Preti pedofili: Santoro contro la Chiesa!!!
Ne aveva parlato Beppe Grillo nel suo blog qualche giorno fa, adesso è scoppiata la polemica. Si tratta di un documentario agghiacciante della BBC in cui si spiega come la Chiesa cerchi di occultare i reati sessuali (leggi pedofilia) e in cui si accusa il cardinal Ratzinger (oggi papa Benedetto XVI) di essere direttamente coinvolto nella copertura dei responsabili di tali nefandezze, in particolare per delle vicende accadute negli Usa, in Irlanda e in Brasile.Il video è già presente online da tempo (è andao in onda sulla BBC nell’ottobre del 2006), ma adesso Michele Santoro vorrebbe trasmetterlo durante una puntata del suo pogramma. Per far ciò, Santoro non può utilizzare il video che circola in Internet e che, tra l’altro, è stato sottotitolato in italiano da Bispensiero, ma deve aquistare i diritti dalla BBC.Il video che si intitola Sex Crimes and the Vatican (Crimini sessuali e Vaticano), parla della Crimen sollicitationis, ovvero un documento emesso nel 1962 dalla Congregazione per la Dottrina della Fede (la versione riveduta e corretta della Santa Inquisizione) e approvato da Papa Giovanni XXIII che stabiliva la procedura da seguire secondo il diritto canonico nelle cause di sollicitatio ad turpia (dal latino: “provocazione a cose turpi” – in pratica, il documento si riferisce a tutti quei casi in cui un uomo di Chiesa è accusato di usare il suo sacramento per fare avances sessuali ai penitenti o commettere azioni turpi quali stupri o sesso con animali). La BBC ha presentato anche le testimomianze di alcune vittime che all’epoca dei fatti erano bambini e altri casi in cui la Chiesa ha protetto i colpevoli di tali reati e ha impedito che essi si venissero a sapere.
Il garante dell’applicazione delle direttive presenti nella Crimen sollicitationis fu alcuni anni la sua promulgazione Benedetto XVI, all’epoca dei fatti ancora cardinale Joseph Ratzinger che fece di tutto per nascondere questi scandali e che, eletto Papa, secondo la BBC avrebbe ancor di più favorito l’impunità dei preti pedofili sebbene la Crimen sollicitationis fosse stata formalmente abolita nel 2001.
Tornando a Santoro, lui è il direttore editoriale della sua trasmissine, pertanto non ha bisogno di particolari autorizzazioni per aquistare il video (che la CEI ha bollato come un’infame calunnia e che costerebbe circa 20.000 euro) e pare che le procedure stiano facendo il loro corso…
Il problema in Italia, come al solito, non è il pluralismo informativo, bensì la censura preventiva. Così, per evitare che la RAI trasmetta qualcosa che possa dar fastidio al Vaticano, Mario Landolfi (AN) che è l’attuale presidente della Commissione di Vigilanza della RAI ha fatto pressioni su Claudio Cappon, il Diretore generale, affinchè blocchi l’iniziativa di Santoro. Tutto ciò ha scatenato la polemica. C’è chi parla di censura preventiva, chi difende la Chiesa sostenendo che adesso la faziosità di Santoro ha raggiunto l’apice, chi parla di vendetta santoriana nei confronti del Family day, chi dice che queste accuse contro la Chiesa sono false, ecc, ecc, ecc. [QUI trovate una rassegna stampa sull'argomento].
Al di là delle polemiche, secondo me, il focus della vicenda è il problema della libertà di informazione. In Rete è possibile raggiungere un pluralismo delle fonti tale da veder rappresentati tutti i punti di vista, mentre nei media tradizionali, i poteri interferiscono sempre sulla libera circolazione delle informazioni. Soprattutto per quanto riguarda il Vaticano che è sempre pronto ad occultare le notizie ad esso sgradite (pare anche in casi gravi come quelli della pedofilia). Anche se a me Santoro non sta paticolarmente simpatico, questa volta spero che riesca a trasmettere il video per far sì che esso arrivi anche al grande pubblico.
