Guadagnare con il blog? Un piccola guida…

Il blogging è oggi prevalentemente condotto dalla mera voglia di partecipare dei bloggers, dalla passione, dalla soddisfazione personale ricavata dal sapere che in qualche mondo si è contribuito alla costruzione di quella che Pierre Levy chiama “intelligenza collettiva”. E’ probabile che col tempo, come afferma Lovink , esauritasi la spinta propulsiva derivata dall’entusiasmo per questa forma nascente di plucazione online, ad investire e a credere su Internet resteranno solo in pochi, dal momento che essa non è retribuita.
Ma come è possibile ottenere guadagno con un blog?
Ho fatto qualche ricerca per voi e per me….
Sono molto diffusi i bottoni di PayPal, azionando i quali i lettori possono fare un’offerta libera ai gestori dei blog tramite carta di credito indicando la somma che si vuole donare. Nel 2003, con questo sistema Christopher Allbritton è riuscito ad auto-finanziare le cronache di guerra presenti sul suo blog. In poche settimane, come ricorda Giancarlo Mola su laReppublica, gli sono arrivati più di diecimila dollari che gli hanno permesso di trasferirsi in Iraq da dove si collegava a Internet per aggiornare il suo blog con un telefono satellitare. Sul suo blog anche adesso c’è il bottone di PayPal con la scritta “Make a Donation“.
Un altro esempio di blogger che si auto-finanzia con le donazioni è quello di Jason Kottke che, come lui stesso racconta, riesce a “vivere di blogging”. Il suo blog si occupa di high-tech e design, evidentemente lo fa talmente bene da convincere i suoi lettori a finanziarlo.
Ma non tutti i bloggers sono così popolari da potersi permettere tali finanziamenti e casi come quelli descritti sono solo marginali ed episodici che costituiscono l’eccezione e non la regola. Alla maggior parte dei blogger, secondo me, il ricavato delle offerte consente al massimo di pagarsi il cinema una volta la mese!!!
La situazione non dovrebbe essere molto diversa per quanto riguarda i programmi di affiliazione tipo quelli proposti da Amazon che, nonostante non permettano alti ricavi, sono molto diffusi. Il programma Amazon Associate offre l’opportunità di promuovere come affiliati qualsiasi prodotto in vendita su Amazon ( libri, DVD, cd musicali, ecc). In pratica il blogger deve indicare ai propri lettori i prodotti in vendita su Amazon inserendo dei particolari link che permettono al negozio online di riconoscere il blog da cui il potenziale acquirente è stato indirizzato, se i visitatori comprano l’articolo, Amazon assegna una piccola commissione sulla vendita. Non è difficile calcolare di quante vendite vi sia bisogno prima di raggiungere una somma considerevole.
Anche Google offre un servizio che dovrebbe permetere di guadagnare (credo sia il più diffiuso tra i bloggers). Il servizio si chiama Google AdSense ed è una evoluzione della pubblicità online tradizionale. AdSense permette ai blogger di pubblicare pubblicità di testo in relazione agli argomenti trattati. Il motore di ricerca Google associa automaticamente i messaggi pubblicitari a seconda delle parole che vengono utilizzate nei post. Per esempio, ad un post che racconta delle vacanze in Irlanda del blogger verranno affiancati con molta probabilità messaggi promozionali (in uno spazio della pagina scelto dal blogger) in cui vengono presentati delle promozioni riguardanti voli aerei o viaggi organizzati verso l’Irlanda. Per ogni click sulle pubblicità il blogger riceve una piccola somma di denaro a prescindere dal fatto se si effettua o meno un acquisto.
Un metodo che può rivelarsi redditizio è quello della vendita di spazi pubblicitari. Il più diffuso servizio di pubblicità dei blog è BlogAds che si incarica di vendere gli spazi pubblicitari trattenendo una percentuale sui ricavi. Ovviamente, i prezzi degli spazi pubblicitari non possono avere tutti lo stesso valore, ma variano in relazione alla popolarità del blog e in relazione al livello di specializzazione. Se un blog tratta argomenti specifici o di settore, il prezzo dei suoi spazi pubblicitari aumenta perché ciò permette di inserire pubblicità mirate ad un target specifico.
Robin Good propone ai bloggers per guadagnare di vendere gadget o di vendere prodotti affiliandosi con particolari marchi, produrre e-book con i miglior post da vendere ai lettori più affezionati o miniguide per orientarsi sul Web indicando, ad esempio, delle recensioni dei siti preferiti, ma anche miniguide su argomenti che si conoscono bene (ad esempio, un blogger che parla di high-tech potrà realizzare una guida all’acquisto dei nuovo prodotti tecnologici in vendita) e molti altri espedienti che non possono di certo portare grossi guadagni. Ma questi consigli lasciano il tempo che trovano.
