Digital divide nostrano e democrazia: in Italia l’ADSL costa di più!

Come ripeto spesso nei miei post, anche perchè è la filosofia che sottostà a questo blog, la Rete è uno strumento che contiene in sè un potenziale democratico inestimabile e gli esempi del video della BBC che trasmetterà Santoro Giovedì prossimo o la notizia che Marcello Dell’Utri è stato condannato in secondo grado a 2 anni di reclusione e ciò, eccetto poche eccezioni, non è stato detto nè in TV, nè nei giornali, sono rappresentativi di questo fenomeno.
In una democrazia liberale, i cittadini dovrebbero essere il più informati possibile per poter decidere consapevolmente. In Italia sappiamo che ciò spesso non avviene perchè i media sono in qualche modo condizionati dai poteri (economici: es. editori - politici: es. pressioni politiche - ideologici: es. Vaticano). Ai cittadini, allora, non resta atro che riversare il proprio bisogno di informazione online, ma a questo punto tra i vari problemi che si presentano c’è quello del digital divide.
Con il termine digital divide si fa riferimento al divario informativo fra chi ha accesso al computer e a Internet e chi non ce l’ha, e in generale, fra chi ha accesso alle nuove tecnologie e chi non ne ha la possibilità per vari motivi .
“Divario digitale” è un termine che racchiude in sè molte differenze: il divario fra chi possiede computer recenti e veloci e chi utilizza computer obsoleti; fra chi ha conoscenze informatiche e chi non ne ha; fra chi può sfruttare connessioni veloci e chi non può farlo; fra chi paga molto per connettersi e chi paga poco, ecc, ecc.
Per non parlare poi del divario digitale globale, inteso come divario fra il livello di informazione disponibile ai cittadini del Nord del mondo rispetto a quelli del Sud attraverso l’accesso alle moderne tecnologie. Questa situazione è molto rischiosa perchè potrebbe portare ad un ulteriore incremento del divario economico fra le due aree del globo.
Premesso tutto ciò, veniamo alla notizia del giorno correlata al digital divide: l’ADSL italiana è la più costosa d’Europa!!!
Un’inchiesta di Altroconsumo ha rilevato come in Italia, rispetto a Belgio, Francia, Germania, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito e Spagna, i contratti di connettività siano più costosi (QUI il grafico di confroto tra i prezzi italiani e quelli degli altri paesi). Una delle cause più rilevanti di questo fenomeno è il fatto che nel nostro Paese la concorrenza continua a essere praticamente assente e Telecom Italia continua a farla da padrone.
Leggendo questa notizia non ho potuto fare a meno di fare un’amara considerazione: in Italia non solo abbiamo i media mainstream che non forniscono un’informazine del tutto completa (secondo la classifica di Freedom House sulla libertà di informazione, l’Italia stà al 79esimo posto – a parimerito con la Repubblica del Botswana! – ed è indicata come partly free), ma i cittadini vengono discriminati anche per ciò che concerne l’accesso alla Rete dove l’informazione potrebbe essere in un certo senso più libera.
Ma forse qualcosa sta cambiando, non che stia aumentando la libertà di informazione, ma è probabile che si abbassino i prezzi dell’ADSL e forse finalmente, fatto salvo il problema dell’alfabetizzazione informatica e i costi dei PC, i cittadini italiani potranno accedere a quelle informazioni di cui vengono privati da TV e giornali, o potranno approfondire fatti che vengono esposti solo parzialmente. L’Agcom, infatti, questo mercoledì ha approvato una delibera che secondo Altroconsumo (che ha presentato i risultati della comparazione tra le tariffe europee) potrebbe apportare benefici significativi sul mercato italiano. La delibera dell’Agcom permetterà – almeno sulla carta – di cambiare radicalmente il panorama dell’ADSL in Italia. D’ora in avanti gli ISP (Internet Service Provider) alternativi a Telecom potranno offrire una banda più ampia rispetto al passato e accedere alla Rete a costi più bassi di quelli vigenti. Questo provvidemento dovrebbe innanzitutto portare maggiore concorrenza e, si pensa, costi più bassi per gli utenti finali [QUI maggiori dettagli].
Staremo a vedere…
Nell’attesa di sapere se la direttiva Bitstream (così si chiama la direttiva varata dall’Agcom) darà i frutti sperati, mi è venuto in mente un vecchio proverbio che dice: CORNUTI E MAZZIATI!!!
Ho letto anche io – proprio oggi – del progetto sul sito dell’Autorità delle telecomunicazioni. Interessante, speriamo che non rimangano parole al vento, secondo una tipica usanta nostrana.
La democrazia si comporta come i liquidi: assume di volta in volta la forma di ciò che “la contiene”; oggigiorno il suo contenitore è la rete, la tecnologia che vi è dietro, i provvedimenti che la rendono effettiva e disponibile ai molti.
p.s, mi son permesso di inserire il tuo blog tra i miei link, lo trovo interessante e ben fatto: insomma da leggere.
Spero non sia un problema.
Valentino Scatigna
26 Maggio, 2007 alle 12:13
Ciao Valentino, figurati!!! Sono contento che ni hai inserito nel tuo blogroll, quali probemi!!!
Anzi, nche io ti inserico nel mio….
Interessante la tua uguaglianza: democrazia=liquido/contenitore=rete. E’ una metafora molto esplicativa del anche mio pensiero. Credo che te la rubero, posso?
A presto!!!!
salpetti
26 Maggio, 2007 alle 15:06
Mi casa es tu casa!
Valentino Scatigna
26 Maggio, 2007 alle 15:43
non c’è altro da aggiungere, sotto certi punti di vista in Italia siamo tristemente indietro anni luce…. e me ne vergogno! Internet, per citare il Grillo, dev’essere “un diritto alla nascita”..!!
Andrea
29 Maggio, 2007 alle 18:32
In italia siamo proprio indietro e la cosa ncora più triste è che non si fa nulla per migliorare. I governi passano e i problemi restano!!!
Anche io sono un fan di Grillo: Internet deve essere un diritto!!! ,-)
Ciao!!! Grazie della visita e A presto!!!
salpetti
29 Maggio, 2007 alle 18:43