Per quanto riguarda i terribili fatti raccontati nel documentario, è bene che si apra un dibattito. Una democrazia libera dovrebbe fondarsi proprio sul confronto e sul dibattito. Spetta poi al cittadino decidere liberamente dopo aver confrontato i diversi punti di vista. La Chiesa avrà modo di smentire, rettificare e controbattere, ma non può pretendere che avvenga una censura preventiva perchè ciò è anti-democratico. In Italia purtoppo spesso non funziona così…
In attesa di sapere come andrà a finire, consoliamoci con la Rete dove le informazioni girano. Il video in questione è quello che stà ad inizio post, mentre QUI trovate la testimonianza di un ragazzo siciliano che ha subito abusi sessuali in seminario e che è stato perseguitato dalla Curia e QUI c’è un servizio delle Iene sui preti pedofili.
> AGGIORNAMENTO: Alla fine Santoro ha trasmesso il video durante la puntata del 31 maggio.
Grazie per il tuo commento sul mio misero blog.. hai spiegato alla perfezione ciò che intendevo dire. In Italia si nascondono troppe cose e noi come cittadini italiani abbiamo il diritto di SAPERE e di poter dire la nostra. Non si va contro la Chiesa, ma si cerca di capire la Chiesa. Non si condanna la Chiesa, ma le diamo la possibilità di spiegare. NOI non mandiamo nessuno al rogo.. Santoro inviterà sicuramente qualche esponente della Chiesa.. e spero che finalmente qualcuno si presenterà! e’ giusto aprire un dibattito. Io non creo in Dio, e penso che siamo tutti, compresi i preti, dei semplici e miseri esseri umani. E come esseri umani non siamo perfetti, e sbagliamo. Si condanna alla Chiesa il fatto che è pronta a puntar il dito sugli altri, a dare commenti e giudizi.. perchè noi non possiamo fare altrettanto? E gli diamo anche la possibilità di difendersi.. Con questo chiudo.. Grazie ancora
Anonimo
22 Maggio, 2007 alle 10:55
Non ho scritto il nome..
Monica
22 Maggio, 2007 alle 10:56
Preferico rispondere sul tuo (interessante) blog, al commenteo che hai lasiato su “Parlare aiuta, scrivere consola.”
Hai pienamente ragione, i new media sono una grande forza democraica in grado di dare voce alle diverse epressioni di pensiero. La diffusione dell’inchiesta della BBC attraversole reti televisive, rappresenterebbe sicuramente un momento di apertura della chiesa e paradossalmente l’ammissione delle colpe personali potrebbe dare nuova luce ad un istutuzione che – in Italia – ha perso nel tempo aderenza con la società civile.
Non sono del tutto sicuro che, qualora venga reso pubblico il documentario, ci sarebbe un dialogo tra le parti, perchè troppo vicine le dichiarazioni di Bagnasco in merito alle eventuali consegueze dell’apprvazione dei DICO: accusare lo Stato italiano di contribuire al dilagare di depravazioni quali pedofilia e incesto, e venire accusati – a pochi giorni di distanza – degli stessi fatti, sarebbeuna situazione non facile da gestire.
Aspettiamo e vediamo cosa succede.
Valentino Scatigna
22 Maggio, 2007 alle 11:25
Come ho scritto nel mio commento al post di Dragor, sono perfettamente d’accordo con quanto da lei espresso nel suo post.
Concordo con la posizione di apertura e di disponibilità al confronto, ma anche con lo scetticismo espresso dal sig. Scatigna.
Oltre che, ovviamente, con la constatazione del problema di libertà di stampa qui in Italia.
Internet inteso come “fonte di informazione” è una realtà di cui solo una minoranza si avvale.
Il grande pubblico dipende ancora alla TV.
Comunque, aspettiamo l’evolversi della vicenda.
Zia Elena
zia Elena
22 Maggio, 2007 alle 11:35
X Monica: grazie a te per essere passata di qui. Il punto è proprio questo, come dicevo nel post. I cittdini devono sapere e confrontare le diverse fonti, in seguito saranno liberi di decidere. Questa decisione non sarà libera o sarà condizionata e parziale se le informazioni in loro possesso sono parziali. I media a cui spetta il compito di informare spesso sono “collusi” con i poteri e tendono a nascondere alcune cose o mettee roppo in evidenza altre. Internet permette un pluralismo utopico al di fuori della Rete che può diventare overload informativo, ma se non fosse pr il Web, alcune cose non verrebbero mai alla luce.
