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Per chi come me passa molte ore della sua giornata davanti ad un PC connesso ad Internet, il File sharing non è una novità. I sociologi, tuttavia, si interrogano su ogni cosa riguardi più di una persona, così il file sharing (come anche il blogging) diventa un fenomeni sociale da studiare. Io che non sono un sociologo, ma che per la mia formazione mi sento molto vicino agli scienziati del sociale e che, soprattutto, sono un grande fan-atico della Rete, mi interesso molto di queste cose anche dal punto di vista degli aspetti sociali.

A tal proposito, venerdì 4 maggio saranno presentati a Roma i risultati della prima ricerca italiana che ha affrontato sistematicamente il tema del fenomeno [sociale] del file sharing.

Il convegno che appunto si intitola: “I comportamenti di consumo di contenuti digitali in Italia. Il caso del file sharing”, si svolgerà nella Sala Capitolare della Biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini” a Piazza della Minerva, 38 a partire dalle 9:30 del mattino (QUI trovate il programma).

Il posto non è proprio tra i più “moderni e tecnologici”, ma credo che valga la pena farci un salto. Per partecipare al convegno (io ci vado) bisogna registrarsi in questa pagina del sito dell’Osservatorio su Libertà e Comunicazione della Fondazione Einaudi di Roma che ha organizzato il convegno.

La ricerca è stata diretta dal Dott. Davide Bennato che è anche un blogger. Nel suo blog scrive: “Lo scopo del convegno è duplice: da una parte illustrare i risultati della ricerca, dall’altra ascoltare le riflessioni che ne scaturiranno nelle parole dei partner che hanno partecipato al progetto“.

Per saperne di più potete leggere l’articolo di Punto-Informatico sul convego, il blog di Bennato (Tecnoetica) o Libercom, il sito dell’Osservatorio su Libertà e Comunicazione della Fondazione Luigi Einaudi di Roma.

Al prossimo post!!! ;-)

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Questo è il primo post di questo blog. A chiunque si fosse chiesto il perchè del titolo (ma anche a chi non s’è le chiesto ;-) ), cercherò di spiegare brevemente di che si tratta…
Il blog è nato alla fine del mio percorso di studi. Mi sono laureato, infatti, in Sociologia (110 e lode!) proprio con una tesi che parla di blog; anzi, del rapporto tra il blogging e i poteri.
Detta così sembra proprio una cosa noiosa, ma credo che oggi sia proprio un campo di indagine interessante…
E poi… ancora non è certo e non voglio parlarne per scaramanzia, ma forse la mia tesi (400 pagine) diverrà un libro, ovviamente apportando le dovute modifiche. Per adesso sono un giovane (25 anni) dinamico e intraprendente “in cerca di prima ccupazione”, come si dice in questi casi [ps. per chi fosse interessato, il mio curriculum stà su Chi sono? ;-) ].
Sono anche un blogger da molto tempo e per la tesi ho aperto vari blog, ma oggi li ho chiusi tutti perchè voglio concentrarmi solamente su questo utilizzando il magnifico WordPress che ho scoperto troppo tardi! ;-)
Non so ancora esattamente che uso ne farò e cosa ci scriverò, ma ci credo fortemente.
Dicevamo… il blogging e i poteri. Adesso viene la parte noiosa. Per semplificare vi incollo il breve abstract che la segreteria della mia facoltà impone di consegnare insieme alla tesi (probabilmente i membri della commissione si annoiano a leggere tutte le tesi e leggono solo il riassunto del riassunto!):

Nella società dell’informazione, grazie alle possibilità offerte dalla Rete, la capacità di informare non è più prerogativa dei professionisti del settore, ma diventa di dominio pubblico.
Nel sistema mediale entrano a pieno titolo, affianco a mass media, i cosiddetti personal media. Chiunque può produrre informazione individualmente e al tempo stesso può crearsi un proprio percorso informativo personale.
I blog si collocano in questo contesto in cui l’informazione professionale viene affiancata da un tipo di informazione “artigianale” e dove ciascuno, grazie alle possibilità offerte dalle ICT, può essere potenzialmente un reporter, un “reporter diffuso”, come è stato definito.
Se con i media tradizionali il quarto potere, ovvero il sistema informativo nel suo complesso, era appannaggio esclusivo di giornalisti e operatori del settore cui spettava il compito di far circolare le informazioni che sono in grado di esercitare una funzione di controllo sui poteri, oggi lo scenario sta cambiando.
I cittadini hanno sempre meno fiducia nei media tradizionali per ciò che riguarda l’informazione e, visto che adesso ne hanno la possibilità, vogliono entrare direttamente a far parte di questo “gioco dei poteri”, ma il ruolo che vogliono rivestire non è quello di giocatore (come quello assunto sempre più dall’informazione professionale), piuttosto quello di giudice di gara a garanzia del rispetto delle regole.

Perché i blog sono importanti in questo contesto?
Dal momento che in questo nuovo scenario c’è sempre il rischio di restare intrappolati nell’overload informativo, come si posizionano i blog sotto questo aspetto?
Possono scomparire totalmente le agenzie di mediazione tra il cittadino e la realtà che lo circonda?
Come reagisce il “quarto potere” nei confronti dell’imponente avanzata di queste forme di “informazione dal basso”?
La blogosfera diverrà realmente un luogo libero in cui i cittadini potranno esprimersi o finirà per diventare una big conversation dove il caos regna sovrano?

A queste e ad altri quesiti cercheremo di rispondere nel corso della nostra trattazione“.

Per adesso mi fermo qui, vedremo cosa ne uscirà da questa nuova avventura che inizia oggi aprendo questo blog…

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