Non mancano certo esempi originali come quello di un video-reporter olandese che produce in proprio video-news che mette gratis sul proprio sito e che fornisce gratuitamente ad altri siti di news, al loro interno inserisce dei piccoli spot pubblicitari per i quali gli inserzionisti pagano circa 10 centesimi di dollaro a visitatore (Fonte: Poynter).
Negli Stati Uniti, esiste un sito, Pixelpass, che permette in pratica di rendere il proprio blog a pagamento. Basta aggiungere un’applicazione fornita da Pixelpass nel blog e ogni post viene coperto in parte da un’immagine su cui i lettori se vogliono leggere ciò sta sotto devono cliccare venendo indirizzati in uno spazio dove si chiede loro di versare una piccola somma di denaro. Ovviamente questi pagamenti riguarderebbero specifici tipi di blog particolarmente ricchi, interessanti e magari specializzati in settori di nicchia in cui i lettori non solo potrebbero trovare le informazioni ricercate, ma potrebbero anche avere modo di innescare prolifiche conversazioni con gli altri utenti e con il blogger. Come si può facilmente intuire, solo pochi bloggers potrebbere permettersi di fare uan cosa simile.
Queste sono solo alcuneforme di guadagno tentate dai bloggers. La maggior parte dei modi per guadagnare attraverso un blog, tuttavia, si sono rivelate poco efficaci. Negli Stati Uniti, invece, dei bloggers riescono a guadagnare vendendo i loro contenuti a degli appositi network. Casi rapresentativi di questa tendenza sono, ad esempio, la Gawker Media di Nick Denton e la Weblogs Inc. dell’AOL, entrambe basate su una piattaforma tecnologica (di diffusione e di pubblicità comune) in cui vengono aggregati dei blog personali selezionati in base alla qualità del lavoro degli autori.
I bloggers vengono letteralmente “assunti” e sono retribuiti come se fossero dei redattori (generalmente si assumono l’impegno di garantire una certa frequenza di pubblicazione). La vera novità di questi network di blog rispetto a una redazione tradizionale, oltre a quella della riduzione dei costi per gli editori, è quella di poter affrontare temi diversi e spesso di estrema nicchia. La tendenza generale relativa al guadagno è, quindi, quella di specializzarsi per sfruttare al meglio le inserzioni pubblicitarie che hanno un valore superiore se dirette ad un target specifico.
La Gawker Media è una comunità di blog specializzati che totalizza un numero di contatti mensili di circa cinque milioni di utenti. Uno dei blog più noti di questa comunità è Gizmodo, specializzato in gadget tecnologici e disponibile in diverse lingue. La prospettiva di Denton è che i blog migliori possano affiancarsi o sostituirsi alle riviste specializzate e in tal senso diventare attrattori di pubblicità mirata. Un blogger che entra nel circuito della Gawker Media, pare che possa guadagnare oltre 2000 euro mensili (Fonte: EJO).
Weblogs Inc. è un altro network di blog specializzati composto da più di cento bloggers. Gli introiti sono talmente elevati che la retribuzione dei bloggers può arrivare anche a 1.500 dollari mensili (Fonte: EJO).
Questo sembra il modo per poter guadagnare un pochino atraverso un blog. Ma che fine fa la spontaneità e la libertà del blogging? Non si rischia di ingabbiare la forza del blogging che sta nel’essere totalmente libero e svincolato da ogni forma di condizionamento (politico, economico, sociale) che ne influenzi la linea editoriale? E poi… che differenza c’è tra un network organizzato di bloggers retribuiti e una testata online? Nessuna, a parte che l’editore spende meno…
Mi fa piacere che uno dei miei post, abbia suscitato il tuo interesse fino al punto di farti fare delle richerche online…vuol dire che forse non me la cavo così male, anche se come blogger sono solo all’inizio!
Comunque ho apprezzato il tuo commento e questo tuo post, fonte preziosa di informazioni. Spero di averti ancora sul mio blog: stakastagista.wordpress.com, io tornerò presto a trovarti.
Stakastagista
15 maggio 2007 alle 16:31
Ciao Stakastagista, grazie a te per essere passata da queste parti…
Sono contento che il mio post ti sia piaciuto. La ricerca è in parte frutto della mia tesi di laurea che appunto parlava de rapporto tra media e poteri e indicava il blogging possibile come strumento libero di informazione.
Ovviamente se un blogger riuscisse a guadagnare esclusivamente dal blog senza dipendere da niente e nessuno, sarebbe ancora più libero. Perchè i media tradizionali tradizionali non sono poi così liberi? Perchè sono influenzai dal potere economico (es. gli editori), dal potere politico (es. lottizazione RAI) e dal potere sociale (es. Chiesa. mai andare contro si rischia grosso!).