X Valentino Scatigna: Effetivamente il rischio di una strumentalizzazione c’è. Soprattutto perchè il video dovrebbe essere trasmesso da Santoro che non ha proprio la fama di essere obiettivo e imparziale. Tuttavia, credo che cme sia avvenuto ad esempio con il codice Da Vinci tanto ostacolato dalla Chiesa, è possibile che grazie a questa vicenda si cominci ad indagare sul serio e a iniziare a parlarne di più. Sul fatto che l’istituzione eclesiastica abbia perso adernza con al società civile non sono tanto d’accordo e la gente presente al family day ne è una testimonianza (purtroppo). Ovviamente non ci resta che aspettare e vedere come andrà a finire… Grazie per essere passato da qui e per i complimenti…
X zia Elena: é vero che il grande publico dipende dalla TV e che solo una minoranza si avvale di Internet come “fonte di informazione”, per questo motivo sono convinto che una commistione di generi possa in un certo senso appagare quel bisogno di informazione dei cittadini che spesso resta insoluto fruendo dei canali tradizionali. Nessuno ha potuto vedere il vido trasmesso dalla BBC, ma su Google Video, YouTube e simili, esso è uno dei più cliccati: questo ci dimostra come la Rete possa essere in certi casi uno strumenti iper-pluralistico di informazione, soprattutto in un paese come l’Italia dove, come si è detto, esiste un problema di libertà d stampa.Che adesso questo stesso video passi in tv, secondo me, è un fatto positivo (fatti salvi i rischi di cui si parlava sopra). Grazie per essere passata di qui….
salpetti
22 Maggio, 2007 alle 13:19
Ho forti dubbi sul successo del Family Day.
Ti spiego.
La partecipazione della gente, sicuramente elevata, non è direttamente proporzionale al numero di persone che partecipano attivamente alla vita parrocchiale. Potrebbe sembrare un dato incongruente, ma non si può scegliere – se ci si dice cristiano praticante – di essere attivi solo quando l’emergenza chiama. Certo non bisogna sottuvalutare il pensiero di quanti si dicono fedeli, e sono effettivamente tali, ma vedo nel Family Day un’abile mossa politica, più che una sentita partecipazione della società civile.
Bisogna comunque rispettare ciò che è stato.
valentino Scatigna
22 Maggio, 2007 alle 14:38
Sul rispetto di ciò che c’è stato, non ci sono dubbi. Ciascuno è libero di fare le proprie scelte senza essere criticato. E’ anche vero che il family day si è trasformato in parte in uno strumento politico.
Quello che volevo dire è che la Chiesa è sì un istituto slegato dal contesto storico-sociale attuale (io direi addirittura anacronistico quando si pone in u certo modo, es. etichettarecome terrorista Rivera) e che quindi, come dici tu ha perso aderenza con la società civile, ma non bisogna trascurare l’influenza che la Chiesa può avere nel condizionare le scelte e i movimenti di una grossa parte dell’opinione pubblica, a prescindee dai motivi (per fede, per convenienza, per timore, per tradizione, …).
salpetti
22 Maggio, 2007 alle 14:49
Io credo che la Chiesa non ha PERSO aderenza con la società civile, la Chiesa vuole stare al di fuori della società. Vuole continuare ad essere una Stato, un impero che si governa da solo, che ha delle leggi proprie. Mischiandosi con la società non sarebbe possibile. non sarebbe possibile nascondere assolutamente nulla e il potere della chiesa finirebbe. Il problema è che si intromettono spesso e volentieri in questioni importanti per il popolo. Se state bene attenti, loro intervengono solo in determinate occasioni.. Aborto.. contraccezione.. persone omossessuali.. DICO.. tutte queste cose fanno perdere potere e soldi alla Chiesa! Se le persone smettono di sposarsi, di fare figli.. quanto potere perde la Chiesa? Hanno impiccato Saddam Hussein.. io penso che nessuno meriti di venire ucciso.. per di più impiccato! Il papa ha detto qualcosa? Io non l’ho sentito..
Monica
22 Maggio, 2007 alle 16:03
Monica, debbo dire che la tua riflessione è davvero intessante…
Effettivamente un potee può essere mantenuto e gestito solo mantendendo l’accesso ad esso riservato. Se la Chiesa si aprisse alla società civile, finirebbe per perdere il suo aspetto elitario che ne rafforzano il potere (forse è per questo chei preti non si sposano!).
C’è da riflettere su quello che hai scritto….
