpetti
Caro Daniele, hai proprio ragione. l poteri hano paura di Internet (un pò perchè non lo capiscono e come ogni cosa che non si conosce si teme e un pò perchè è un medium troppo libero), quindi, cercano di soffocarlo. Ma ciò non è facile lecitamente occorrono misure coercitive illiberali. in Europa (che non è la Cina) queste misure illiberali si possono applicare solo sfruttando al scia emotiva del terrorismo. Così come Bush ha potuto fare qualsisa i cosa industurbato sfruttando la scia emotica dell’11 settembre, così in Europa dopo i falliti attentati di Londra si sta cercando di introdurre questo pacchetto anti-democratico sfruttando l’ontata di emotività che ne è conseguita. Non sarà facile far passare questi leggi e anche se passassero, non sartà facile farlre rispettare…
Per ciò che riguarda il vero terrorismo, sicuramente se smettessero di prevenirlo bombardando e uccidendo otterrebbero più risultati di reprimere e soprimere. Il dialogo e la comprensone reciproca sono più utili delle dure contrapposizioni senza possibilità di confronto democratico. Noi diciamo che i cattivi sono loro e imponiamo leggi restrittive (quando non bombardiamo), loro dicono che i cattivi siamo noi e fanno attentati. Gli antichi romani dicevano: “virtus in media stat”, chi avrà ragione?
Ciao!!! A presto!!!
10 Luglio, 2007 a 19:40
sc
penso che sia più in pericolo la democrazia della stampa stampata che quella di internet.
perchè internet è libero, i giornali personaggi come Berlusconi se gli comprano.
dunque mi sembra essagerato pensare che “hanno” paura della nostra voce….
salutone.
10 Luglio, 2007 a 23:30
salpetti
Sc, ho visto che hai aperto un blog tuo, complimenti!!!
Il problema è proprio quello che dici tu. I giornali se li comprano, mentre non possono comprare i blog. Dato per assodato che i media tadizionali non sono liberi, l’unico medium libero e democratico resta la Rete. Ecco perchè qualcuno inizia a pensare modi per controllare influenzare il dibatito pubblico su Internet. Magari non hanno paura della nostra voce, ma qualcosa si sta muovendo in senso negativo…
Che la stampa e la tv siano di parte e poco liberi lo si sa, che internet è incomntrollabile fa paura!!!
Ciao!!! Grazie!!! A presto!!!
11 Luglio, 2007 a 0:00
sc
ma non è mica il primo! :O cmq grazie per i complimenti, anche se non ho capito per cosa
riguardo quello che dici: si, hai certamente ragione, ma non vedo la situazione cosi pericolosa e drammatica come la dipingete voi. o forse io certe paure semplicemente non le ho…
L’internet rimarrà libera. Almeno in Europa. Fidati.
un saluto.
11 Luglio, 2007 a 1:27
salpetti
Che Internet rimarrà libera non c’è dubbio. In primis perchè è molto difficile controllare al rete con la sola normativa senza usare misure coercitive illiberali come avviene in Cina, poi perchè credo che le norme proposte da Frattini in merito alla censura preventiva da parte degli ISP non potrannoi passare mai al Parlamento europeo se non altro perchè le proteste da parte degli internauti sarebbero così forti da far desistere qualunque parlamentare a votarle…
La situazione oggi non è pericolosa e drammatica, ma già il solo fatto che si vogliono appicare norme simili a quelle vigenti nell’illiberale Cina in materia di pubblicazione del materiale online dovrebbe far riflettere…
Un saluto anche a te e grazie per i tuoi commenti sempre interessanti e ricchi di spunti di riflessione…
ps1. A chi apre un nuovo blog si fanno i complimentoi per la scelta del tema (il tuo è molto elegante), per la presentazione (ben fatta), per l’impaginazione (ottima scelta), per i primi post (quello sulle donne finte è molto interessante), ecc, ecc. Io mi riferivo a questo…
ps2. ho lasciato un commento nel tuo blog con un link ad un video. Se già non l’avevi visto, creo che ti piacrà moltissimo…
11 Luglio, 2007 a 11:08
Normanno
Se solo la politica si potesse limitare ad oscurare i siti terroristici… I blog di Piero Ricca è stato sequestrato per aver offesa il buon Emilio Fede…
http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=67349
… No comment
11 Luglio, 2007 a 11:38
sc
ok ok
M’arrendo!
buon mercoledi
ps: grazie per complimenti allora
11 Luglio, 2007 a 12:00
salpetti
X Normanno: avevo già letto ieri sera la notizia su punto-informatico. Se già fanno quueste cose con le leggi vigenti, figurati cosa potrebbero fare se avessero delle leggi ad Hoc dalla loro parte: assurdo!!!
Forse farò un post sulla censura del blog di Ricca…
X sc: ovviamente non voglio convincere nessuno, io dico solo come la penso. Ciascuno è poi libero di essere d’accordo o meno. Questo è uno spazo totalmente libero…
Per i complimenti, figurati!!! E’ stato un piacere far un giretto nel tuo nuovo blog. Buon mercoledì anche a te!!!
12 Luglio, 2007 a 8:32
Anarchico di Carrara
(L’anarchia gli anarchici son cosa nobile ..) cos’ha fatto detto Ricca di cosi tanto sovverversivo ?? ha risposto ad un insulto a uno sputo ha anche detto quello che milioni di persone pensano di Emilio Fede e di rete4 .. chi d’insulti fersisce d’insulti perisce Il Fede sono anni che fa una sorta di cosa chiamata telegiornale dove offende il mondo intero .. sarà un tg anarchico ? ma sarà un tg ? Senza tante speculazoni e masturbazioni cerebrali mi pare evidente che c’è arroganza censurara astio .. nulla più
il nuovo sito di Milano Libera http://www.quimilanolibera.net/
12 Luglio, 2007 a 16:34
salpetti
Purtroppo i potenti sono arroganti. Censurare il post di Ricca è stata propio un’arroganza. Purtroppo chi non ha le capacità, le qualità e le competenze per poter agire, si nasconde dietro l’autorità. E’ il caso di Fede che vedendosi insulato per cose vere (tutti gli italiano pensano di Fede quello che gli è stato detto ds Ricca), anzichè difenderso con dignità rispondendo realizzando un Tg serio e facendo trasferire Rete 4 sul satellite come per legge, ha risposto con arroganza censurando il blog di Ricca. Sono d’accordisimo con te!!!
Grazie per la segnalazione del sito. A presto!!!