Verrò a trovarti spesso nel tuo blog…
Perchè non facciamo uno scambio di link? Io ti aggiungo al mio blogroll e tu nel tuo? Che ne dici?
A presto!!!!
salpetti
15 maggio 2007 alle 16:49
Et voilà…sei nel mio blogroll! A presto
Stakastagista
15 maggio 2007 alle 17:37
Ciao, interessante il tuo blog…propongo uno scambio di link!
Essendo un neoblogger , puoi darmi un giudizio in merito al mio blog?
Grazie
studentefreelance
16 maggio 2007 alle 20:13
quei giornalisti sono stati finanziati per motivi politici.
)
un blogger “normale” non potrebbe finanziarsi cosi.
(tu doneresti p.e. a Fabrizio?
riguardo la pubblicità di google: per carità!
sc
12 giugno 2007 alle 01:36
hai proprio ragione, infatti la forza del blogging stà proprio nel fatto che sono liberi… Se si introduce il pagamento, si introducono anche i soliti meccanismi dei giornali che condizionano il lavoro dei giornalisti!!!
A presto!!!
salpetti
12 giugno 2007 alle 09:33
I metodi per guadagnare sono tanti. Mi piace l’idea del blog
Guadagnare con Internet
29 dicembre 2007 alle 12:04
E sì, la Rete offre infinite possibilità…
Quella del blog è solo una tra le tante, forse la meno reddittizia!
salpetti
29 dicembre 2007 alle 15:31
ma in Italia come si dichiarano i redditi, anche se piccolissimi, da google ads e amazon associate? ci vuole per forza la partita iva?
Alessandra
7 gennaio 2008 alle 22:58
Non credo che per i redditi derivati da Amazon e da Google Ads serva la partita iva… Secondo me, che ad essere pignoli, bisogna dichiararli normalmente (forse serve solo il codice fiscale). Gli introiti, tuttavia, sono talmente bassi che non credo che arrivi la finanza se non li dichiari… si aggirano intorno alle decine di euro!!! Cmq informati meglio con un commercialista…
salpetti
8 gennaio 2008 alle 14:20
Quoto tutto in pieno! Il blog è un fenomeno di novità proprio perchè nasce dalla spontaneità: se si volesse monetizzare allora i blog non diventerebbero altro che testate on-line, che blog non sono in quanto si perde la spontaneità e l’effetto sorpresa che ti invoglia a tornare per leggere qualcosa di inatteso.
Secondo me il blog può anche trattare argomenti di nicchia ma quello tradizionale, che parla di tutto e di più, è da sempre il vero blog, proprio perchè è spontaneo e non mira a fare soldi. Infatti tu stesso mostri che il blog in senso tradizionale non fornisce rendite, mentre da sempre capacità specifiche, come l’essere un esperto neurochirurgo, sono richieste e retribuite in maniera abnorme. Insomma se io fossi un superguru di qualcosa mi metterei a scrivere libri, farei conferenze e metterei su un ‘blog’ con un’area riservata a pagamento, anche in forma di donazione libera che poi probabilmente è la nuova strada.
Diciamo che è lo stile del blog, monopagina, che attira di più rispetto ad un sito tradizionale.
Ciao
oriefeiro
9 febbraio 2008 alle 18:02
oriferio, vedo che siamo sulla stessa linea di pensiero…
I blog sono liberi e spontanei: è questa la vera novità che per certi aspetti è anche una rivoluzione…
Introdurre forme di pagamento eqivale a ridurre la portata di questa rivoluzione!!!
Ciao!!!
salpetti
10 febbraio 2008 alle 01:20
ciao,
grazie per il bel articolo.grazie a questi post mi è venuta voglia di iniziare anch’io a muovere i primi passi.Non pensavo fossero necessarie tutte queste conoscenze e invece….
vi continuerò a seguire per migliorare sempre più i miei blog.
Grazie
http://www.statidipercezione.blogspot.com
http://www.idee-guadagno.blogspot.com(appena aperto,in costruzione)
federico
2 dicembre 2008 alle 13:00
Ciao federico, grazie a te per il commento…
Sono contento che i miei post possano suscitare tanto interesse. Queste guida, tuttavia, adesso è diventata un pò vecchiotta, andrebbe aggiornata…
A presto!!!
salpetti
2 dicembre 2008 alle 17:24
Ottimo post, davvero complimneti! Soprattutto noto che non ci sono annunci nell’ articolo!
Guadagnocolblog.it
5 febbraio 2010 alle 18:30
Grazie per i complimenti…
Nell’articolo non ci sono annunci proprio perchè io non voglio guadagnare con il blog; voglio solo condividere informazioni, opinioni e conoscenza…
A presto!
salpetti
10 febbraio 2010 alle 12:04
ottimo post…..complimenti..
annunci personali
23 ottobre 2010 alle 22:50
Grazie!
salpetti
26 ottobre 2010 alle 10:05