Grazie ancora per essere passata da qui….
salpetti
22 Maggio, 2007 alle 16:49
Il problema, a mio modo di vedere, sta nel fatto che si è diffusa una sorta di fede a-critica, che vede nella legge della chiesa un ulteriore dogma in cui credere e a cui obbedire, e non il prodotto di una riflessione dell’uomo, che per sua natura è oggetto di interessi particolari, per quanto giusti.
La chiesa è sicuramente depositaria della parola di Dio (per quanti credono), istituzione che ha il compito di diffonderla e renderla comprensibile agli uomini. Questo fa si che possa far leva sulla sua influenza, intervenendo di vlta in volta nelle questioni che la vedono contrapposta ad un’altra istituzione altrettanto potente come lo Stato; sicura che i suoi apelli trovino sostenitori in tutti cloro che oltre ad essere cittadini (dello stato) sono credenti (della chiesa). Del resto tutte le istituzioni sono delle organizzazioni, e in quanto tali, hanno un fine, e una struttura da preservare nel tempo: è ineviabile che l chiesa cerchi di preservare se stessa.
Ringrazio questo blog, il suo creatore, e quanti partecipano alla discussione, per questa occasione di democrazia, che trova nello scontro dialettico, la sua forza maggiore.
Valentino Scatigna
22 Maggio, 2007 alle 17:38
Grazie per i complimenti di Valentino e grazie a tutti quelli che partecipano a questa discusione anche da parte mia.
Io non sono per lo scontro, in nessun caso. Per me la discussione dmocratica viene prima di tutto. Ognuno avrà le sue idee, l’importnte è non presentarle come una Verità assoluta: il rispetto degli altri prima di tutto.
Entrando nel vivo della questione, le parole di Valentino mi hanno spinto a fare uan riflessione: secondo me sono tre le macro categorie di potere presenti in ogni società: politica, economia e ideologia.
Alla politia possimo ricondurre i partiti , lo Stato, ecc. All’economia tutte le strutture economiche e all’ideologia la Chiesa (ma anche i sindacati, i gruppi di pressione, ecc. ecc.).
Queste tre forme di potere si trovano a dover giocare sullo stesso campo (quello dell’ottenimento del consenso per potersi perpetuare) e questo “gioco dei poteri” non determina necessariamente scontri, ma anche alleanze e compromessi.
Ovviamente ogni forma di potere tenderà a ridurre la portata degli altri e solo un arbitro obiettivo e sicero farà sì che questo gioco necessario in ogni società si svolga secondo regole trasparenti e leali. Quest’arbitro è l’informazione (quarto potere) che però finisce spesso per lasciarsi coinvolgere troppo dal gioco divenendo meno imparziale. Ecco che la Rete ci viene incontro in questo senso e questa discussione, come migliai di altre che nascono giornalmente nei blog e nei forum, ne rappresentano un esempio.
salpetti
22 Maggio, 2007 alle 17:58
Forse ho usato il termine sbagliato: compro qualche consonante e un paio di vocali e sostituisco “scontro” con “scambio”.
Valentino Scatigna
22 Maggio, 2007 alle 18:27
OK!!! Allora io gioco il jolly e ti chiedo come è andata con Snapshot
salpetti
22 Maggio, 2007 alle 19:27
In nome del pluralismo informativo, concordo sul fatto che il filmato vada reso pubblico ed é notizia di qualche ora fa che Santoro domani lo trasmetterà; ma sempre in nome del pluralismo mi auguro che Santoro spieghi come la veridictà di tale documento – se così si può chiamare – é dubbia: da più parti ne ribadiscono l’ assoluta mancanza di fondatezza, e questo non può essere taciuto.
@ monica: se la Chiesa parla di aborto, gay, Dico, é perchè tali temi hanno a che fare con un valore – la famiglia – che é alle radici dell’ Occidente.
simone
22 Maggio, 2007 alle 20:57
Io sapevo che Santoro ha aquisito il filmato, ma che non sa ancora se trasmetterlo o no, perchè voleva fare delle verifiche per rettificare eventuali inesattezze o incongruenze del video. Come dici tu, Simone, in nome del pluralismo è bene che il video vada in onda, purchè non si presenti come la verità assoluta. Il pluralismo, infatti, prevede il confronto e il dibattito tra i vari punti di vista….
A presto!!!
salpetti
22 Maggio, 2007 alle 21:56
Esatto salpetti..condivido in pieno..ciao alla prossima!
simone
22 Maggio, 2007 alle 22:16
Grazier per l’aiuto. Tutto risolto.
Valentino Scatigna
22 Maggio, 2007 alle 22:25
X Simone e Valentino: OK!!! Alla prossima….
salpetti
22 Maggio, 2007 alle 23:47
X Simone: Per me la famiglia è composta da due persone che si amano.. è il sentimento che sta alle radici di ogni cosa.. E se sono gay, o dico poco importa..
Monica
23 Maggio, 2007 alle 0:24
ciao! e mille grazie per il commento che hai lasciato sul mio blog;
sono pienamente d’accordo con te; hai toccato tutti i punti chiave e più importante del problema.
un’opinione riguardo alla libertà d’informazione: è vero che internet è il più importante strumento di libertà espressiva e di circolazione dell’informazione; purtroppo credo che per ora raggiunga soprattutto quelle persone che l’informazione già la conoscano o la cerchino.. è l’utente attento e attivo che sfrutta le potenzialità di internet; ma gli altri? coloro che prendono per unica e vera l’informazione trasmessa dai media tradizionali?
credo che il digita divide non sia solo un problema dei paesi più poveri..
mattia bacchetti
23 Maggio, 2007 alle 16:26
X mattia bacchetti: hai perfettamente ragione!!!
Il digital divide riguarda anche la diversa stratificazione di un Paese, anche quelli avanzati (dogital ivide interno). Internet ha delle potenzialità enormi, ma non tutti possono fruirne. Ad esempio ci sono gli “analfebeti informatici”, mi riferisco ad esempo agli anziani che non sanno usare il PC, c’è chi srutta Internet fino in fondo e chi lo usa superficialmente, hi no può permettersi i costi della connessione (soprattutto ADSL), ecc, ecc.
Insomma, il grande pubblico riceve le iformazioni dai medias tradizionali, ma potenzialmente ha a disposione il mare magnum libero delle Rete: peccato non poterlo/saperlo sfruttare.
Ciao!!!grazie per essere passato di qui…
salpetti
23 Maggio, 2007 alle 19:42
Google ha occultato il video
puoi ritrovarlo su youtube spezzettato in quattro.
Ciao
pibua
25 Maggio, 2007 alle 11:41
Grazie pibua per l’infomazione, non mi ero accorto che il video non partiva più. Adesso vedo di ritovarlo su Youtube.
Ciao!!!
Aggiornamento: ho trovato di nuovo su Google Video il documentario e l’ho rimeso el post. Se tolgono anche questo, posterò quelli presenti su YouTube.
salpetti
25 Maggio, 2007 alle 13:13
il video deve essere messo in onda, dalla tv di stato, è un dovere. Ho visto il video, credo sia solo una goccia nella melma pedofila dellachiesa cattolica romana. Oggi abbiamo un papa che ha occultato, in tutto il mondo sevizie, stupri e violenze a danno dei minori. Violenze ed abusi commessi da preti, nell’ombra delle sacrestie, delle parrocchie e dei collegi. Vergogna! Un comune cittadino in casi simili si fa 30 anni per direttissima, e i preti violentano bambini perchè protetti dal papa? ma vogliamo aprire gli occhi una volta per tutti? Chi se se importa delle sue scomuniche, è vergognoso l’atto di omertà di ratzinger. Invito tutti coloro che ahnno subito violenze nelle chiese cattoliche e abusi ad parte dei preti a unirsi,denunciare, parlare e mettere fine alla pedofilai ecclesiastica, che si sa è sempre esistita ed ha rovinato tanti tanti giovani. Bravo santoro!!!
viwlki
27 Maggio, 2007 alle 18:43
Interessante la tua proposta di creare un movimemento delle vittime di reati sessuali da parte di membri del mondo ecclesiastico (magari su internet). L’unione fa la forza e magari una rete organizzata di persone riesce a smuovere l’opinione pubblica su questi fatti.
Singoli casi sparrsi per il mondo non possoo reagire bene. Tuttavia, bisogna considerare la portata del fenomeno. Non sappiamo esattamente quanti casi del genere esistono, bisogna sempre essere cauti…
Grazie per al visita!
salpetti
27 Maggio, 2007 alle 20:05
monica ma vaffanculo
marco
4 Novembre, 2009 alle 20:34